ok bloccati al gelo

Il 23 dicembre è andato in fiamme il campo profughi di Lipa, vicino al confine croato, dove vivevano 1500 migranti. Oggi sono tutti all’addiaccio, riparati da tende di fortuna. Sono alcune ong a preoccuparsi di tenere cuciti insieme gli ultimi brandelli di decenza, grazie alla forza di attivisti, cooperanti, volontari. L’8 gennaio, poi, un altro campo è bruciato a Blažuj, nella Bosnia occidentale. Ma la politica resta immobile

(Il fatto quotidiano)

Migranti verso gli Usa

La carovana di migranti, partita nei giorni scorsi dall’Honduras con l’obiettivo di raggiungere il confine degli Stati Uniti in occasione dell’insediamento di Joe Biden, è stata respinta con la forza dal Guatemala. A colpi di manganello e con il lancio di lacrimogeni sono state bloccate le migliaia di persone, circa 7mila, che erano entrate nel Paese nei giorni scorsi, con il governo del Guatemala che ha affermato che non intende accettare “movimenti di massa illegali”.

(Il fatto quotidiano)

«Abbiamo vinto comunque»

Taranto, sfiora il sogno di Capitale della cultura

Fra le dieci finaliste la spunta Procida. «Ma nel 2022 la nostra città realizzerà i grandi eventi in progetto», promette il sindaco Rinaldo Melucci. «Non è una sconfitta, abbiamo alimentato una partecipazione che senza pandemia avrebbe riempito le piazze; lo dicono i numeri registrati sui social, percepito dai commenti delle persone». Taranto è già stata scelta per ospitare i XX Giochi del Mediterraneo nel 2026.

 

Taranto non ce l’ha fatta. Sarà Procida, infatti, la Capitale italiana della cultura 2022. «Arrivare fra le 10 finaliste – dichiarato il sindaco Rinaldo Melucci, appena appreso l’esito finale della “corsa” – è stata una vittoria: ogni tarantino deve essere orgoglioso perché la sua città è tornata sui palcoscenici importanti».

Procida eredita il testimone da Parma che, a causa della pandemia, terrà in mano il titolo un anno in più del previsto. Lo ha deciso la Giuria per la selezione della città Capitale italiana della cultura 2022, presieduta dal professor Stefano Baia Curioni che ha raccomandato al ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini il progetto di candidatura presentato dalla città campana scelta tra dieci finaliste su 28 che in origine si erano candidate. In gara c’erano anche Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Trapani, Verbania, Volterra (Pisa) e, si diceva, Taranto.

Procida “capitale”, dunque. Ma niente è perso, perché adesso Taranto trasformerà questa occasione in un propulsore per una trasformazione già in atto e che ha bisogno dell’entusiasmo di tutti. Parola di sindaco. «Non è una sconfitta questa – ha aggiunto il primo cittadino della Città dei Due mari – se abbiamo alimentato una partecipazione che, senza pandemia, avrebbe riempito le piazze: lo abbiamo riscontrato dai numeri registrati sui social, lo abbiamo percepito dai commenti delle persone».TArANTO 02 - 1C’E’ IL RISCATTO

Riparte dalla proclamazione della cittadina campana il riscatto di Taranto. «Su questo entusiasmo – dice ancora Melucci – costruiremo il nostro progetto per il 2022, perché per noi sarà comunque un grande anno della cultura, un anno spartiacque durante il quale realizzeremo pezzi importanti del nostro dossier, con Regione Puglia, dando vita e corpo al protocollo d’intesa che abbiamo firmato nei giorni scorsi».

Con Procida per la prima volta un piccolo Comune diventa Capitale italiana della cultura dal 2016, quando questo riconoscimento è stato istituito (vincitori, dal 2016: Mantova, Pistoia, Palermo, Parma). Nel 2019 non fu assegnato in quanto Matera fu eletta Capitale europea della Cultura. Ora l’isola di fronte a Napoli avrà un milione di euro per realizzare quanto sognato e progettato.

 

…E C’E’ LA BIENNALE

Ma se il comune neoeletto si prodigherà a svolgere le attività presentate nel progetto, Taranto ha già le idee chiare sul futuro. Il progetto dell’Amministrazione tarantina era e resta un Piano A. «Lo dimostra il lavoro che abbiamo già avviato per la Biennale del Mediterraneo – spiega il sindaco di Taranto – o la collaborazione con Edoardo Tresoldi e Roberto Ferri che, oltre a essere membri del comitato scientifico, realizzeranno per la nostra città due eventi culturali di grande valore».

«Il mio compito – ha concluso Melucci – è dare alla città tutte le opportunità affinché possa emanciparsi dalla monocultura industriale; la cosa più importante di questo percorso è stata la capacità di unirci per raggiungere un obiettivo: non capitava da tanto, in riva allo Ionio, e solo questo è già un successo: è il primo passo del cammino di riscatto che ci sta trasformando in un riferimento: il “Modello Taranto” è già realtà”». Taranto, è bene ricordarlo, è già stata scelta per ospitare i XX Giochi del Mediterraneo nel 2026.

Nel 2013 annegati in 200

L’Italia non è riuscita a tutelare il diritto alla vita di oltre 200 migranti che erano a bordo di una nave affondata nel Mediterraneo nel 2013. Lo ha rilevato il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, spiegando che l’Italia non ha risposto prontamente a varie chiamate di soccorso partite dalla barca che stava affondando. Roma non ha inoltre mai spiegato il ritardo nell’invio di una nave della marina.

(TgCom24)

«Possiamo volare!»

Quel talento nigeriano per il ballo

A giugno dello scorso anno, un ragazzo. Stavolta una ragazzina. Danzano a piedi scalzi sotto la pioggia. Il primo diventa una stella del web e viene scritturato, la seconda raccoglie i complimenti di Roberto Bolle, la grande étoile. «Lascia senza parole, vedere il sorriso e la gioia di danzare di questa bambina», dice il ballerino di statura internazionale. «Mi ricorda la bellezza della mia gente, creiamo, ci alziamo in volo, immaginiamo, abbiamo passione sfrenata e amore», ha scritto Viola Davis, attrice hollywoodiana di origini africane.

 

A giugno dello scorso anno, aveva provocato grande commozione a noi “occidentali”. Cosa era successo. Quanto da queste parti è consuetudine, abitudine, se non mania: postare un video dietro l’altro, che questo social sia Facebook o Instagram, Twitter o Tik tok. Ce n’è per tutti.

Allora, giugno 2020. Un video, anche questo dal sapore africano. Un giovane ballerino nigeriano si esercita danzando sotto la pioggia a piedi nudi. Con le debite proporzioni, per gli studios e il paio di scarpette indossate dall’attore più amato del musical, Gene Kelly, sembra una sequenza di “Cantando sotto la pioggia”. Il video, che stavolta ha protagonista un coraggioso giovanotto, scuote il web.

Sei mesi dopo, gennaio 2021, un nuovo video commuove. Ha una eco straordinaria, perché a postare questo secondo video è stato nientemeno che la grande étoile Roberto Bolle. Sul suo profilo Instagram mette in bella evidenza una ragazzina, a Lagos in Nigeria, che danza con una grazia sconfinata, sul fango e sotto la pioggia.

«Lascia senza parole – dice il grande ballerino, mostrando grandezza anche dal lato umano – e fa riflettere vedere il sorriso e la gioia di danzare di questa bambina; siamo a Lagos, in Nigeria, nella periferia di una città fra le più povere del mondo, eppure questa bambina scalza danza già con la grazia di una étoile e sorride al futuro».

 

BOLLE, SENZA PAROLE…

Un video che lascia senza parole, per il grande amore che il viso della piccola, nonostante l’ambiente circostante risulti così poco accogliente. Anche l’articolo di Maria Volpe, apparso sul Corriere della sera è pieno di umanità.

Non scrive solo della piccola “stella”, ricorda il precedente, altrettanto commovente, quello di Anthony, nigeriano anche lui. Lo scenario, però, è New York. Il giovane ballerino della Scuola professionale di un Scuola da ballo nigeriana danza sotto la pioggia a piedi nudi.

Il video appassiona internet. Lo sfondo è identico a quello  nel quale balla anche la ragazzina notata da Bolle. Quel video dello scorso giugno ha portato fortuna al giovanissimo ballerino. Anthony, nigeriano, undici anni, viene filmato da alcuni passanti mentre balla sotto la pioggia, a piedi nudi, esibendosi in salti e piroette con una grazia innata. Il video diventa virale, tanto che attira l’attenzione di personaggi dello spettacolo. Fra questi, Cynthia Harvey, direttrice artistica della “ABT – Jacqueline Kennedy Onassis School of Dance di New York”, che rintraccia il ragazzo al quale offre una borsa di studio all’“American Ballet Theatre”.

 

…VIOLA DAVIS, LO STESSO

Anthony frequenterà quest’anno una scuola estiva. L’attrice hollywoodiana di origini africane, Viola Davis (“Il dubbio”, “The help”, “Le regole del delitto perfetto”), quando ha visto Anthony ballare non è riuscita a trattenere delle lacrime di commozione. «Mi ricorda la bellezza della mia gente – ha scritto condividendo il video su Twitter – creiamo, ci alziamo in volo, immaginiamo, abbiamo passione sfrenata e amore; nonostante i terribili ostacoli che sono stati messi davanti a noi, possiamo volare!». Anche la produttrice cinematografica nigeriana Fade Ogunro, che gestisce una piattaforma di talent scout dedicata alle immense risorse artistiche africane, si è offerta di pagare tutto il percorso formativo del ragazzo fino alla laurea, in qualsiasi parte del mondo. Ma non è finita qui. Per Anthony si sono aperte anche altre porte: lo scorso luglio, infatti, ha vinto il primo premio della South African International Ballet Competition, che comprende una borsa di studio per frequentare corsi di danza negli Stati Uniti. Insomma, il giovanotto dalla pelle nera e dalle punte dei piedi fatate, non solo ha provato a spiccare il grande salto, ma volteggia nell’aria. Anche lui ha provato a volare. E ci è riuscito.