L’ex calciatore Gary Lineker critica il governo britannico
«Identico a quello usato nella Germania di Hitler». Senza giri di parole l’idolo delle folle disapprova i provvedimenti politici dei Conservatori. Massima solidarietà dai colleghi, trasmissioni della BBC (rete televisiva nazionale) stravolte: sciopero dei commentatori e programmi di antiquariato e giardinaggio
Grande Gary Lineker. Il campione di calcio inglese la scorsa settimana aveva pubblicato sul proprio account personale un tweet nel quale, senza tanti giri di parole, come gli capita nei commenti in studio: «…il linguaggio utilizzato dai ministri del governo britannico sui richiedenti asilo paragonabile a quello usato nella Germania degli Anni Trenta», aveva detto. Niente a che vedere la Germania di oggi, sia chiaro, anche se l’ex calciatore un po’ ce l’ha con la Nazionale teutonica che vincerebbe spesso i Mondiali forse grazie ai buoni uffici di suoi rappresentanti. Provocatorio Lineker. Ma fermiamoci all’aspetto più interessante, quello nel quale ci spendiamo volentieri nella nostra rubrica (Storie) nella quale segnaliamo gli eventi che accadono in questi giorni in Italia e nel mondo.
Parliamo dalla notizia principale: la BBC ne uscirebbe con le ossa rotte – parliamo di immagine – per aver sospeso l’ex nazionale inglese: l’ex calciatore, oggi il più famoso commentatore sportivo del Regno Unito aveva criticato il governo britannico a proposito dei richiedenti asilo: a Lineker non sarebbe andato giù il tono con il quale i politici si sarebbero rivolti a quanti, disperati, cercano asilo. Da quel momento, apriti cielo: BBC nei guai, i suoi colleghi – giornalisti ed ex calciatori – stanno boicottando le diverse trasmissioni di calcio.

INDIETRO DI CENTO ANNI
Da giorni in Inghilterra, come nel resto del Regno Unito e nel resto del mondo, si sta parlando della sospensione di Gary Lineker, famosissimo conduttore di Match of the Day, di sicuro il principale programma sul calcio prodotto dalla BBC (una somma fra Domenica sportiva in Rai e Salotto di Sky). Lineker è stato sospeso per aver criticato la nuova proposta di legge del governo britannico sull’immigrazione, e non solo: soprattutto per i toni con cui il governo ne ha parlato tanto da riportare indietro con la memoria a quei film in bianco e nero che raccontavano un regime dittatoriale e contro ogni razza che non fosse quella ariana, la classe eletta.
La sospensione di Lineker non è passata in cavalleria, tutt’altro: ha provocato un numero imprecisato di gesti di solidarietà da parte di molti altri conduttori e presentatori dell’emittente, autosospesi dai propri ruoli per mostrare massimo sostegno al loro collega, costringendo di fatto la BBC a ripiegare su una programmazione che poco aveva a che fare con il calcio e lo sport più in generale.
Lineker, fra i più forti calciatori inglesi di tutti i tempi, è noto nel suo Paese per diversi motivi, fra questi: aver segnato 48 gol con la Nazionale inglese, ma anche perché nei sedici anni di attività professionale (Barcellona e Tottenham), non ha mai rimediato cartellino gialli o rossi. Lineker è, inoltre, una star di Twitter tanto da contare nove milioni di follower.
GOVERNO AL CONTRATTACCO
«Il governo britannico nel parlare dei richiedenti asilo ha utilizzato un linguaggio simile a quello usato dalla Germania negli Anni Trenta». Ai tempi di Hitler, tanto per capirci. Una similitudine ritenuta «offensiva» dalla ministra dell’Interno, Suella Braverman, e criticato da rappresentanti del partito conservatore. Venerdì scorso la BBC aveva annunciato la sospensione di Gary Lineker «per aver violato le linee guida di imparzialità dell’emittente».
Alla notizia, la protesta si è allargata tanto che molti conduttori di altri programmi sportivi della BBC hanno manifestato dissenso nei confronti del provvedimento e che non avrebbero lavorato nello stesso fine-settimana condividendo quanto riportato da Lineker e, naturalmente, contro la sua sospensione. La BBC, così, disorientata, ha dovuto riorganizzare il proprio palinsesto programmando due rubriche che poco avevano a che fare con il calcio: una trasmissione sull’antiquariato e un’altra sul giardinaggio.
E Lineker, dopo la bordata? Nessun commento pubblico sulla sua sospensione. Del resto un calciatore mai “cartellinato” sa come comportarsi: sa quando parlare e quando tacere. La risposta della BBC non ha tardato ad arrivare: «Gary Lineker sarà sospeso dalla conduzione del programma fino a quando non avremo una posizione concordata e chiara sul suo utilizzo dei social media». Anche la puntata successiva di “Match of the Day” è andata in onda senza conduttori e commentatori in studio. Solo i riflessi filmati con i gol. Ecco servito il Ciclone Lineker.







Che la Puglia fosse terra dalle mille risorse era un fatto risaputo. A molti sicuramente, tranne a chi vorrebbe staccare il Nord dal Sud, pensando di fare un affare, dimenticando che la ricchezza – prima che l’Italia diventasse una sola – abitava da queste parti prima che l’Italia diventasse una sola. Premessa tirata un po’ per la giacchetta, non diciamo di no, ma è bene non passare solo per essere geniali o, alla fine, solo una riserva di idee e neuroni al servizio dei più scaltri.
MICHELE E PIETRO, CORAGGIO!
2022, LA SCALATA
«Mi risulta dai magistrati di Firenze che Messina Denaro sia venuto al Teatro Parioli di Roma, durante il Maurizio Costanzo Show per vedere se si poteva fare lì l’attentato: sarebbe stata una strage. Invece decisero di farlo quando uscivo dal Parioli», raccontò un giorno in una intervista, Maurizio Costanzo, il giornalista morto venerdì 24 febbraio. Aveva ottantaquattro anni, una vita dedicata al giornalismo, a radio e tv. Bene ha fatto il Corriere della sera, a ricordare che aveva scritto e condotto programmi ottimi e meno ottimi, buoni e meno buoni. Quando sdoganò il trash in “Buona domenica”, cambiò tutto. Aveva svoltato e dato voce a una tv “mordi e fuggi” che non aveva più niente a che fare con “Bontà loro”, “Acquario” e “Grand’Italia”, i primi talk-show televisivi. Anche lì, ci volle una torta rovesciata addosso al presentatore da Marina Lante della Rovere, nei panni di una cameriera fra i tavolini del programma televisivo, per capire che stava cambiando un mondo.
VA BENE I PERSONAGGI, MA…
«IO E LA MAFIA…»
MATTEO MESSINA DENARO, ARRESTATO
«Professore, i bambini italiani stanno diminuendo e, se l’attuale trend dovesse continuare, diminuiranno sempre più rapidamente. Capirà bene che per noi si tratterebbe di una catastrofe. Lei crede sia possibile una qualche inversione di rotta?». La risposta del demografo fu un secco «No!». Quarant’anni fa un dirigente della Plasmon, fabbrica di biscotti per neonati, ma anche interessata al consumo di pannolini attraverso altre società. Domanda legittima, risposta molto “italiana”. Il dialogo in due battute lo riposta il quotidiano Il Foglio in un articolo del bravo Giulio Meotti. Sulla riflessione del giornalista e altri documenti pubblicati a tale proposito, torneremo a breve.
COM’E’ TRISTE IL SUD