Jj4, l’orsa che avrebbe aggredito e ucciso un “runner”
La vicenda diventa una passerella mediatica. Sfilano tutti: conduttori, politici e medici. Il presidente della Regione è per la soppressione dell’animale. Con un documento l’Ordine dei veterinari esprime riserve. Gli abitanti, intanto, vivono nel terrore di un ripopolamento sfuggito di mano ai controllori
Trentino, i veterinari contro l’eutanasia di Jj4, Fugatti firma il decreto di abbattimento dell’orso Mj5, scrive Repubblica in uno dei suoi interessanti reportage sulla vicenda dell’orsa che avrebbe – anche gli animali hanno diritto alla presunzione di innocenza – aggredito e ammazzato un uomo.
Dura presa di posizione dell’Ordine della Provincia autonoma, scrive il popolare quotidiano. «Non provocheremo – riporta nelle pagine a cura della Redazione cronaca – la morte dell’orsa, con Fugatti nessun confronto. Si sollecitano i colleghi di non assumere alcuna iniziativa che possa causare il decesso dell’animale». Le critiche al presidente: «Contrariamente a quanto lasciato intendere, non vi è stato alcun confronto né con il presente Ordine, né con altri professionisti veterinari delegati in materia, e pertanto non può esserci stata alcuna condivisione sul parere espresso dal governatore».
Non è finita, anzi. E’ appena cominciato il tam-tam mediatico. Ci piacerebbe conoscere chi – in questa storia, che vede sul “banco degli imputati” un’orsa che fa l’orsa, cioè che difende i suoi due piccoli – tiene davvero alla pelle dell’animale, chi invece approfitta del solito can-can mediatico (televisivo in particolare) per farsi un nome e, perché no, un cognome.
CAN-CAN MEDIATICO
Ci fiondiamo sull’argomento alla luce di quanto accaduto l’altro pomeriggio in tv quando, nella stessa fascia d’ascolto Raidue, Retequattro e La7, si contendevano argomenti e si davano battaglia all’ultimo ascoltatore. Quando si tratta di agitare le acque, soffiare su un evento che potrebbe garantire ascolti e divisioni, siamo tutti bravi. Così un normale pomeriggio di informazione si trasforma in un confronto come fosse copiato con la carta-carbone di un tempo.
Insomma, Italia: tutto quanto fa spettacolo. Un tempo, parliamo di una tv che cominciava a sdoganare la cronaca come uno show per teleutenti, questo era pressappoco lo slogan che accompagnava la presentazione di un programma televisivo che, fra l’altro, nel giro di poco fece talmente tanti ascolti che dopo appena due edizioni fu cancellato dal palinsesto di Raidue. Nel nostro paese, accade questo e tanto di più. Forse già allora, evidentemente, avevano fiutato che quel programma poteva essere l’embrione – un po’ come la storia di “Portobello” – di tanti altri programmi, visti gli spunti che offriva.
Dopo gli appelli degli animalisti, è toccato ai veterinari del Trentino prendere posizione schierarsi contro l’abbattimento di Jj4, l’orsa incriminata. «Si sollecitano i colleghi professionisti addetti a vario titolo, e iscritti all’Ordine della provincia di Trento, di non assumere iniziative che possano provocare la morte del soggetto in questione per eutanasia, se non in precedenza concordata con il presente Ordine». Lo riporta una nota dell’Ordine dei veterinari della Provincia di Trento circa l’abbattimento dell’orsa che avrebbe aggredito mortalmente il runner Andrea Papi, prevista da un’ordinanza (sospesa dal Tar di Trento) a firma del governatore Maurizio Fugatti.
VETERINARI: «JJ4 NO VA ABBATTUTA»
«A tutela e garanzia delle figure professionali della categoria dei medici veterinari della provincia – precisa il documento espresso dall’Ordine – e contrariamente a quanto lasciato intendere in occasione della conferenza dal presidente Fugatti, non vi è stato alcun confronto né con il presente Ordine né con altri professionisti veterinari delegati in materia, e pertanto non può esserci stata alcuna condivisione sul parere espresso dal governatore».
La storia è complicata, l’orsa – mentre scriviamo – è tenuta sotto osservazione, mentre i suoi due piccoli, sono stati lasciati in libertà (sarebbero capaci di autosostenersi, dicono…). Intanto, l’Agenzia giornalistica Agi scrive che il Tar di Trento ha accolto, in via interinale, il ricorso presentato da Lav e Lac per l’annullamento dell’ordinanza contingibile e urgente di abbattimento dell’orso Jj4, in attesa dell’acquisizione del fascicolo processuale da parte della Provincia di Trento, dei referti sanitari sulle cause del decesso e sulla tipologia delle ferite trovate su Andrea Papi e delle analisi riferite all’individuazione dell’esemplare responsabile dell’aggressione.
Detto del rispetto del dolore per i congiunti del runner e del grave dispiacere per la vittima dell’aggressione, un’idea su come potrebbe andare a finire la vicenda ce l’abbiamo. Ma ne scriveremo ancora più avanti, quando il fumo si dissiperà e ci lascerà vedere stavolta, in modo più chiaro, cosa possa aver partorito la mente umana. Qualcuno, nel tran-tran generale si lascia sfuggire una considerazione legittima: troppi orsi in quel bosco, il loro moltiplicarsi è sfuggito al controllo dei “controllori” che avevano ripopolato la zona boschiva del Trentino con degli orsi catturati e tradotti in Italia. Gli abitanti della zona, a ragione, hanno non una ma cento paure. Insomma, al centro di questa storia ci sarebbe come sempre l’uomo che si fa venire in mente brillanti idee. E quando, queste, le idee, gli sfuggono di mano non trova altro rimedio che risolvere il problema alla radice. Alla prossima.











«Professore, i bambini italiani stanno diminuendo e, se l’attuale trend dovesse continuare, diminuiranno sempre più rapidamente. Capirà bene che per noi si tratterebbe di una catastrofe. Lei crede sia possibile una qualche inversione di rotta?». La risposta del demografo fu un secco «No!». Quarant’anni fa un dirigente della Plasmon, fabbrica di biscotti per neonati, ma anche interessata al consumo di pannolini attraverso altre società. Domanda legittima, risposta molto “italiana”. Il dialogo in due battute lo riposta il quotidiano Il Foglio in un articolo del bravo Giulio Meotti. Sulla riflessione del giornalista e altri documenti pubblicati a tale proposito, torneremo a breve.
COM’E’ TRISTE IL SUD
In questo spazio ci occupiamo di temi sociali, poniamo l’accento su episodi talvolta sconcertanti, altre volte spiazzanti. C’è gente che soffre, bambini che patiscono il freddo – pensiamo ai piccoli e agli anziani sotto le bombe in un conflitto al quale non sapremo mai dare risposte certe – e non possono mangiare un pasto caldo, nutriente, figurarsi una fetta di pane spalmata con una crema di nocciola. Se poi questa è la crema di nocciola più famosa e appetita al mondo, la Nutella, ad occupare le pagine dei giornali, gli spazi su internet, il disappunto è di proporzioni ciclopiche. Alcuni giorni fa in una zona boschiva nei pressi di Locorotondo è stato rinvenuto un quintale di Nutella, in barattoli, purtroppo scaduta nel 2021. Esistono codici a barre, non dovrebbe essere complicato risalire a chi (o comunque restringere il campo delle ipotesi) quella crema alla nocciola sarebbe stata inoltrata.
«NON SO DARMI PACE»
LA STORIA
«INCHIESTA DELLA NOCCIOLA»