«Uniti nella fede»

L’Arcivescovo di Taranto, in esclusiva a “Costruiamo Insieme”

«Con i social abbiamo posto rimedio a una Pasqua singolare. Una partecipazione e un insegnamento importanti. L’incontro con l’Addolorata e il Signore, una preghiera per le vittime del virus e i più deboli. Il mio pellegrinaggio fra chiese, ospedali e casa circondariale. Papa Francesco e un messaggio gioioso: cancelliamo il Debito pubblico nei paesi in sofferenza»

 Una Pasqua singolare, vissuta fra le mura domestiche, ma vissuta cristianamente attraverso mezzi di comunicazione e social. Protagonista in una lunga serie di eventi di preghiera, l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, che ha concesso al nostro sito e alla web radio “Costruiamo Insieme” una lunga intervista.

Pasqua e Lunedì dell’Angelo appena trascorsi. Qual è il futuro di fede e preghiera che ci attende?

«La Settimana santa appena trascorsa, che non ha precedenti a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, non ci ha resi orfani della fede. Privati dalla partecipazione popolare, delle grandi processioni, dei pellegrinaggi, della gente che affollava le nostre chiese, momenti di preghiera a cui il popolo tarantino è legato, abbiamo comunque posto rimedio all’esperienza della comunità dei credenti, vivendo insieme il Triduo pasquale, Passione, morte e resurrezione del Signore come parte della propria vita».

Il ruolo di social e mezzi di comunicazione.

«Grazie ai mezzi di comunicazione è stato possibile partecipare fin dal Giovedì santo alla Messa della Cena del Signore, anche senza Lavanda dei piedi. Mi sono recato nel Santuario di San Domenico, per rivolgere una preghiera alla Madre di Dio: ho incrociato lo sguardo dell’Addolorata. Mi ha commosso in modo intenso, come la prima volta nella quale mi sono trovato al suo cospetto: le ho portato il dramma di tutta la gente, ho chiesto alla Madre di esserci vicina, confortarci, intercedere con il Signore perché questo disastro potesse finire, a Taranto, come in tutta Italia e nel mondo intero. E lo sguardo della Madre, pieno di dolore e dolcezza, ha trasmesso un messaggio di speranza, “Io sono con voi!”».

Una esperienza di fede che ha ripetuto.

«Quando mi sono recato nella chiesa di San Giovanni di Dio per celebrare la liturgia del Venerdì santo, incrociando il Cristo del SS. Crocifisso: un dolore grande misto a una dolcezza infinita; momento di preghiera che ho ripetuto al cospetto di Gesù morto nella chiesa del Carmine, nel centro cittadino, dove erano esposti i vari Misteri della Passione; con i pochi presenti, ho rappresentato un’intera comunità cristiana: ogni Mistero uno sguardo, una proposta di amore, per seguire il Signore nella sofferenza anche di questi giorni. Infine, la Veglia pasquale, celebrata nell’antica cattedrale di San Cataldo, altra grande esperienza di fede. La risposta dei “social” è stata intensa, come se questo senso di appartenenza, anche risvegliato se vogliamo, potesse essere vissuto anche così. Stessa emozione provata la domenica di Pasqua, quando mi sono recato nella Casa circondariale per fare visita ai detenuti: come sempre, ho ricevuto una grande accoglienza, le donne hanno fatto dono di mascherine realizzate in questi giorni; gli uomini, invece, hanno confezionato delle “scarcelle” per i “senza fissa dimora” del Centro notturno “San Cataldo vescovo”. Mentre impartivo la benedizione, la gente si affacciava, applaudiva, rivolgeva gli auguri di Buona Pasqua per ricambiare una visita che, come tutti gli anni, ripeto anche a Natale».

Altro incontro significativo, negli ospedali “SS. Annunziata” e “San Giuseppe Moscati”.

«Insieme con le autorità sanitarie ho rivolto una preghiera affinché la Scienza fosse messa a difesa della salute, della vita, con una benedizione dei pazienti. E’ il risveglio di una umanità che sente il momento difficile, ha bisogno di sentirsi unita e necessita di un amore sempre più grande che la sorregga. Questa esperienza potrà proseguire, ma spetta a noi tutti farla crescere nella vita quotidiana. L’Annuncio della Resurrezione è la speranza, non solo per la vita eterna – abbiamo perso tante persone a causa del virus – ma anche la domanda che nasce dal sentirsi fragili, presi alla sprovvista, come a domandarsi: “Ma come, noi che con la Scienza sentivamo di avere il controllo del mondo, qualcosa di inatteso ci ha colti alla sprovvista e messi all’angolo?”».

Cos’è la Scienza.

«Un elemento preziosissimo, al servizio della condizione umana nel suo insieme. Sentivo anche quell’espressione, ripetuta quasi fosse un mantra, “Andrà tutto bene”; non sono d’accordo: c’è un grave tributo di morti che stiamo pagando, fratelli che non ci sono più; dobbiamo, invece, impegnarci nel seguire con il massimo rigore le indicazioni che ci vengono impartite nel vivere in isolamento; a Taranto, rispetto alle altre province pugliesi, c’è un contagio meno diffuso, ma ciò non significa permettersi di abbassare la guardia: dobbiamo essere attenti e rigorosi. Dobbiamo fare tesoro del Signore risorto e in mezzo a noi».

Abbiamo conosciuto “l’esperienza della fragilità”, ha detto. Cos’altro deve insegnarci un vissuto così drammatico?

«Ci ha insegnato, intanto, a non considerarci i dominatori dell’universo, ma ad essere più realisti: da un momento all’altro si spengono migliaia di persone; accade qualcosa di desolante, il decesso di anziani, medici, operatori sanitari, la scomparsa di 104 sacerdoti deceduti impegnati nell’offrire i sacramenti; come possiamo ignorare immagini come i camion dell’esercito che trasportano defunti o le ceneri di questi? Tutte considerazioni che ci conducono a rivolgerci domande come “Chi siamo, per considerarci onnipotenti e dominatori della storia?”.

Abbiamo risorse enormi, ma è nostro compito farne tesoro e metterle a disposizione per un progresso più giusto, uno sviluppo economico diverso rispetto a quello esistente. E’ cambiata la prospettiva: utilizziamo questi segnali per fare del bene, poniamo al primo posto la vita e la salute, non il profitto, l’accumulo dei beni, il consumo compulsivo. Questa è la grande lezione che ci è data».

A detta di molti, questa sciagura ci renderà più buoni. Ma è proprio necessario che l’uomo debba essere sottoposto a prove così forti per accorgersi quanto sia importante l’esperienza della vita?

«Uscirne più buoni, non è automatico; ci sono inchieste su violenze consumate fra le mura domestiche, per esempio; occorre fare un passo avanti nella libertà del cuore, rispettare il significato della vita e non pensare che l’accumulo di beni sia lo scopo principale per il quale si vive. Occorre, invece, costruire una realtà in cui sia rispettata la dignità delle persone: non è automatico, dicevo, questo salto in avanti, è necessaria la collaborazione di persone di buona volontà».

Eccellenza, papa Francesco si è rivolto al mondo intero, non solo a quello cattolico: siamo tutti fratelli.

«Un messaggio straordinario, di condivisione del dramma umano; l’uomo non innalzi mura, non chiuda i porti, ma tenga il cuore spalancato: siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo remare tutti insieme, nella stessa direzione.

Altro grande appello di Sua Santità: l’abolizione del Debito pubblico nei Paesi deboli e riconoscere ai più poveri una rendita modesta, ma decorosa. Sono stato per diversi anni in America latina, conosco certe realtà: il peso di una grave situazione economica soffoca un qualsiasi Stato in via di sviluppo. La cancellazione del Debito, a suo tempo, l’aveva già proposta Papa Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000; molti Paesi si sono ripresi rendendo possibile un cammino che ha posto al centro la dignità delle persone e il dialogo fra i popoli: le differenze non siano ostacoli, ma occasioni per dialogare, crescere insieme».

Uno sguardo alla nostra Puglia, alla città di Taranto, come può e deve rinascere il nostro territorio?

«Il primo invito che sento di rivolgere ai nostri concittadini è di continuare a vivere in isolamento fino a che ci è chiesto e prestare attenzione alla ripresa: se pensiamo che questa sciagura sia stata solo una parentesi, abbiamo sbagliato tutto; è stata ed è, invece, una lezione di vita: dobbiamo stare in casa, uscire lo stretto necessario, oppure per lavoro, ma sempre prestando massima attenzione; da quanto accaduto abbiamo imparato a mettere la salute avanti a tutto, prima di un qualsiasi profitto personale».

Non fa mai mancare il sostegno e una parola per i più deboli.

«Dobbiamo sforzarci ad offrire al prossimo un lavoro degno, che possa far crescere la persona perché questa si realizzi nel rendersi utile alla società: un qualsiasi essere umano vive non quando ha una rendita, ma quando è impegnato in un’opera. Del resto, nel lavoro piccolo e grande siamo collaboratori della potenza creatrice di Dio. Infine, abbiamo una ricchezza che parte dalla bellezza naturale e dalla fede, prosegue nella cultura, grande esempio di una civiltà non arrogante, capace di dialogare, offrire un servizio all’intera società».

Coronavirus, dall’Italia all’estero

Nuova ricognizione, fra notizie dalla provincia ionica, la Puglia con informazioni inoltrate dal presidente della Regione, Michele Emiliano. Panoramica, inoltre, fra le notizie relative alla diffusione del Covid-19, dall’Italia e dall’estero.

 

CORONAVIRUS, CALA IL NUMERO DEI CONTAGI 

Calano ancora i nuovi casi di contagio da coronavirus in Puglia. Su 1.149 tamponi refertati, 53 sono le infezioni rilevate. Lo comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I decessi, invece, sono 11 (8 in provincia di Bari, 3 in provincia di Foggia). La metà dei nuovi contagi, 27 complessivi, sono stati registrati in provincia di Bari, altri 24 nella provincia di Brindisi. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, in Puglia sono decedute 278 persone, i pazienti guariti sono 288.

Si riduce il numero dei ricoveri (673), mentre sale ancora quello delle persone in isolamento domiciliare (1.299). Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati 33.071 test, i pugliesi positivi sono 3.118, quasi un terzo in provincia di Bari (989).

 

TARANTO, PASQUETTA BLINDATA

Nel giorno di Pasquetta, l’amministrazione comunale di Taranto ha disposto posti di blocco lungo le principali arterie cittadine, per contrastare spostamenti e gite fuori porta.

Tale dispiegamento di agenti e mezzi nel giorno di Pasquetta è stato predisposto dal tavolo tecnico interforze cui ha partecipato anche il sindaco Rinaldo Melucci che, accompagnato dagli assessori Gianni Cataldino e Francesca Viggiano e dal comandante Michele Matichecchia, ha raggiunto tutte le postazioni presidiate dalla Polizia Locale, per conoscere l’andamento del servizio e portare il personale saluto a donne e uomini in divisa.

 

ILVA, DIPENDENTE NEGATIVO AL SECONDO TAMPONE

E’ risultato negativo anche il secondo tampone effettuato sul dipendente Ilva, nei giorni scorsi ritenuto sospetto caso di Coronavirus, e  ricoverato nel reparto di Medicina per èer essere sottoposto alle cure del caso nell’ospedale “Moscati”.

 

AGRITURISMO, APPELLO DEL PRESIDENTE

Lettera-appello del presidente di Turismo Verde Cia, Pietro De Padova. Nel documento inviato al Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, vengono inoltrate precise richieste: intanto l’autorizzazione all’esercizio di attività di laboratorio per la trasformazione e il confezionamento dei prodotti aziendali da parte delle aziende agrituristiche; a seguire, l’autorizzazione per la consegna al domicilio del consumatore (catering) dei pasti preparati nell’agriturismo.

 

COVID-19 IN PUGLIA, MUORE CARABINIERE

Positivo al Coronavirus, è deceduto al Policlinico Riuniti di Foggia dove era ricoverato dallo scorso 25 marzo, un brigadiere dei carabinieri. Il militare, originario di San Severo e in servizio nella Compagnia di Lucera, aveva 57 anni. I colleghi dell’Arma lo ricordano come «un militare di gran cuore che amava il suo lavoro. Un uomo dalla profonda educazione, sempre disponibile con gli altri».

 

CORONAVIRUS, BARI INDAGINI SU RSA

La Procura di Bari ha aperto una indagine sulle residenze per anziani del territorio provinciale nelle quali si sono verificati decessi e decine di contagi di coronavirus, tra gli ospiti come tra il personale. Il fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, è coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Rossi. Gli accertamenti sono delegati ai carabinieri del Nas che stanno acquisendo documentazione in quattro strutture dell’area metropolitana e negli uffici della Asl di Bari, incaricata dei tamponi.

 

TERLIZZI, SINDACO LIMITA ORARI PER PASSEGGIO DEI CANI

Fino al 3 maggio a Terlizzi si potrà uscire a passeggio con i cani soltanto entro 200 metri dalla propria abitazione e in tre fasce orarie giornaliere: all’alba, subito dopo pranzo e la sera fino a mezzanotte. Lo ha stabilito il sindaco della cittadina in provincia di Bari con una nuova ordinanza nell’ambito dell’emergenza coronavirus, che prevede «una stretta rispetto alle abitudini elusive».

 

MILANO, PERQUISIZIONI AL “TRIVULZIO” 

La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni nelle sedi del Pio Albergo Trivulzio di Milano e in altre strutture, nell’inchiesta aperta dalla Procura sul fronte delle Rsa. La squadra di Polizia giudiziaria è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese.

Da marzo ad oggi, al Trivulzio sono 143 i morti. A partire dai primi giorni di marzo, i sindacati Cisl-Cgil avevano inviato lettere ai vertici dell’istituto lamentando l’assenza di mascherine e presunte minacce agli infermieri che volevano usarle.

 

PASQUETTA, DENUNCE A RAFFICA

Denunce a nel giorno di Pasquetta. Secondo dati del Viminale, sono state oltre 16.545 le persone sanzionate per aver violato i divieti di spostamento; 88 per aver fornito false dichiarazioni e 29 per violazioni della quarantena e per il mancato rispetto delle misure di contenimento da coronavirus.

 

TRE MEDICI DECEDUTI, SALGONO A 112 VITTIME

Altri tre medici deceduti. Sale a 112 il numero delle vittime tra i camici bianchi a causa del Covid-19. Sono deceduti un medico palliativista, un odontoiatra e un cardiologo. Lo ha reso noto la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, che aggiorna la lista dei decessi considerando medici in attività, medici pensionati tornati in attività o comunque richiamati per l’emergenza e medici pensionati.

 

BASILICATA, IERI NESSUN CASO DI COVID-19

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in Basilicata non si registrano nuovi casi di coronavirus. Infatti, gli ultimi 214 tamponi eseguiti in regione, hanno dato tutti esito negativo. In totale, in Basilicata, si contano 265 contagiati da Covid-19.

 

UE, DOPO LO STOP ALLE RESTRIZIONI MONITORAGGIO COSTANTE

Qualsiasi allentamento graduale delle restrizioni porterà “inevitabilmente” ad un corrispondente aumento di nuovi casi. Lo scrive la Commissione Ue nella sua bozza di roadmap inviata agli Stati dell’Unione. Per questo, raccomanda Bruxelles, serve un monitoraggio costante e la prontezza nel reintrodurre le misure fin qui adottate.

 

GB, PIL IN CADUTA LIBERA

Calo storico del Pil britannico che registra il -13%. L’emergenza generale e il blocco delle attività economiche  legate al lockdown, potrebbe tradursi entro la fine dell’anno in una disastrosa caduta economica verticale. Lo ha reso noto l’Office for Budget Responsability (Obr) in un rapporto basato su uno scenario di 3 mesi di lockdown, in cui si calcola un tracollo del 35% nel secondo trimestre e poi un rimbalzo positivo. Questo tracollo potrebbe portare anche alla perdita di 2 milioni di posti di lavoro.

 

TURCHIA, CURE GRATUITE CONTRO CORONAVIRUS

In Turchie, quanti si ammaleranno di Covid-19,verranno curati gratuitamente nelle strutture sanitarie statali, anche se non risultano ufficialmente iscritti ai registri della sicurezza sociale. Lo ha stabilito un decreto presidenziale pubblicato stamani sulla gazzetta ufficiale di Ankara.

 

UE, DECRETO AIUTA-IMPRESE

La Commissione europea ha dato oggi il via libera al decreto legge imprese che consentirà di attivare interventi in favore del settore produttivo per fare fronte alle conseguenze dell’emergenza coronavirus. Con due decisioni distinte Bruxelles ha dato luce verde alle misure a sostegno dell’economia del valore di circa 200 miliardi e allo schema di garanzie destinato ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese.

 

CINA IMPORT-EXPORT, LENTA RIPRESA

La Cina vede ritornare il surplus commerciale a marzo: 19,9 miliardi di dollari, in calo sui 31,5 miliardi di marzo 2019. Su base annua, hanno riferito le Dogane cinesi, l’export cede il 6,6% (contro stime a -14% e un tonfo a -17,2% di gennaio-febbraio). Dal suo canto l’import accusa una contrazione dello 0,9%, molto meno del 9,5% stimato dagli analisti (-4% nel primo bimestre 2020).

 

STATI UNITI, 1.500 DECESI IN UN GIORNO

Altri 1.509 deceduti negli Stati Uniti a causa del coronavirus. Si alza a un totale di 23.529 il numero di morti a causa dell’epidemia. E’ lo stato di New York l’epicentro negli Usa, l’impietoso bollettino conta oltre 10.000 vittime per Covid-19.

 

«Micio e fido, salvi!»

Cina, un disegno di legge contro l’uccisione di cani e gatti

Un disegno di legge, che sarà solo ritoccato, mette in salvo venti milioni di animali domestici. La pandemia da coronavirus ha accelerato la pratica e affari tra i 20 e i 30 miliardi di euro l’anno

Ogni anno in Cina, vengono macellati per essere mangiati, dai dieci ai venti milioni di cani. Questa mattanza generata da tempo immemore per motivi alimentari, non ci sarà più. E’ una proposta di legge, al vaglio di quanti hanno accolto il testo che diventerà decreto. Si tratta di formalità, i passi importanti perché milioni di animali, in buona parte del resto del mondo considerati domestici, non vengano uccisi e serviti a tavola, sono stati già compiuti. A spianare la strada al disegno di legge che balenava nella mente di numerosi animalisti cinesi, c’è voluto anche il coronavirus. E’ stata la pandemia, che potrebbe essere scaturita proprio dalla Cina, ad avere accelerato l’intero sistema legato, sì all’alimentazione, ma anche al business generato dalla vendita di cani e gatti, come animali da compagnia, calcolato dai venti ai trenta miliardi di euro l’anno.

Una simile decisione assegnerà un nuovo status giuridico a cani e gatti finalmente diventati animali da compagnia, piuttosto che essere considerati carne per il consumo umano: vedere praticamente azzerato il numero delle uccisioni di cani e gatti, è un grande risultato.

Va detto che la carne di cani e gatti è consumata da una minoranza di cinesi, ma stavolta c’è una prima ufficialità: “micio” e “fido” sono stati esclusi per la prima volta da un elenco ufficiale di animali commestibili. Pubblicato, si diceva, in una proposta di legge voluta dal ministero dell’Agricoltura e degli Affari rurali, nel testo sono inclusi suini, bovini, ovini, pollame e cammelli. Con la specifica che per “bestiame” si intende «animali che sono stati addomesticati e fatti riprodurre per lungo tempo», per ottenere prodotti alimentari come carne e uova, oppure pelliccia, ma anche a scopi medicinali e militari.

CORONAVIRUS, COMINCIA DA LI’

La decisione è arrivata dopo lo stop di febbraio impresso sul commercio e il consumo di animali selvatici, una pratica che potrebbe aver generato i primi focolai del Covid-19. E’ stata Shenzhen, la prima città cinese a mettere al bando il consumo e commercio di carne di cani e gatti.

La proposta di legge estesa in tutta la Cina, è nella cosiddetta fase di consultazione aperta al pubblico per suggerimenti e migliorie, ma può già considerarsi una svolta maturata in seguito alla pandemia e per il peso, si diceva, che gli animali da compagnia hanno guadagnato nella società, capaci di generare un giro d’affari annuo stimato tra i 20 e i 30 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i cani, ma anche i gatti, insieme al progresso della civiltà umana, alla preoccupazione pubblica e all’amore per la protezione delle due categorie, gli animali domestici sono stati addestrati per diventare animali da compagnia. Del resto, a livello internazionale cani e gatti non sono mai stati considerati bestiame e, da oggi, non saranno più considerati come tali in Cina.

Se approvata, la proposta di legge sarà un enorme passo avanti per la protezione degli animali in Cina e un cambio culturale davvero importante secondo la Humane Society International, l’associazione che stima tra i dieci e i venti milioni i cani uccisi ogni anno in Cina per la loro carne. In particolare, migliaia di questi animali sono macellati durante la “Festa della carne” di cane di Yulin, in condizioni ritenute crudeli dai difensori degli animali.

Provate ad immaginare quanto successo e denunciato in questi anni. Alla vigilia della “Festa”, sparivano letteralmente nel nulla gli animali domestici di decine di migliaia di proprietari di cani e gatti. Che fine facessero non è difficile immaginarlo: sulla tavola di altrettante decine di migliaia di consumatori che se la spassavano in pranzi luculliani, “alla salute” di bambini, donne e uomini in lacrime per aver perso i propri cuccioli consapevoli di che fine, povere bestiole, avessero fatto.

«Ripresa graduale»

Giuseppe Conte, Covid-19 conferenza stampa da Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio indica variazioni nelle attività: librerie, negozi di abbigliamento per bambini e cartolerie. «Dovessero presentarsi condizioni incoraggianti, riapriremo le attività produttive prima della data stabilita»

 Dopo l’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nuova rassegna sul nostro sito circa il difficile momento che attraversa il nostro Paese a causa del Covid-19. Ricognizione di “Costruiamo Insieme” sulle notizie utili ad avere un quadro completo sull’emergenza-coronavirus avvertita in Italia, nella regione Puglia e nella provincia di Taranto.

Governo, lockdown fino a 3 maggio

Coronavirus, spiragli da parte della Protezione civile, che invita a non abbassare la guardia. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, lo ha dichiarato venerdì sera nel suo discorso al Paese nel quale ha ribadito il leggero calo di contagi e decessi, invitando nello stesso tempo gli italiani a non vanificare gli sforzi fin qui prodotti. Dunque, massima cautela e resistere fino al prossimo 4 maggio, quando potrebbero giungere le prime buone notizie per una ripresa lenta, ma costante delle attività in tutto il Paese.

Il presidente del Consiglio nel suo discorso da Palazzo Chigi, ha inoltre indicato variazioni per le attività aperte al pubblico: librerie, negozi di abbigliamento per bambini e cartolerie. «Dovessero presentarsi condizioni incoraggianti – ha auspicato Conte – riapriremo le attività produttive prima della data stabilita»

Per il sesto giorno consecutivo, dunque, calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto alle ventiquattro ore precedenti. Fra questi, 1.236 sono in Lombardia, in calo di 21 rispetto al giorno prima. Dei 96.877 malati complessivi, 28.399 sono, invece, ricoverati con sintomi (86 in meno rispetto al dato del giorno precedente) e 64.873 attualmente sono in isolamento domiciliare.

Complessivamente sono 96.877 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto alla giornata di giovedì (1.615). Mercoledì si era invece avuto un incremento pari a 1.195 unità.

Puglia, 93 positivi e 12 morti

Sono complessivamente 93 i casi positivi al Covid-19 registrati nella giornata di ieri in Puglia su un numero di 1.727 tamponi eseguiti. Lo ha comunicato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I decessi, invece, sono 12: due in provincia di Foggia, tre in provincia di Lecce, due nella provincia di Bari, uno nella Bat, tre in provincia di Brindisi e uno nella provincia di Taranto. Il numero di guariti, 235, ha quasi raggiunto quello dei decessi, 238 complessivamente. Sono 711, invece, i pazienti ricoverati e 1.076 quelli in isolamento. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 27.812 test, i casi positivi sono in tutto 2.809, di cui 886 nella sola provincia di Bari e 721 in provincia di Foggia.

Pasqua e Pasquatta, esercizi chiusi

Il presidente della Regione Puglia ha emanato un’ordinanza che dispone la chiusura al pubblico delle attività commerciali al dettaglio di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, nei giorni 12 aprile (Santa Pasqua) e 13 aprile (Lunedì dell’Angelo) 2020.

Consentite:

–  Vendite a mezzo ordinazione con strumenti digitali o telefonici, con consegna al domicilio del cliente nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per il confezionamento che per la consegna, fermi restando gli effetti di eventuali provvedimenti sindacali più restrittivi che vietano anche la vendita a domicilio, emanati nell’esercizio dei poteri di cui al TUEL, limitatamente all’ambito territoriale comunale di riferimento.

–        L’esercizio di edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Taranto, messa senza processione e fedeli

“Vergine, Addolorata, Madre di Dio e della Chiesa, sono venuto qui come pellegrino solitario; ho sentito sulle mie spalle tutte le preghiere dei tarantini che volevano essere qui a vederti”. Con queste parole la scorsa notte ha iniziato la sua preghiera nella chiesa di San Domenico, l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro. L’atmosfera è surreale: nessuna processione, nessun fedele, solo l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Con lui, pochi confratelli, disposti all’interno della chiesa nel pieno rispetto delle regole di distanziamento. Al suono della troccola, lo strumento che scandisce i Riti della Settimana santa tarantina, la statua dell’Addolorata, ha compiuto un breve tratto all’interno della chiesa sostenuta per la prima volta dallo stesso arcivescovo e da don Emanuele Ferro, padre spirituale della Confraternita dell’Addolorata. Prima del rientro, Sua eccellenza, monsignor Santoro, ha pronunciato la preghiera alla Vergine.

Ospedale Moscati, sessantotto pazienti sotto osservazione

L’ASL Taranto comunica che l’ospedale Covid “San Giuseppe Moscati” ospita, alle ore 19 del 9 aprile 2020, n. 68 pazienti, così distribuiti:

  1. 3 presso il reparto di Rianimazione;
  2. 25 presso il reparto di Pneumologia;
  3. 31 presso il reparto Malattie Infettive;
  4. 9 presso il reparto di Medicina Covid.

Si tratta per la quasi totalità di pazienti Covid. Alcuni dei degenti sono in attesa di primo tampone, altri in attesa del secondo per la conferma.

Nella giornata di ieri sono stati dimessi due pazienti Covid, che risultano guariti. Entrambi ricoverati nel reparto Malattie Infettive.

Comandante Matichecchia, «Rispetto per la La Polizia locale»

Il comandante Michele Matichecchia, chiede rispetto per la Polizia Locale di Taranto. Rispetto per il lavoro silenzioso delle forze dell’ordine, caposaldo della tenuta democratica del Paese.

«Sono certo – scrive agli organi di informazione lo stesso comandante della Polizia Locale – che un partito di grande esperienza politica come la Lega condivida questo elementare principio; ritengo che i suoi rappresentanti nazionali siano evidentemente all’oscuro della maldestra operazione di marketing autopromozionale con la quale alcuni esponenti territoriali hanno espresso gratitudine alle Forze dell’ordine per il lavoro svolto nell’emergenza Covid-19, omettendo volutamente il Corpo della Polizia Locale di Taranto: evidentemente per i rappresentanti di Lega Giovani della Provincia di Taranto, la Polizia Locale non è degna di menzione tra le forze dell’ordine che “sono in grado di normalizzare ciò che normale non è».

 

Vendono disinfettante del 1989, denunciati

Vendevano gel disinfettante prodotto più di trent’anni fa, dopo averlo “rigenerato” travasando nuovo igienizzante nella confezione per eliminare le parti metalliche che col tempo si erano formate, e infine attaccando sul flacone una nuova etichetta. Così 27mila flaconi di gel, pericoloso per la salute secondo gli esperti dell’Asl, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Lecce e Otranto che ha denunciato per frode in commercio i titolari di due attività, all’ingrosso e al dettaglio.

«Cosa possiamo fare?»

Jibril, etiope, trentasette anni, l’impegno contro il coronavirus

«Ho telefonato alla Croce Rossa italiana: quale può essere il nostro contributo nella lotta al Covid-19? Una spesa solidale, mi hanno risposto. Con i miei connazionali ho riempito carrelli con generi alimentari e prodotti per l’infanzia. La mia fuga dalla guerra, l’arrivo in Italia, l’ospitalità e un lavoro da magazziniere. Sposato, ho tre figli, amo questo Paese»

Cinque carrelli pieni di beni alimentari e prodotti per l’infanzia. Al di là del peso reale della “spesa” per quanti ne hanno bisogno, è il gesto che colpisce. «Abbiamo un debito con l’Italia, non vogliamo saldarlo con le azioni di volontariato che io e i mei connazionali stiamo svolgendo in tutta Italia a causa del coronavirus, intanto perché sentiamo l’obbligo di aiutare il prossimo che ha bisogno di assistenza; faremo altro ancora, di sicuro questo è uno dei contributi che sentiamo di fare con il cuore».

Jibril, etiope, trentasette anni, in Italia da una quindicina di anni, è uno dei maggiori promotori nel sostenere, con tanto di mascherina, qualsiasi iniziativa si tenga in tutta Italia. Potenza dei social, intanto, se tiene continui contatti con i suoi connazionali diventati nel tempo italiani a tutti gli effetti. E, allora, Jibril, racconta il suo arrivo in Italia, anche per lui uno sbarco. Come per molti dei nostri ragazzi, fra operatori e ospiti del Centro di accoglienza “Costruiamo Insieme”.

«Sono arrivato su un barcone quindici anni da – lo ricordo bene, chi può dimenticarlo… – anche io, come tanti miei connazionali e tanti altri fratelli africani, ho messo le gambe in spalla e sono fuggito: sono scappato dalla guerra; l’Italia è sulle ginocchia, ma si sta riprendendo: questo Paese non merita quello che le sta accadendo, e non lo dico per compiacere i miei amici italiani negli anni diventati davvero tanti».

CINQUE CARRELLI…

Jibril ha consegnato alla Croce Rossa la “sua” spesa solidale. Una colletta fra connazionali, consegnata con tanto di mascherina agli addetti alla raccolta di beni di consumo da consegnare ad anziani, famiglie in difficoltà.

Ancora a proposito di quel viaggio per l’Italia. «Quando mi trovato in mezzo al Mediterraneo, dopo aver attraversato il Sudan e la Libia, abbiamo avvistato una imbarcazione con a bordo personale della  Croce Rossa italiana; è grazie a loro che il mio viaggio di speranza ha cominciato a prendere una piega fortunosa: così, a me e i miei compagni di viaggio, ci hanno accompagnato a Lampedusa. Da lì in poi, ognuno ha scelto la sua destinazione». Sicilia, Calabria, Puglia e, ancora, Roma e Milano, per quanti avevano scelto destinazioni italiane. Jibril, ha compiuto un percorso importante, si è guadagnato fiducia e lavoro, tanto da aver messo su famiglia. «Adesso lavoro come magazziniere – racconta il trentasettenne etiope – sono sposato e ho tre figli: dobbiamo tutto all’Italia». Non facciamo populismo, ma anche l’Italia deve molto a Jabril e quanti, come lui, hanno amato a prima vista l’Italia e hanno deciso di mettere le proprie radici in questo Paese.

E così la sua comunità in questi giorni di emergenza Coronavirus ha chiamato la Croce Rossa per chiedere cosa potesse fare lui, insieme con connazionali e fratelli africani, per manifestare una sentita vicinanza a quanti si stessero dibattendo nella paura da Covid-19. E, allora, ecco la “spesa solidale”. Cinque carrelli di beni alimentari a lunga scadenza e prodotti per l’infanzia. Non solo un gesto simbolico ma un’azione concreta di solidarietà, per restituire intanto la gratitudine di una comunità allargata verso la “sua” Croce Rossa, che tanto ha fatto per lui, per loro e quanti come loro sono diventati italiani “a tempo pieno”.

SOLIDARIETA’ INFINITA

«In questi giorni, siamo in prima linea tanto sul piano sanitario quanto su quello sociale per garantire a tutti il diritto alla salute, alla cura, alla dignità», ha spiegato Luigi Maraghini Garrone, Presidente della Croce Rossa di Milano. «La solidarietà della comunità etiope, in particolare, ci commuove e ci incoraggia a compiere ogni giorno un passo in più; per fare ciò, abbiamo attivato misure eccezionali per rispondere prontamente ai bisogni della gente e garantire la tutela di operatori e delle persone che soccorriamo; stiamo affrontando un momento di forte stress operativo e ogni contributo è, dunque, fondamentale a sostegno del nostro impegno». La città con la maggiore concentrazione di etiopi in Italia è Roma (2.368), seguono Milano (598) e Parma (343).

Ancora a proposito di Etiopia, il Primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, ha dichiarato lo stato di emergenza come misura per contenere la pandemia di Covid-19 nel Paese. Il provvedimento è stato reso noto dall’ufficio del premier . «Considerando la gravità del Covid-19,  il Governo dell’Etiopia ha messo in atto uno stato di emergenza», ha dichiarato l’ufficio di Ahmed. Nelle scorse settimane il Primo ministro aveva annunciato la chiusura di tutti i confini dell’Etiopia, mentre alle forze di difesa nazionali è stato ordinato di bloccare il movimento delle persone lungo tutti i confini, ad eccezione che per i beni essenziali in arrivo nel Paese. E’ bene ricordare che ad Abiy Ahmed Ali, promotore dello storico accordo di pace con l’Eritrea, lo scorso anno è stato meritatamente assegnato il Nobel per la pace.