Cari, carissimi italiani…

E’ cominciata l’estate più costosa degli ultimi cinquant’anni

Codacons impietoso. Tutto aumentato, fino al 30%. Utenze e benzina per prime, poi tariffe autostradali e alberghi. I ragazzi preferiscono le case-vacanza. Ma due italiani su tre, nonostante pagheranno duecento euro in più a testa, sono già in auto, in fila. Ma dopo la pandemia non dovevamo essere tutti più buoni?

Foto 24Emilia.com

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Le vacanze di quest’anno sono le più care degli ultimi cinquant’anni. Due italiani su tre partiranno nonostante i prezzi. Gli italiani spenderanno fino a duecento euro in più a testa: dai trasporti ai pernottamenti. Eppure. Eppure, ricordate il primo, il buonista, che diceva “Dopo la pandemia diventeremo tutti più buoni”; l’altro, il pragmatico, “Dici? Non conosci gli italiani!”.

Così è stato. Avremmo voluto dare ragione al primo: hai visto mai, l’italiano cambia modalità e dopo la paura da covid diventa più malleabile, più disposto nei confronti del prossimo. Invece, ha ragione il senso del pratico: gli italiani sono furbi, la politica rispecchia il carattere dell’italiano medio: moralizza, poi per non perdere la poltrona, da un lato promette massima attenzione nei confronti di quanti applicano aumenti indiscriminati a qualsiasi livello: benzina, luce, gas, perfino autostrada. Lavorare, recarsi al posto di lavoro in auto, oggi ha un costo superiore alla media europea. Non esistono collegamenti, così ti tocca l’auto, a condizioni esagerate ovviamente.

Ma non allontaniamoci troppo dall’argomento principale posto in modo impietoso dal Codacons, il coordinamento per gli utenti e i consumatori, e ripreso in un ampio e dettagliato servizio dal TgCom24.

Queste vacanze estive passeranno alla storia come le più care degli ultimi cinquant’anni. Secondo il Codacons si registrano aumenti: dagli spostamenti tra aerei, traghetti e carburanti. Per i voli nazionali si registra un aumento di 1/3 in più rispetto allo scorso anno, mentre le tariffe dei voli internazionali sono raddoppiate. La benzina costa circa il 30% in più rispetto allo scorso anno. Volendo fare un calcolo approssimativo: per andare in ferie ogni persona spenderà circa 200 euro in più. Ma, attenzione, è sicura anche un’altra cosa: due italiani su tre partiranno comunque.

Foto Leoniblog

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OMBRELLONI, PIU’ 75 EURO

Una vacanza di dieci giorni, in base alle stime del Codacons, quest’anno costerà tra il 15% e il 20% in più rispetto allo scorso anno, considerando le spese per spostamenti, pernottamenti, cibi e servizi. Lo scorso anno la spesa pro-capite era di 996euro a persona; oggi è attestata su 1.195euro, con un incremento di spesa che potrebbe raggiungere circa duecento euro a testa. Conto più salato per chi trascorrerà le vacanze all’estero.

L’Istat, intanto, registra rincari fino a tre cifre per il comparto turistico iniziando dagli spostamenti. Il Codacons sostiene che: chi deciderà di partire per la villeggiatura dovrà mettere in conto aumenti inattesi per aerei, traghetti e carburanti. I voli nazionali costano un terzo in più rispetto all’estate 2021 (+33,3%), mentre le tariffe dei voli internazionali sono più che raddoppiate, segnando percentuali record (+124,1%). Non andrà meglio a chi deciderà di muoversi in auto: in base agli ultimi dati “Mite” rielaborati dal Codacons, la benzina costa oggi in media il 27,7% in più rispetto allo scorso anno, il gasolio addirittura il 37% in più. Rincari che incideranno in modo pesante sulla spesa per il pieno, specie per chi percorrerà lunghe tratte e si sposterà dal nord al sud Italia.

Non solo. Si profilano a breve anche aumenti dei pedaggi autostradali che, secondo recenti indiscrezioni, potrebbero salire dell’1,5%. Sul fronte dei trasporti marittimi, i traghetti registrano aumenti del +18,7%, mentre diminuiscono le tariffe ferroviarie (-9,9% su base annua). Da segnalare infine rincari anche sul fronte dei servizi nautici: imbarcazioni, motori fuoribordo ed equipaggiamento per imbarcazioni costano il 14,7% in più.

Foto Orticaweb

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NOTTI MAGICHE?

Le strutture ricettive, rendiconta Codacons, hanno applicato rincari elevatissimi: in albergo, motel e pensioni si pagherà in media il 21,4% in più rispetto allo scorso anno. Il mare resta la meta preferita degli italiani, forse perché considerata la meno costosa. Almeno sulla carta. Sono pronti a partire due italiani su tre. Mete preferite Puglia e Sicilia. I giovani con meno di trentacinque anni prediligono di gran lunga la casa-vacanze rispetto all’albergo. La metà degli italiani percorrerà un media di cinquecento chilometri per raggiungere la destinazione. Due italiani su tre, si diceva, partiranno nonostante l’emergenza pandemia non sia ancora finita e, a questa, si siano aggiunti i temi della guerra e del caro-vita, oltre alla siccità. Due estati fa solo un italiano su due aveva deciso di partire comunque.

Altra voce che registra aumenti pesanti è quella relativa all’alimentazione, “voce” indispensabile durante le vacanze: bar e ristoranti hanno ritoccato i listini. I bar del +4,6%, mentre i generi alimentari una media il 9,1%. Musei, parchi e giardini “costeranno” invece il 3,2% in più, mentre andare a cinema, teatro o concerti costerà il 2,3% in più. E per finire: nota dolente. Gli stabilimenti balneari: in base alle stime del Codacons, hanno applicato sul territorio rincari medi tra il 5% e il 15%, a seconda della località e della tipologia di struttura.

Se dico “Taranto”?

Meraviglie di una città con spiagge uniche al mondo

Città vecchia e Castello aragonese, Ponte girevole e Colonne doriche, Museo archeologico e ipogei, Museo spartano e delfini a vista. Infine, a tavola: riso patate e cozze, spaghetto ai frutti di mare, oppure un tubetto fagioli e cozze. E non è finita. Se vi sentiste persi, consultate le agenzie di viaggio o i siti più attrezzati. Troverete di tutto e di più. E buona permanenza

Foto Puglia.com

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Se dico “Taranto”. Purtroppo non è un gioco, ma una constatazione. Se non sei tarantino la prima cosa che ti viene in mente sono quei camini industriali che sfiorano i duecento metri d’altezza e sparano fumi caldi. Altra voce stonata nel dizionario dedicato alla Città dei Due mari: “Cozza tarantina”. Dicasi di mollusco contaminato da diossina. Non più tardi di qualche giorno fa si è registrato un sequestro di due tonnellate di cozze grazie all’intervento di Commissariato Borgo e Guardia costiera, insieme con personale dell’Asl. Inflitta una lezione a quanti screditano una città e quanti lavorano onestamente nel campo della mitilicoltura. Le cozze tarantine sono altre, sono quelle del Mar Piccolo, i cui semi crescono fra i citri, fonti sottomarine di acqua dolce che sbucano in mare e assegnano alla cozza tarantina un sapore non riproducibile altrove. Questa la vera cozza.

Ciò detto, se dico “Taranto”, di cosa parliamo? Non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Dunque, scopriamo insieme la bellezza della Città dei Due mari (e dei tre ponti…) e le sue meraviglie tanto da farne autorevolmente una delle città italiane più belle. Taranto, città unica, spiagge a go-go e aree costiere pregiate da scoprire, assieme a monumenti unici e paesaggi naturali che lasciano i turisti senza fiato.

Poco per volta, scopriamo Taranto. Cominciamo dalla Città vecchia, gli Stretti, da via Duomo alla cattedrale di San Cataldo, con le caratteristiche case dei pescatori affacciate sul porto. Una delle prime grandi suggestioni. Forse non è un caso che da queste parti siano venuti a girare più di un film o fiction televisive. Una normale passeggiata diventa una esperienza romantica. Dunque, il Duomo di San Cataldo, la più antica cattedrale di tutta la Puglia. Sbucando dalla Città vecchia in piazza Castello, davanti al Palazzo di Città, ecco il maniero che intitola quello spiazzo con alle spalle due enormi Colonne doriche, frutto di un tempio costruito nell’epoca della Magna Grecia. Il Castello Aragonese (detto anche Castel Sant’Angelo, come quello romano, il principio è simile) collega ‘U Burghe (Borgo Antico) con il Borgo Nuovo, la Città nuova, appena superato il Ponte girevole, altra caratteristica di questa città. Mai angolo fu più fotografato per inviare a tutto il mondo “Saluti da Taranto”.

Foto Puglia.com

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TARANTO, COME I CARAIBI…

Estate, tempo di mare. Una città immersa fra Due mari, ha una costa interminabile, superiore agli ottanta chilometri. Un suggerimento per quanti volessero fermarsi a Taranto per stendersi al sole di una nostra spiaggia o nuotare nelle sue “chiare, fresche, dolci acque”. Spiagge da sogno e angoli imperdibili. Acqua cristallina, fondali bassi, rendono la costa di Taranto e provincia meta ideale per chi ama il mare e odia lo stress. A una ventina di chilometri dalla città, Marina di Pulsano, a seguire Marina di Lizzano: uno scenario molto simile, fatto di dune, mare turchese e sabbia bianca. Non più di qualche tempo fa, un servizio fotografico realizzato da un’agenzia turistica fu “contrabbandato” come “Mare dei Caraibi”. Come a dire che le spiagge del Tarantino furono rivendute come caraibiche, attrattore di turisti destinate ad Antille e dintorni.

Qualche chilometro più avanti ed ecco Campomarino, macchia mediterranea e acqua magnifica. Ideale per nuotare, stendersi al sole, ma anche girare per botteghe di souvenir e piccoli, accoglienti locali. Ancora più “giù”, Punta Prosciutto, mentre per chi non ama molto spostarsi, a mezz’ora di motonave c’è l’Isola di San Pietro o andando verso la Basilicata, ma sempre in provincia di Taranto beninteso, Castellaneta Marina e Ginosa Marina: spiagge attrezzate, affollate per un turismo familiare.

Potremmo proseguire, ma proviamo a dare ancora qualche consiglio in tema di turismo. Se vi sentiste persi, consultate “Viagginews.com” e non vi sbagliate. Dunque, il MArTA, il Museo Archeologico Nazionale. Più di 200.000 reperti, dalla Preistoria al Medioevo raccontano non solo di Taranto e dintorni ma la storia dell’Italia intera.

Foto Taranto Capitale di Mare

Foto Taranto Capitale di Mare

CASTELLO ARAGONESE E…

Castello Aragonese e Ponte girevole. Entrambi simbolo di Taranto. Il Castello e la sua sagoma imponente, posta a protezione del Mar Piccolo, da secoli veglia sulla città difendendola dagli “attacchi”. La Cattedrale di San Cataldo. La principale chiesa di Taranto dedicata al patrono San Cataldo, di cui conserva le spoglie. È la cattedrale più antica della Puglia e si trova nel cuore della città vecchia, in Piazza Duomo.

La Città vecchia (o Borgo antico). Su quest’isola è nata Taranto più di 2700 anni fa e la storia è ancora perfettamente visibile negli ipogei, i palazzi nobiliari, le facciate delle chiese. Taranto Sotterranea. Il sottosuolo della Città vecchia è ricco di ipogei, grotte scavate nei millenni per estrarre materiale, creare luoghi di culto o di difesa, frantoi e tombe. A cinque metri sotto il livello del mare, quattro sale per circa ottocento metri quadrati interamente recuperate, ospitano l’unico museo dedicato agli spartani, fondatori di Taranto.

Le Isole Cheradi. Taranto ha 3 isolotti: San Paolo, San Pietro e San Nicolicchio (oramai scomparso). Gli antichi Greci chiamavano queste isole Elettridi perché dedicate a Elettra, la figlia del dio Poseidone e sorella di Taras, fondatore di Taranto. JDC Jonian Dolphin Conservation. Per chi volesse Se volesse trascorrere qualche ora in compagnia dei delfini, rispettandoli e contribuendo alla ricerca scientifica, a Taranto c’è il JDC Jonian Dolphin Conservation, un’associazione che si occupa di tutela del mare e dei cetacei. Partenza dal Molo Sant’Eligio (Città vecchia) per un’escursione in catamarano di circa sei ore.

Foto Puglia.com

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“A TAVOLA!”

Volete andare via da Taranto a stomaco vuoto? Non sia mai. Provate ad immaginare. Riso patate e cozze, una variante della paella di Valencia, oppure un classico spaghetto con le cozze e altri frutti di mare, oppure un tubetto fagioli e cozze. I tarantini le cozze le gratinano, le riempiono, le fanno in “impepata” o alla “puppitegna”, solo con pomodoro, aglio e prezzemolo.

La cucina di Taranto offre innumerevoli alternative. Tra i primi: le “chiancaredde”, orecchiette tarantine fatte in casa condite con pomodoro, basilico e pecorino. Tra i “secondi”, imperdibili, le bombette di carne ripiene (prosciutto, formaggio, verdure) e un panzerotto tarantino, un calzone molto simile a quello della tradizione di Napoli. Taranto vive di mare, quindi tra i secondi abbonda il pesce in zuppa, oppure in frittura, tra cui spicca il polpo, sovrano della cucina pugliese. Tra i dolci, se capitaste a Taranto nel periodo di Natale: le pettole di Santa Lucia (paste lievitate con zucchero). Tra i vini: Primitivo e Aleatico, nelle sere d’estate consigliabile il bianco frizzante di Lizzano.

Joof, fine di un sogno

Aveva trentacinque anni, è morto in una baracca a causa di un incendio

Ancora una vittima nel Foggiano. Salgono a dieci negli ultimi sei anni le vittime di quanti si rifugiano nella periferia. Impegnato nei campi, viveva fra quattro lamiere. «Fuggito da San Severo, a causa del “decreto Salvini”: non potendo rinnovare il permesso di soggiorno si è accampato nel ghetto», dice un sindacalista

«Sono fuggito dal mio Paese per fare una vita meno sofferta, fare un po’ di fortuna e far “salire” i miei familiari». Ci sembra di sentirlo, Joof Yusupha, trentacinquenne gambiano, morto nei giorni scorsi a Rignano Garganico a causa di un incendio che ha distrutto due baracche, incollate da uno sputo in quell’insediamento spontaneo di migranti ribattezzato “Torre Antonacci” (nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico). Rimasto intrappolato in una delle baracche esistenti, il corpo del giovane è stato rinvenuto carbonizzato. Joof, fine di un sogno.

Non è il primo episodio che si registra in Puglia, il decimo in provincia di Foggia nel giro di qualche anno. In quella cittadina ai bordi della Capitanata, dove spesso sentiamo storie di sfruttamento e intimidazioni malavitose, vivono migranti impiegati prevalentemente nei campi agricoli.

«E adesso chi glielo dirà ai suoi parenti?», diceva un suo compagno, anche lui accampato in quella baraccopoli provvisoria che non ha nemmeno lontanamente a che fare con una abitazione civile. Il giovane riflette a voce alta, a pochi metri da lui i vigili del fuoco e carabinieri. Distoglie lo sguardo dal corpo del suo compagno, una scena cui non si può assistere. Non si avvicina di più per prudenza, tante volte a qualcuno venisse in mente di chiedergli documenti e rispedirlo in patria, lo stesso Paese di Joof, il Gambia. Perché, come Joof, anche lui non ha i documenti in regola (nessun rinnovo del permesso di soggiorno a causa del cosiddetto “decreto sicurezza”). Il terrore dell’espulsione li avevano di fatto allontanati dalla città, spedendoli in periferia dove i controlli non sono così stringenti.

Foto: Rai

Foto: Rai

DAL GAMBIA ALLA BARACCA

In Gambia, il Paese dello sfortunato ragazzo morto nella baraccopoli, c’è ancora confusione politica. Regime totalitario per anni, poi elezioni che sovvertono il governo. Atto di forza del dittatore per riguadagnare il suo posto, infine un intervento militare che pone fine a disegni bellicosi. Ora, pare stiano un po’ più sereni, ma la fame, la mancanza di lavoro si avverte tutta, non c’è niente da fare. E allora, tanti Joof fuggono, si imbarcano, sperano di ritagliarsi uno straccio di vita.

Intanto, il connazionale di Joof, impegnato con lavori saltuari nei campi, in un colpo solo ha perso il suo amico e collega, e il giaciglio esposto ai quaranta gradi di una canicola estiva che in Puglia, proprio a Foggia, non conosce soste. Non facesse così caldo, scriveremmo che piove sul bagnato.

Le fiamme sarebbero state di natura accidentale. L’incendio potrebbe essere divampato a seguito di un corto circuito o a causa del malfunzionamento di una cucina di fortuna allestita nelle baracche.

Il superstite gambiano racconta ai primi giornalisti intervenuti sul posto cosa potrebbe essere accaduto. «Abbiamo aiutato noi a spegnere le fiamme – dice – nessuno di noi sapeva che nella baracca ci fosse il povero Joof: si sono accorti della sua presenza, il corpo carbonizzato, quando sono entrati alla ricerca di documenti». «Il mio connazionale – aggiunge – ha sempre vissuto nella baracca distrutta dall’incendio, come me lavorava tutti i giorni nei campi».

Foto: Il Messaggero

Foto: Il Messaggero

E’ BELLO ESSERE FELICI…

E pensare che un immigrato aveva inciso la frase “E’ bello essere felici” (“Is good to be happy”). Invece ecco l’ennesimo incendio nei ghetti della Capitanata, un altro morto nel giro degli ultimi sei anni. Due nel 2017, sempre a “Torretta Antonacci”; altri quattro tra il 2018 e il 2020 nel ghetto di “Borgo Mezzanone”, tra Foggia e Manfredonia; uno nel 2016 nel “Ghetto dei Bulgari” (in località “Pescia”); l’ultimo episodio, prima della morte di Joof, lo scorso 17 dicembre quando nel rogo della loro baracca nel ghetto di Stornara, muoiono due fratellini rom bulgari di quattro e due anni.

L’ultimo incendio assassino in piena notte, alle 4. Due le baracche interessate, dove vivevano in quattro, ma solo Joof è rimasto coinvolto. A rinvenirne il corpo fra quelle pareti di lamiera, si diceva, i vigili del fuoco.

Infine, la denuncia di Daniele Iacovelli, segretario provinciale della Flai-Cgil da tanti anni accanto a questi lavoratori. «Joof viveva a San Severo, poi a causa del “decreto Salvini” non è riuscito più a rinnovare il permesso di soggiorno ed è dovuto venire a vivere al ghetto in una baracca di lamiere. Ma come si fa a dormire là dentro con 40 gradi?».

Caldo-killer

La Puglia sfiora i 40 gradi

Due anziani turisti hanno perso la vita sulle spiagge del Salento. Nonostante i soccorsi solleciti, per i due uomini non c’è stato niente da fare. Ma l’ondata di calore non accenna a diminuire. In queste ore potrebbe registrarsi una nuova impennata della colonnina di mercurio

Lunedì, causa il caldo-killer, due anziani turisti hanno perso la vita su due spiagge del Salento. La calura che avvolge l’Italia e, in particolare, la Puglia non accenna a diminuire. Martedì, in Italia, su 27 città, 23 hanno registrato il bollino arancione. Ad altre due, Palermo e Perugia, è stato assegnato il bollino rosso, mentre Genova e Torino sono state segnalate come “gialle”. La situazione pare possa peggiorare mercoledì 29 e giovedì 30.

Colpa dell’anticiclone rovente, dicono, una cosa è certa: il nostro Paese è stretto nella morsa di un caldo torrido, africano diremmo con il dovuto rispetto per i nostri ragazzi che, sicuramente, hanno una maggiore resistenza se sottoposti ai raggi perpendicolari del sole.

La Puglia, insieme con Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Campania e parte della Sicilia (Catania e Messina) da arancioni passeranno a rosse nella giornata di mercoledì 29 giugno. Anche Sardegna, Lazio, Toscana e Calabria da arancioni diventerebbero rosse, restando nelle stesse condizioni anche giovedì 30. Massima allerta, si diceva, per Perugia e Palermo che sono e resteranno rosse per tutti e i tre giorni.

spiaggia-pittulongu-hdDUE VITTIME IN SPIAGGIA

Intanto ricordiamo che l’altro giorno, questa ondata di calco, ha fatto due vittime sulle spiagge salentine. Nei due casi si tratta di anziani turisti: il primo decesso lunedì alle 11,30 a Torre dell’Orso, su un tratto di spiaggia libera antistante lo specchio d’acqua conosciuto come le “Due Sorelle” (i due faraglioni). Il primo anziano che ha perso la vita, un settantunenne originario di Latina, arrivato in Salento per un periodo di vacanze. L’uomo che ad un tratto ha accusato un malore a causa del caldo, si è accasciato sulla sabbia quando la colonnina di mercurio aveva superato trentasei gradi. Il turista è stato immediatamente soccorso dai bagnanti che hanno assistito alla scena, allertando subito i soccorsi. Per l’uomo, apparso subito in condizioni gravi, poco dopo non c’è stato niente da fare.

Il secondo tragico epilogo ad Otranto, sulla spiaggia del Voi Alimini Resort. A perdere la vita un settantasettenne originario della provincia di Vicenza, ma residente da tempo in Piemonte. Non appena fatto il suo ingresso in acqua, l’uomo ha accusato un malore. Subito i bagnini della struttura si sono attivati per praticargli i primi soccorsi, del tutto inutili in quanto per l’anziano la situazione cardiaca era compromessa. All’arrivo tempestivo del 118, per il settantasettenne non c’era più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Otranto insieme ai militari della Guardia costiera.

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E’ bene ricordare che ad accusare i disagi maggiori in un periodo di così grande calura ed a subirne le tragiche conseguenze sono quasi sempre soggetti anziani e fragili. Secondo quanto affermato dal direttore del pronto soccorso del “Vito Fazzi”, intanto, pare che la Costa adriatica più frequentata non sia del tutto coperta dai presidi di ambulanze estive,

Martedì 28, la temperatura massima a Bari, per esempio, è stata di 37 gradi. Se Taranto ha raggiunto i 38 gradi, Foggia ha sfiorato i 40, Lecce i 39 e Barletta i 37. Mercoledì 29, le temperature dovrebbero oscillare fra i 36 e i 39 gradi, con l’eccezione di Brindisi che potrebbe fermarsi a 34.

M’illumino di Gilmour

Per tre giorni la facciata del Castello aragonese di Taranto ha “ospitato” i Pink Floyd

Videomapping ispirato al leggendario chitarrista e ai suoi compagni. “3D Pink Floyd: dalle porte dell’alba al muro”, il titolo dell’installazione. Autori Hermes Mangialardo e Valentina Iacovelli, una produzione esclusiva per Medimex. Poi David, Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright concedono il bis al MArTA

M’illumino di Gilmour. E non solo. Sere fa il Castello aragonese di Taranto ha offerto il suo affascinante profilo alle proiezioni di immagini e cartoon in movimento dei Pink Floyd per celebrare la formazione musicale più originale e più amata del pianeta.

Per tre giorni il videomapping ispirato ai Pink Floyd ha animato il Castello. “3D Pink Floyd: dalle porte dell’alba al muro”, è stato il titolo dell’installazione firmata da Hermes Mangialardo e a cura di Valentina Iacovelli, produzione Contempo in esclusiva per Medimex.

Bene ha fatto, dunque, il Medimex che ha promosso una serie di performance live, fra queste Nick Cave, inventandosi un Castello aragonese che per tre sere ha assunto i colori delle copertine dei dischi di Roger Waters (basso), Nick Mason (batteria) e Richard Wright (tastiere). Loro i fondatori, insieme con Syd Barrett, poco tempo dopo sostituito, prima provvisoriamente, poi a tempo pieno, da Gilmour, chitarrista e cantante della formazione più iconica di sempre. Quella di “The dark side of the moon”, appena meno di cinquanta milioni di copie vendute in tutto il mondo, album rimasto in classifica non sappiamo nemmeno quanti anni, considerando le generazioni che si sono avvicinate alle loro idee e ai loro suoni. Dopo il gruppo battezzato con due nomi dei più straordinari bluesman americani, nulla è stato come prima nella musica.

IMG-20220625-WA0148ANCHE IL MUSEO…

Non solo il Castello tinto coi colori dei Pinks. L’International festival & music conference promosso da Regione Puglia e realizzato da Puglia Sounds si è ripreso il suo posto al centro dell’estate, dopo il fermo di due anni di pandemia. Anche il museo archeologico nazionale MArTA di Taranto, con l’entusiastico benestare della direttrice Eva degl’Innocenti, ha aperto le sue sale ai Pink Floyd con una mostra a cura di Ono Arte Contemporanea, in anteprima nazionale, che ferma lo sguardo sul rapporto fra la band britannica e Studio Hipgnosis.

Fu proprio Studio Hipgnosis, grazie alle visioni di Storm Thorgerson e Aubrey Powell, a rendere visibile l’universo immaginifico dei Pink Floyd, realizzando alcune copertine di dischi poi passate alla storia. Loro la firma, per esempio, la mucca di “Atom heart mother”, come il prisma attraversato dalla luce di “Dark side of the moon”. A Taranto sono in esposizione cinquantacinque opere di grande formato, e pure i lavori preparatori che hanno portato alle copertine definitive.

E, ancora, non solo Pink Floyd. Nel Museo archelogico nazionale della Magna Grecia, spazio per altri lavori che Studio Hipgnosis ha realizzato per altri colossi della musica mondiale: Led Zeppelin, Peter Gabriel, Genesis e Rolling Stones. Il coronamento della celebrazione dei Pink Floyd, però, resta la declinazione artistica di Medimex, spintasi fino al Castello aragonese, sulla cui facciata è stata protagonista, si diceva, un’installazione visiva tridimensionale.