DI CLAUDIO FRASCELLA

«Io e Federico, sposi…»

Giglia Marra, attrice, mercoledì si è unita a Zampaglione, leader deI Tiromancino

Ricevimento per centosettanta invitati in una masseria alla periferia della sua Mottola. «L’ho conosciuto in un locale romano, poi a Las vegas la sua dichiarazione. Abbiamo voluto fare le cose a modo, il Covid ci aveva impedito di coronare prima il nostro sogno». Lei in abito bianco, lui in smoking. E a tavola, dal pesce alle orecchiette, alle mozzarelle, e “bomboniere” originali: piatti di ceramica di Grottaglie. E su ognuno di questi, frasi delle canzoni del popolare cantautore-regista. Un sogno che lei aveva anticipato, sottovoce, al teatro Orfeo di Taranto…

Giglia Marra, attrice, nata a Mottola, ha coronato il suo sogno d’amore. Nella sua cittadina, due passi da Taranto, ha sposato il cantautore Federico Zampaglione, per tutti l’anima dei Tiromancino. Di questo desiderio, Giglia, nonostante avessimo scambiato due sole battute un paio di minuti prima, ci aveva fatto cenno un sabato, precisamente il 29 maggio, quando con Federico aveva raccolto l’invito dei titolari del teatro Orfeo, Adriano e Luciano Di Giorgio, a presentare il film “Morrison”, scritto e diretto da Zampaglione. A fare gli onori di casa ci aveva pensato la collega Alessandra Macchitella. Si sa, la star della serata è Federico, che, ci perdonerà, convoglia su se stesso buona parte della stampa per spiegare l’anteprima del film, ma la nostra attenzione è rivolta per buona parte della free-conference alla nostra conterranea.

Attrice di fiction e cinema, trentanove anni, Giglia a diciotto anni è pertita per Roma per studiare recitazione. Una laurea in Cinema all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un altro titolo di studio, il diploma all’Accademia di Beatrice Bracco. Fra i suoi impegni televisivi, «Vivere», «Distretto di polizia 8», «Ris» e «Squadra Antimafia», fino al cinema nel film «Teleaut – Ultima trasmissione», corto «Cristallo» (candidatuture a Nastri d’Argento e Globi d’Oro), fino a «Morrison».
I genitori di Giglia avrebbero voluto per la loro figliola una carriera da avvocato o manager. «Mi è dispiaciuto non poterli accontentare, ma credo che, oggi, siano felici della mia attività di attrice. Da piccola ammiravo Monica Vitti e Anna Magnani, anche se caratterialmente e cinematograficamente diverse fra loro, veri simboli del nostro cinema».

 

«UNA COMMEDIA…»
Grande interprete in ruoli drammatici, confessa un altro desiderio, stavolta professionale. «Mi piacerebbe misurarmi in qualcosa di leggero, i miei stessi amici mi riconoscono un carattere brillante, così hai visto mai riuscissi a ritagliarmi un ruolo in un film-commedia?».
Ma prima di entrare nel vivo di cerimonia e matrimonio, passo indietro, dove ha conosciuto Zampaglione. «In un locale di Roma, l’occasione fu una foto che una mia amica, fan di Federico, voleva che le scattassi. E’ stato il momento in cui io e lui abbiamo scambiato appena due battute, poi, silenzio, emozioni, e forse proprio in quel momento abbiamo avvertito che stava scattando qualcosa». Singolare il primo approccio con qualcosa che fosse un legame importante. «Eravamo andati a Las Vegas, a festeggiare il mio compleanno. E’ stato in quell’occasione quando lui, scherzando, mi ha provocata: “Ci sposiamo?”. “Va bene pure per le nozze a Las Vegas, ma prima voglio quelle in chiesa”, sono tradizionalista».
Poche ore fa si sono conclusi i festeggiamenti. Sposi, finalmente: «Se sto sognando non svegliatemi», dice Giglia ad amici e parenti più stretti. La funzione religiosa si è svolta nel pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Assunta, mentre il ricevimento per centosettanta ospiti, nella Masseria Bonelli, una location immersa nel bosco, fra trulli e a tanta vegetazione. Lei in abito bianco è arrivata all’altare al braccio del padre, mentre ad accompagnare lo sposo, in smoking scuro, è stata Linda, undici anni, la figlia che Zampaglione ha avuto con Claudia Gerini. Sui social pubblicati due scatti: uno mano nella mano per le strade di Mottola e l’altro in primo piano con la fede al dito.

 

«CANZONI E ALLEGRIA»
«Non è stato semplice organizzare tutto in meno di due mesi», ha confessato Giglia alla stampa. Per due anni avevamo rimandato il matrimonio a causa del Covid. A fine giugno abbiamo deciso di anticipare a mercoledì 11 agosto per impegni di lavoro. Senza dimenticare l’incognita virus, che avrebbe potuto far saltare i piani». Evento curato in ogni dettaglio, con tanto di green pass, tamponi e, chi più ne ha più ne metta, per evitare il contagio.
Hanno allietato i festeggiamenti, la musica di Zampaglione e quella dei Terraross, gruppo folk che aveva già affascinato la grande cantante Madonna durante le vacanze pugliesi. Canzoni e allegria.
E per finire, il menù. Per il rinfresco la coppia ha scelto un programma a base di pesce, con mozzarelle realizzate sul momento in masseria. Tutto nella tradizione pugliese. Immancabili le orecchiette e una bomboniera originale: piatti in ceramica realizzati per gli sposi da un maestro di Grottaglie. Tutti pezzi unici, con frasi delle canzoni di Federico Zampaglione.

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