DI COSTRUIAMO INSIEME

Ospedale già pronto!

E’ pugliese la struttura da campo che si realizza in “quattro e quattr’otto”

Vinta la gara internazionale promossa da Nato Support and Procurement Agency. “Ricerca e Innovazione” ha messo a punto il progetto. Collaborazione con altre attività del luogo, “Enea Brindisi” fra queste. Struttura ecosostenibile e ad alta tecnologia. Può montarlo, in breve, anche personale non specializzato. Finanziamento della Regione Puglia.

«Le strutture ospedaliere chirurgiche sono pronte per l’uso in poche ore; per la messa in opera non viene richiesto personale specializzato per il montaggio; inoltre è possibile fornire consulti via satellite anche attraverso immagini TC intra-operatorie: il progetto messo a punto dall’azienda adotta soluzioni che rispondono ad esigenze diverse, come garantire la continuità di funzionamento in caso di emergenze come quella che stiamo attraversando». Parliamo di ospedali da campo, pronti all’uso in poche ore. La dichiarazione è di Vincenza Luprano, ricercatrice del Centro Enea di Brindisi che ha partecipato al progetto con Ricerca e Innovazione, rivelatosi vincente.

La notizia è di questi giorni. A noi fa orgoglio, in quanto è un’azienda pugliese ad aver brevettato l’ospedale da campo che si può costruire in poche ore. Notizia da prima pagina, sicuramente ripresa dal Corriere della sera, che documenta una serie di caratteristiche facendo conoscere ai suoi lettori questo capolavoro dell’ingegneria.

Che l’ospedale da campo fosse un progetto interessante, lo si era intuito anche grazie alla gara internazionale, cui l’azienda di casa nostra ha partecipato. Pertanto, un applauso tributato dagli ambienti militari e dal Ministero degli Interni (un moto di orgoglio nazionale non guasta), ma anche da parte degli esperti che hanno selezionato l’opera e assegnato all’attività pugliese un riconoscimento che non può che fare bene in un momento così particolare. Non è un caso che la dott.ssa Luprano alludesse a un progetto, nato sicuramente prima del Covid-19, ma andato concretizzandosi nel momento più critico del contagio.

ECCO LA NOTIZIA

Ecosostenibili e ad alta tecnologia. Sarà questa la caratteristica dei prossimi ospedali da campo adottati dall’esercito italiano. A realizzarli, come riporta il Corsera, sarà un’azienda pugliese, la R.I., Ricerca e Innovazione. Un’attività che per concretizzare il progetto si è avvalsa della collaborazione di Enea Brindisi e altri partner, che hanno svolto un ruolo importante nell’intero progetto. Parlavamo di vittoria. Bene, la tecnologia dell’Ospedale da campo montato in “quattro e quattr’otto”, è risultata vincitrice nella gara internazionale promossa dalla Nato Support and Procurement Agency (Nspa).

La struttura vera e propria. Sono quattro gli ospedali da campo che saranno “costruiti” secondo la tecnologia di cui si diceva. Saranno realizzati entro quest’anno. Non saranno prefabbricati, anticipiamo qualche interrogativo che qualcuno si starà rivolgendo mentre ci legge. Gli ospedali da campo saranno, infatti, dotati di impianti e sistemi tecnologici all’avanguardia e organizzati in costruzioni modulari con pannelli interconnessi e tende, articolate in triage, pronto soccorso, laboratorio radiografico ed ecografico, sala preparatoria chirurgica, sala operatoria, sala operatoria ausiliaria, degenza, farmacia e area di gestione.

MATERIALI AVANZATI

Il prototipo dell’ospedale ad alta tecnologia è stato realizzato nell’ambito del progetto SOS che ha avuto come oggetto lo studio di materiali avanzati e lo sviluppo di pannellature leggere, multifunzionali, intelligenti, riconfigurabili e sostenibili per applicazioni in Smart operating shelter, cofinanziato dalla Regione Puglia attraverso il Bando Innonetwork.

I pannelli ecosostenibili sono stati realizzati con materiali vegetali locali, come la canapa, o di provenienza animale, come la lana di pecora. In corso d’opera sono stati trattati con sostanze naturali per accrescerne resistenza a muffe e funghi. Effettuati, infine, test per valutare processi di invecchiamento accelerato e validazione termica, oltre che monitoraggio all’interno per verificare le condizioni di salubrità e comfort. Progetto promosso a pieni voti, con bacio accademico internazionale.

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