Imprenditore siciliano colto da infarto
«Dopo aver letto l’importo, ho avuto un mancamento: non vedevo più nulla, fino ad oggi non avevo mai provato una sensazione del genere; ringrazio i sanitari dell’ospedale “Paolo Borsellino”», le parole dell’uomo che ha avuto un malore ed è stato tenuto sotto controllo per sei ore. Confcommercio sferra un contrattacco: «Faremo azioni eclatanti di protesta, fino alla serrata generale dei negozi»

Foto Teleonemag
Di rincari si può morire. Comunque sfiorare il dramma. E’ quanto accaduto ad un imprenditore – uno dei tanti – colto da infarto non appena si è visto recapitare una bolletta da ottantatremila euro. Una somma dieci volte superiore alla media delle altre fin qui ricevute, nonostante gli aumenti sproporzionati dettati dalla crisi. Non mille, diecimila, ma ottantatremila euro. Come a dire, «O paghi o chiudi!». La seconda che hai detto, direbbe Corrado Guzzanti in una delle sue parodie teatrali. Purtroppo, in questo caso, c’è poco da ridere e tanto da piangere.
Intanto un appunto, senza volere essere saccenti e indicare le modalità migliori – sulle quali non sapremmo sindacare – prima della spedizione “in automatico” di una bolletta così pesante. Quando la cifra indicata da una bolletta è praticamente fuori mercato, non sarebbe il caso di delegare un ufficio per verificare se tale somma non possa provocare danni irreparabili all’attività in indirizzo?
La notizia pubblicata dal Giornale di Sicilia e ripresa puntualmente in una rubrica di fanpage.it da Susanna Picone, racconta dunque di questa “bolletta letale” da oltre 83mila euro. La bolletta che avrebbe ricevuto un imprenditore di Marsala che, letto l’importo che per forza di cose rischia di vanificare anni di sacrifici, ha anche avuto un malore.
DAVIDE CONTRO “GOLIA”
Davide, l’imprenditore che ha ricevuto la bolletta record (l’importo preciso 83.318euro), dovrebbe pagare questa enorme somma entro il 6 ottobre per un mese di fornitura di energia elettrica.
«Non vedevo più nulla – le parole dell’imprenditore riportate dal quotidiano siciliano – perché fino ad oggi non avevo mai provato una sensazione del genere. Ringrazio i sanitari dell’ospedale “Paolo Borsellino” che mi hanno assistito e in particolare il dottore Schifano che mi ha somministrato delle gocce e mi ha tenuto per sei ore in osservazione».
Dopo il malore, Davide si è ripreso ma il problema della bolletta resta. Unica cosa da fare: dare mandato ai legali per venire a capo della situazione e riuscire a dare una spiegazione a quella fattura record. Tra l’altro, ricostruisce Il Giornale di Sicilia, già la bolletta precedente era stata un campanello d’allarme per Davide: doveva pagare oltre 8.800euro. Infine, l’ultima fattura che ha superato ogni previsione.
«Non si può addebitare – si sfoga così ancora l’imprenditore – una cifra del genere ad una attività, è impensabile. Dal primo ottobre chiuderemo. In inverno con i riscaldamenti per noi sarebbe insostenibile continuare. Per cosa lavoriamo? Saranno mesi durissimi per tutti, imprenditori e dipendenti, immagino saranno a rischio anche le tredicesime se non si prenderanno provvedimenti immediati».

Foto tp24
CONFCOMMERCIO: «MINACCIAMO LA CHIUSURA»
I negozi della Sicilia si preparano intanto alla serrata contro il caro bollette. Il presidente di Confcommercio, Gianluca Manenti, sta organizzando un incontro con Confindustria. L’obiettivo è quello di fare fronte unico contro l’aumento dei prezzi dell’energia, che sta mettendo a dura prova imprese commerciali e industriali. «Siamo di fronte all’immobilismo della politica – le parole di Manenti – che non riesce a trovare una soluzione per le imprese e le famiglie. Molti negozi sono costretti a chiudere alcuni settori, come le gelaterie. L’alternativa al caro bollette è la chiusura. Attendiamo altri due giorni, incontreremo anche Confindustria, poi faremo azioni eclatanti di protesta, fino alla serrata generale dei negozi».

“La mamma dei cretini è sempre incinta”, scriveva Ennio Flaiano. E aggiungeva “un cretino illuminato da lampi di imbecillità”. Non c’è altro modo per introdurre la vicenda di una ragazza sui trent’anni che non solo truffa un ristorante e il suo personale scappando con il suo fidanzato senza pagare il conto, ma se ne vanta anche. E non solo con i compagni, ma con tutti i suoi amici veri, presunti, virtuali, sui social. Qualcuno aggiungerebbe: da non crederci, non si può essere così imbecilli. E, invece, allo stupore non c’è mai fine.
UNA ARTISTA…



«HA DISTRUTTO UNA FAMIGLIA!»

NO, EZEQUIEL…


«A ottobre realizzeremo un evento per divulgare la cultura e la storia dell’Afghanistan: sono in visita in Puglia, per amicizia, riconoscenza e perché ho appreso che l’Università degli studi di Bari, “Aldo Moro”, sta offrendo borse di studio anche alle donne afghane».
CRISI UMANITARIA, AUMENTO DI CRIMINI
Non ci sono più le edicole di una volta. Numericamente parlando. In Italia chiudono al ritmo di una edicola al giorno. Un dato di Unioncamere parla chiaro: in meno di dieci anni sono scomparse 3733 edicole. Oggi possiamo contarne qualcosa come 14.626, le regioni che ne hanno meno sono, agli antipodi: una al Nord, il Trentino, una al Sud, la Sicilia. In Puglia, ma c’è poco da vantarsi, abbiamo un edicolante ogni 5.172 abitanti.
GIOCATTOLI, CD, DVD, PROFUMI, BIGLIETTI




