«Non abbiate più paura!»

Un bodyguard chiama i colleghi a raccolta per proteggere donne indifese

«Siamo duecento professionisti nel campo della sicurezza, offriamo la nostra scorta gratuitamente», dice Riccardo Guarneri, dopo quanto accaduto alla povera Giulia Tramontano. «Episodi così criminosi non devono più ripetersi, per l’ultimo appuntamento chiarificatore ci siamo noi, mettiamo a disposizione esperienza e professionalità»

Se ne parla e si continuerà a parlare (e scrivere) dell’omicidio di Giulia Tramontano, vittima incinta del folle gesto di un fidanzato che non ha avuto pietà per la ragazza e quella creatura che la giovane donna portava in grembo. Da giorni assistiamo a sipari e siparietti in tutte le salse, sulle tv nazionali e quelle locali, che invitano opinionisti, genitori che aprano e sostengano un dibattito. Inutile dire che molte trasmissioni estemporanee scimmiottano i canali Rai e Mediaset più collaudati. Si spettacolarizza il dolore. Qualcuno prova a spettinare i giochi, avanza un’ipotesi, generosa, interessante, a prima vista.

Non che l’imprenditore che ha lanciato l’idea, nobile, sia in malafede. Non vogliamo nemmeno pensarci, ma se a volte viene il dubbio che circoli gente che anche dal dolore intenda ricavarne vantaggi, la colpa è il più delle volte degli strumenti di comunicazione. Del fatto che farsi vedere in tv, raccontarla in modo astuto, aiuta a farsi un’immagine, a farsi pubblicità.

 

Foto Facebook

«NESSUNO VI FARA’ DEL MALE»

Ripetiamo, però, non è il caso di Riccardo Guarneri, che ha avuto un’idea sulla quale sarebbe il caso di riflettere. Del resto, Guarneri si sarà compenetrato nel dolore dei genitori della povera Giulia, si sarà perfino interrogato su cosa lui, personalmente, potesse fare per porre un freno alle violenze su ragazze che subiscono la violenza di compagni prepotenti.

«Siamo disposti ad un servizio gratuito per un “ultimo appuntamento”, un “incontro chiarificatore”, “vediamoci un’ultima volta”: offriamo i servizi di tutti i ragazzi della società gratuitamente per accompagnarvi a uno qualsiasi di questi incontri».

Guarnieri, responsabile per la società Cmp life and security, offre un servizio gratuito di accompagnamento: l’obiettivo è fare in modo che ragazze e donne, consapevoli dei rischi che potrebbero correre per una relazione finita o in procinto di terminare, affrontino il tema della separazione con maggiore serenità.

L’iniziativa lanciata Guarneri sui social, dopo aver fatto un giro di chiamate ad amici e alcune agenzie di security, scorta armata e accompagnamento, pare stia raccogliendo numerosi consensi. Guarnieri, trentasei anni nel campo della security, offre questo servizio gratuitamente, non vuole nulla in cambio.

 

 

«NON ESISTATE A CHIAMARCI»

L’uomo, una vita a proteggere i più deboli – riprende il sito Today – ha deciso di trasformare la sua rabbia per quell’orrendo crimine in qualcosa che possa impedirne altri, mettendoci la sua faccia e quella delle circa duecento persone che lavorano per le società che hanno aderito alla sua iniziativa: oltre a Cmp, Lele security srl e Mc10 enterprise group (tra Friuli e Veneto Orientale), comprese le località turistiche di Lignano, Bibione e Grado. Senza vincoli di orario o di date.

«Andremmo ovunque ci chiamino – basta chiedere, dice Guarneri – e noi ci mettiamo a disposizione. Siamo circa duecento e uno disponibile, potete starne certi, ci sarà sempre: le ragazze non si sentissero intimidite, ma se proprio avessero dubbi o paure a causa di un incontro chiarificatore, anche con qualcuno che conoscono da tanto – non si può mai sapere – non abbiano esitazione: ci chiamino pure».

A chi sui social, ma anche in una delle interviste rilasciate a radio, tv e giornali, Riccardo Guarneri risponde come risponderebbe un fratello maggiore, un papà, una persona di coscienza, con un cuore così grande: «Non voglio – dice – che episodi del genere possano ripetersi: una donna uccisa dal compagno, solo perché ha paura, sta legittimamente pensando che forse sarebbe meglio prendersi una pausa di riflessione, non deve più accadere!».

Forum in masseria

ll governo trasloca a Manduria, da Bruno Vespa (“Masseria Li Reni”)

Quattro giornate, con il confronto tra politica, economia e imprese. Fra gli ospiti, il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini. Fra i ministri: Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci, Raffaele Fitto e Gennaro Sangiuliano. Tra gli altri ospiti, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Completerà la serie di incontri, Giuseppe Conte, presidente dei Cinquestelle

 

La notizia era riportata da Dagospia, il sito di Roberto D’Agostino che in quanto a scoop non è secondo a nessuno. Si parla del governo e si viene a conoscenza che dall’8 al 12 giugno, l’esecutivo si trasferirà per la gioia dei pugliesi, e in particolare per la provincia ionica, a Manduria nella “Masseria Li Reni”, dimora ufficiale di Bruno Vespa.

Per l’inaugurazione dell’edizione 2023 del “Forum in Masseria”, arriverà il premier in persona, Giorgia Meloni (non nuova a blitz nella masseria del conduttore di “Porta a porta”). Tra le altre personalità attese, il vicepremier Matteo Salvini, dunque i ministri Francesco Lollobrigida, Raffaele Fitto, Guido Crosetto, Gennaro Sangiuliano, Adolfo Urso e Pichetto Fratin.

Come a dire che nell’accogliente Manduria, traslocherà l’intero esecutivo del governo. Sempre secondo quanto scritto da Dagospia, dietro a questa serie d’incontri in terra manduriana, ci sarebbe la regia di Vespa, che avrebbe suggerito alla Meloni di partecipare in massa all’evento. Un suggerimento che, nel caso fosse davvero avvenuto, è stato accolto in tutto e per tutto.

 

Fonte Instagram

 

IL GOVERNO IN PUGLIA

Il governo in Puglia, a Manduria, dunque. Ospite di Vespa dall’8 all’11 giugno della “Masseria Li Reni”, proprietà del conduttore di “Porta a porta”. Nella sua tenuta, già visitata dai vertici della politica italiana, e non solo, dedicherà quattro giornate al confronto tra politica, economia e imprese. Quarantatré in tutto, gli ospiti che si alterneranno negli otto incontri in fasce orarie diverse, con temi diversi. Ben otto i ministri fra gli invitati: il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, i ministri Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci, Raffaele Fitto e Gennaro Sangiuliano. Tra gli altri ospiti, anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Bari Antonio Decaro. A completare la serie di “faccia a faccia”, quello con Giuseppe Conte.

Quali i temi, i titoli che lancerà Vespa nella sua masseria manduriana. “Quale futuro per l’Italia? Quali le prospettive e le azioni da implementare per rendere l’Italia sempre più competitiva alla luce degli investimenti messi in campo con il Pnrr?”. Queste sono solo alcune delle domande a cui i ministri e gli esperti del settore dovranno rispondere nei dialoghi condotti dal popolare giornalista e volto televisivo.

Inaugurazione della rassegna, giovedì 8 giugno alle 19.00. Si comincia con un dialogo tra Giorgia Meloni e Bruno Vespa. Venerdì 9 giugno le nuove sfide del settore agricolo: il recupero di materia ed energia, lo sviluppo sostenibile, la promozione delle fonti rinnovabili, la digitalizzazione, la tracciabilità e lo sviluppo della logistica. Fra gli ospiti: Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Chiara Corbo, direttrice dell’Osservatorio smart agrifood politecnico di Milano, Dominga Cotarella, Ceo famiglia Cotarella e Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura. Nella seconda parte della giornata, si dibatterà sul tema: “Innovazione. Uguaglianza. Le parole chiave della missione salute del Pnrr”.

 

Fonte Masseria Li Reni website

 

ALL STARS

Fra quanti interverranno, Orazio Schillaci, ministro della Salute; Ornella Barra, direttrice operativa di Walgreens boots alliance; Valentino Confalone, Country president novartis Italia; Claudio Contini, Founder e Ceo digitalplatforms; Maria Bianca Farina, presidente Ania, Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

A seguire, alle 18.00: “La strategia italiana in un contesto geopolitico in cambiamento”. Interventi di Guido Crosetto, ministro della Difesa; Nunzia Ciardi, vice direttrice dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari; Michele Valensise, ambasciatore e presidente di Villa Vigoni.

Sabato 10 giugno: “L’impegno per la modernizzazione delle infrastrutture del Paese e per una mobilità sostenibile”. Tra gli invitati: Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Federica Brancaccio, presidente Ance; Antonio Decaro, presidente Anci; Fabrizio Di Amato, presidente Maire Tecnimont. Nel pomeriggio, dalle 13.00, riflettori su: “Rivoluzione verde e transizione ecologica: strategie da mettere in campo per invertire la rotta”. Hanno assicurato la loro presenza: Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia; Rosalba Giugni, presidente Marevivo onlus; Massimiliano Di Silvestre, presidente Bmw Italia; Emanuela Trentin, amministratrice delegata Siram Veolia.

 

Fonte Giorgia Meloni website

 

FINALE COL “BOTTO”

Domenica 11 giugno, ultima giornata dei lavori alla “Masseria Li Reni”. Un approfondimento sul tema del momento, il Pnrr, “Occasione per il rilancio del Sud e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese”.

Tra gli interventi: Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei; Emanuele Di Palma, presidente del consiglio di amministrazione Bcc di San Marzano di San Marzano di San Giuseppe; Stefano Distilli, presidente Cassa dottori commercialisti. A seguire, riflettori sulla cultura: “Investire nel comparto per il rilancio del Paese”, con Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura; Mario De Simoni, presidente Ales Spa; Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo.

Sempre domenica, alle 12.00, un’ultima riflessione sul Sistema Italia: “Coniugare investimenti, competenze e una nuova cultura aziendale per rendere attrattivo il nostro Paese nel mondo”, con Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy, e Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. La serie di appuntamenti si chiuderà alle 13.00 con il “faccia a faccia” fra presidente del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte e il padrone di casa, il giornalista Bruno Vespa.

«Vittima di aggressioni mafiose»

Parla una docente

Dopo l’episodio di Abbiategrasso, docenti e organi dalla parte del personale scolastico, assumono posizioni precise. «Vogliamo risposte e i dirigenti scolastici dalla nostra parte». «Ho chiamato la polizia, ma i colleghi mi hanno tolto il saluto: mi tocca fare domanda di trasferimento, ha vinto la violenza…»

 

Tre giorni fa, nella nostra rubrica “I Giorni”, uno degli spazi più cliccati e seguiti del sito Costruiamo Insieme, abbiamo scritto dell’aggressione ad Abbiategrasso con arma da taglio di un sedicenne ai danni di una professoressa. Ripetuti episodi simili al bullismo, successivamente licenziati dagli psichiatri che hanno provato a pronunciarsi sul comportamento del ragazzo come “disturbo paranoide”. Forse, e sottolineiamo forse, potrebbe finire tutto qui. Un responso che se non avesse un seguito, medico o disciplinare, potrebbe ripetersi. Con grave danno per gli insegnanti, i genitori del ragazzo e, arriviamo a dire, dello stesso ragazzo.

Episodio di Abbiategrasso a parte, non vorremmo passasse per accidentale momento di squilibrio ed autorizzasse qualcuno che sapendo di farla franca prova a mettere paura a un professore al solo scopo di giovarsi di un trattamento privilegiato rispetto al resto della classe.

 

 

TECNICA DELLA SCUOLA

La Redazione di www.tecnicadellascuola.it, subito dopo quanto accaduto nella scuola secondaria della cittadina in provincia di Milano, è tornata a raccogliere testimonianze di docenti che vivono più o meno nelle stesse condizioni dell’insegnate aggredita. Anche loro, bullizzati, minacciati, fatti oggetto di dispetti, gesti tali da provare a ridicolizzarli davanti al resto della classe facendo perdere loro, parliamo degli insegnanti, l’autorevolezza con la quale ricevono rispetto dagli studenti.  

Dunque, docenti offesi o aggrediti da genitori – perché anche questi hanno la loro fetta di colpe, e ci arriviamo… – e studenti. Dopo i diversi casi registrati nelle scuole italiane nelle ultime settimane, e dopo una delle dirette ad hoc allestite dalla redazione del sito “dalla parte del personale scolastico”, una docente ha dato testimonianza della propria recente esperienza denunciando i comportamenti aggressivi di una mamma.

«Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia – racconta la docente alla redazione – con un’utenza “mafiosa”: recentemente sono stata aggredita verbalmente e minacciata pesantemente da una mamma che pretendeva imboccassi la figlia durante la mensa. Premesso che è una scuola statale e, purtroppo, il dirigente scolastico anziché ostacolare lo strapotere di persone non del tutto corrette, quasi le favorisce con scelte quanto meno opinabili quasi fossero fatte per far stare sereno lui stesso, lasciando invece nella “fossa dei leoni” il docente, in questo caso la sottoscritta».

 

 

DAL NORD AL SUD

Caso raccapricciante, dunque, che accade in qualsiasi periferia, sia questa nel profondo Sud, come al Nord, dove si è registrato l’episodio più agghiacciante degli ultimi mesi. E, a proposito dell’aggressione di un genitore, la docente prosegue il suo racconto. «La settimana scorsa – documenta – il dirigente nonostante fosse venuto a conoscenza dell’accaduto, non ha mostrato interesse su quanto fosse successo. Premetto: nonostante avessi chiesto l’intervento delle forze dell’ordine; anzi, in tutta risposta, intorno mi è stata fatta terra bruciata togliendomi anche il saluto».

Ciò detto. «Spero che la domanda di trasferimento – conclude la docente aggredita verbalmente e minacciata – che ho fatto venga accolta, ma vorrei sapere comunque come fare per denunciare lo status quo nel quale versa questa scuola».

Redazione e sito, rispondono su come possano difendersi i docenti, quali strumenti hanno a disposizione una volta aggrediti, e quali sentenze sono state espresse in materia di vessazioni.

 

 

COME REAGIRE

Questa la risposta. Con la nota del 17 febbraio scorso a firma del Capo Dipartimento, Carmela Palumbo, vengono fornite le istruzioni pratiche per consentire al personale della scuola di chiedere (ed eventualmente ottenere) il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato nel caso in cui siano oggetto di episodi di violenza da parte di studenti o genitori.

Il provvedimento è stato annunciato dal “Ministero dell’Istruzione e del Merito” Giuseppe Valditara con un comunicato: «Sarò sempre dalla parte degli insegnanti aggrediti – ha dichiarato – in quanto la nostra priorità è riportare responsabilità, serenità e rispetto nelle scuole». A ciò aggiungiamo che nei giorni scorsi, Valditara presente a Milano per ragioni istituzionali, non appena appresa la notizia dell’aggressione a colpi di armi da taglio, con la sua scorta si è subito diretto nella scuola secondaria di Abbiategrasso per esprimere vicinanza e solidarietà al corpo docente e al personale scolastico.

Resta da capire, però, puntualizza www.tecnicadellscuola.it, in quali casi i docenti possono avvalersi di questa difesa; cosa bisogna fare per farne richiesta; si parla di violenza fisica o anche verbale? A quali eventualità si riferisce il documento di Valditara?

Domande alle quali il Ministero, attraverso portavoce e documenti, potrà rispondere in questi giorni. L’impegno da parte del ministro, c’è stato. Ora è necessario dare seguito all’impegno manifestato davanti agli organi di informazione perché episodi di aggressioni, non solo fisiche, ma anche verbali, non debbano ripetersi, ponendo a questi quantomeno un limite.

Sedicenne accoltella insegnante

Episodio violento in una scuola secondaria di Abbiategrasso

Un ragazzo turbolento, ma non violento, assicurano i compagni. Lo studente avrebbe prima minacciato, poi sferrato un paio di fendenti all’indirizzo di una professoressa trasportata in ospedale. La docente aveva reclamato le scuse per una serie di dispetti che avevano avuto il solo scopo di distrarre la classe. I medici del “San Paolo” avrebbero riscontrato nel ragazzo un disturbo paranoide

 

La notizia, riportata da tutte le agenzie giornalistiche, radio, tv e siti dei più importanti quotidiani, lascia interdetti per la brutalità dell’episodio registrato in un’aula scolastica. Negli Stati Uniti, accoltellamenti, sparatorie e in alcuni casi anche episodi finiti nel sangue con decine di vittime. In Italia, fortunatamente gli episodi di violenza e bullismo sono fortemente contenuti, ma a volte sfuggono alla logica di un insegnante (unico strumento punitivo una nota) o di un genitore (che si stupisce su quanto accaduto).

Dunque, tutto accade durante una normale mattinata fatta di lezioni. Sì, disturbate dalle solite battutine, talvolta insopportabili e sulle quali gli insegnanti – per il quieto vivere e non dover affrontare genitori indulgenti con i propri figli – sorvolano, ma niente lasciava presagire quanto, invece, accaduto in un istituto di secondo grado di Abbiategrasso, in provincia di Milano, dove un ragazzo di sedici anni ha aggredito con un’arma da taglio una professoressa. Stando alle prime informazioni, la donna sarebbe stata colpita ad un braccio e alla testa. Per fortuna senza gravi conseguenze, anche se la paura, fra insegnanti e studenti, è stata tanta.

 

 

EPISODIO SCIOCCANTE

La donna, in evidente stato di choc, è stata condotta in ospedale in codice giallo. Il ragazzo, sedici anni, prima di essere successivamente bloccato dai carabinieri, allertati da una telefonata, aveva anche minacciato i compagni di scuola con una pistola finta.

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a Milano per un evento, ha definito l’episodio “inquietante” l’accaduto recandosi personalmente nella scuola di Abbiategrasso. «Dopo l’esperienza del Covid gli episodi di bullismo si stanno moltiplicando – ha dichiarato Valditara all’agenzia Ansa – proprio perché si è interrotta quella relazione interpersonale che è fondamentale nello sviluppo educativo». Una volta ad Abbiategrasso, ha espresso «solidarietà alla docente aggredita e anche per lanciare il segnale che lo Stato, il ministro dell’istruzione e il governo più in generale, sono vicini a tutti gli insegnanti e a tutto il personale della scuola quando questi, nell’adempimento delle loro funzioni, vengono aggrediti».

«Non sapevo che mio figlio avesse preso sei note disciplinari solo quest’anno», ha dichiarato il padre del giovane aggressore, trasferito e assistito dai medici nell’ospedale San Paolo di Milano. Note disciplinari ricorrenti, anche severe, ma che alla fine spiegano poco di quell’inaudito episodio di violenza.

 

 

NON ERA VIOLENTO, DICONO

Cosa facesse il giovane aggressore, però, prima, durante e dopo le ore di lezione, era noto a tutta la classe. E anche agli insegnanti che, spesso, ne parlavano fra loro. All’origine di quelle note, scherzi sciocchi allo scopo di arrecare disturbo alla classe, provocando in qualcuno sì risate, ma anche tanta confusione così da non consentire il regolare svolgimento delle lezioni.

I compagni, che cercano di tenersi alla larga, definiscono quegli episodi come  “dispetti”. Fra gli episodi ricorrenti, staccare la spina della lavagna elettronica, interrompendo le lezioni; uno spray puzzolente usato in aula, allo scopo di far perdere tempo. Quel giorno la classe ha dovuto trovare un’altra stanza per far lezione.

 

 

VOLEVA EVITARE LA BOCCIATURA

Carattere turbolento, ma non violento, fino a quando la testa del ragazzo ha cominciato ad escogitare, presumibilmente un piano per evitare la bocciatura: la minaccia. Così, come ha scritto il Corriere della sera nella sua edizione milanese, il ragazzo si è presentato a scuola con un coltellaccio: il cinque in condotta, che insieme ad un pessimo voto preso nei giorni scorsi, rischiava a una bocciatura, ha scatenato la peggiore delle soluzioni che potessero balenare nella mente di un ragazzo evidentemente sopra le righe rispetto al resto della classe.

Nella stessa mattinata di lunedì, condotto in ospedale in ambulanza, seguito da una pattuglia dei carabinieri, il sedicenne viene medicato dal personale ospedaliero. I medici gli curano le ferite alla testa, che si è provocato da solo, probabilmente con la stessa arma da taglio (un coltellaccio, ha scritto qualcuno) usata nell’aggressione. Stando alle prime informazioni, i medici del San Paolo avrebbero riscontrato nel ragazzo un disturbo paranoide.

Semplicemente la migliore…

Addio a Tina Turner, ottantatré anni, “Simply the best”

E’ stata (e resta) la regina del rock’n’roll. Una vita fatta di vessazioni, un marito violento, fino alla separazione. Poi il successo personale, riparte da zero. Vende duecento milioni di dischi, si ammala. Un trapianto di rene, uno spicchio di serenità, il commiato da quanti l’amarono

 

E’ morta la regina, viva la regina. E’ scomparsa Tina Turner, una leggenda del rock’n’roll. Aveva 83 anni, ci ha lasciati dopo una lunga malattia nella sua casa vicina a Zurigo, in Svizzera. Tina , fra le tante cantanti, interpreti, performer come si dice di questi tempi, era stata la più grande. Una voce unica, graffiante, fra black e pop da alta classifica.

Ann Mae Bullock, questo il suo vero nome, nata a Nutbush (ricordate l’hit “Natbush city limits”?), nel Tennessee, lascia il mondo dopo che un film biografico, due musical, autobiografie e canzoni indimenticabili, tanto da consegnarla alla leggenda.

Qualche anno fa, suo figlio Craig, avuto quasi adolescente da una relazione precedente a quella drammatica con Ike Turner, si è suicidato a 59 anni. Ultima mazzata di una vita piena di drammi: Ike Turner, il marito con cui aveva messo in piedi una band che è stata determinante per la nascita del rock’n’roll e che l’ha resa famosa, si rivelò un uomo violento, una sorta di schiavista domestico, che, nonostante il clamoroso successo di brani come “Proud Mary”, “Nutbush city limits” e “River deep mountain high”, trasformò la vita di Tina in un incubo, scrisse l’agenzia giornalistica Ansa.

 

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LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

Una carriera, quella della grande Tina, che comincia con un rapporto a dir poco tempestoso con Ike Turner, musicista del quale si era perdutamente innamorata fino ad annientarsi. L’uomo, fondatore del gruppo Ike & Tina Turner, fu abbandonato nel ’76. Una separazione finita in tribunale, perché Ike picchiava Tina, la tradiva, fino ad annientarla. Fino ad assumere un avvocato e presentarsi davanti a un giudice piena di lividi, il naso gonfio, un occhio nero, un labbro rotto. Picchiata, bastonata come fosse qualcosa di sua proprietà. Lei avrebbe dovuto solo obbedire. Invece, si ribellò e confessò: «Mi diceva “Sei mie e di te ne faccio quello che voglio!”».

Riuscì a liberarsi, a fuggire da quell’incubo, senza un dollaro, ma con in tasca quel cognome che lei aveva reso celebre. Riprese il suo cammino con “Let’s Stay Together” di Al Green, cui fecero seguito “Private Dancer”, “What’s Love Got To Do With It” e “The Best”, un successo dietro l’altro fino a raggiungere duecento milioni di copie vendute. Dunque, concerti, Grammy Award, il Kennedy Center Honors, i tributi di splendide colleghe e  ruoli al cinema, come l’Acid Queen di “Tommy” e la Aunty Entity di “Mad Max” (splendida la colonna sonora, con il brano “We Don’t Need Another Hero”).

Diventata cittadina svizzera, si era sposata con Erwin Bach, un uomo più giovane di lei. Quando sembrava che potesse vivere serenamente il resto della sua vita, ecco un altro dramma (non il solo…): un ictus, un tumore all’intestino, una grave insufficienza renale. Una sciagura dietro l’altra, tanto che la grande star aveva ammesso di aver pensato anche al suicidio assistito.

 

 

«UNA VITA DI VERGOGNA»

Il marito le ha donato un rene, dandole qualche anno di una vita serena. Così, come ricorda l’Ansa, definendola “la donna che visse tre volte”, riprendendo un titolo di Hitchcock (Ike, la carriera come Tina e il rene…), la grande artista non c’è più, anche se resterà la regina del rock’n’roll.

«Ho vissuto una vita piena di vergogna – aveva raccontato la Turner nel suo film-documento – e ho cercato un modo di convivere con questa vergogna; dovetti fuggire tra auto che mi sfrecciavano accanto».

La decisione però di divorziare arriva solo nel ’76. Prima di arrivare a quel punto, la cantante aveva provato anche a farla finita ingoiando decine di pasticche di sonnifero. Un gesto, fortunatamente non andato a “buon fine”.

Negli Anni Ottanta rifiorisce. Nel 1984 pubblica l’album “Private Dancer” e nel 1993 esce il film autobiografico “What’s Love Got to Do With It” con Angela Bassett nei panni di Tina e Laurence Fishburne nei panni di Ike.