«Ma quali schiaffoni…»

Maurizio Micheli, successo a teatro con “Amore mio aiutami”

«Tolta la scena delle sberle di Sordi alla Vitti. Impensabile che un uomo risolva questioni d’amore con la violenza. Poi, se c’è uno che le prende, quello sono io. Oggi intitolerei un monologo a Sorrentino. Mi affascina il cinema, la tv un po’ meno, troppe urla e “fotoromanzi”…». Si torna finalmente a teatro e “Costruiamo Insieme” affianca il cartellone a cura di Renato Forte

 

“Costruiamo Insieme” torna ad affiancare una stagione teatrale, “I colori del teatro”, a cura di Renato Forte per l’Associazione culturale “Angela Casavola”. Primo titolo in programma, “Amore mio aiutami”, capolavoro del cinema di fine Anni Sessanta, scritto da Rodolfo Sonego e interpretato da Alberto Sordi e Monica Vitti. Protagonisti a teatro, Maurizio Micheli e Debora Caprioglio. Il debutto, lo scorso 7 dicembre al Teatro comunale Fusco di Taranto.

Dunque, Micheli, nato a Livorno, ma vissuto a Bari, dove si è anche laureato, prima di partire alla volta di Milano, tentare la carta del teatro, affascinando il regista dei registi, con un monologo: “Mi voleva Strehler”. Ma l’attore, che non nasconde il suo amore per la Puglia, non dimentica che alcuni dei suoi personaggi più famosi devono qualcosa, quantomeno l’accento, alla nostra terra.

Dunque, «Brunetta dei Ricchi e Poveri, fatti punk!», «Sciambàgne…»,  «Radio Bitonto Libera…», «Non ho ancora trovato il mio “Asso nella manica”», «Tieni pure il gazebo, capadic***!». Dino de Nittis, dj di radio Bitonto Libera, quello di “Strisciullo ti arreda il trullo”. E, ancora, Anna Rosa Di Fonzo in arte “Susy”, Rocco Tarocco avvocato del Foro di Trani. Proseguendo con Vituccio Ragusa fotoreporter nel “Commissario Lo Gatto” con Banfi, diretto da Dino Risi, e il Pinuccio Tricarico di “Rimini Rimini” per la regia di Sergio Corbucci con Laura Antonelli.

«Le tavole del palcoscenico – dice Micheli – un amore che dura da cinquant’anni, dai tempi del Teatro universitario di Bari, la città nella quale ho vissuto a lungo. Oggi la tv è un’altra cosa, equivale a urla, litigate furiose; il piccolo schermo attraverso queste modalità viene sempre più visto come una scorciatoia per il successo, quando un tempo anche per due sole battute all’interno di una commedia giravi l’Italia con una compagnia teatrale in cambio di un compenso che ti permettesse di mangiare in trattoria e dormire in una pensione. Non voglio apparire un nostalgico, ma una volta era un’altra cosa…».

 

Prima di parlare di “Amore mio aiutami”, un accenno a “Mi voleva Strehler”, la carica delle mille repliche?

«Funziona ancora, continuo a riproporlo nella stesura originale, riprendendo le emozioni e le ambizioni di qualcuno che, come il sottoscritto nel monologo, stava per affrontare un provino davanti a quello che per noi giovani di un tempo rappresentava un mito: Giorgio Strehler».

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Foto Studio Renato Ingenito

 

Un monologo, oggi, a chi lo dedicherebbe?

«Quello era un atto d’amore nei confronti del teatro, provare ad accarezzare un sogno: lavorare, attingere insegnamento da quello che, a ragione, era considerato “il regista”; oggi, mi ripeto, è un’altra cosa. I giovani non vogliono più saperne di compiere il percorso scolastico, la gavetta. Non piace più a nessuno studiare, sacrificarsi; più facile urlare in tv, crearsi un personaggio, diventare noto e partecipare il più a lungo possibile a uno dei tanti salotti televisivi che assegnano poltrone  a chiunque abbia voglia di strillare…».

 

Differenza fra la sua e la tv di oggi.

«Ricordo quella che produceva sceneggiati, in Rai proponeva opere letterarie importanti, dirigevano Anton Giulio Majano, Sandro Bolchi, Daniele D’Anza; oggi quei capolavori sono stati sostituiti dalle fiction, fotoromanzi televisivi. Insomma, altra roba. Poi la tv brillante era quella di autori e registi di grande esperienza».

 

Torniamo al monologo che spesso rappresenta ancora oggi. Invece di Strheler, Micheli, a chi si ispirerebbe?

«Non mi dispiacerebbe fare cinema, di recente sono stato il papà di Checco Zalone in “Quo vado”. Dovessi fare un provino, inventarmi un nuovo monologo, mi faccia pensare… Ecco, non mi dispiacerebbe aspirare a un “Mi voleva Sorrentino”, sicuramente fra i più grandi registi italiani. Ma Sorrentino, mi chiama, non mi chiama…?».

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Foto Studio Renato Ingenito

 

Buon successo in teatro. In “Amore mio aiutami”, ha una partner deliziosa come Debora Caprioglio.

«Se il buongiorno si vede dal mattino, “Amore mio aiutami” funziona anche a teatro. E’ poco che abbiamo cominciato, la gente partecipa. La sceneggiatura di Sonego nasce per il cinema, poi Sordi e la Vitti sono grandi, tanto che quel film lo trascinano al successo. Certo, il cinema è una cosa, il teatro un’altra. L’idea di partenza, curata da Renato Giordano, è quella originale: una moglie si innamora di un altro uomo e chiede aiuto al proprio marito per cercare di guarire. Originale, non trova?».

 

Gli schiaffoni cinematografici che Albertone dava alla Vitti, che fine ha fatto quella scena-culto?

«Semplice: l’abbiamo cancellata. Oggi non si può pensare ad un marito che, seppure tradito, picchia la moglie. Di scene violente, purtroppo, ne è piena la cronaca di tutti i giorni, dunque anche trattandosi di “tradimento”, l’argomento doveva essere maneggiato con cura. Nell’adattamento teatrale, dunque lui la sgrida solamente. Anzi, per dirla tutta, è la donna che prende a sberle l’uomo. Perché una donna, si dice, non si sfiora nemmeno con una rosa…».

 

A proposito di Ròsa, come il fiore e il nome di donna, che da queste parti “suona” in altro modo. Il commissario Lo Gatto smaschera le sue origini pugliesi, e in Rimini Rimini dedica un cavallo di battaglia di Peppino di Capri, “Sciambàgne”, ad una affascinante Laura Antonelli. Ma, a proposito di fascino, quanto la seduce il cinema di oggi?

«Il teatro lo faccio da cinquant’anni. Fra un film e un’occasione in tv, non avrei dubbi: farei il cinema, a condizione che registi e copioni siano quelli giusti. Non ce l’ho con la tv, ma ormai assisto a un esercito di debuttanti: chi si improvvisa comico, chi attore. Marlon Brando, non l’ultimo degli arrivati, già nel lontano ’59, diceva che “il teatro lo fanno gli attori, il cinema i registi, la tv gli altri”. E la tv, purtroppo, oggi è così piena di “altri”».

«Patrimonio del mondo»

Città vecchia, lunedì scorso la candidatura al Castello Aragonese

«L’Associazione nasce per le grandi potenzialità culturali, archeologiche e naturali dell’Isola», ha dichiarato il presidente Michele Rossetti. Nella candidatura, poste in evidenza, fra l’altro: le Colonne del Tempio, gli ipogei, l’architettura di età bizantina, i Vicoli, la Chiesa di San Domenico, la Cattedrale di San Cataldo, il Castello Aragonese, il Ponte Girevole, il Palazzo d’Aquino e il Museo archeologico nazionale.

 

La Città vecchia di Taranto come patrimonio mondiale culturale dell’UNESCO. Per realizzare un sogno o comunque lo si voglia vedere, un progetto che darebbe un atteso scatto in avanti alla nostra cultura, a una storia millenaria, ci ha pensato  un’associazione di promozione sociale, “Taranto Patrimonio nel Mondo”, un ente del terzo settore, costituitosi lo scorso febbraio per uno scopo ben preciso: avanzare la candidatura dell’Isola a una ricchezza da salvaguardare.

Il progetto è stato presentato lunedì mattina nella Sala convegni del Castello aragonese, altro grande attrattore e manufatto storico, di fronte alle due Colonne doriche, altra testimonianza di una storia infinita custodita dalla Città vecchia. Presenti all’incontro introdotto da Matteo Dusconi, il presidente dell’Associazione “Taranto Patrimonio del Mondo”, Michele Rossetti, il vicepresidente Dario Lupo, il segretario Valerio Lupo. A fare gli onori di casa, a nome dell’Ammiraglio Salvatore Vitiello, il comandante Sergio Lamanna. La sensazione è che per i promotori dell’associazione sia stato più semplice trovarsi insieme nel lavorare e mettere la Città vecchia al centro dell’attenzione (meritevole di un simile riconoscimento), che non curare i dettagli per realizzare un’associazione autorevole e con professionalità importanti e credibili.

 

L’ASSOCIAZIONE

«La lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO – ha dichiarato il comandante Lamanna, portando i saluti dell’Ammiraglio Vitiello – comprende beni naturali e culturali unici al mondo, la cui protezione è considerata, per la loro eccezionalità, responsabilità dell’umanità; non solo, dal 2003 l’UNESCO ha approvato la Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale dove sono stati inseriti spettacoli, rituali, feste, tradizioni, espressioni orali, le tecniche artigianali e relativi manufatti: Taranto, ben si colloca in questo contesto. La città vecchia con le Colonne del tempio, gli Ipogei, l’architettura di età bizantina, i vicoli e loro funzioni, la Chiesa di San Domenico, la Cattedrale di San Cataldo, il Castello Aragonese, il Ponte Girevole “San Francesco di Paola” sono elementi identitari, unici al mondo unitamente ai riti religiosi, alle capacità marinaresche dei nostri maestri d’ascia, alle tecniche di pesca e tanto altro».

«L’Associazione è sorta – ha detto nel suo intervento il presidente Rossetti – perché crediamo nelle grandi potenzialità culturali, archeologiche e naturali della Città Vecchia. Questo è certamente un fine principale, ma non esclusivo, perché tutta la città di Taranto merita di essere valorizzata e candidata, basti pensare a MArTA, ai Giardini dell’Ospedale militare, il Mar piccolo e altro ancora. L’augurio è che la nostra provocazione – che non è solo tale – venga accolta a qualsiasi livello per raggiungere gli obiettivi prefissati. “Taranto Patrimonio nel Mondo” nasce come associazione di promozione sociale, ente del terzo settore: ha svolto un approfondito studio del territorio per scrivere una grande pagina per la Città vecchia con un documento che diventa progetto. La nostra  è un’associazione aperta alla comunità: a breve inizieremo i tesseramenti e la consegna delle tessere onorarie».

 

LA CANDIDATURA

«La candidatura – ha puntualizzato il segretario Lupo – è stata posta all’attenzione degli Organi istruttori della Commissione Italiana Nazionale per l’UNESCO. La valutazione del dossier richiederà del tempo e, probabilmente, richieste di integrazione. Il documento presentato prevede la presentazione di ogni sito archeologico e bene culturale, con il relativo studio). Proprio a tale scopo abbiamo posto in evidenza: le Colonne del Tempio, gli ipogei di Taranto, l’architettura di età bizantina, i Vicoli e le loro funzioni, la Chiesa di San Domenico, la Cattedrale di San Cataldo, il Castello Aragonese, il Ponte Girevole San Francesco di Paola, il Palazzo d’Aquino e il Museo archeologico nazionale MArTA. La nostra è certamente un’idea ambiziosa, basata sul senso di responsabilità perché d’ora in poi dovremo ulteriormente impegnarci per custodire questo tesoro, che è grande parte della nostra eredità. La città di Taranto è testimone di una bellezza che finora non abbiamo saputo del tutto apprezzare».

Fra i presenti, Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio; Cosimo Borraccino, Consigliere di staff del Presidente della Regione Puglia; Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento jonico dell’Università di Bari; Tiziana Latorre, in rappresentanza del presidente dell’Ordine degli Architetti, Pietro Vito Chirulli (presidente reggente di Confindustria Taranto); Alberto Mosca, vice presidente Confcommercio Taranto; Annalisa Adamo, già assessore agli Affari generali del Comune di Taranto; Roberto Settembrini, segretario generale dell’Autorità di Sistema portuale dello Jonio. Fra gli interventi, quelli di Dario Lupo, vicepresidente dell’associazione, e dell’archeologa Silvia De Vitis.

«Ciao, Stefano!»

Teatro Orfeo, D’Orazio ricordato dai Palasport

Ospite Tiziana Giardoni, moglie del popolare batterista italiano. Sul palco Silvia Di Stefano, figlia dell’autore di “Pinocchio” e “Aladin”, e artisti pugliesi. Il resto della “macchina della musica”, Roby, Dodi e Red, in tre video toccanti per ricordare il compagno di centinaia di successi e concerti. Incasso devoluto all’Aido

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Foto Aurelio Castellaneta

 

Lunedì 8 novembre, teatro Orfeo di Taranto. Settecentocinquanta posti a sedere, tutto esaurito. Biglietti acquistati online da Milano, Firenze, Napoli, Potenza, Cosenza, Catania.

Si avverte, netta, la sensazione che l’esclamazione più amata da Stefano D’Orazio, «Che meraviglia!», circoli nelle teste e nei cuori del Popolo dei Pooh. Difficile dimenticarlo. Il popolare batterista dei Pooh scomparso un anno fa era più di un musicista. Ha ragione Tiziana Giardoni D’Orazio, sua moglie, ospite della serata, quando sottolinea: «Stefano non era solo una persona straordinaria, per affetto, sensibilità e generosità; era anche un artista a trecentosessanta gradi come pochi: musicista, autore, scrittore, produttore, manager e tanto altro ancora».

D’Orazio al tempo dei Pooh aveva rinunciato a proposte di radio e tv nazionali. Contratti come autore e conduttore, per via della sua cultura, smisurata, e per la sua brillantezza. Tutte proposte cordialmente respinte: tutto incompatibile con il suo ruolo di Pooh a tempo pieno. Non sbagliava un colpo Stefano. Fosse stato un calciatore avrebbe fatto gol in acrobazia; ciclista avrebbe vinto a braccia alzate; come atleta per vistoso distacco.

Serata al teatro Orfeo organizzata dai fratelli Claudio e Pier Giuffrida, fondatori dei Palasport. Con Cosimo Ciniero e Lorenzo Ancona (l’altra metà dell’unica coverband nazionale insignita dagli stessi Pooh) oltre alla stessa vedova di D’Orazio, ospiti sul palco dell’Orfeo: la figlia del batterista, Silvia Di Stefano (nome d’arte in omaggio al popolare artista) e numerosi artisti pugliesi. Fra questi, Maurizio Semeraro, protagonista di musical firmati D’Orazio; Antonio De Santo, anima dei Terraross; Martino De Cesare, chitarrista di Gragnaniello, Eugenio ed Edoardo Bennato, Esposito; Egidio Maggio, turnista, chitarrista di Mariella Nava, Mimmo Cavallo, Mia Martini. E poi, Franco Cosa, Aldo Cosa (voce dei Vasconnessi), Giuseppe Di Gioia, Fabio Barnaba, proseguendo con la Scuola di teatro Orfeo, Michael White, Leo Tenneriello, Gaetano De Michele, Occhi profondi, Studio teatro danza, Frank Ferrara, l’Orchestra Tebaide.

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 Foto Aurelio Castellaneta

 

DOVE SONO GLI ALTRI TRE

Gli altri Pooh, Roby, Dodi e Red, hanno partecipato con contributi video. Durante lo spettacolo, grande emozione nelle parole di Roby Facchinetti (in via di allestimento “Parsifal – l’Opera”, scritta con lo stesso D’Orazio), Red Canzian e Dodi Battaglia. Gli  “amici per sempre”, in una serata di grandi emozioni, insomma, hanno voluto far sentire tutto il loro affetto per Stefano.

Il ricavato del concerto andrà all’Aido, l’Associazione italiana donatori organi per cui l’artista romano era stato testimonial. All’evento è intervenuto Vito Scarola, vicepresidente nazionale Aido.

Tiziana Giardoni ha ringraziato i Palasport, organizzatori di  una serata straordinaria. «Stefano è stato ricordato da una città, Taranto, che lo ha amato tantissimo, un affetto che lui in più occasioni aveva ricambiato e non solo tenendo concerti con i Pooh; il giorno dell’anniversario della sua scomparsa, il 6 novembre, ho annunciato la nascita di un’Associazione a lui dedicata: lo scopo sarà continuare a fare quello che lui aveva sempre fatto: aiutare ragazzi di talento a farsi strada nel mondo dello spettacolo».

Nel foyer del teatro Orfeo nel pomeriggio di lunedì scorso, Tiziana ha presentato anche “Tsunami”, libro postumo di D’Orazio. Moderatore, Claudio Frascella.  «Stefano era un genio – ha spiegato – prendeva mille appunti, si segnava qualsiasi cosa, perché prima o poi quella noticina sarebbe diventata un’idea, un progetto: una canzone, un musical, un libro; mi leggeva capitolo per capitolo: non aveva ancora finito di scriverne uno, che era pronto già quello successivo; i suoi personaggi non erano solo un virgolettato, recitavano attraverso la sua voce, ogni sera: c’è tanto di lui in  “Tsunami”, leggere questo libro sarà come compiere un passo avanti nella conoscenza di D’Orazio; non era solo un autore di canzoni e musical di successo, scriveva anche di libri di spessore: non aveva mai smesso di studiare, aggiornarsi su qualsiasi cosa che gli tornasse utile non solo nel suo lavoro, ma nella vita».

«Con  “Ste’”, alla romana – ha raccontato Silvia Di Stefano – era un continuo confronto, voleva sapere qualsiasi cosa facessi: non prese bene il fatto che cantassi, entrare in questo mondo era complicato e lui non raccomandava nessuno; anzi, partiva per la sua Pantelleria, dove aveva casa; fu in una di queste occasioni che a sua insaputa partecipai al casting di  “Pinocchio”: presa. Quando lo seppe andò su tutte le furie, poi ascoltò la mia voce e si convinse. Quanto ci manchi Ste’!».

Infine, i Palasport. Quattro ragazzi innamorati dei Pooh e delle loro canzoni, tanto da diventarne coverband.  «Questa serata per Stefano – dicono Claudio e Pier Giuffrida, compagni di Lorenzo e Cosimo, gli altri due Palasport – ci sembrava il minimo: un atto dovuto. Per noi i Pooh sono sempre stati il complesso musicale di riferimento, la scomparsa di Stefano un grande dolore: lo avevamo incontrato nel 2006, a Ponte di Legno, in occasione della finale del primo e unico contest per coverband dei Pooh. Se abbiamo conseguito questo riconoscimento ufficiale, lo dobbiamo anche a lui: durante le prove, seduto in platea ascoltava e annotava pregi e difetti delle formazioni musicali in finale. E se nel tempo la nostra passione per i Pooh è diventata un lavoro, lo dobbiamo anche a lui».

«Grazie a “Costruiamo Insieme”!»

TEATRO/Micheli, Iacchetti, Izzo fra le star

«Grazie ad attività come la cooperativa sociale, che sostiene il teatro, è possibile realizzare stagioni di livello. Inviteremo extracomunitari ospiti dei Centri di accoglienza, come già fatto in passato», dice il direttore artistico Renato Forte. «Le attività sane del territorio, insieme con il Comune, sostengono chi fa impresa e promuove la cultura: è il sistema virtuoso per far crescere il territorio e rilanciare una città», riprende il vicesindaco Fabiano Marti

 

«E’ la terza stagione di collaborazione con la Cooperativa sociale con sede a Taranto. Dunque, un grazie al presidente e al direttore. Insieme cominciammo con l’invito ad extracomunitari ad ogni spettacolo. Una iniziativa che ebbe un ottimo riscontro e che, francamente, intendo riproporre, considerando la partecipazione dei ragazzi stranieri ospiti a Taranto. Il sostegno è importante, è possibile realizzare simili rassegne anche grazie al sostegno di attività presenti sul territorio». Renato Forte, direttore artistico della rassegna e presidente dell’Associazione culturale “Angela Casavola”, apre la serie di interventi con un ringraziamento alla nostra cooperativa e alle attività che sostengono la cultura a Taranto.

Sei gli spettacoli, tutti al Teatro comunale Fusco. Protagonisti attori noti alla grande platea. La Conferenza stampa di direttore artistico della rassegna e del vicesindaco, mercoledì mattina nel Teatro comunale Fusco, dove avrà luogo la rassegna.

«Ripartiamo dal “Dove eravamo rimasti?” – riprende Forte – da una rassegna importante, dalle collaborazioni come quella con la cooperativa sociale “Costruiamo Insieme”, che ci permettono di offrire ai tarantini un cartellone di tutto rispetto con mattatori dell’intrattenimento».

«Nomi e rappresentazioni di livello, fidatevi: con molti di loro ci ho lavorato…», assicura nel bel mezzo della presentazione Fabiano Marti, vicesindaco e assessore del Comune di Taranto. L’impegno dell’Amministrazione nell’incoraggiare fattivamente chi investe nella cultura è sotto gli occhi di tutti. In scena anche Debora Caprioglio, Vittoria Belvedere, Francesco Cicchella e i Lucchettino. Abbonamenti e biglietti “per tutti”, sconti per over 60 e under 20. Condizioni previste per i possessori dei titoli d’accesso dello scorso cartellone.

 

COSTRUIAMO…PER TUTTI

«Una breve, ma intensa stagione – riprende Marti, vicesindaco – mi permetto di bruciare sul tempo il promotore della rassegna “I nuovi colori del teatro”, Renato Forte, in quanto molti degli attori in scena li conosco personalmente, con alcuni ci ho lavorato anche di recente (Marti è attore e regista, n.d.r.), fra Festival del cabaret e rappresentazioni teatrali a Bari: bene, da Izzo a Iacchetti, passando per il mio amico fraterno, Maurizio Micheli, che ha curato più di una regia con lo stesso Forte, compreso il cadeau “Un paio d’ali” di Garinei e Giovannini del quale è stato protagonista insieme con Sabrina Ferilli; è un cartellone che conferma una città viva in ambito culturale che sta raccogliendo l’invito di questa Amministrazione che a sua volta incoraggia quanti, come l’associazione “Angela Casavola”, si spendono per la comunità: anche in questa occasione, il sindaco Rinaldo Melucci ha voluto manifestare vicinanza a quanti, come Forte, fanno impresa nella cultura».

«Sei titoli, importanti – ha completato il direttore artistico della rassegna – per realizzare una stagione, la ventinovesima della “Casavola”, che riempie uno spazio che si indirizza a un teatro leggero che leggero non è, considerando regia ed attori impegnati, da Izzo a Iacchetti, proseguendo con lo stesso Micheli, coinvolto anche nella supervisione di “Un paio d’ali”, omaggio a Pino Rapetti, grande attore e compagno di viaggio in decine di rappresentazioni; mi piace sottolineare che abbonamenti e biglietti sono volutamente calmierati: vogliamo dare la possibilità a chiunque ad assistere comodamente seduto in poltrona uno spettacolo di alto livello; per over sessanta e under venti sconti del 20%, mentre per gli abbonati alla precedente stagione che non hanno potuto usufruire di due spettacoli a causa della pandemia, ulteriori sconti: è iniziata la prevendita, se la risposta sarà, come mi auguro, significativa, più avanti potremmo aggiungere un settimo titolo ai sei già presenti in rassegna; infine, un sentito ringraziamento agli sponsor, fra questi “Costruiamo Insieme” e “Supermercati Pascar”, che hanno risposto con entusiasmo alla serie di spettacoli».

 

PERSONAGGI E INTERPRETI…

Dunque, da Maurizio Micheli e Debora Caprioglio ad Enzo Iacchetti e Vittoria Belvedere, passando per Biagio Izzo, proseguendo con star dell’intrattenimento quali Francesco Cicchella e i Lucchettino, fino al tributo alla grande commedia musicale con la Compagnia “Angela Casavola”. Sono i nomi che caratterizzeranno “I nuovi colori del teatro”, la nuova rassegna di spettacoli promossa dall’Associazione culturale “Angela Casavola” presentata da Marti e Forte nel foyer del “Fusco”. Presente anche il direttore del Teatro comunale, Michelangelo Busco. Sei spettacoli, si diceva, tutti con inizio alle 21.00. Grandi spettacoli, nomi di grandi richiamo, come registrato in trent’anni di attività in veste di direttore artistico da Renato Forte, attore e regista, che nel tempo, come ricordava il vicesindaco-assessore, ha ospitato nella sua città attori e titoli di statura non solo nazionale. La rassegna è realizzata in collaborazione con “Supermercati Pascar” e “Costruiamo Insieme”. Un grazie ad istituti, associazioni, aziende e attività del territorio: Allianz bank, Mister Toys giocattoli, Franky ristorante e pizzeria, NonSoloCase, Palmisano, D’Antona auto, San Giorgio radiologia, Studio Renato Ingenito.

Torna, dunque, l’Associazione “Angela Casavola” con una breve, ma compendiosa serie di spettacoli con prezzi di biglietti e abbonamenti contenuti (Primi posti 150euro, secondi posti 120euro). Mercoledì 1 dicembre, tocca alla coppia formata da Maurizio Micheli e Debora Caprioglio aprire la Stagione di spettacoli. Titolo della commedia, “Amore mio aiutami”, ispirata liberamente alla sceneggiatura di Rodolfo Sonego che firmò un classico della cinematografia italiana, con Alberto Sordi e Monica Vitti. Si riprende venerdì 18 febbraio con Francesco Cicchella e il suo “Diffidate dalle imitazioni Show”, uno spettacolo comico-musicale nel quale il camaleontico protagonista mostra tutte le sue straordinarie doti di imitatore e autore.

Una delle maggiori attrazioni del cartellone, sabato 26 febbraio con “Lucchettino Show”, il duo comico internazionale che ha registrato successo in tutta Europa. Irresistibile le gag di un duo che ripercorre, avendone titolo, la grande tradizione comica della commedia dell’arte italiana.

Sabato 19 marzo, “Un paio d’ali”. Una delle più famose commedie musicali della coppia Garinei e Giovannini (dal titolo omonimo alle canzoni “Non so dir ti voglio bene”, “L’uomo inutile”, “La Sgargamella”, firmate da Gorni Kramer), interpretate dalla Compagnia “Angela Casavola”, che rende omaggio all’indimenticato Pino Rapetti, grande compagno di scena.

Mercoledì 23 marzo, è la volta di uno dei mattatori del teatro italiano: Biagio Izzo. Uno dei volti più noti di tv e cinema, porta in scena “Tartassati dalle tasse”. Mimica e teatralità per uno spettacolo esilarante di circa due ore. Infine, venerdì 29 aprile, “Bloccati dalla neve”. Protagoniste due star del teatro, e non solo, considerando i loro volti fra i più noti del cinema e della televisione: Enzo Iacchetti e Vittoria Belvedere. Iacchetti interpreta un misantropo la cui pace viene sconvolta da una tempesta di neve: “Un giorno, una donna gli si presenta alla sua porta e…” e, di colpo, la vita cambia.

 

SCONTI PER TUTTI

Un cenno agli abbonamenti, interviene ancora Forte. «Proponiamo il rinnovo – spiega il direttore artistico – per la stagione 2021/22; una indicazione rivolta ai nostri affezionati abbonati ancora in possesso dei titoli per assistere alla stagione interrotta a causa del covid: dall’importo del nuovo abbonamento saranno sottratti i ratei relativi agli spettacoli non goduti nella precedente stagione non condotta a termine per cause non dipendenti dalla nostra volontà. Per quanti non fossero interessati al rinnovo dell’abbonamento, saranno assegnati i voucher per assistere agli spettacoli di Francesco Cicchella e a quello con Maurizio Micheli e Debora Caprioglio».

Le attività cui fa riferimento Forte, si svolgeranno presso l’agenzia immobiliare “NonSoloCase”, con sede in via principe Amedeo 188 Taranto da mercoledì 3 a mercoledì 10 novembre tutti i giorni (sabato pomeriggio e domenica esclusi), dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 (numeri telefonici già di Box office 3920119199, oppure 099 4001058). Anche i possessori dei biglietti relativi agli spettacoli annullati, potranno ritirare i voucher per gli spettacoli sostitutivi. Abbonati e possessori dei biglietti, potranno beneficiare del rilascio dei voucher  in questione, solo se hanno inoltrato richiesta entro il 20 maggio 2020, come da Decreto Legge. Questi i prezzi degli abbonamenti per assistere agli spettacoli in programma: Primi posti 150euro; secondi posti 120euro (sconti per over 65 e under 20). Segreteria organizzativa a cura di Laura Forte e Marina Forte.

Prevendita e info – NonSoloCasa, via Principe Amedeo 188 Taranto, 9.30/13.00 – 17.00/20.00. Info: 3920119199 – 0994001058. Nei giorni di spettacolo, dalle 20.15 esclusivamente al botteghino del Teatro comunale Fusco. Spettacoli, ore 21.00. Vietato l’ingresso in sala a spettacolo iniziato.

 

Rassegna “I colori del teatro” – Teatro Fusco Taranto

 

Mercoledì 1 dicembre

Maurizio Micheli e Debora Caprioglio

Amore mio aiutami

Venerdì 18 febbraio

Francesco Cicchella

Diffidate delle imitazioni Show

Sabato 26 febbraio

Luca & Tino

Lucchettino Show

Sabato 19 marzo

Compagnia Angela Casavola (ricorda Pino Rapetti)

Un paio d’ali

Mercoledì 23 marzo

Biagio Izzo

Tartassati dalle tasse

Venerdì 29 aprile

Enzo Iacchetti e Vittoria Belvedere

Bloccati dalla neve

Prevendita e info – NonSoloCasa, via Principe Amedeo 188 Taranto, 9.30/13.00 – 17.00/20.00. Info: 3920119199 – 0994001058. Nei giorni di spettacolo, dalle 20.15 esclusivamente al botteghino del Teatro comunale Fusco. Vietato l’ingresso in sala a spettacolo iniziato. Primi posti 150euro; secondi posti 120euro (sconti per over 60 e under 20). Segreteria organizzativa a cura di Laura Forte e Marina Forte.

«Sblocchiamo i fondi»

Xylella, quarantaquattro milioni di euro per sconfiggerla

Intanto l’assessore regionale Donato Pentassuglia ha chiesto al Ministero dell’Agricoltura altri settecento milioni. La rigenerazione del territorio innanzitutto, per ripartire con i posti di lavoro (persi trentatremila) e la produzione di olio (in Puglia il 50% di quella nazionale)

 

Xylella, la sciagura delle nostre campagne, c’è una via d’uscita. Siamo alla sintesi di quanto detto e scritto in questi ultimi mesi, con in testa Confagricoltura che marca stretto il Governo italiano. Infatti, per venire incontro alle esigenze degli agricoltori che stanno reimpiantando ulivi resistenti alla Xylella “fastidiosa”, servono intanto quei quarantaquattro milioni di euro già intercettati, ai quali vanno aggiunti, e al più presto, altri settecento milioni di euro. E’ la sintesi di un incontro promosso da Confagricoltura Puglia svoltosi a Lecce nella sede dell’unione provinciale e al quale hanno partecipato l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, e il presidente di Confagricoltura Lecce, Maurizio Cezzi. Pentassuglia ha evidenziato che oltre un mese fa la Regione Puglia ha richiesto al Ministero dell’Agricoltura settecento milioni per la rigenerazione del territorio, un fondo che molti si auspicano si sblocchi e definitivamente e al più presto.

L’incontro si è svolto a conclusione di una giornata intensa partita con un giro in alcune aziende che hanno già iniziato a reimpiantare gli ulivi e stanno già ottenendo i primi risultati.

 

CENTOCINQUANTAMILA ETTARI COLPITI!

«I dati in nostro possesso parlano chiaro – ha detto Lazzàro – a otto anni dalla prima segnalazione ufficiale di focolai (ottobre del 2013 a Gallipoli e Alezio) la Xylella si è propagata velocemente e, ad oggi, ha colpito circa centocinquantamila ettari di oliveto nelle province di Lecce, Brindisi e parte del Tarantino. Facendo un conteggio, sulla base delle ore di lavorazione che richiedono gli impianti di olivi, si sono persi circa trentatremila posti di lavoro. La Puglia produce il 50% dell’olio italiano, quello che è avvenuto nel Salento è dunque una devastazione paesaggistica, produttiva e sociale».

Il nostro sistema olivicolo ha un peso importantissimo sul totale dei lavoratori e delle giornate agricole dell’intero settore. «La Comunità salentina – ha fortemente sostenuto il presidente di Confagricoltura Puglia – nel corso degli ultimi anni è rimasta senza la sua principale produzione agricola; per questo motivo è necessario sbloccare tutte le risorse necessarie a rilanciare l’economia del territorio e bloccare la corsa del batterio che circola già nel sud Barese».

Taranto brinda su Sky

Varvaglione1921, cento anni, svetta in Italia e all’estero

L’azienda vitivinicola sbarca sul canale “Arte”. Tra le dieci Cantine selezionate, racconta il brand e il legame con il territorio. «Orgogliosi di rappresentare una Puglia vinicola che fa un buon vino si prende cura del proprio ambiente», dice Marzia, portavoce di una famiglia che da un secolo si dedica a una produzione di alto livello. Altro motivo di vanto per la nostra provincia.

 

Da anni leader in Italia e all’estero per la produzione di un vino straordinario, l’azienda Varvaglione1921 è diventata regina del mercato. Che fosse un’etichetta fra le più considerate del nostro Paese, era cosa nota. Se ne erano accorti gli addetti ai lavori e i consumatori di un vino dal gusto unico, ma anche gli strumenti di comunicazione, tanto che se n’è accorta anche la tv.

Taranto. Arte, Creatività e Cultura del Vino in Italia sono gli ingredienti della fortunata serie tv “B.E.V.I.” (Bacche, Enologi e Vinattieri d’Italia) che da oggi, mercoledì 20 ottobre, sarà in onda su Sky Arte (canali 120 e 400) e disponibile On Demand ed in streaming su NOW.

L’azienda tarantina Varvaglione1921 è tra le dieci cantine italiane scelte per un racconto del mondo del vino che sia progetto di alta visione vitivinicola ma anche legame con il territorio, con la sua storia, con la sua identità, in un viaggio che della bellezza e dell’arte facciano da traghettatori.

Dalla Sicilia al Trentino, passando per Taranto, arriva su SKY Arte un viaggio di scoperta alla ricerca di storie imprenditoriali esemplari e di territori che hanno contribuito a generare la civiltà della vite e del vino in Italia.

Una chiave di racconto originale e innovativa, insieme alla cura nella definizione delle immagini e la scelta di montaggio, sono i fattori di successo della serie televisiva B.E.V.I. che ritorna su Sky Arte con 10 episodi nuovi di zecca per una seconda stagione dedicata al rapporto tra Vino Arte e creatività, segnala la giornalista Monica Caradonna.

 

RISPETTO DEL TERRITORIO

«Siamo orgogliosi di rappresentare la Puglia in questo progetto che ci inserisce in un contesto di grande storia della viticoltura italiana – commenta Marzia Varvaglione – e siamo felici di essere rappresentanti di una Puglia vinicola che oltre a fare buon vino si prende cura del proprio ambiente, è attenta a valorizzare la storia del territorio circostante. Con i nostri vini portiamo nel mondo Taranto e la sua storia millenaria e siamo onorati che SKY Arte ci abbia scelto per un racconto intenso e declinato lungo le coordinate della bellezza».

Uno spaccato in dieci episodi – in onda ogni mercoledì alle 20:40 dal 20 ottobre prossimo – che celebra le cantine come autentiche fucine di creatività, artigianalità ed arte: luoghi di culto che hanno custodito e tutelato, nel tempo, un patrimonio che per identità e qualità rappresenta un vanto per l’Italia nel mondo.

 

B.E.V.I. SU SKY ARTE

Dalla Sicilia con Cantine Florio e Tasca d’Almerita, passando per Frescobaldi nel cuore della Toscana per raggiungere l’Umbria di Tenute Lunelli e l’Abruzzo di Masciarelli. Ci sarà spazio anche per l’arte della distillazione – in questa nuova stagione di B.E.V.I. – raccontata dalla famiglia Nardini, il cui nome, attraverso secoli e generazioni, è diventato un’icona italiana nel mondo della grappa. Il viaggio di scoperta proseguirà alla volta del Trentino con l’azienda Ferrari e in Veneto con Santa Margherita e, subito dopo, farà tappa nel tempio del Chianti Classico con la famiglia Antinori per poi giungere a Frascati e Terracina nel settimo episodio per conoscere la storia della viticultura laziale. Nell’ottava puntata le aziende Varvaglione e Montevetrano racconteranno al grande pubblico il fascino e la cultura delle terre del Sud vitivinicolo: Puglia e Campania.

«L’idea di B.E.V.I. nasce dall’esigenza di riscoprire l’animo e l’identità culturale del vino italiano – sottolinea Federico Di Giambattista, alla guida di Artlouder insieme alla compagna e autrice della serie Chiara Panzieri -. Nella seconda stagione abbiamo cercato di far emergere, ancor di più, il valore del “viaggio” rivelando al grande pubblico, tappa dopo tappa, regione dopo regione, i tesori enologici racchiusi nel Bel Paese».

“No Green pass”, caso politico

Due manifestazioni, disordini a Roma e Milano

Tratti in arresto esponenti della destra estremista. Assalto alla sede della Cgil capitolina. Diecimila a protestare nella capitale, cinquemila nel capoluogo lombardo. Tredici arresti, seicento identificazioni. Cariche alla polizia, la risposta delle Forze dell’ordine. Il Capo del governo pensa allo scioglimento di Forza nuova. Contrari all’eventuale provvedimento, la Lega.

 

È un bilancio che fa riflettere quello registratosi nei giorni scontri fra Roma, principalmente, e Milano, all’interno o a margine, se vogliamo, della manifestazione passata come la protesta dei “No Green pass”-

Tredici sono state le persone tratte in arresto (fra queste, due leader di Forza Nuova). Seicento i manifestanti identificati, trentotto gli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti. In piazza del Popolo, a Roma, era previsto un sit-in autorizzato a cui hanno aderito qualcosa come diecimila persone. Non era difficile immaginare che anche una scintilla sarebbe stata sufficiente per provocare incidenti. Così, questi, hanno avuto inizio quando un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine.

Fosse prevista meno una protesta così accesa, lo decideranno gli inquirenti. Fatto sta che da quel momento e, nelle diverse ore a seguire, per le strade del centro è andata in scena una guerriglia urbana. Arrestate, dunque, nel corso della notte più “calda” dodici persone, a cui se n’è aggiunta una per gli scontri di Milano. Fra queste, si diceva, i vertici di Forza Nuova: Roberto Fiore e Giuliano Castellino, leader nazionale il primo, e leader romano del movimento neofascista, il secondo.

 

POSIZIONE TASSATIVA…

«Dal 15 ottobre, e fino a che il “Green pass” non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi». La dichiarazione, forte, è riportata in un comunicato Forza Nuova, che aggiunge che «il popolo ha deciso di alzare il livello dello scontro». Arrestati anche Luigi Aronica, ex Nar e attualmente esponente di Forza Nuova. Aronica, fra i fondatori dei primi Nuclei Armati Rivoluzionari, in passato era stato coinvolto in vicende giudiziarie, e il ristoratore Biagio Passaro, leader del movimento “IoApro”.

Nel pomeriggio di sabato scorso alcune centinaia di persone si sono dirette verso Palazzo Chigi, mentre un gruppo ha assaltato la sede della Cgil. Non solo una marcia verso i due obbiettivi, ma anche il lancio di fumogeni e bombe-carta all’indirizzo delle forze di polizia che hanno risposto con lacrimogeni e cariche. Gli scontri sono andati avanti fino a sera.

Una trentina di manifestanti ha assaltato nella notte il Pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove era stato ricoverato uno dei partecipanti alla protesta, sfondando la porta di ingresso. «Situazione tornata alla normalità dopo alcune ore con l’intervento delle Forze di polizia – ha dichiarato l’assessore alla, Sanità Alessio D’Amato, che si è portato sul posto per un sopralluogo – nel bollettino anche quattro i feriti, due tra le forze dell’ordine e due operatori sanitari».

 

 

…NON SOLO A ROMA

Non solo a Roma, un corteo anche a Milano. Tensioni si sono registrate anche nella manifestazione a cui avrebbero preso parte circa cinquemila persone, stavolta riunitesi senza preavviso. I manifestanti hanno attraversato il centro della città tentando (senza riuscirci) di bloccare la circolazione dei treni in Stazione Centrale. Anche qui un primo bilancio: una persona arrestata e cinquantasette denunciate. Il giovane tratto in arresto è un milanese di venticinque anni. E’ stato bloccato dopo aver colpito violentemente alla schiena un poliziotto che ha riportato una prognosi di sette giorni. Altre quarantotto persone sono state denunciate per interruzione di servizio pubblico e violenza privata. E altre sei, invece, oltre che per questi reati, sono state denunciate anche nell’istigare alla disobbedienza alle leggi e per “manifestazione non preavvisata”. Infine tre persone sono state denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità e resistenza a pubblico ufficiale. Tutto, ora, è al vaglio del Capo del governo, a proposito dello scioglimento di Forza nuova, fra i contrari al provvedimento, la Lega.

Cristiano, che gol!

L’asso portoghese regala una maglia autografata ai bambini “Pediatria e Oncoematologia pediatrica”

Insieme con i campioni della Juventus, la sua ex squadra ha fatto dono di una sua casacca con il mitico “7”. Merito ai siti calciostyle.it e blunote.it

 

Se non il più bello, per i tarantini, è sicuramente fra i più bei gol che Cristiano Ronaldo potesse realizzare prima di salutare l’Italia e tornare in Premier league, dopo tre anni da grande protagonista nella Juventus.

Un dono particolarmente gradito, infatti, è stato consegnato al reparto di “Pediatria e Oncoematologia pediatrica” dell’Ospedale di Taranto: la redazione calciostyle.it, in collaborazione con blunote.it, ha donato ai piccoli pazienti la maglia ufficiale di Cristiano Ronaldo della stagione 2020-2021 con dedica ai bimbi di Taranto.

Regalo più bello da parte di un campione e dei suoi compagni, anche loro campioni in campo e fuori, non poteva esserci. Una maglia, si diceva, autografata dallo stesso “pallone d’oro” e dalla squadra della Juventus, con la quale il fuoriclasse portoghese ha giocato negli ultimi anni, prima di tornare al Manchester United, squadra che lo lanciò nel grande calcio europeo. Un dono prezioso, quello della maglia autografatissima, per ciò che il campione portoghese può rappresentare per le bambine e i bambini ricoverati nel nosocomio tarantino.

 

FORZA E IMPEGNO SOCIALE

Esempio di forza e impegno sociale, CR7 – così lo hanno ribattezzato gli appassionati di calcio, fra iniziali e numero di maglia – è uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi e, con le sue straordinarie giocate, fa sognare gli appassionati del bel calcio, così da essere fonte di ispirazione per i piccoli in cura presso il reparto pediatrico del SS. Annunziata e che amano lo sport e le gesta sportive dei campioni come l’asso portoghese.

«Con questo pensiero che parte dal cuore è nostra intenzione rendere omaggio e allietare per quanto possibile le vite dei bambini meno fortunati, ricoverati nel reparto pediatrico-oncologico “Nadia Toffa” dell’ospedale di Taranto – hanno affermato i rappresentanti delle due redazioni, calciostyle.it e blunote.it  – con i nostri più sentiti ringraziamenti rivolti alla struttura sanitaria per questa opportunità e per l’encomiabile lavoro quotidiano svolto e il conseguente servizio sanitario impeccabile».

Un gesto molto bello, giunto inaspettato e, per questo, forse più bello ed entusiasmante che allieterà le giornate dei piccoli pazienti sottoposti all’attenzione di un personale qualificato e sempre disponibile a regalare oltre alla grande professionalità, un sorriso.

Quel Castello sul mare…

Massimo Cimaglia trasforma la fortezza in un set

Attore e regista, racconta una storia del Quattrocento. Schermidore professionista, interpreta pagine di storia dando ad esse un taglio cinematografico. Il pubblico seduto nella piazza d’Armi dell’antica fortezza tarantina, su un maxischermo le immagini degli attori che rappresentano in uno scenario di grande suggestione. Marina militare, Comune, privati in sinergia

 

Fosse vissuto sul finire degli anni Cinquanta o Sessanta, nel secolo scorso, quando Cinecittà era considerata una piccola Hollywood, Massimo Cimaglia sarebbe stato uno dei protagonisti di quel cinema di genere. Attore e regista, si sa, ma anche ottimo “spadaccino”, nel senso più stretto del termine, essendo uno schermidore professionista, sarebbe sicuramente stato fra i protagonisti di film di cappa e spada che hanno segnato un’epoca.

Roma, Massimo l’ha frequentata, l’ha vissuta. Si è mosso con disinvoltura fra teatro e tv, lavorato con registi e attori importanti. Poi, la nostalgia canaglia, che è un orologio, si presenta puntuale. Si fa sentire. Ma non è solo quella. Quando Cimaglia torna a Taranto per ripercorrere i luoghi della sua gioventù, perché nella testa gli sta balenando un primo progetto, forse due, riscopre una città dal grande fascino. Ogni angolo risplende, ognuno di questi può essere uno spunto per raccontare una storia. Ecco, Massimo, nel tempo, sta diventando il nostro cantastorie, nel senso più nobile del termine. Un “contastorie”, diremmo noi. E bene ha fatto nel raccontare certi aspetti della tarentinità. Attore, regista maturo, quando porta in scena un suo lavoro, Cimaglia mette in conto che deve mimare, aiutarsi con il linguaggio del corpo. Oltre che interpretare col giusto tono, la giusta inflessione, caricando le parole di gesti mai banali o fuori contesto. Non ci meraviglia, dunque, che Cimaglia abbia pensato e realizzato alla sua ultima creatura, “Il Castello sul Mare”, straordinario evento che si terrà  sabato 2 ottobre alle 20.30 nel castello Aragonese di Taranto. Evento gratuito (3396259355 e 3355394694).

 

CINEMA, TEATRO…

Cinema e teatro, visita virtuale e tour itinerante – raccontano le note del suo lavoro – colpi di scena e azioni rocambolesche. Il tutto ambientato nel Quattrocento, pubblico seduto nella piazza d’Armi. Trenta personaggi in abiti d’epoca che raccontano un evento senza precedenti in Puglia. Far rivivere uno dei simboli della nostra città, questo lo scopo dell’opera. Non solo uno spettacolo – viene spiegato – ma una storia che è parte integrante della vita del luogo che la ospita, che lo anima. L’organizzazione è di Terra Magica Arte e Cultura e nasce dal testo dell’autrice Barbara Gizzi e dalla direzione dello stesso attore-regista Massimo Cimaglia. Evento inedito e originale, totalmente gratuito, che non mancherà di coniugare la bellezza del “monumento”, il Castello, con quella del paesaggio naturale che lo circonda, il mare.

Accompagnare il pubblico in una immersione totale nelle storie raccontate. L’idea è un viaggio dentro un’avventura quattrocentesca animata da cavalieri, usurpazioni, drammi, amore, battaglie, che avviene nel continuo intrecciarsi di teatro e cinema. Praticamente un film, dalle grandi suggestioni. Segrete, prigioni, fossati, saloni, e poi il canale navigabile. Insieme diventano luoghi di azione che saranno proiettate, che completeranno lo spettacolo dal vivo, su un maxi schermo (installato nella piazza d’Armi della fortezza) davanti alla gente in platea. Tutto ambientato nel periodo in cui il Castello fu completato nella sua veste attuale dall’architetto Di Giorgio Martini.

 

PERSONAGGI E INTERPRETI…

Il comparto artistico è composto interamente da pugliesi. Protagonisti sono Francesco Iaia (il principe Raimondo) e Valeria Cimaglia (la principessa Sofia) insieme ad attori, figuranti e comparse rigorosamente in abiti d’epoca, forniti dall’associazione Maria D’Enghien. La parte tecnica è diretta da Francesca Gemmino, per la realizzazione della parte cinematografica. Ospite speciale, l’attrice Barbara Amodio che ha “prestato” la sua voce per il prologo dello spettacolo. In scena anche lo stesso regista Massimo Cimaglia, nelle vesti de il principe Giovanni.

«Abbiamo fatto rete con tantissime realtà e istituzioni del territorio, per un regalo alla città», dice il comandante del Castello Aragonese C.F. Vito Mannara: «Confermiamo l’impegno della Marina Militare per offrire i suoi spazi come contenitore culturale e artistico». L’opinione del vicesindaco di Taranto e assessore alla Cultura, Fabiano Marti: «L’Amministrazione Melucci continua a puntare sui grandi eventi per il rilancio socio-economico di Taranto».

Il progetto rientra nel dossier di candidatura Taranto Capitale della Cultura italiana 2022. Sostenuto da Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese (custodiamo la Cultura in Puglia, PACT – fondo speciale per la Cultura e il Patrimonio Culturale L.R.40 art.15 comma 3 – Investiamo nel vostro futuro), Comune di Taranto, Comando marittimo Marina Sud, Crest, Associazione Maria d’Enghien, Cinema Teatro Orfeo, Istituto Musicale Giovanni Paisiello, Palio di Taranto, Pro loco Taranto. C’è anche uno sponsor privato, necessari per realizzare grandi progetti (SCM Ingegneria). Inoltre l’evento gode del patrocinio di Università “Aldo Moro” di Bari, Soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, Club Unesco Taranto e l’Associazione Amici del Castello Aragonese.

«Sono Mike, nero…»

Vittima di cori gravemente offensivi, il campione reagisce con classe

«…e orgoglioso», scrive sui social il portiere del Milan preso di mira da “alcuni tifosi della Juventus”, puntualizza nel suo sfogo. Il resto dello stadio ha sommerso di fischi quei quattro imbecilli. «Finché potrò usare la voce per cambiare le cose, lo farò», promette. Non vuole impartire lezioni sul razzismo, ma assume una posizione netta, decisa che fa riflettere chi governa il calcio. «Uniti in una battaglia contro un problema sociale più grande del calcio stesso»Conosciamolo meglio attraverso un profilo della società rossonera.

 

Vittima di insulti razzisti all’Allianz Stadium durante Juventus-Milan, Mike Maignan, ventiseienne portiere della squadra rossonera, ha voluto pronunciarsi con un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

«Domenica sera all’Allianz Stadium alcuni tifosi bianconeri mi hanno preso di mira con insulti e grida razziali. Cosa volete che dica? Che il razzismo è sbagliato e che quei tifosi sono stupidi?».

Una lettera aperta, una lezione a quanti usano le parole come se fossero sciabolate, seminando i social di odio. Mike, nato a Cayenne, nella Guyana francese, invece, conta fino a tre ed esterna come fosse un fratello di quanti si sono lasciati andare in quei cori irripetibili e stupidi. Roba da branco, perché gran parte dei tifosi bianconeri non solo si è dissociata da quelle urla, ma ha preso a fischi quella sparuta minoranza. Tanto che lo stesso Magic Mike nel suo pensiero scrive solo di “alcuni tifosi”, facendo salva la maggior parte dei presenti nello stadio torinese.

Maignan, riprende. «Non si tratta di questo – razzismo sbagliato e tifosi stupidi – non sono né il primo né l’ultimo giocatore a cui questo succederà; finché questi eventi vengono trattati come “incidenti isolati” e non viene intrapresa alcuna azione globale, la storia è destinata a ripetersi ancora e ancora e ancora…».

 

GRANDE LEZIONE…

Giocatore di grande tecnica, educazione e lealtà sportiva, però, si concede un’entrata dialettica a gamba tesa e pone delle domande, cominciando con il porle a se stesso per primo. «Cosa facciamo per combattere il razzismo negli stadi? Crediamo veramente che ciò che facciamo sia efficace? Faccio parte di un club impegnato come leader nella lotta contro ogni discriminazione. Ma bisogna essere di più e uniti in questa battaglia contro un problema sociale che è più grande del calcio stesso. Nelle stanze che governano il calcio, le persone che decidono sanno cosa si prova a sentire insulti e urla che ci relegano al rango di animali? Sanno cosa fa alle nostre famiglie, per i nostri cari che lo vedono e che non capiscono che possa ancora succedere nel 2021? Non sono una “vittima” del razzismo. Sono Mike, in piedi, nero e orgoglioso. Finché potremo usare la nostra voce per cambiare le cose, lo faremo».

Conosciamolo meglio attraverso un profilo dei profili rossoneri, milanpress.it. La sua carriera – come del resto la sua vita – non è stata sempre facile. Nel 2018 era finito fuori rosa al Lille, ma da lì è ripartito e nel 2019 è stato eletto miglior portiere di Ligue 1. E adesso in nazionale ha scalzato anche Areola diventando il candidato principale a diventare titolare. Da giovane, però, Maignan faceva prima l’attaccante e poi il centrocampista, mentre da bambino, lui – tifoso del Liverpool – sarebbe potuto diventare un delinquente alla Scarface: del resto è cresciuto in uno dei Paesi più malfamati della periferia di Parigi, dove nel 2007 scoppiò una rivolta dopo la morte di un paio di ragazzini inseguiti dalla polizia.

 

…E TANTO DI CAPPELLO

Poi è cresciuto e oggi si autodefinisce «organizzato, esigente, perfezionista e molto rancoroso». Ha uno strano hobby: “Metto in ordine il mio garage, almeno due ore a settimana, così posso trovare tutto anche a occhi chiusi». Un duro dal cuore tenero. «Vincere quattro Champions non ha valore, il vero trofeo è far felice la mia famiglia e rendere fiera mia mamma». Prima di fare il titolare a Lilla, Maignan si è fatto le ossa al Psg: il suo futuro compagno di squadra al Milan Zlatan Ibrahimovic lo prendeva a “sassate” in allenamento e lo insultava se non parava: “Zlatan mi piace, è un tipo vero che ti dice le cose in faccia, ma mi è capitato di rispondergli a tono, anche se all’epoca ero un ragazzino; ricordo un allenamento, avevo diciassette anni, primo anno da professionista: Ibrahimovic calciava pallonate a quattrocento orari, nemmeno dovesse segnare a Buffon o a Julio Cesar. Non riuscivo a parare e allora mi dice: “Sei un portiere di m…”, mi diceva. Quando subito dopo gli parai un tiro, gli risposi a tono: “E tu sei un attaccante di m…”. Sul momento mi ha ignorato, ma poi in spogliatoio mi ha detto che mi apprezzava e ho capito che mi piaceva non solo come giocatore ma anche come persona”.

Altre scintille Maignan le ha avute con lo iuventino Rabiot. “Con Adrien ci siamo quasi menati, la seconda volta che ci siamo visti. Colpa di una battuta che lui ha preso come mancanza di rispetto. È un tipo tranquillo, ma ha un carattere molto forte. Da allora andiamo d’accordo…”. Del resto, se Maignan non avesse avuto una personalità così forte, diciamo pure a soli ventisei anni, non avrebbe scosso il calcio con quelle parole pesanti come macigni proprio perché leggere. Chapeau, Mike magic. Tanto di cappello, magico Mike.