Ti racconto la mia valigia

In 9 minuti Virglilia Cimino e Marcella Pagliarulo hanno provato a raccontare l’integrazione in un concorso organizzato dalla Cittadella della Carità, consapevoli che ogni clip raccoglie un mondo di sofferenze, di affetti, di storie. E di speranza

Studenti per abbattere «Muri e frontiere dentro e fuori di noi»

Conoscenza del fenomeno dell’immigrazione, attività pratiche con i profughi, ma soprattutto nuove e interessanti proposte per la gestione del sistema accoglienza a livello locale e nazionale. Sono alcuni dei risultati ottenuti dagli studenti dell’istituto «Liside» di Taranto al termine del progetto «Muri e frontiere dentro e fuori di noi» realizzato in collaborazione con la cooperativa sociale «Costruiamo Insieme».

Il progetto, partito nell’anno scolastico 205/2016 si è concluso poche settimane fa, e ha permesso agli studenti di confrontarsi attraverso attività teoriche e pratiche una prospettiva pratico-lavorativa su una delle principali tematiche di attualità nel contesto nazionale e sovranazionale. Com’è noto, infatti, il settore dell’immigrazione rappresenta oggi uno dei principali temi di discussione e confronto e il percorso formativo previsto dal progetto ha fornito ai ragazzi nuovi strumenti per poter maturare con consapevolezza una propria idea su tutto ciò che è connesso al sistema di accoglienza dei migranti.

Un’esperienza, quindi, che ha permesso di vivere completamente immersi in un contesto multiculturale dando valore e centralità soprattutto all’aspetto umano della realtà dell’accoglienza suscitando l’interesse dei partecipanti verso i vantaggi e le difficoltà dei processi di integrazione e dell’importanza di comprendere, valorizzare ed affrontare le differenze culturali.

Nel corso del progetto i partecipanti sono stati divisi in due gruppi di lavoro ripartiti in due delle strutture ricettive gestite da Costruiamo Insieme: 7 ragazzi sono stati impegnati ad attività socio-educative nel centro di accoglienza per minori non accompagnati «Magna Grecia» e un secondo gruppo molto più numeroso ha «lavorato» nel centro di accoglienza straordinaria «Palazzo Cavallotti». Oltre alla conoscenza della realtà dell’accoglienza di richiedenti asilo sul territorio, tutti i partecipanti al progetto sono stati coinvolti in attività face to face durante le quali sono state spiegate le principali regole e problematiche dell’immigrazione, dell’accoglienza e della protezione internazionale. I ragazzi, grazie al sostegno continuo del personale di Costruiamo Insieme hanno appreso le conoscenze basilari come i dati generali sull’immigrazione, le informazioni riguardanti i paesi di origine dei principali flussi migratori italiani ed europei e l’illustrazione delle attuali strategie politiche adottate a livello europeo e nazionale per far fronte all’”emergenza immigrazione”. A questo si sono aggiunte importanti attività operative come l’affiancamento nella distribuzione quotidiana di beni di prima necessità cibo e kit per l’igiene personale, l’accompagnamento degli ospiti nelle strutture sanitarie con il relativo impegno di disbrigo delle pratiche burocratiche, oppure presso gli organi statali per il rilascio di documentazione di soggiorno o di valutazione della persistenza dei requisiti per la fruizione del diritto alla prima accoglienza. «Siamo veramente entusiasti di questo progetto – ha commentato Nicole Sansonetti, presidente di Costruiamo Insieme – perché gli studenti hanno mostrato un interesse sorprendente tanto agli aspetti teorici quanto a quelli pratici del lavoro e alcuni di loro hanno manifestato una spiccata attitudine a operare in un ambienti multiculturali come i centri di prima accoglienza. È un segno piccolo, ma importante che ci fa ben sperare è per il futuro di una società che deve ancora fare passi da giganti per combattere pregiudizi e limiti culturali».

Buon anno: ricominciamo partendo… dalle origini

Cominciamo il nuovo anno provando ad aprire la mente come suggerisce questo grandioso esperimento di Momondo.com: 67 persone di nazionalità differente che scoprono le loro origini attraverso un viaggio a ritroso nel tempo. Come ha suggerito Roberto Saviano “cadono certezze e il loro stesso sangue annienta la paura del diverso, perché il diverso scorre nelle loro vene, è nelle loro cellule”.

Se avete voglia di viaggiare nel vostro passato e nel vostro sangue per scoprire le vostre vere origini investite 5 minuti del vostro tempo. E buon 2017.

#CostruiamoInsieme la speranza #2017

Tra speranze e buoni propositi, i bilanci del 2016 e i sogni del 2017.
Perchè raccontare e raccontarsi sono il modo migliore di abbattere pregiudizi e ignoranze cercando davvero ciò che davvero conta. Perchè “l’essenziale è invisibili agli occhi”
#CostruiamoInsieme la speranza #2017

#Bitonto, un calcio al razzismo

E’ partita a dicembre la nuova avventura sportiva che vede protagonisti alcuni nostri ospiti. Già perchè da qualche settimana alcuni ragazzi ospiti del Cas di Bitonto stanno partecipando a un campionato di calcio a 6. Non un torneo qualunque, ma una competizione di livello regionale!

MA non è solo sport, anzi. L’iniziativa, in collaborazione con l’associazione Anatroccolo Onlus e Anpis Puglia, mira infatti a creare attraverso l’attività sportiva importanti opportunità di integrazione sociale, divertimento e amicizia.

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Un evento centrato quindi sulla sensibilizzazione e la lotta alla discriminazione, attraverso il coinvolgimento della società civile, per avvicinare alla vita e ai bisogni quotidiani le persone affette da disagi.  Così i nostri ragazzi divertendosi, aiuteranno a combattere tutti insieme lo stigma dell’ isolamento sociale e daranno un calcio a tutte le discriminazioni, delle malattie mentali e degli immigrati e per segnare un goal contro il razzismo.

“Welcome”: formazione in carcere per minori

Si è chiuso con ottimi risultati il progetto denominato «Welcome», un percorso sperimentale di inclusione sociale per minori e giovani adulti dell’Istituto penale minorile di Bari che nei mesi di agosto, settembre e ottobre ha visto impegnati la società Costruiamo Insieme in partenariato con l’ente accreditato a livello regionale «Abap Puglia».
Sono complessivamente 13 i minori destinatari del progetto nel quale Costruiamo Insieme ha contribuito a sviluppare le abilità, le capacità e le competenze promuovendo la rieducazione attraverso una rivisitazione del proprio percorso di vita contribuendo a formare figure professionali spendibili per il mercato del lavoro. Non solo. Il progetto ha puntato anche alla crescita personale dei minori attraverso l’acquisizione e l’utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche. Nonostante le diverse nazionalità di provenienza dei minori, alcuni con scarsa conoscenza della lingua italiana, il lavoro costante e attento alle peculiarità di ciascuno dello staff educativo di Costruiamo Insieme ha permesso di superare la diffidenza iniziale e le diverse culture e tradizioni consentendo il raggiungimento di un buon livello di integrazione e di socializzazione dei ragazzi. L’intervento di Costruiamo Insieme, infatti, è stato finalizzato a restituire alle emozioni positive come speranza, fiducia, gioia e sorriso il giusto spazio nel processo di integrazione e di inserimento sociale. Inoltre gli educatori hanno lavorato per incentivare l’autonomia di ciascuno favorendo l’espressione positiva e pacifica di conflitti superando disagi, contenuti aggressivi, insicurezze, timidezze. Insomma un progetto che anche migliorando la comunicazione, le relazioni interculturali e la socialità ha permesso di stimolare e valorizzare nei giovani ristretti le abilità creative per rinforzarne l’autostima.
«Costruiamo Insieme attraverso il suo staff educativo – ha commentato Nicole Sansonetti, presidente di Costruiamo Insieme – ha valorizzato la positività e sostenuto le difficoltà esistenziali del minore ristretto e attraverso un percorso valoriale ha cercato di stimolare la nascita di una relazione affettiva con l’educatore. Riteniamo che sia imprescindibile il miglioramento della qualità e dell’innovazione nei sistemi formativi all’interno degli istituti penitenziari minorili: attraverso modalità e prassi attente alla persona, al suo vissuto e bisogni, infatti, è possibile realmente favorire quel processo di rieducazione, obiettivo primario nei periodi trascorsi negli istituti».
I risultati del progetto, inoltre, secondo il presidente Sansonetti rilanciano la necessità di «fare rete» e incentivare la «collaborazione tra istituti di pena ed organizzazioni del Terzo Settore, che offrono opportunità di cambiamento e di apprendimento. Anche per questo Costruiamo Insieme agevola lo sviluppo di prassi innovative nella formazione professionale, nell’orientamento e accompagnamento al lavoro e intende stimolare realmente l’apprendimento di competenze e insegnamenti a partire da progetti educativi individuali che rivisitano il proprio vissuto, e ne proiettano cambiamenti e nuove prospettive di vita».

Formazione e lavoro: al via il corso per 13 minori

Sono 13 gli ospiti della cooperativa «Costruiamo Insieme» pronti a partecipare al corso di formazione, organizzato in collaborazione con l’ente di formazione «Homines Novi» e l’istituto tecnico «Archimede», che punta a offrire ai partecipanti competenze nel settore delle produzioni metalmeccaniche e in particolare mira a trasmettere le capacità di eseguire operazioni di attrezzaggio e saldatura ad arco elettrico.

Ai partecipanti, tutti minorenni accolti nel centro di via Principe Amedeo, sarà offerta formazione in aula e anche direttamente all’interno di aziende grazie al periodo di stage. In dettaglio sono 300 le ore di lezione frontale che si svolgeranno nell’Archimede e ben 100 ore saranno invece dedicate alle attività laboratoriali grazie alle strutture dell’istituto. Quest’ultima è un’esperienza formativa indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi con l’acquisizione di competenze professionali relative ad una specifica attività lavorativa. Infine saranno ben 100 le ore di stage che vedranno i ragazzi impegnati nelle aziende che operano nel comparto della saldatura del territorio della provincia di Taranto.

Al termine del percorso formativo verrà rilasciata ai partecipanti la certificazione di competenze di addetto alle operazioni di attrezzaggio delle macchine, di saldatura e di controllo della qualità dei processi di saldatura, una figura professionale nel «Repertorio delle Figure Professionali della Regione Puglia».

La scelta del settore è stata legata all’importanza che l’industria metalmeccanica riveste in tutti i Paesi industriali un ruolo particolarmente rilevante sia dal punto di vista quantitativo, in termini di occupazione, valore aggiunto e scambi internazionali, sia per il ruolo strategico che assolve, dato che contribuisce in modo determinante alla crescita del territorio ed al mantenimento dei livelli di competitività dell’intero comparto industriale. Il carattere prevalentemente industriale del territorio ionico evidenzia inoltre come la figura del saldatore qualificato possa rispondere più facilmente alle esigenze occupazionali delle aziende presenti nella provincia di Taranto.

«Abbiamo fortemente voluto l’avvio di questo tipo di esperienza formativa – ha commentato Nicole Sansonetti, presidente di Costruiamo Insieme – perché offre concretamente la possibilità agli ospiti minori, ma in generale a tutti i migranti che accogliamo nelle nostre strutture, di trovare occasioni per costruire davvero il proprio futuro: attraverso questi percorsi e alla competenza dei partner con i quali stiamo lavorando, i partecipanti avranno l’occasione di migliorare la conoscenza della lingua italiana, imprescindibile per avviare un processo di integrazione, e poi potranno mettere a frutto le competenze che magari hanno già acquisito nel loro Paese d’origine o una semplice attitudine. In ogni caso – ha concluso Sansonetti – siamo certi che questo sarà un grade risultato anche per il nostro territorio perché le competenze e magari le eccellenze ancora nascoste potranno emergere a dventare valore aggiunto di tutta la comunità ionica».

“Approfondire e scoprire”, l’esperienza di Virginia e Marcella a Costruiamo Insieme

«Alfan vuole diventare un cuoco. Mentre me lo racconta, non posso fare a meno di immaginarlo lì, indaffarato e immerso tra i profumi riscoperti nella sua memoria, a combattere per ritrovare almeno un lembo della sua Terra». Virginia è una studentessa dell’Archita. Con Marcella, sua compagna di classe, ha scelto di raccontare le storie incontrate a Costruiamo Insieme. In un pomeriggio hanno incontrato ospiti e operatori del Cas di via Cavallotti e il presidente della cooperativa Nicole Sansonetti. Hanno deciso di regalarci alcune loro emozioni. «Alfan – scrive Virginia – vuole far conoscere agli italiani la bontà del cibo del suo paese, il Senegal. Compito arduo convincere un italiano che ci sia una cucina buona che non sia la propria, penso. E mi rendo subito conto del valore delle parole di Alfan, del valore di questi ragazzi migranti che portano con sé: una valigia carica di tradizioni, di abitudini, di modi di vedere la vita così spesso distanti dalla nostra quotidianità.  Nel centro “Costruiamo Insieme” la vita di tutti i giorni, invece, è proprio questa… religioni, lingue, sogni che si intrecciano per abbattere il muro del pregiudizio… per permettere ad Alfan, un giorno, di aprire il suo ristorante!». Per Marcella è stato un po’ come «disconnettersi per qualche ora dalle vibrazioni violente di un mondo che corre». Per lei «basta fermarsi un secondo, staccare il cellulare, dimenticare l’orologio che continua a camminare senza sosta, sedersi e parlare. È questo che ci siamo concesse di fare presso la cooperativa sociale “Costruiamo insieme”, allontanarci per un po’ dalla nostra vita per entrare in punta di piedi con le orecchie ben tese in atre storie, senza voler invadere ma con il solo desiderio di conoscere, di interiorizzare qualcosa che spesso si ignora. Non è semplice, infatti, guardare dritto negli occhi un persona, sembra quasi di violare la sua intimità, il suo mondo interiore, ma basta un sorriso un po’incerto per sciogliere quella tensione quasi elettrica che si viene a formare. Approfondire e scoprire – conclude Marcella – queste le parole chiave per una conoscenza attiva ed efficace». Due brevi riflessioni che aprono uno squarcio. L’esperienza di queste due giovani donne spinge alla condivisione di una scelta di vita: conoscenza e comprensione portano alla costruzione di un mondo e di una comunità diversa che pone le sue fondamenta sull’esperienza diretta, scevra da condizionamenti e propaganda. A Virginia e Marcella l’augurio di Costruiamo Insieme per continuare a porsi con semplicità e apertura alla conoscenza del nuovo e diventare testimoni credibili di un percorso nuovo. Il mondo, tutto il mondo, ne ha bisogno.

 

Buon Compleanno #cascavallotti

La prima candelina è un importante punto di arrivo, ma anche e soprattutto un nuovo punto di partenza. L’esperienza di «Cas Cavallotti» ci ha insegnato in 12 mesi che è possibile diffondere un nuovo modo di vivere l’integrazione e diventare così testimoni di un cambiamento possibile attraverso il rispetto delle persone e delle regole.

Festeggiare, quindi, non è solo un momento per condividere un’emozione, ma per ritrovarsi intorno a un’idea comune, rafforzare i valori e saper cogliere anche i frutti di un lavoro quotidiano e silenzioso che donne e uomini svolgono con il sorriso e il sacrificio.

Per questo, per tutto questo buon compleanno a noi che Costruiamo Insieme!

Servizio civile a Costruiamo Insieme, leggi la carta di impegno etico

CARTA DI IMPEGNO ETICO DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e gli enti che partecipano ai progetti di Servizio Civile Nazionale:

– sono consapevoli di partecipare all’attuazione di una legge che ha come finalità il coinvolgimento delle giovani generazioni nella difesa della Patria con mezzi non armati e non violenti, mediante servizi di utilità sociale. Servizi tesi a costituire e rafforzare i legami che sostanziano e mantengono coesa la società civile, rendono vitali le relazioni all’interno delle comunità, allargano alle categorie più deboli e svantaggiate la partecipazione alla vita sociale, attraverso azioni di solidarietà, di inclusione, di coinvolgimento e partecipazione, che promuovono a vantaggio di tutti il patrimonio culturale e ambientale delle comunità, e realizzano reti di cittadinanza mediante la partecipazione attiva delle persone alla vita della collettività e delle istituzioni a livello locale, nazionale, europeo ed internazionale;

– considerano che il Servizio Civile Nazionale propone ai giovani l’investimento di un anno della loro vita, in un momento critico di passaggio all’età e alle responsabilità dell’adulto, e si impegnano perciò a far sì che tale proposta avvenga in modo non equivoco, dichiarando cosa al giovane si propone di fare e cosa il giovane potrà apprendere durante l’anno di servizio civile presso l’ente, in modo da metterlo nelle migliori condizioni per valutare l’opportunità della scelta;

– affermano che il Servizio Civile Nazionale presuppone come metodo di lavoro “l’imparare facendo”, a fianco di persone più esperte in grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorandoci insieme, facendoli crescere in esperienza e capacità, valorizzando al massimo le risorse personali di ognuno;

– riconoscono il diritto dei volontari di essere impegnati per le finalità del progetto e non per esclusivo beneficio dell’ente, di essere pienamente coinvolti nelle diverse fasi di attività e di lavoro del progetto, di verifica critica degli interventi e delle azioni, di non essere impiegati in attività non condivise dalle altre persone dell’ente che partecipano al progetto, di lavorare in affiancamento a persone più esperte in grado di guidarli e di insegnare loro facendo insieme; di potersi confrontare con l’ente secondo procedure certe e chiare fin dall’inizio a partire delle loro modalità di presenza nell’ente, di disporre di momenti di formazione, verifica e discussione del progetto proposti in modo chiaro ed attuati con coerenza;

– chiedono ai giovani di accettare il dovere di apprendere, farsi carico delle finalità del progetto, partecipare responsabilmente alle attività dell’ente indicate nel progetto di servizio civile nazionale, aprendosi con fiducia al confronto con le persone impegnate nell’ente, esprimendo nel rapporto con gli altri e nel progetto il meglio delle proprie energie, delle proprie capacità, della propria intelligenza, disponibilità e sensibilità, valorizzando le proprie doti personali ed il patrimonio di competenze e conoscenze acquisito, impegnandosi a farlo crescere e migliorarlo;

– si impegnano a far parte di una rete di soggetti che a livello nazionale accettano e condividono le stesse regole per attuare obiettivi comuni, sono disponibili al confronto e alla verifica delle esperienze e dei risultati, nello spirito di chi rende un servizio al Paese ed intende condividere il proprio impegno con i più giovani.