Vince per sbaglio, ma consegna la medaglia all’atleta più brava
Imperdonabile errore della giuria. Rimediano i genitori dei ragazzini. «Mio figlio sa perfettamente cos’è lo sport, ha voluto consegnare personalmente il riconoscimento alla prima classificata», ha detto la mamma del piccolo premiato in un primo momento. «Quel giovanotto ha vinto due volte, un esempio per tutti!», il papà di Chiara, vincitrice legittima.
Bravo Giorgio! E’ lui il ragazzino cintura nera in arti marziali, che ha rimediato a un inspiegabile errore della giuria che aveva premiato lui piuttosto che una sua coetanea giunta prima ad una manifestazione sportiva svoltasi in provincia di Catania. Più di un grande applauso per il campione in erba che in futuro avrà occasione di affermarsi e convincere anche il più distratto dei giudici. Ma bravi anche i genitori dei piccoli atleti che hanno saputo cogliere spunto da una vicenda che andava complicandosi, ma che, alla fine, è stata risolta con buon senso e generosità. Specie in un clima di festa che invita tutti ad essere più buoni.
Fosse stato un adulto a compiere un gesto simile, non avrebbe fatto notizia. Avrebbe avuto più o meno lo stesso senso che ha, anzi che avrebbe – visto che buone azioni più o meno simili hanno una eco sproporzionata – la consegna di un portafogli con dentro soldi al legittimo proprietario.
Dunque, il piccolo, generoso Giorgio. E’ lui che aveva vinto la medaglia d’oro grazie a un errore dei giudici. E’ stato invece il suo spirito sportivo ad avere avuto la meglio, così ha deciso di consegnare la medaglia alla seconda classificata.
BRAVO, GIOVANOTTO…
Protagonista di questa storia di Natale, si diceva, un giovanissimo atleta, Giorgio Torrisi, dieci anni, cintura nera di karaté. Fatale nel pasticcio finale, un errore della giuria nel calcolo del punteggio. Torrisi, infatti, è stato premiato come vincitore di un torneo svolto volto al PalaCanizzaro di Acicastello, provincia di Catania. Quando il campioncino ha scoperto di non aver realmente vinto la manifestazione nella quale, fra l’altro, si era ben comportato, non ci ha pensato su un solo attimo e ha scelto di consegnare la medaglia d’oro a Carlotta Bartolo, undici anni, arrivata seconda (secondo i calcoli sbagliati della giuria). La storia dall’aspetto romantico, l’ha ricostruita sapientemente l’edizione locale di Repubblica.it.
Settima edizione dell’International Edukarate. In sfida, trecentocinquanta atleti provenienti da tutta la Sicilia. Giorgio Torrisi, catanese, a fine incontri era stato giudicato il primo nella sua categoria. Subito dopo la premiazione, proprio gli stessi genitori del vincitore hanno intuito che c’era qualcosa che non quadrava nei punteggi. «Mio figlio è abituato a vincere – ha raccontato a Chiara, mamma di Giorgio, a Repubblica – ma anche a perdere con umiltà: ho spiegato a Giorgio che c’era stato un errore ed è stato lui stesso a consegnare la medaglia a chi l’aveva vinta».
…BRAVI PAPA’ E MAMMA
«La nostra prima vittoria è questa – ha dichiarato Giuseppe Bartolo, padre di Carlotta e maestro di karaté – trasmettere ai nostri atleti e figli i valori della lealtà: Carlotta ha ottenuto così la sua meritata medaglia, ma il vero vincitore morale della manifestazione è stato il piccolo Giorgio». Una medaglia anche per papà Giuseppe.
In quanto alla giuria, cui nessuno pare abbia prestato particolare attenzione, ad essa ci sentiamo di dare un consiglio: signori giudici, siate meno distratti ed essere concentrati quanto il “vincitore virtuale” e i genitori di vincitori e vinti.
Qualcuno dirà che l’errata corrige sarà scaturita proprio dalle scrivanie di quanti giudicavano le prestazioni sportive dei ragazzi. Aspetto da controllare. Non è che cambi molto, resta il fatto che la distrazione poteva cominciare a costare cara anche a dei ragazzini che avranno tempo per comprendere che la vita a volte ti pone di fronte ad ingiustizie, anche se involontarie. E’ festa, ci piace considerare il bicchiere mezzo pieno: grazie all’errore, abbiamo potuto godere di una pagina da libro “Cuore”. E buon anno a tutti!

Cin cin. Non c’è Natale senza un brindisi. Uno di quelli a spumante e panettone, o pandoro, per quanti non amano imbattersi nell’uvetta. Comunque sempre rigorosamente tagliati a fette dal presidente, Nicole, anche quest’anno poche parole e molti auspici. Al direttore, Maurizio, il compito di far saltare il tappo alle bottiglie di spumante disposte sul tavolo delle riunioni. Anche in questo caso, soluzione democratica, bollicine assicurate a quanti amano spumante secco o leggero.
E poi c’è Silvia Bianco. Anche quando non è al centro del brindisi, perché vuole tenere un profilo discreto, viene posta al centro dell’attenzione. Fra gli operatori più rappresentativi e, ogni anno, tocca a lei interpretare i sentimenti di presidente e direttore e trasferirli ai colleghi; facendosi portavoce, anche in senso inverso, delle emozioni che toccano il cuore degli operatori e quelli degli ospiti.




Un blitz inatteso a Taranto. Il premier Giuseppe Conte resterà nella Città dei Due Mari e dei diecimila del siderurgico, fino alla mezzanotte di venerdì in Prefettura, a confrontarsi con autorità del territorio. Con lo stesso prefetto, Antonella Bellomo, che ha appena rilasciato una lunga intervista a “Costruiamo Insieme”, il nostro sito e ai nostri canali web, da youtube alla radio.