«Quando il cittadino collabora…»

Intervista a Michele Matichecchia, comandante della Polizia locale

«Tutto fila liscio, tranne poche eccezioni. Rispuntano vecchie abitudini, talvolta sorvoliamo, intransigenti sulla mancanza di rispetto delle regole più elementari. Bene il commercio, a giorni tocca ai titolari di concessione…»

Taranto e il ritorno graduale alla vita di tutti i giorni. Secondo qualcuno tutto non sarà più come prima. Se non si troverà il vaccino per debellare del tutto il Covid-19, occorrerà prestare attenzione a decreti e ordinanze, le prime del Governo centrale, le seconde scaturite da Palazzo di Città. I tarantini non si sono fatti cogliere di sorpresa, hanno reagito bene dopo la prima scossa, quella dello scorso 25 febbraio quando nella nostra provincia si registrò il primo contagio da coronavirus in Puglia. Taranto e la ripresa, lenta ma costante, a partire dallo scorso 18 maggio. Per la rubrica “Con parole mie”, ne abbiamo parlato con il comandante della Polizia locale di Taranto, Michele Matichecchia.

Cominciamo dalla ripartenza. L’impegno della Polizia locale, la collaborazione dei tarantini.

«L’impegno della Polizia locale non è mai cambiato. Sebbene siano diverse le condizioni, il personale non ha mai registrato calo di concentrazione: la nostra attenzione è stata sempre massima nei confronti della città. Nulla è cambiato, anche se oggi esiste maggiore attenzione nei confronti dei cittadini sul rispetto di quelle poche regole utili a se stessi e agli altri per evitare contagi da Covid-19».

Il sindaco ha rispettato i suoi impegni, un concorso, nuove forze alla Polizia locale. Si pensa, inoltre, ad un ulteriore bando. In cosa ha impegnato i nuovi agenti di cui dispone?

«Gli ultimi arrivi in ordine di tempo al Comando di Taranto, sono impegnati nel Reparto mobile, parliamo di Viabilità, dunque presenza sul territorio. Penso che negli ultimi mesi i cittadini abbiano notato una maggiore presenza di agenti di Polizia locale, cosa che ci permette di garantire un costante servizio nei posti strategici della città fino a mezzanotte. Dalla graduatoria esistente dovrebbero essere assunte nuove unità, fermo restando che il sindaco ha espresso parere favorevole per bandire un nuovo concorso entro l’anno».

Torniamo ai tarantini, quanto sono rispettosi e in cosa dovrebbero migliorare.

«In questo periodo i cittadini si stanno dimostrando collaborativi, tanto da non aver sollevato gravi problemi; salvo poche eccezioni, sono stati rispettati gli obblighi indicati dal governo; noto, però, che negli ultimi giorni si sono ripresentate più o meno puntuali, vecchie abitudini: per ciò che attiene la Viabilità, si rivede la doppia fila, automobilisti che lasciano l’auto ovunque capiti nonostante la disponibilità di parcheggi; per il momento stiamo cercando di non intervenire in modo deciso, anche se poi esistono casi sui quali non si può proprio soprassedere; insomma, cerchiamo di far sgranchire mentalmente i tarantini, anche se finito il rodaggio torneremo a pieno regime nello svolgimento della nostra attività principale: il massimo rispetto delle regole».

Nelle ultime settimane si è rivelato utile l’impiego di telecamere per punire tarantini che di rispettare il territorio proprio non vogliono saperne, dal conferimento all’abbandono dei rifiuti ovunque capitasse.

«In realtà è un’attività che non si è mai fermata, probabilmente in queste ultime settimane si è registrato un maggior numero di infrazioni: le telecamere hanno continuato a registrare e il numero di verbali non si è fermato, parliamo di circa duecentocinquanta dall’inizio dell’anno; l’auspicio è che i cittadini comprendano che non appena si tornerà a pieno regime, certe pessime abitudini non saranno tollerate, per intenderci dall’orario di conferimento dei rifiuti alle doppie file».

Esercizi commerciali a Taranto, ci sono state incomprensioni o tutto è filato liscio? Ci sono state interpretazioni temerarie, imprudenti?

«Non abbiamo avuto grandi problemi, i commercianti hanno recepito le indicazioni di decreti e ordinanze. Ora,  non appena ci sarà la riapertura totale, comprenderemo meglio qual è lo spirito con il quale i commercianti torneranno a svolgere la propria attività. Ad essere pignoli, abbiamo registrato episodi e interpretazione a proposito di servizio a domicilio o sulla vendita da asporto, ma poca roba, niente di rilevante».

E’ forse prematuro parlarne, ma che estate si aspetta?

«Non è semplice proiettarsi a distanza di un mese, con uno scenario che cambia con una certa velocità. Sulla Litoranea si sta procedendo nella sistemazione della segnaletica orizzontale e verticale; interventi anche sull’asfalto nei tratti di strada che saranno più impegnati dagli automobilisti; sarà importante consultare il Decreto legge per comprendere come i titolari di concessione intenderanno muoversi. Credo comunque sia prematuro parlarne».

«Se la norma non passa…»

Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole

«Potrei togliere il disturbo, non faccio tappezzeria». Nella maggioranza, pro e contro. «Garantire i diritti, ma anche sicurezza sanitaria, mai così necessaria come in questo momento», secondo il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Perplessità di Vito Crimi (Cinquestelle): «Se c’è l’intenzione di fare una sanatoria modello Maroni, noi non ci stiamo». «Riapriamo i corridoi “verdi”, riporterebbero in Italia manodopera specializzata», la posizione del presidente Coldiretti, Ettore Prandini.

«Se la norma non passasse, dovrò fare una riflessione attenta: questo tema è motivo di permanenza nel governo, non faccio tappezzeria». E’ la posizione del ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, all’indomani di posizioni non troppo convinte sulla sua proposta di sanatoria semestrale (rinnovabile per i successivi sei mesi) sulla posizione degli immigrati in Italia. Gli extracomunitari irregolari, secondo la “ministra” in una intervista rilasciata su Radiorai, verrebbero  impegnati nelle diverse attività per le quali è richiesta mano d’opera, a cominciare dalla raccolta nei campi (decine di migliaia gli irregolari, venti euro per dieci ore di lavoro), proseguendo nel lavoro di badanti al servizio di disabili e anziani.

Ne abbiamo scritto sul nostro sito appena la scorsa settimana. Lo abbiamo fatto attraverso uno strumento a noi caro (e attendibile): “Storie”, la  rubrica settimanale che dà voce a immigrati e quanti si trovano in situazione di disagio. Lo abbiamo fatto attraverso il racconto di amici già ospiti dei nostri Centri di accoglienza e di amici e colleghi disposti a parlare di un argomento così delicato.

«Se non passa la norma, tolgo il disturbo», il senso di quanto dichiarato agli organi di informazione dal ministro Bellanova. Lo ha ribadito rispondendo alla domanda sulle conseguenze che potrebbe avere se il provvedimento di regolarizzazione di lavoratori stranieri non passasse. «Per me – ha confermato il ministro – questa non è una battaglia strumentale, perché queste persone, gli immigrati, non votano; tanti badano ai consensi, la mia, la nostra, è invece una battaglia per persone che non votano». «C’è diffidenza fra la gente – ha ripreso Bellanova – in quanto per anni è passata l’idea che i diversi sono nemici e che, in particolare, gli immigrati vengono qui in Italia a toglierci il lavoro; ritengo, invece, siano fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane».

LE NOSTRE “STORIE”

Avevamo scritto che il ministro aveva avanzato la proposta di una norma con la quale rilasciare un permesso di “soggiorno temporaneo” per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che hanno intenzione di regolarizzare la posizione di quanti sono già impegnati in nero. Era stato posto l’accento su persone sfruttate per tre euro l’ora facendo concorrenza sleale alle imprese che, invece, rispettano le regole.

Bellanova nei giorni scorsi non si era espressa sulle stime (sarebbero 600mila le persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero), dichiarando che «non sono in grado di dirlo, ma si tratta di chi può avere un contratto: partendo dai lavoratori nei campi, perché qualcuno dovrà pure assumersi la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e proseguendo con il lavoro delle badanti».

Sull’emersione dei lavoratori in nero c’è «una condivisione di fondo; abbiamo avuto degli incontri e riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri; c’è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito», ha dichiarato Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno sempre su Radiorai.

CRIMI, «NON CI STIAMO»

Ma c’è anche chi all’interno dello schieramento del governo ha qualche dubbio. E’ il caso di Vito Crimi,  capo politico del Movimento Cinquestelle. «Sulla lotta al caporalato ed emersione del lavoro nero – ha dichiarato il parlamentare pentastellato – noi ci siamo, se c’è anche l’intenzione di fare una sanatoria modello Maroni, invece, noi non ci siamo». Non è l’unica voce fuori dal coro. Da qui la posizione netta del ministro Bellanova, nel caso entrasse in discussione nella maggioranza la sua proposta di sanatoria.

Come riportato organi di informazione, non molti in verità, la soluzione lascerebbe scontenti alcuni agricoltori, secondo i quali la proposta del ministro Bellanova non risolverebbe il problema. «Sarebbe stato importante riaprire i corridoi verdi che avrebbero riportato in Italia manodopera specializzata», ha dichiarato al quotidiano Libero il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. Il settore, infatti, denuncia la mancanza di lavoratori che raccolgano frutta e verdura nei campi. «Il 40% dei raccolti estivi – ha proseguito Prandini – rischia di rimanere sugli alberi». Buona parte dei lavoratori del settore proveniva dall’Est Europa e, con il blocco delle frontiere, sono venuti a mancare circa 200mila stranieri che arrivavano in Italia per raccogliere frutta e verdura nelle aziende agricole, tornando nel proprio Paese a stagione finita. Ora, purtroppo, c’è carenza di manodopera. Alla luce di un dato così preoccupante, sarebbe importante «una proroga fino al 31 dicembre dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al 31 maggio al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne e, al tempo stesso, è altrettanto importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da coronavirus».

«Sanità, mai in affanno»

Intervista esclusiva a Stefano Rossi, direttore Asl

«Mai gente nei corridoi. Fino ad oggi sfiorata la perfezione. Professionalità e una intuizione: realizzare l’Hub-Covid al “Moscati”. Un plauso al personale ospedaliero e ai tarantini, rispettosi delle regole. Distanziamento sociale, fino a quando non ci sarà un vaccino. Il  presidente Emiliano, un buon padre di famiglia»

Sicurezza sanitaria. Argomento ricorrente in queste settimane affrontato quasi a contrastare e scongiurare un pericolo ancora lontano dall’essere debellato. Come stanno lavorando le Aziende sanitarie locali, attraverso presidi sanitari e personale medico e paramedico, impegnato in un inatteso, quanto logorante lavoro,  fra l’altro costato la vita a molti di loro. Sicurezza sanitaria, dunque, così abbiamo provato a fare il nostro lavoro e per sito e web radio Costruiamo Insieme, abbiamo provato ad affrontare l’argomento senza tanti giri di parole.

Il Covid-19 si è abbattuto nelle regioni del Nord, il Sud ha pagato il suo tributo in vittime, ma da queste parti la Sanità ha funzionato come un orologio. Sia chiaro, pure in Meridione si sono registrati decessi, il più delle volte dovuti a patologie in anziani ricoverati in ospedali, cliniche o Rsa. I numeri, però, dicono anche che le Asl pugliesi, per esempio, hanno svolto l’attività in modo attento. Cominciando con il sensibilizzare i cittadini che, tranne i soliti rari casi, hanno posto molta attenzione a decreti e ordinanze. Della Sanità in genere e dell’emergenza, in particolare, abbiamo parlato con il direttore dell’Asl di Taranto, il dott. Stefano Rossi.

Direttore, può ritenersi soddisfatto di come stiano andando le cose in piena emergenza?

«I numeri, ad oggi, sono obiettivamente confortanti, la provincia di Taranto è quella che ha retto meglio l’onda d’urto del Covid-19 rispetto alle altre province pugliesi. Un risultato ottenuto grazie al lavoro sinergico di tutte le professionalità sanitarie e anche al rispetto che la comunità della provincia ionica ha avuto nei confronti delle regole impartite dal governo».

Abbiamo parlato spesso del SS: Annunziata, ma la scelta dell’Hub-Covid al “Moscati” si è rivelata vincente. Quali sono le cose da temere in una emergenza così inattesa?

«Le pandemie, si chiamano così, proprio perché non esistono zone franche: il virus si può solo contenere o individuare un sistema di alleggerimento nella sua diffusione. Rispetto a quanto accaduto al Nord, dove evidentemente qualcosa non ha girato nel verso giusto, qui abbiamo avuto modo di affrontare questa emergenza adottando contromisure dovute. Mi piace ricordare, a questo scopo, come la provincia di Taranto abbia fatto una scelta sicuramente forte realizzando un Hub-Covid, creando cioè un presidio interamente dedicato al contrasto del coronavirus. Al “San Giuseppe Moscati” di Taranto erano già allocate le tre discipline di base di contrasto all’emergenza: Malattie infettive, Pneumologia e la Terapia intensiva, così abbiamo pensato di partire proprio da qui. Questo ci ha consentito fin dall’inizio, dai primi numeri, piccoli – è bene ricordare che a Taranto è stato registrato il primo caso di contagio, primo anche in Puglia, lo scorso 25 febbraio – abbiamo avuto subito un approccio clinico corretto rispetto a questa patologia – subdola, in quanto dura tre settimane – che può evolversi al cospetto di altre patologie».Rossi copertina ALa presenza delle tre discipline di cui diceva, all’interno del “Moscati”.

«E’ stata utile per affrontare il contrasto in modo sinergico; mi piace segnalare la professionalità del dott. Giovanni Battista Buccoliero, primario del reparto Malattie infettive, del dott. Giancarlo D’Alagni, primario di Pneumologia e del dott. Martino Saltori, responsabile di Anestesia e Rianimazione del “Moscati”: non siamo mai andati in affanno; quanto visto in riprese televisive effettuate altrove, come gente nei corridoi, qui a Taranto non si è mai verificato; anzi, abbiamo avuto pazienti giunti da altre province perché altrove avevano problemi. Tutto ciò è andato di pari passo con il lavoro epidemiologico svolto sul territorio dal Dipartimento che ha saputo tempestivamente individuare, isolare la catena dei contagi, e di questo grande merito va riconosciuto al direttore, dott. Michele Conversano».

Proviamo ad assegnare un voto a personale sanitario e ai tarantini.

«Mi piacerebbe assegnare un bel 10 e lode, ma dico 9, perché ritengo si possa fare sempre meglio».

Ha idea su come e quando si potrà tornare alla normalità?

«Alla normalità non torneremo fino a quando non sarà trovato un vaccino: dobbiamo nel frattempo abituarci a queste nuove regole che prevedono il distanziamento sociale, qualcosa che deve far parte di un patrimonio culturale della popolazione: evitare inutili contatti, strette di mano, stare vis a vis, specie in ambienti ristretti; finché non ci sarà un vaccino – se non vogliamo tornare ai picchi epidemici preoccupanti del passato – dobbiamo abituarci alle buone regole di distanziamento».

Il ruolo del presidente della Regione, Michele Emiliano, del direttore del Dipartimento regionale della Salute, Vito Montanaro, e del coordinatore scientifico della task force pugliese, Pierluigi Lopalco.

«Il presidente Emiliano ha governato l’intera crisi da buon padre di famiglia, ha partecipato a tutti gli incontri in videoconferenza, riunioni talvolta protrattesi fino a tarda ora e alle quali hanno partecipato tutti i direttori Asl della Puglia, insieme con gli stessi Montanaro e Lopalco».

Chieda un ulteriore sforzo ai tarantini, direttore.

«Per arrivare al mio posto di lavoro, a Taranto, ho visto spesso strade molto affollate, file non sempre distanziate; passo nelle vicinanze del mercato “Fadini”, per intenderci, e osservo sempre numeri importanti: la gente deve comprendere, invece, che bisogna abituarsi a rispettare le regole di distanziamento, altrimenti non se ne esce più; dobbiamo osservare le disposizioni del governo per l’interesse nostro e degli altri. Questa vicenda ci ha insegnato che tutelarsi serve anche a tutelare gli altri: non sono solo regole di igiene pubblica, ma regole di buonsenso».

Covid-19, Fase2 al “via”

A Taranto sotto osservazione 48 pazienti

Nella giornata di ieri solo nove contagi. Bus e taxi, ripresa lenta. Isolamento domiciliare per quanti rientrano da fuori regione. In città c’è chi festeggia con un barbecue e paga multe salate. A luglio, a Roma, la sperimentazione del vaccino per debellare il coronavirus

Nuova panoramica del nostro sito su Covid-19 e sulla cronaca che ha scandito le ultime ore, dalla provincia di Taranto all’intera Puglia, proseguendo con risvolti dall’Italia e dall’estero. La Fase2 è stata intanto scandita dall’aumento del traffico di mezzi privati nella prima giornata di allentamento delle misure del lockdown. All’interno delle stazioni sono comparsi i primi distanziometri sul pavimento. Non c’è, però, tanta gente in arrivo, né in attesta di prendere un treno. Ai capolinea degli autobus urbani dei capoluoghi pugliesi, in centro, non ci sono assembramenti e i mezzi viaggiano semivuoti. Un po’ più di persone si vedono nei bus che arrivano dalla provincia. Fuori ai bar non ci sono molte persone che attendono di poter portare via la colazione. Ma è stato solo il primo giorno, è insomma ancora viva la paura del contagio e, tutto sommato è anche giusto riprendere le abitudini con la necessaria prudenza per scongiurare nuovi contagi.

 

Taranto, Hub Covid Moscati: ricoverati ancora 48 pazienti

La Asl di  Taranto informa che nell’Hub Covid “San Giuseppe Moscati” nella giornata di ieri erano 48 i pazienti , distribuiti come segue:

 – n. 3 presso il reparto di Rianimazione, positivi al test Covid;

 – n. 22 presso il reparto Malattie Infettive; di questi, 6 risultano negativizzati dal punto di vista virologico, ma non guariti dal punto di vista clinico, in quanto presentano patologie pregresse oppure presentano postumi da Covid, e per tale ragione non possono ancora essere dimessi;

 – n. 16 presso il reparto di Pneumologia; di questi, 2 risultano negativizzati dal punto di vista virologico, ma non guariti dal punto di vista clinico, in quanto presentano patologie pregresse oppure presentano postumi da Covid; ad ogni modo, se ne prevede la dimissione entro la prossima settimana;

 – n. 7 presso il reparto di Medicina Covid; si tratta di pazienti con sospetto Covid, in attesa di ulteriori tamponi per eventuale conferma o meno di Covid.

 

Coronavirus, ieri solo nove contagi

Nove sono i casi di contagio registrati ieri in Puglia su un numero di 724 tamponi effettuati: sei nella provincia di Bari, due nel Foggiano e uno nel Tarantino; i decessi registrati oggi, invece, sono 5: 1 in provincia di Bari, 1 provincia di Brindisi, 2 in provincia Bat, 1 in provincia di Foggia. I pugliesi vittime del coronavirus dall’inizio della pandemia sono 429, i pazienti guariti 779, quelli ancora ricoverati in ospedale 436. Sono1.921 i pugliesi che, invece, si trovano in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 67.167 test, totale dei casi positivi Covid in Puglia: 4.153.

 

Isolamento obbligatorio per chi rientra

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore ai Trasporti, Giovanni Giannini, hanno richiesto agli operatori dei trasporti di tutte le modalità, di veicolare nei propri palinsesti di comunicazione ai passeggeri in arrivo in Puglia e provenienti da fuori regione, il rispetto degli obblighi stabiliti dall’ordinanza n. 214/2020 attraverso questo messaggio: «Tutte le persone fisiche rientrate in Puglia da altre regioni, per soggiornare continuativamente nel proprio domicilio abitazione o residenza, hanno l’obbligo di comunicarlo immediatamente compilando il modulo sul portale della Regione Puglia o al proprio medico o all’operatore di sanità pubblica e devono restare in isolamento fiduciario per 14 giorni».

 

Quartiere Salinella, barbecue e multe

Prosegue senza sosta la serie di  controlli nella provincia ionica finalizzata a verificare il rispetto delle norme dettate dall’emergenza Covid-19. Controlli estesi anche alle zone turistiche del nostro territorio meta anche delle gite fuori porta dei nostri concittadini. A qualche tarantino è anche venuta voglia di riprendere una consuetudine, evidentemente ancora non consentita da decreti e ordinanze: accendere un barbecue per una serata in compagnia di amici e parenti, senza minimamente pensare a eventuali conseguenze a danno della salute della comunità. Agenti delle  Volanti, infatti, sono intervenuti nel quartiere Salinella di Taranto a seguito della segnalazione di un assembramento in prossimità di un barbecue. Numerose persone stavano partecipando a una festa, interrotta dall’arrivo delle pattuglie. Alla vista dei poliziotti numerosi partecipanti si sono allontanati, mentre tre di loro sono stati bloccati e sanzionati in via amministrativa per l’inosservanza delle disposizioni in materia di tutela della salute pubblica.

 

Usa, altri 1.435 morti in 24 ore

Sono stati 1.435, su 1,13 milioni di casi, i morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime ventiquattro ore. Il dato è riportato nella comunicazione giornaliera della Johns Hopkins University.

 

Sud America, 230mila contagi (12.400 decessi)

E’ in forte ascesa il numero di contagi in America latina che hanno raggiunto oggi quota 230.620 (12.436 i deceduti). È il dato scaturito da una statistica elaborata dall’Ansa riguardante 34 nazioni e territori latinoamericani. Il dato importante da rilevare è che nel subcontinente americano quasi 30 mila contagiati si sono aggiunti, insieme a altri 1.900 deceduti, a quelli rilevati meno di 48 ore fa. E’ il Brasile a confermarsi il primo del Sud America per numero di contagi (91.589, il 40% del totale regionale) e per decessi (6.329).

 

Francia, in calo i decessi

Calo di decessi in Francia. Secondo i dati delle autorità sanitarie, il bilancio totale delle vittime per coronavirus ha raggiunto i 24.760 morti dal 1 marzo (15.487 negli ospedali, 9.273 nelle case di cura), con 166 ulteriori decessi nella giornata di ieri.

 

Messe, il “via” dal 24 o dal 31 maggio

«Probabilmente entro la fine del mese si potrebbe tornare alla celebrazione delle messe con la presenza di fedeli». E’ quanto riporta il quotidiano l’Avvenire. «Non è improbabile», secondo il giornale della Conferenza episcopale italiana, che l’Eucaristia con la presenza di fedeli possa riprendere già per l’Ascensione o per la Pentecoste (il 24 o il 31 maggio).

 

Lombardia, calano i contagi

Calano contagi ricoveri e decessi in Lombardia. Sono 77.002 i casi positivi, con un aumento di 533 unità a fronte di 13.058 nuovi tamponi, mentre nella giornata di domenica i nuovi contagiati erano 737. Quarantaquattro, invece, sono le persone decedute, a cui ne vanno aggiunte 282 relativi all’aggiornamento complessivo a tutto aprile che ogni fine mese forniscono i Comuni della Lombardia. Continuano a diminuire i ricoverati non in terapia intensiva (6.529, meno 99) e in terapia intensiva (545, meno 18).

 

Spallanzani, sperimentazione del vaccino

Proseguendo con questi ritmi sarà possibile avviare da luglio le prime sperimentazioni sull’uomo. Lo ha dichiarato nella giornata di ieri il direttore sanitario dello “Spallanzani” di Roma, Francesco Vaia, pronunciandosi riguardo il vaccino contro il Covid 19 che verrà sperimentato nell’Istituto per le malattie infettive di Roma. Se i primi test daranno un esito positivo, porteranno nel 2021 alla somministrazione del vaccino su un alto numero di persone a rischio, con l’auspicio che l’esperimento sia andato a buon fine.  

 

Fase 2, riprende la criminalità

La fine della Fase1 porterà una ripresa della criminalità comune e predatoria e il tentativo delle mafie di infiltrarsi nell’economia legale. L’analisi è del capo della Polizia, Franco Gabrielli, riportata da una circolare inviata a questori, prefetti e ai capi delle direzioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza nella quale vengono indicate linee per riorganizzare gli uffici e calibrare i servizi sul territorio.

 

Riserva Ue, mascherine a Italia, Spagna e Croazia

Italia, Croazia e Spagna saranno i Paesi destinatari delle prime consegne di più lotti di mascherine protettive FFP2 da RescUe, la riserva europea di apparecchiature mediche istituita il mese scorso per aiutare i Paesi colpiti dal coronavirus. Lo ha annunciato il commissario Ue per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic. «Abbiamo lavorato senza sosta – ha dichiarato Lenarcic – per costituire RescUe; già creato un primo stock di mascherine: Spagna, Italia e Croazia sono le prime a ricevere il materiale, presto seguiranno altre consegne».

 

Zaia, Veneto: le scuse agli specializzandi

«Va ripristinato il buon rapporto con le scuse, doverose scuse. Punto». È la dichiarazione telegrafica e allo stesso tempo sentita del presidente del Veneto, Luca Zaia, dopo le affermazioni del direttore sanitario dell’Azienda di Padova agli specializzandi che, con il loro comportamento, aveva sostenuto, avrebbero favorito il contagio in ospedale. «Penso possa capitare a tutti, nella fretta, nella stanchezza, nelle tempeste mentali ad alta voce – ha dichiarato il presidente della Regione Veneto – di esprimere anche qualche concetto che non ci sta, ma bisogna anche fare le scuse: gli specializzandi sono una colonna portante, abbiamo fatto di tutto perché entrassero nell’offerta sanitaria del Veneto».

 

Pechino, 50mila test al giorno

A Pechino presto aumenterà la capacità di test di acido nucleico per il nuovo coronavirus a oltre 50mila campioni al giorno. Lo hanno annunciato le autorità locali dopo l’abbassamento deli livello di allarme, dal primo al secondo livello. La capitale incoraggerà e guiderà le istituzioni terze qualificate a eseguire il rilevamento dell’acido nucleico e coloro che già dispongono della capacità di svolgere tale test, miglioreranno ulteriormente la formazione del personale e ottimizzeranno le procedure.

«Tarantini, un modello»

Covid-19, parla Giuseppe Stasolla, presidente del Comitato consultivo misto

«Rispettosi delle misure indicate dal Governo, ma non abbassiamo la guardia», dice il rappresentante dell’Organo del Terzo settore. «Asl irreprensibile, nonostante qualche “scienziato” abbia minimizzato asserendo che l’inquinamento industriale respingesse il coronavirus: roba da codice penale. Non dimentichiamo i sacrifici di medici e infermieri: oggi li chiamiamo “angeli”, domani gli stessi potrebbero tornare ad aggredire il personale dei Pronto soccorso»

Prosegue la nostra panoramica sulle attività del nostro territorio in qualche modo legate all’emergenza del Covid-19, comunemente detto coronavirus, pandemia che ha steso mezzo mondo, seminato morte e terrore. Ospite della rubrica “Con parole mie” è il dott. Giuseppe Stasolla, presidente del Comitato consultivo misto, come a dire Asl di Taranto, e Servizio sanitario.

Partiamo dal significato di Comitato consultivo misto.

«E’ un Organo di rappresentanza del Terzo settore socio-sanitario, un presidio della cittadinanza attivo nell’ambito delle dinamiche e della programmazione sanitaria pubblica e privata convenzionata. Per intenderci, è la partecipazione del cittadino alla verifica della qualità del servizio sanitario, pubblico o privato convenzionato che sia. E’ la conquista di un nuovo quadro di legge a cui le aziende sanitarie devono adempiere e che prevedono una partecipazione attiva del cittadino».

Attività dell’Asl tarantina. Dal suo osservatorio, il punto di vista sull’organizzazione sanitaria locale alla luce di una tanto sciagurata quanto inattesa pandemia?

«Come organo di presidio, abbiamo osservato e monitorato tutte le attività che l’Azienda ha svolto per contrastare l’emergenza Covid-19. Partiamo da un dato che balza agli occhi di cittadinanza e utenza: il basso contagio registrato dalla città di Taranto e dalla sua provincia. Detto che i dati non escono per magia da un cilindro, credo poco a teorie per certi versi grottesche manifestate in queste ultime settimane. Un esempio, fra gli altri: l’inquinamento industriale che avvolge Taranto farebbe da schermo al coronavirus».

E’ stato detto anche questo?

«Ritengo sia cosa di una gravità estrema, specie se a pronunciarla è un esponente di Pneumologia di una città non lontana dalla nostra. Di fronte a simili affermazioni, evidentemente prive di fondamento scientifico, bisognerebbe mettere mano al codice penale. Non si possono rilasciare dichiarazioni di questo genere, specie se a pronunciarsi è un professionista titolato: queste dichiarazioni potrebbero avere effetti devastanti sulla popolazione. Pertanto, ripartirei dal dato: un applauso al comportamento dei cittadini di Taranto, che si sono comportati e si stanno comportando bene; al Sud, in Puglia e, in particolare, nella nostra provincia, abbiamo adottato una condotta rispettosa nei confronti delle misure indicate dal Governo e dalle Autorità locali. Attenzione alla Fase 2: non è finita, dobbiamo mantenere alta la guardia, per evitare recrudescenze affinché il virus non si ripresenti e provochi ulteriori danni».COVID PUGLIA 2 - 1E veniamo all’offerta sanitaria.

«L’Asl di Taranto si è mostrata attrezzata e competente; al “San Giuseppe Moscati”, dove ci sono reparti di Pneumologia e Malattie infettive, è stato di fatto creato un presidio ospedaliero dedicato alle emergenze da Covid-19. Verifichiamo giornalmente come i pazienti vengano controllati secondo il “Protocollo Spallanzani” e, una volta accettato il perfetto stato di salute, dimessi; in questo momento si sta andando verso una normalizzazione rispetto all’emergenza. Questa riorganizzazione ha generato lo spostamento di importanti servizi in altre strutture private e convenzionate, con riferimento a Oncologia e Cardiologia per esempio, che passata l’emergenza torneranno a tempo pieno al “Moscati”. E non solo per i pazienti oncologici, ma anche disabili e categorie appartenenti alla platea della fragilità nei confronti della quale tutti dobbiamo porre massima attenzione».

Cosa hanno chiesto e cosa chiedono i cittadini? Qual è la sensazione che lei avverte? 

«Esistono elementi che questa pandemia ci consegna. Chi ha responsabilità non può sottrarsi a una vicenda che ci consegna segnali importantissimi: i cittadini hanno bisogno di risposte univoche e uniformi. E’ emerso che il Sistema sanitario regionalizzato ha modalità diverse nel fornire risposte al cittadino; in Lombardia e Veneto si è avuta un’accoglienza diversa rispetto a quella praticata in Puglia. La Sanità in un quadro simile ha evidenziato i propri limiti ispirandosi a un modello negli anni concettualmente più “americanizzato”, più vicino all’assistenza privata».

In Puglia, invece? 

«E’ stato conservato un sistema sanitario attento verso la Medicina di urgenza, abbiamo conservato un modello più rispondente: certo, abbiamo registrato numeri diversi, altre dinamiche, ma abbiamo il dovere di guardare i segnali giunti da questa stagione di pandemia: occorre, dunque, uniformare la risposta generale per il cittadino e tornare ad investire nella Sanità pubblica. Con il Patto di stabilità saltato, con l’Europa che può concedere prestiti con finalità sanitarie, bisogna pensare ad organizzare una Sanità pubblica che torni a rispondere alle esigenze del cittadino: certo, l’acciaio è strategico, ma erano strategiche anche le mascherine che noi non avevamo…».

Nei confronti del personale medico, qual è il sentimento che ne ricava oggi?

«Oggi sui social sono in molti a definire “angeli” i nostri operatori di frontiera, che rischiano quotidianamente la vita; spero che una volta passata questa storiaccia, gli stessi che si sono spesi in elogi non tornino ad aggredire il personale dei Pronto soccorso. Mi auguro, pertanto, che questa esperienza consegni ai cittadini un elemento di maturità, coscienza sociale e rispetto nei confronti del nostro Sistema sanitario che va tutelato, potenziato e sviluppato, nonostante rappresenti già un modello che in altri Paesi si sono limitati ad imitarci».

«Attrezzati contro il virus»

Intervista a Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl

«Attivate le strutture di ricovero. Il “distanziamento sociale” ha permesso di non avere una diffusione massiccia. Concittadini collaborativi: i comportamenti individuali determinano il risultato collettivo. Gestire la ripresa con intelligenza. Sistema sanitario attivo e Residenze sanitarie assistenziali sotto costante controllo».

In queste settimane stiamo svolgendo anche attività informativa sul Covid-19 attraverso sito, web radio e canale youtube. Per la rubrica “Con parole mie”, oggi abbiamo ospitato il dott. Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di Taranto. A lui abbiamo rivolto domande per conoscere da vicino, nel rispetto del “distanziamento sociale”, l’attività dell’Asl, l’Azienda sanitaria locale impegnata nel contrasto al diffondersi del virus che ha messo in ginocchio il mondo intero.

Direttore, letteralmente bombardati da informazioni, talvolta anche approssimative, qual è ad oggi la situazione nella provincia di Taranto a proposito del Covid-19?

«Incrociamo le dita, fino a questo momento è tutto sotto controllo, nonostante si tratti di un’emergenza molto importante; pur avendo registrato il primo caso di coronavirus nella nostra regione, abbiamo avuto il tempo necessario per organizzarci meglio di quanto, invece, non è stato possibile fare nelle altre regioni d’Italia; nella nostra provincia abbiamo attivato un’azione di contenimento mettendo in isolamento domiciliare fino a milleduecento persone, con particolare riferimento al periodo di inizio marzo, quando hanno fatto ritorno dal Nord numerosi concittadini purtroppo già contagiati dal virus; contenuto i casi, abbiamo avuto il tempo necessario per attivare le strutture di ricovero in grado di poter sostenere il carico di soggetti positivizzati da quel momento in poi».

Un momento di difficoltà, rispetto all’attività quotidiana?

«Non abbiamo mai avuto difficoltà – lo confermano i colleghi ospedalieri – ad offrire le migliori cure del caso a soggetti che presentavano patologie legate al virus, anche se ci sono stati decessi – purtroppo, anche uno solo di questi per chiunque rappresenta un dramma… – in numero contenuto rispetto ad zone anche vicine alla nostra provincia; detto questo, nelle nostre strutture sanitarie attrezzate abbiamo accolto anche pazienti provenienti da altre province e regioni. Avendo qualche giorno in più a disposizione, grazie alle azioni di contenimento varate da Governo centrale e Regione Puglia, il “distanziamento sociale” ha permesso di non avere una diffusione massiccia come accaduto in altre aree; da un lato ci ha allungato il periodo di ripresa delle normali attività sociali, dall’altro ci è stata data la possibilità di gestire meglio un problema non sempre di facile soluzione».CONVERSANO Copertina I GIORNI - 1Come possiamo interpretare i dati, spesso contrastanti?

«Bisognerebbe vedere quanti sono risultati i casi positivi rispetto ai tamponi eseguiti: nonostante questi siano aumentati, il contagio è in calo: questo dato dà l’idea su quanto la circolazione del virus sia stata ridotta; ripeto, fondamentali le misure di contenimento, anche grazie all’attenzione posta dai nostri concittadini: sono, infatti, i comportamenti individuali che, alla fine, fanno il comportamento collettivo. Mi permetto di rivolgere un suggerimento ai giornalisti, fra le tante domande ponete anche la seguente: “Avete posti liberi nei reparti Malattie infettive, in Pneumologia, come è messa la Terapia intensiva?”. Risposta: l’altro giorno avevamo sei, sette pazienti rispetto ai ventiquattro posti attrezzati; questo dà il senso di preparazione del Sistema sanitario rispetto all’eventuale emergenza».

Residenze sanitarie assistenziali, un tema che al momento non ci sta sfiorando.

«Sempre facendo i debiti scongiuri, le RSA sono i punti critici di ogni area. Come accaduto non solo al Nord, ma anche in altre province pugliesi, le Residenze sanitarie assistenziali possono rappresentare una concentrazione di anziani malati, che potrebbe diventare esplosiva in qualsiasi momento; complessivamente, fra tutti i nostri Centri, all’inizio del diffondersi del coronavirus abbiamo registrato un paio di casi sospetti, ma immediatamente tenuti sotto controllo: fra operatori e degenti non c’è stato alcun caso in strutture di riabilitazione, assistenziali e socio-assistenziali; anche questo risultato, insieme alla nostra azione costante, si deve all’attività di controllo che stanno svolgendo titolari e società che gestiscono queste strutture: nel caso ci fosse segnalato un assistito con febbre ci attiveremmo con urgenza per praticare il tampone e avere immediatamente l’esatto stato di salute del soggetto in causa; qualora l’anziano risultasse positivo al controllo, verrebbe isolato in una stanza dedicata a questo tipo di emergenza».

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni, qual è la prospettiva per l’estate?

«Non si può continuare ad affrontare l’emergenza restando chiusi in casa e bloccando qualsiasi tipo di attività sociale; come ha detto Pierluigi Lopalco, coordinatore scientifico della task-force regionale, dobbiamo gestire il momento di ripresa con intelligenza cercando di proseguire quelle azioni di distanziamento sociale che ci possono permettere di tenere bassa la circolazione del virus; perché se è vero che in autunno potrebbe esserci una ripresa del contagio, è anche vero che con una ripartenza alla carlona, due settimane dopo potremmo trovarci nuovamente a fare i conti con un nuovo picco di contagi: non possiamo permettercelo, sarebbe grave sì per la nostra economia, ma daccapo drammatico e letale per la nostra salute».

Dunque, la ripresa delle attività.

«Massima prudenza, dal nostro canto rafforziamo quelle azioni di identificazione per contenere possibili focolai, isolando in tempi brevi i contatti stretti di quel preciso gruppo eventualmente interessato dal virus; dunque, se i contatti stretti non saranno quelli – per intenderci – di locali da ballo, che renderebbero impossibile l’opera di contenimento, saremo nelle condizioni di isolare subito qualsiasi contagio sul nascere. Temo, però, che una simile modalità ci toccherà ancora per diverso tempo, fino a quando cioè un vaccino o una terapia efficace – senza effetti collaterali – potrà finalmente aiutarci ad uscire dall’incubo e debellare questa pandemia».

Ex Ilva, prima “vittima”

Coronavirus, dipendente licenziato per commento su Facebook

Secondo un sindacalista, Arcelor Mittal non avrebbe gradito il commento “social” di un operaio a proposito delle misure adottate dall’azienda contro il Covid-19. Sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia.  Calano intanto i contagi, aumentano i decessi di anziani nelle case di cura nel Salento.

Un dipendente di ArcelorMittal di Taranto sarebbe stato «licenziato per aver commentato sulla propria bacheca di Facebook quel che realmente accade in fabbrica». La notizia circola in queste ore, agenzie e testate online l’hanno subito postata, i quotidiani ieri stesso l’hanno pubblicata sui propri siti, mentre questa mattina la riportano sui giornali in edicola. La vicenda è stata resa nota con la denuncia fatta pervenire agli Organi di informazione, da Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb.

Secondo quanto appreso, l’operaio impegnato nel reparto Treno-nastri, aveva criticato attraverso il popolare social quelle che, stando sempre a quanto riportato nella nota sindacale, le condizioni di lavoro all’interno del siderurgico tarantino.

«Al lavoratore licenziato – che non è nostro iscritto, precisa Rizzo – va ovviamente la solidarietà di tutta la nostra organizzazione sindacale». All’interno di quanto inviato alla stampa, il sindacalista coglie l’occasione per segnalare una presunta disparità di trattamento nel pagamento delle aziende dell’indotto. «Ci risulta – sostiene Rizzo – che i bonifici siano arrivati ad alcune aziende del Nord, diverso trattamento per quelle locali, che attendono, invece, pagamenti degli arretrati».

DECESSI, VENTICINQUE IERI IN PUGLIA

Intanto sono venticinque i nuovi decessi in Puglia causati dalla pandemia da Coronavirus. Cinque in provincia di Bari, undici in provincia Bat, tre in provincia di Brindisi, tre in provincia Foggia, due in provincia di Lecce, uno in provincia di Taranto. E’ bene puntualizzare che la Regione Puglia, però, chiarisce che si tratta della somma di pazienti morti anche nei giorni scorsi, non solo nella giornata di ieri cui si riferisce il bilancio.

I decessi dall’inizio dalla pandemia, dall’inizio della pandemia sono 351. Cinquantacinque sono i nuovi casi di contagio (lunedì erano stati 38): 19 nella provincia di Bari; 3 nella provincia Bat; 4 nella provincia di Brindisi; 28 nella provincia di Foggia; 1 nella provincia di Taranto. Tre i casi registrati lunedì nella provincia di Bari e uno nella provincia di Brindisi, attribuiti nel bollettino di ieri. I pazienti guariti sono 459, quelli ricoverati 634 (lunedì erano 650). Sono, invece, 1.477 pugliesi in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 45.984 test, i contagi totali sono 3.622.

RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI, APPELLO

Salgono a sedici, invece, gli anziani ospitati nella Rsa, la Residenza sanitaria assistenziale “La Fontanella” di Soleto, in Salento, ad essere deceduti una volta risultati positivi al Covid-19. Ultima vittima, una donna di novantadue anni. Causa le criticità delle patologie di cui soffriva, l’anziana era stata condotta in ospedale, a Lecce, dove è deceduta. Nella residenza, da fine marzo commissariata dalla Asl, erano risultati positivi quasi tutti gli anziani ricoverati e molti operatori sanitari in servizio, tra cui la direttrice.

Intanto, a proposito delle Rsa, c’è l’appello del presidente regionale di Assoap, Fabio Margiglio. «Aiutateci, non sappiamo più come fare, non possiamo resistere così a lungo, venite a riprendervi i vostri cari, se potete, riportarteli nelle vostre case, abbiate cura personalmente di loro, oppure venite qui nelle residenze ad aiutarci, in barba ai divieti ma consapevoli che porterete il virus, fate la vostra scelta nel silenzio assoluto delle istituzioni che parlano con le loro circolari». E’ l’appello che lancia di Margiglio, per conto dell’associazione delle strutture socio assistenziali pugliesi.

Nella nota inviata alla stampa, Margiglio evidenzia che anche qualora si dovesse continuare «a negare le visite ai parenti, il virus entrerà attraverso il personale asintomatico che man mano ricomincerà a vivere, ad uscire, a vedere altra gente». Le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e Rssa (Residenza socio sanitaria assistenziale per anziani) sono finite al centro di alcune inchieste delle Procure dopo contagi diffusi e decessi registrati tra ospiti e personale.

Coronavirus, segnali positivi

Calano contagi e decessi

Tenere alta la guardia, per evitare il ripetersi di focolai

Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, almeno 181.228 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (2.256 in più rispetto a domenica, per una crescita dell’1,3%). Di queste, 24.114 sono decedute (+454, +1.9%; ieri +433) e 48.877 (+1.822, +3.9%; ieri +2.128) sono state dimesse. Si tratta sostanzialmente di dati positivi. Per la prima volta dall’inizio della pandemia, infatti, il numero di positivi è sceso. Dati sono stati forniti dalla Protezione civile.

Cresce, seppure leggermente, il numero dei nuovi contagi da Coronavirus in Puglia. Ieri erano 120 su 2.175 tamponi eseguiti, mentre domenica erano 82 su 2.145 tamponi eseguiti. Cala invece il numero dei decessi: nella giornata di ieri ne sono stati registrati due (provincia di Foggia e Brindisi). Complessivamente le vittime del Covid in Puglia sono 316. Delle nuove infezioni, invece, 35 si sono registrate in provincia di Bari e 30 nel Foggiano. I pazienti ricoverati negli ospedali attualmente sono 650, quelli guariti e dimessi 427, mentre i pugliesi in isolamento domiciliare sono 1.432.

SINDACATI POLIZIA, EMILIANO TACE

Lo scorso 10 aprile, i referenti regionali delle Organizzazioni Sindacali SIM Guardia di Finanza, SIM Carabinieri e SAP Polizia di Stato, avevano chiesto al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di valutare l’attivazione di idonei protocolli per la salvaguardia della salute del personale delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico, operante in prima linea e maggiormente esposto al contagio. «Prendiamo atto del silenzio – scrivono, fra le altre cose, in una nota i sindacati delle Forze di polizia – del Presidente Emiliano che, ad oggi (ieri, comunque dopo dieci giorni, ndr), non ci è pervenuta alcuna risposta».

TARANTO, MOLTI CONTROLLI, POCHE SANZIONI

Nessun rallentamento nelle attività di controllo degli agenti della Polizia Locale, coordinati dal comandante Michele Matichecchia. Nel fine-settimana sono state controllate 169 persone, 3 delle quali sanzionate per assenza di adeguata giustificazione all’abbandono del proprio domicilio. I controlli sono stati effettuati anche a bordo di bus urbani ed extraurbani, riscontrando la scarsa presenza di passeggeri. Controlli effettuati anche nei mercati, nei pressi di banche e supermercati, per verificare il rispetto del distanziamento sociale. Le auto di servizio, infine, hanno continuato a diffondere tramite altoparlante il messaggio di invito a rimanere in casa.

 

BALNEARI PUGLIESI, QUASI QUASI NON APRIAMO

«Stiamo facendo tutte le simulazioni possibili, ma il rischio è che alla fine, fatti i conti, non convenga aprire». Giuseppe Mancarella, presidente della Cna Balneari Puglia, esprime il suo punto di vista commentando l’esito dei test su come potrebbero essere le spiagge con il distanziamento imposto dall’emergenza Coronavirus. Le prove sono state fatte sulle spiagge di Porto Cesareo, nei lidi Le Dune, Tabù e Bacino Grande. E’ stato realizzato uno spazio ideale sulla sabbia, con delle corde a recintare un rettangolo in cui potrebbero starci due lettini e un ombrellone.

MACRON A COLLOQUIO CON PAPA FRANCESCO

Emmanuel Macron, presidente della Francia, avrà un colloquio telefonico con papa Francesco, a cui seguirà un’altra riunione telefonica con i rappresentanti dei culti e delle associazioni laiche, per la seconda volta dall’inizio della crisi del coronavirus. Il colloquio telefonico con Francesco, precisa l’Eliseo, è previsto per martedì alle ore 16.

PETROLIO AI MINIMI STORICI 

Tonfo petrolio a 7,76 dollari. Lo confermano le quotazioni del Wti che perdono il 74,22% a 4,85 dollari al barile. Wall Street, intanto, recupera: il Dow Jones perde lo 0,75% a 24.065,08 punti, il Nasdaq sale dello 0,34% a 8.678,43 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,34% a 2.864,70 punti.

PROTEZIONE CIVILE, BOLLETTINO 

Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Italia sono almeno 181.228 persone ad aver contratto il virus Sars-CoV-2 . Di queste, 24.114 sono decedute e 48.877 sono state dimesse. I dati sono stati forniti dalla Protezione civile.

GRAN BRETAGNA, IN CALO I DECESSI 

dopo i picchi europei degli ultimi 10 giorni, si attestano i segnali positivi di un calo su base giornaliera del numero di morti da coronavirus registrati in Gran Bretagna. Lo ufficializza il Ministero  della Sanità, ufficializzando altri 449 decessi nelle ultime 24 ore, circa 150 in meno del giorno precedente.

BONUS DA 600 EURO, 4,4 MILIONI DI DOMANDE 

Sono 4,4 milioni le richieste per il bonus da 600 euro, mentre 3,5 milioni sono state pagate. Lo ha dichiarato il presidente Inps, Pasquale Tridico. Le altre 900mila sono in istruttoria, anche se per la maggior parte saranno rifiutate ma ci sono approfondimenti in corso.

TEST DI MASSA, FONDAMENTALI, SECONDO L’UE

«La disponibilità di test sicuri e una politica coordinata di test di massa sono fondamentali per qualsiasi strategia di uscita dall’emergenza Covid-19. Lo ha riportato in un tweet la Commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, dopo la teleconferenza con i ministri della salute degli Stati membri dell’Ue.

NAPOLI, ZERO CONTAGI, ZERO DECESSI 

Il resoconto giornaliero del Comune di Napoli, aggiornato alle ore 11 di IERI, segnala che nelle ultime ventiquattro ore in città non ci sono stati contagi, né decessi causati dal Covid19. A Napoli è il quarto giorno consecutivo senza nuove morti. Cresce intanto il numero dei guariti, risultati cioè negativi in due tamponi.

MERKEL, INVITO ALLA DISCIPLINA

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è rivolta ai suoi concittadini durante la conferenza stampa allestita dopo la riunione dell’unità di crisi sul coronavirus. La cancelliera riconosce i buoni risultati ottenuti in Germania nella lotta al virus, ma invita comunque alla cautela: «Non sentiamoci al sicuro neppure per un secondo, sarebbe un peccato se dovessimo rilevare che il virus ritrovi forza».

PUTIN, NON ENFATIZZIAMO L’IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE 

Minimizzare l’impatto negativo dell’epidemia sull’occupazione e sui redditi delle persone. E’ l’opinione del presidente russo, Vladimir Putin, manifestata durante un incontro in teleconferenza sulla situazione sanitaria ed epidemiologica in Russia. Putin ha promesso che le autorità faranno affidamento sulle opinioni degli esperti affinché le operazioni delle industrie e delle organizzazioni siano sicure al massimo.

COVID, REPARTO CHIUSO A MONZA: TUTTI DIMESSI 

A Monza, un reparto del Policlinico adibito al trattamento di soli pazienti Covid-19, è stato sanificato e rimesso a normale regime. I quaranta pazienti fin qui ospitati sono guariti e dimessi. Lo ha reso noto il direttore generale del Policlinico di Monza Alessandro Cagliani, dopo la diffusione sui social di un video registrato dal personale sanitario che esulta per l’importante risultato registrato.

POLIZIA, SANZIONATE 8.641 PERSONE

Le Forze di polizia impegnate nella verifica del rispetto delle norme di contenimento del contagio nella giornata in un solo giorno hanno controllato 197.750 persone e 68.252 tra esercizi e attività commerciali. Secondo il Viminale, le persone sanzionate amministrativamente sono state 8.641, quelle denunciate per aver dichiarato il falso 74 e quelle denunciate per aver violato la quarantena imposta dalla positività 9. Sono stati 104 gli esercenti sanzionati, le attività chiuse 32.

 

ITALIA, ELECTION-DAY PER COMUNALI E REFERENDUM 

Approvato dal Consiglio dei ministri il rinvio delle elezioni amministrative. Sembra profilarsi l’ipotesi di un election day per le elezioni regionali e il referendum, da svolgersi tra metà settembre e dicembre. Sono sette le regioni nelle quali slitterà il voto a causa dell’emergenza coronavirus. Oltre alla Puglia, sarebbero interessate dal provvedimento anche Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Valle D’Aosta.

MEDICI UCCISI DAL CORONAVIRUS, ANCHE UN PUGLIESE

La Federazione nazionale degli ordini dei medici, che aggiorna costantemente il conto delle vittime, ha reso noto che si sono registrate ulteriori vittime: cinque. Fra i deceduti anche un medico pugliese, Antonio Lerose, otorino a Bari, prima vittima tra i camici bianchi registrata nel capoluogo. Il totale sale così a 137. Lo riferisce la federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che riporta nel suo portale listato a lutto l’elenco dei colleghi deceduti. In totale, stando ai dati aggiornati a ieri dell’Istituto Superiore di Sanità, sono 17.306 gli operatori sanitari contagiati. Il totale dei medici deceduti sale così a 136.

PECHINO AGLI USA, IL NEMICO E’ IL CORONAVIRUS NON LA CINA 

Pechino scuote Washington e invita gli Stati Uniti a rendersi conto che il Covid-19 è il nemico, non la Cina. E’ la risposta del governo di Pechino al presidente americano Donald Trump, circa l’invio di un team in Cina per indagare sull’origine della pandemia da coronavirus, manifestando eventuali misure di sicurezza in caso di responsabilità da parte del Paese asiatico.

 

SIRIA, NELLE CASE DANNEGGIATE DAI BOMBARDAMENTI

La paura da coronavirus sta quasi obbligando decine di migliaia di sfollati siriani a tornare nelle proprie case, anche se danneggiate dal conflitto, dopo esser fuggiti nei mesi scorsi. Lo ha riferito riferisce l’Ufficio dell’Onu per il coordinamento umanitario.

RIMPATRIATI GLI ITALIANI BLOCCATI IN FLORIDA 

Dopo un periodo, in attesa di poter rientrare, sono giunti lunedì mattina alle 7.45 all’aeroporto di Fiumicino, un centinaio dei circa centoquaranta ragazzi italiani del progetto Disney rimasti bloccati in Florida.

IMPRESE, CINQUANTAMILA A RISCHIO-FALLIMENTO 

Bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, discoteche, pasticcerie, stabilimenti  balneari. In breve, il settore dei pubblici esercizi è in uno stato di crisi profonda. I numeri li snocciola Fipe-Confcommercio, che stima trenta miliardi di euro di perdite, cinquantamila imprese a rischio chiusura e trecentomila posti di lavoro in bilico a causa della crisi innescata dall’epidemia.

CALCIO, NON E’ UNA PRIORITA’

L’“app”, uno degli strumenti attraverso i quali costruire la fase 2 dell’emergenza coronavirus, potrà essere utile in futuro per rafforzare la sanità digitale di questo Paese, ha dichiarato Roberto Speranza, ministro della Salute.  Speranza ha anche risposto a una domanda sull’eventuale ripresa del campionato di calcio. Con più di 400 morti al giorno, ha detto, questa può essere considerata l’ultima delle priorità».

CINA, ARRIVA MATERIALE MEDICO-SANITARIO 

E’ partito da Pechino, destinazione Milano Malpensa, un nuovo aereo cargo speciale per l’invio di materiale medico-sanitario da destinare all’emergenza Covid-19 in Italia. L’annuncio in una nota dell’ambasciata d’Italia a Pechino. Negli ultimi giorni sono arrivati in Italia già tre voli provenienti dalla Cina e un quinto dovrebbe partire nelle prossime ore, altri aerei decolleranno poi in settimana.

USA, QUARANTAMILA MORTI

Negli Stati Uniti il numero dei morti per coronavirus sale a 40.991, lo ha dichiarato il presidente Trump nel suo incontro quotidiano con i mezzi di informazione. Sale anche il numero di contagiati: 759.687.Articolo I GIORNI

«Uniti nella fede»

L’Arcivescovo di Taranto, in esclusiva a “Costruiamo Insieme”

«Con i social abbiamo posto rimedio a una Pasqua singolare. Una partecipazione e un insegnamento importanti. L’incontro con l’Addolorata e il Signore, una preghiera per le vittime del virus e i più deboli. Il mio pellegrinaggio fra chiese, ospedali e casa circondariale. Papa Francesco e un messaggio gioioso: cancelliamo il Debito pubblico nei paesi in sofferenza»

 Una Pasqua singolare, vissuta fra le mura domestiche, ma vissuta cristianamente attraverso mezzi di comunicazione e social. Protagonista in una lunga serie di eventi di preghiera, l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, che ha concesso al nostro sito e alla web radio “Costruiamo Insieme” una lunga intervista.

Pasqua e Lunedì dell’Angelo appena trascorsi. Qual è il futuro di fede e preghiera che ci attende?

«La Settimana santa appena trascorsa, che non ha precedenti a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, non ci ha resi orfani della fede. Privati dalla partecipazione popolare, delle grandi processioni, dei pellegrinaggi, della gente che affollava le nostre chiese, momenti di preghiera a cui il popolo tarantino è legato, abbiamo comunque posto rimedio all’esperienza della comunità dei credenti, vivendo insieme il Triduo pasquale, Passione, morte e resurrezione del Signore come parte della propria vita».

Il ruolo di social e mezzi di comunicazione.

«Grazie ai mezzi di comunicazione è stato possibile partecipare fin dal Giovedì santo alla Messa della Cena del Signore, anche senza Lavanda dei piedi. Mi sono recato nel Santuario di San Domenico, per rivolgere una preghiera alla Madre di Dio: ho incrociato lo sguardo dell’Addolorata. Mi ha commosso in modo intenso, come la prima volta nella quale mi sono trovato al suo cospetto: le ho portato il dramma di tutta la gente, ho chiesto alla Madre di esserci vicina, confortarci, intercedere con il Signore perché questo disastro potesse finire, a Taranto, come in tutta Italia e nel mondo intero. E lo sguardo della Madre, pieno di dolore e dolcezza, ha trasmesso un messaggio di speranza, “Io sono con voi!”».

Una esperienza di fede che ha ripetuto.

«Quando mi sono recato nella chiesa di San Giovanni di Dio per celebrare la liturgia del Venerdì santo, incrociando il Cristo del SS. Crocifisso: un dolore grande misto a una dolcezza infinita; momento di preghiera che ho ripetuto al cospetto di Gesù morto nella chiesa del Carmine, nel centro cittadino, dove erano esposti i vari Misteri della Passione; con i pochi presenti, ho rappresentato un’intera comunità cristiana: ogni Mistero uno sguardo, una proposta di amore, per seguire il Signore nella sofferenza anche di questi giorni. Infine, la Veglia pasquale, celebrata nell’antica cattedrale di San Cataldo, altra grande esperienza di fede. La risposta dei “social” è stata intensa, come se questo senso di appartenenza, anche risvegliato se vogliamo, potesse essere vissuto anche così. Stessa emozione provata la domenica di Pasqua, quando mi sono recato nella Casa circondariale per fare visita ai detenuti: come sempre, ho ricevuto una grande accoglienza, le donne hanno fatto dono di mascherine realizzate in questi giorni; gli uomini, invece, hanno confezionato delle “scarcelle” per i “senza fissa dimora” del Centro notturno “San Cataldo vescovo”. Mentre impartivo la benedizione, la gente si affacciava, applaudiva, rivolgeva gli auguri di Buona Pasqua per ricambiare una visita che, come tutti gli anni, ripeto anche a Natale».

Altro incontro significativo, negli ospedali “SS. Annunziata” e “San Giuseppe Moscati”.

«Insieme con le autorità sanitarie ho rivolto una preghiera affinché la Scienza fosse messa a difesa della salute, della vita, con una benedizione dei pazienti. E’ il risveglio di una umanità che sente il momento difficile, ha bisogno di sentirsi unita e necessita di un amore sempre più grande che la sorregga. Questa esperienza potrà proseguire, ma spetta a noi tutti farla crescere nella vita quotidiana. L’Annuncio della Resurrezione è la speranza, non solo per la vita eterna – abbiamo perso tante persone a causa del virus – ma anche la domanda che nasce dal sentirsi fragili, presi alla sprovvista, come a domandarsi: “Ma come, noi che con la Scienza sentivamo di avere il controllo del mondo, qualcosa di inatteso ci ha colti alla sprovvista e messi all’angolo?”».

Cos’è la Scienza.

«Un elemento preziosissimo, al servizio della condizione umana nel suo insieme. Sentivo anche quell’espressione, ripetuta quasi fosse un mantra, “Andrà tutto bene”; non sono d’accordo: c’è un grave tributo di morti che stiamo pagando, fratelli che non ci sono più; dobbiamo, invece, impegnarci nel seguire con il massimo rigore le indicazioni che ci vengono impartite nel vivere in isolamento; a Taranto, rispetto alle altre province pugliesi, c’è un contagio meno diffuso, ma ciò non significa permettersi di abbassare la guardia: dobbiamo essere attenti e rigorosi. Dobbiamo fare tesoro del Signore risorto e in mezzo a noi».

Abbiamo conosciuto “l’esperienza della fragilità”, ha detto. Cos’altro deve insegnarci un vissuto così drammatico?

«Ci ha insegnato, intanto, a non considerarci i dominatori dell’universo, ma ad essere più realisti: da un momento all’altro si spengono migliaia di persone; accade qualcosa di desolante, il decesso di anziani, medici, operatori sanitari, la scomparsa di 104 sacerdoti deceduti impegnati nell’offrire i sacramenti; come possiamo ignorare immagini come i camion dell’esercito che trasportano defunti o le ceneri di questi? Tutte considerazioni che ci conducono a rivolgerci domande come “Chi siamo, per considerarci onnipotenti e dominatori della storia?”.

Abbiamo risorse enormi, ma è nostro compito farne tesoro e metterle a disposizione per un progresso più giusto, uno sviluppo economico diverso rispetto a quello esistente. E’ cambiata la prospettiva: utilizziamo questi segnali per fare del bene, poniamo al primo posto la vita e la salute, non il profitto, l’accumulo dei beni, il consumo compulsivo. Questa è la grande lezione che ci è data».

A detta di molti, questa sciagura ci renderà più buoni. Ma è proprio necessario che l’uomo debba essere sottoposto a prove così forti per accorgersi quanto sia importante l’esperienza della vita?

«Uscirne più buoni, non è automatico; ci sono inchieste su violenze consumate fra le mura domestiche, per esempio; occorre fare un passo avanti nella libertà del cuore, rispettare il significato della vita e non pensare che l’accumulo di beni sia lo scopo principale per il quale si vive. Occorre, invece, costruire una realtà in cui sia rispettata la dignità delle persone: non è automatico, dicevo, questo salto in avanti, è necessaria la collaborazione di persone di buona volontà».

Eccellenza, papa Francesco si è rivolto al mondo intero, non solo a quello cattolico: siamo tutti fratelli.

«Un messaggio straordinario, di condivisione del dramma umano; l’uomo non innalzi mura, non chiuda i porti, ma tenga il cuore spalancato: siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo remare tutti insieme, nella stessa direzione.

Altro grande appello di Sua Santità: l’abolizione del Debito pubblico nei Paesi deboli e riconoscere ai più poveri una rendita modesta, ma decorosa. Sono stato per diversi anni in America latina, conosco certe realtà: il peso di una grave situazione economica soffoca un qualsiasi Stato in via di sviluppo. La cancellazione del Debito, a suo tempo, l’aveva già proposta Papa Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000; molti Paesi si sono ripresi rendendo possibile un cammino che ha posto al centro la dignità delle persone e il dialogo fra i popoli: le differenze non siano ostacoli, ma occasioni per dialogare, crescere insieme».

Uno sguardo alla nostra Puglia, alla città di Taranto, come può e deve rinascere il nostro territorio?

«Il primo invito che sento di rivolgere ai nostri concittadini è di continuare a vivere in isolamento fino a che ci è chiesto e prestare attenzione alla ripresa: se pensiamo che questa sciagura sia stata solo una parentesi, abbiamo sbagliato tutto; è stata ed è, invece, una lezione di vita: dobbiamo stare in casa, uscire lo stretto necessario, oppure per lavoro, ma sempre prestando massima attenzione; da quanto accaduto abbiamo imparato a mettere la salute avanti a tutto, prima di un qualsiasi profitto personale».

Non fa mai mancare il sostegno e una parola per i più deboli.

«Dobbiamo sforzarci ad offrire al prossimo un lavoro degno, che possa far crescere la persona perché questa si realizzi nel rendersi utile alla società: un qualsiasi essere umano vive non quando ha una rendita, ma quando è impegnato in un’opera. Del resto, nel lavoro piccolo e grande siamo collaboratori della potenza creatrice di Dio. Infine, abbiamo una ricchezza che parte dalla bellezza naturale e dalla fede, prosegue nella cultura, grande esempio di una civiltà non arrogante, capace di dialogare, offrire un servizio all’intera società».

Coronavirus, dall’Italia all’estero

Nuova ricognizione, fra notizie dalla provincia ionica, la Puglia con informazioni inoltrate dal presidente della Regione, Michele Emiliano. Panoramica, inoltre, fra le notizie relative alla diffusione del Covid-19, dall’Italia e dall’estero.

 

CORONAVIRUS, CALA IL NUMERO DEI CONTAGI 

Calano ancora i nuovi casi di contagio da coronavirus in Puglia. Su 1.149 tamponi refertati, 53 sono le infezioni rilevate. Lo comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I decessi, invece, sono 11 (8 in provincia di Bari, 3 in provincia di Foggia). La metà dei nuovi contagi, 27 complessivi, sono stati registrati in provincia di Bari, altri 24 nella provincia di Brindisi. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, in Puglia sono decedute 278 persone, i pazienti guariti sono 288.

Si riduce il numero dei ricoveri (673), mentre sale ancora quello delle persone in isolamento domiciliare (1.299). Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati 33.071 test, i pugliesi positivi sono 3.118, quasi un terzo in provincia di Bari (989).

 

TARANTO, PASQUETTA BLINDATA

Nel giorno di Pasquetta, l’amministrazione comunale di Taranto ha disposto posti di blocco lungo le principali arterie cittadine, per contrastare spostamenti e gite fuori porta.

Tale dispiegamento di agenti e mezzi nel giorno di Pasquetta è stato predisposto dal tavolo tecnico interforze cui ha partecipato anche il sindaco Rinaldo Melucci che, accompagnato dagli assessori Gianni Cataldino e Francesca Viggiano e dal comandante Michele Matichecchia, ha raggiunto tutte le postazioni presidiate dalla Polizia Locale, per conoscere l’andamento del servizio e portare il personale saluto a donne e uomini in divisa.

 

ILVA, DIPENDENTE NEGATIVO AL SECONDO TAMPONE

E’ risultato negativo anche il secondo tampone effettuato sul dipendente Ilva, nei giorni scorsi ritenuto sospetto caso di Coronavirus, e  ricoverato nel reparto di Medicina per èer essere sottoposto alle cure del caso nell’ospedale “Moscati”.

 

AGRITURISMO, APPELLO DEL PRESIDENTE

Lettera-appello del presidente di Turismo Verde Cia, Pietro De Padova. Nel documento inviato al Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, vengono inoltrate precise richieste: intanto l’autorizzazione all’esercizio di attività di laboratorio per la trasformazione e il confezionamento dei prodotti aziendali da parte delle aziende agrituristiche; a seguire, l’autorizzazione per la consegna al domicilio del consumatore (catering) dei pasti preparati nell’agriturismo.

 

COVID-19 IN PUGLIA, MUORE CARABINIERE

Positivo al Coronavirus, è deceduto al Policlinico Riuniti di Foggia dove era ricoverato dallo scorso 25 marzo, un brigadiere dei carabinieri. Il militare, originario di San Severo e in servizio nella Compagnia di Lucera, aveva 57 anni. I colleghi dell’Arma lo ricordano come «un militare di gran cuore che amava il suo lavoro. Un uomo dalla profonda educazione, sempre disponibile con gli altri».

 

CORONAVIRUS, BARI INDAGINI SU RSA

La Procura di Bari ha aperto una indagine sulle residenze per anziani del territorio provinciale nelle quali si sono verificati decessi e decine di contagi di coronavirus, tra gli ospiti come tra il personale. Il fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, è coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Rossi. Gli accertamenti sono delegati ai carabinieri del Nas che stanno acquisendo documentazione in quattro strutture dell’area metropolitana e negli uffici della Asl di Bari, incaricata dei tamponi.

 

TERLIZZI, SINDACO LIMITA ORARI PER PASSEGGIO DEI CANI

Fino al 3 maggio a Terlizzi si potrà uscire a passeggio con i cani soltanto entro 200 metri dalla propria abitazione e in tre fasce orarie giornaliere: all’alba, subito dopo pranzo e la sera fino a mezzanotte. Lo ha stabilito il sindaco della cittadina in provincia di Bari con una nuova ordinanza nell’ambito dell’emergenza coronavirus, che prevede «una stretta rispetto alle abitudini elusive».

 

MILANO, PERQUISIZIONI AL “TRIVULZIO” 

La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni nelle sedi del Pio Albergo Trivulzio di Milano e in altre strutture, nell’inchiesta aperta dalla Procura sul fronte delle Rsa. La squadra di Polizia giudiziaria è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese.

Da marzo ad oggi, al Trivulzio sono 143 i morti. A partire dai primi giorni di marzo, i sindacati Cisl-Cgil avevano inviato lettere ai vertici dell’istituto lamentando l’assenza di mascherine e presunte minacce agli infermieri che volevano usarle.

 

PASQUETTA, DENUNCE A RAFFICA

Denunce a nel giorno di Pasquetta. Secondo dati del Viminale, sono state oltre 16.545 le persone sanzionate per aver violato i divieti di spostamento; 88 per aver fornito false dichiarazioni e 29 per violazioni della quarantena e per il mancato rispetto delle misure di contenimento da coronavirus.

 

TRE MEDICI DECEDUTI, SALGONO A 112 VITTIME

Altri tre medici deceduti. Sale a 112 il numero delle vittime tra i camici bianchi a causa del Covid-19. Sono deceduti un medico palliativista, un odontoiatra e un cardiologo. Lo ha reso noto la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, che aggiorna la lista dei decessi considerando medici in attività, medici pensionati tornati in attività o comunque richiamati per l’emergenza e medici pensionati.

 

BASILICATA, IERI NESSUN CASO DI COVID-19

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in Basilicata non si registrano nuovi casi di coronavirus. Infatti, gli ultimi 214 tamponi eseguiti in regione, hanno dato tutti esito negativo. In totale, in Basilicata, si contano 265 contagiati da Covid-19.

 

UE, DOPO LO STOP ALLE RESTRIZIONI MONITORAGGIO COSTANTE

Qualsiasi allentamento graduale delle restrizioni porterà “inevitabilmente” ad un corrispondente aumento di nuovi casi. Lo scrive la Commissione Ue nella sua bozza di roadmap inviata agli Stati dell’Unione. Per questo, raccomanda Bruxelles, serve un monitoraggio costante e la prontezza nel reintrodurre le misure fin qui adottate.

 

GB, PIL IN CADUTA LIBERA

Calo storico del Pil britannico che registra il -13%. L’emergenza generale e il blocco delle attività economiche  legate al lockdown, potrebbe tradursi entro la fine dell’anno in una disastrosa caduta economica verticale. Lo ha reso noto l’Office for Budget Responsability (Obr) in un rapporto basato su uno scenario di 3 mesi di lockdown, in cui si calcola un tracollo del 35% nel secondo trimestre e poi un rimbalzo positivo. Questo tracollo potrebbe portare anche alla perdita di 2 milioni di posti di lavoro.

 

TURCHIA, CURE GRATUITE CONTRO CORONAVIRUS

In Turchie, quanti si ammaleranno di Covid-19,verranno curati gratuitamente nelle strutture sanitarie statali, anche se non risultano ufficialmente iscritti ai registri della sicurezza sociale. Lo ha stabilito un decreto presidenziale pubblicato stamani sulla gazzetta ufficiale di Ankara.

 

UE, DECRETO AIUTA-IMPRESE

La Commissione europea ha dato oggi il via libera al decreto legge imprese che consentirà di attivare interventi in favore del settore produttivo per fare fronte alle conseguenze dell’emergenza coronavirus. Con due decisioni distinte Bruxelles ha dato luce verde alle misure a sostegno dell’economia del valore di circa 200 miliardi e allo schema di garanzie destinato ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese.

 

CINA IMPORT-EXPORT, LENTA RIPRESA

La Cina vede ritornare il surplus commerciale a marzo: 19,9 miliardi di dollari, in calo sui 31,5 miliardi di marzo 2019. Su base annua, hanno riferito le Dogane cinesi, l’export cede il 6,6% (contro stime a -14% e un tonfo a -17,2% di gennaio-febbraio). Dal suo canto l’import accusa una contrazione dello 0,9%, molto meno del 9,5% stimato dagli analisti (-4% nel primo bimestre 2020).

 

STATI UNITI, 1.500 DECESI IN UN GIORNO

Altri 1.509 deceduti negli Stati Uniti a causa del coronavirus. Si alza a un totale di 23.529 il numero di morti a causa dell’epidemia. E’ lo stato di New York l’epicentro negli Usa, l’impietoso bollettino conta oltre 10.000 vittime per Covid-19.