Uno studio ha portato a risultati straordinari
La Terra avrebbe una sorta di sosia. Come la Luna questo nuovo pianeta avrebbe una zona illuminata (+13 gradi) e una buia (-23 gradi). La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori che ha pubblicato i suoi studi sulla rivista “Astronomy & Astrophysics”. C’è un problema: dista a trentuno Anni-luce. E se un Anno-luce equivale a 9.500miliardi di chilometri…
C’è vita su Marte? O, ancora, più vicino: c’è vita sulla Luna? Sembra l’ossessione dell’uomo e, in buona sostanza, degli studiosi alla costante ricerca di qualcosa che anche lontanamente somigli a una forma di vita. Anche per dare senso alle proprie ricerche e attribuire il proprio nome a una stella piuttosto che a un pianeta. Dunque, anche se non è un essere umano, oppure una Cosa – ricordate il film “La cosa da un altro mondo” del 1951? – che dia segnali di esistenza, si muova, si nutra. Insomma, un soggetto da studiare.
E’ notizia dei giorni scorsi che ci sarebbe – mai come in questo caso il condizionale è obbligatorio – qualcosa che assomigli alla Terra. Per farla breve, un sosia, come ripreso dall’agenzia Ansa e diramato a tutti i notiziari, radio, tv, siti, stampa.
Questo parente alla lontana, molto alla lontana – se pensate che un solo Anno-luce equivale a 9.500miliardi di chilometri – e definito generosamente “sosia” della Terra si chiama “Wolf 1069 b”. Dista “appena” trentuno Anni-luce di distanza dalla Terra, direzione Costellazione del Cigno. I primi risultati, non azzardati, raccontano che “Wolf” potrebbe essere abitabile. E tutto ciò, nonostante abbia una faccia costantemente illuminata ed una costantemente al buio, proprio come accade per la Luna.
WOLF, UNA “NANA ROSSA”…
“Wolf”, questo “nuovo pianeta”, in una speciale classifica riservata a corpi celesti in qualche modo “domiciliabili”, si collocherebbe al sesto posto, per lontananza dalla Terra. Anche questo, come i cinque che lo precedono, sarebbe tra quelli di massa terrestre potenzialmente abitabili.
Come si è arrivati a questo risultato comunque interessante. Merito del progetto Carmenes, attivo dal 2016, che utilizza un osservatorio spagnolo (Calar Alto) istituito proprio per cercare possibili pianeti situati nelle zone abitabili rispetto alle loro stelle di riferimento. La scoperta, come riportato dalle agenzie, si deve a un gruppo di ricercatori con a capo Diana Kossakowski dell’Istituto tedesco Max Planck per l’astronomia (Mpia) di Heidelberg, che ha pubblicato i suoi studi e quelli del suo team sulla rivista “Astronomy & Astrophysics”.
Secondo lo studio, “Wolf 1069 b”, ha “una massa appena superiore a quella terrestre ed un’orbita che dura circa 15 giorni: si trova quindi molto vicino alla sua stella, la nana rossa Wolf 1069, ma nonostante questo riceve solo il 65% circa dell’energia che la Terra ottiene dal Sole”.
PIU’ FREDDA DEL NOSTRO SOLE
La “nana rossa” è molto più debole e fredda del nostro Sole: la temperatura media calcolata per il pianeta, infatti, è di circa –23 gradi, quanto suggerisce che si tratti di un corpo roccioso. Se avesse, addirittura, anche un’atmosfera – quanto è ancora allo studio – gli autori della ricerca hanno stimato che la temperatura potrebbe salire fino a +13 gradi, permettendo pertanto l’esistenza di acqua liquida in una regione nella parte evidentemente rivolta verso la stella di riferimento.
Qualche altro indizio che potrebbe far pendere a favore dell’abitabilità di “Wolf 1069 b” è la tranquillità, al momento apparente, dell’astro attorno al quale questo nuovo corpo celeste orbita. Stando sempre allo studio, le “nane rosse”, sarebbero molto attive e turbolente, attività che provocherebbe venti stellari e radiazioni così intense da rendere sterili i pianeti vicini. Ma “Wolf 1069”, a dispetto di questa presunta turbolenza, sembra invece serena. Anche se può apparire prematuro asserirlo con certezza. Ecco perché “Wolf”, parente alla lontana della Terra si candida a diventare oggetto di studio per svolgere ricerche più approfondite.

A Taranto uno dei cento murales più belli al mondo. E’ “L’amore è più forte della morte”, opera di Judith de Leeuw (JDL) realizzata per il progetto Trust su un muro laterale di un palazzo del quartiere Paolo VI. Considerata fra le migliori cento opere al mondo, ora è candidata allo Street art cities – Best street art awards 2022. Cento opere presenti in novantadue città di trenta Paesi del mondo.
UNDICI ARTISTI A TARANTO
E L’INDIMENTICATA NADIA TOFFA
«A volte bastano poche righe per provare a fare la differenza». La differenza la fa la scelta del “da che parte stare”: da quella dei forti, privilegiati da un ruolo, un posto di lavoro che per un periodo è stato definito “da casta”; oppure, dalla parte dei più deboli, quei cittadini che già riuscivano a malapena ad arrivare alla fine del mese e che, a causa del covid, dei conflitti bellici fra Russia e Ucraina, vivono situazioni ancora più drammatiche per via del “carovita”.
«QUANTA SOFFERENZA»
MAGARI FOSSE UN ESEMPIO…
Forse torniamo sull’argomento. Un po’ per compiacerci, in quanto pugliesi, ma un po’ anche per seguire reportage e cronaca sui posti più belli e incantevoli del mondo. Se, si dice, tutte le strade portano a Roma, è anche vero che molti degli indizi raccolti su internet portano alla Puglia, meglio ancora al nostro Salento.
BELLEZZE MOZZAFIATO
SCRIVE IL NEW YORK TIMES…
«Aprire un altro locale per diventare uno dei tanti punti di ritrovo di una Bari, sicuramente laboriosa, ma che non prova a proporre qualità originale, proprio no; da qui la scelta di scommettere su un progetto e andare in giro per il nostro Paese, un’Italia che spesso ama trasferirsi in Puglia, per tuffarsi nella nostra gastronomia che non teme confronti e poi tornare a casa: noi, invece, i nostri prodotti, quelli pugliesi, che fanno leccare i baffi al solo guardarli, abbiamo deciso di portarli a domicilio: a casa loro, meglio, sulla loro tavola!».
«UN NUOVO PORTA A PORTA»
Nei quartieri limitrofi qualche botto di troppo. In alcune zone vola giù dai balconi qualsiasi cosa: lavatrici, frigoriferi, perfino tazze del water (immancabili, conservate con cura per il lancio dell’ultimo dell’anno). Da qualche altra parte, ma non parliamo solo del Borgo, del centro cittadino, dove la gente normalmente si fionda nella tarda mattinata di Capodanno. Chi compie lo struscio fra via Di Palma e via D’Aquino, indossa l’abito della festa, la sciarpa o il cappello trovato sotto l’albero. Anche un salutare pizzico di vanità ogni tanto fa bene. In una strada centrale, adiacente, si indossa addirittura l’abito importante, possibilmente corredato da una sciarpa, un foulard, una cravatta, un papillon di colore rosso. E’ il primo giorno dell’anno e sono in molti ad aver accettato l’invito al Teatro comunale Fusco di Taranto.
BENVENUTO 2023
DA MAMELI A RADETZKY
C’è una speranza nell’abisso della leucemia. E’ una nuova terapia genica che ha guarito una tredicenne e che ha fatto sbilanciare un team di medici convinti che questi risultati possano dare speranza ai numerosi bambini malati.
FORZA ALYSSA!
Quel paio di baffoni alla Salvador D’Alì (lui sì era un artista!), l’aria un po’ strafottente di uno che non solo non ha più nulla da imparare, ma che può insegnare, addirittura di tutto e di più. E noi dissentiamo. Come tutte le volte in cui leggiamo o sentiamo di discriminazioni, violenze non solo verbali.
EX RUGBISTA, PAURA…
Stop alla partecipazione di Enrico Montesano a Ballando con le stelle: la Rai, un mese fa definisce «inaccettabile» quanto accaduto durante le prove di “Ballando con le stelle”, programma targato Raiuno. Motivo del provvedimento: l’attore ha indossato una maglietta con i simboli della Decima Mas. Subito le scuse da parte della Rai «a tutti i telespettatori». Nonostante ci sia chi dice che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, appena insediatosi a Palazzo Chigi e a guida di una coalizione di centrodestra, sorvolerà sulla leggerezza del popolare attore romano.
PROGETTO IMPORTANTISSIMO