«Apro un bistrot…»

Giorgia ha deciso di investire in un locale salentino

A breve, a Galatina, nel centro storico, l’inaugurazione. Intanto è iniziata la ricerca dello chef. La cantante è alla ricerca di un professionista «deve avere talento e passione». E soprattutto esperienza per unirsi all’elegante struttura nella quale la faranno da padrona cucina, vini del territorio e ottima musica

 

Dici Giorgia, pensi a uno dei più grandi successi di Ray Charles, va bene, ma a noi vengono in mente canzoni interpretate da una delle più belle voci della canzone italiana: Come saprei, E poi, Di sole e d’azzurro, Girasole, Strano il mio destino, Gocce di memoria, e tante altre ancora. Fra Ray Charles e il nome Giorgia, c’è in qualche modo una certa attinenza, ma questa è un’altra storia. E se ci sarà spazio, ne scriveremo.

Dunque, perché Giorgia. Perché la stella del pop italiano, come altri artisti, produttori, personaggi dell’alta finanza, ha deciso di investire in una attività in Puglia. Infatti, dopo aver registrato il suo personale successo come brillante presentatrice dell’ultima edizione di X Factor e aver annunciato la partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, ha deciso di investire nella ristorazione aprendo a breve un bistrot a galatina, nel cuore del in Salento.

 

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GIORGIA, COLPO DI TACCO

Che fosse innamorata del Tacco d’Italia era cosa risaputa, visto che sono anni che insieme con la sua famiglia fa lunghe vacanze da queste parti. Stavolta, però, ha deciso di compiere un passo ancora più importante e spendersi per una terra che, ormai, considera a ragione la sua seconda casa: un attrattore per quanti amano la cucina pugliese con particolare attenzione rivolta alle “tentazioni” salentine.

In questi giorni sono apparsi articoli su Repubblica (edizione di Bari), Nuovo Quotidiano di Puglia, Gambero Rosso e altri siti che hanno ripreso la notizia. Non è ancora nota, come scrive Repubblica, la data di inaugurazione non è ancora nota, ma la macchina organizzativa è bene avviata. Giorgia ha scelto i locali, già in ristrutturazione. Già postati, come accade in questi casi, gli annunci per la ricerca di chef e personale. Per la figura centrale del bistrot, Giorgia non fa giri di parole. Vuole un professionista che abbia «talento e passione», esperienza per unirsi all’elegante struttura di prossima apertura nel suggestivo centro storico di Galatina.

Stando alle prime notizie che trapelano in questi giorni, il locale, la cui collocazione è nel centro della cittadina salentina, sorgerà accanto a Palazzo Baldi, manufatto storico che risale al 1500 e oggi diventato un albergo stellato.

Secondo il Nuovo Quotidiano di Puglia, il locale di Giorgia non dovrebbe essere il classico bistro, bensì «un locale moderno dove la cucina salentina e i vini pugliesi la faranno da padrone e si uniranno all’esperienza musicale». Un’occasione che potrebbe convogliare in questo accogliente angolo di Puglia, colleghi e comunque artisti interessati alla tavola pugliese.

 

 

GAMBERO ROSSO, SUGGERISCE

In coda, infine, gli autorevoli suggerimenti del Gambero Rosso. Il bistrot di Giorgia, va ad arricchire già il parterre di locali presenti a Galatina. Ma, attenzione, scrive il sito, «se dopo un bicchiere di buon vino e un aperitivo al bistrot ci si vuole dedicare a una pizza, allora la tappa è da “Tipozero”, la pizzeria di Samuel Facecchia, sempre, nel centro storico della città. Se, invece, ci si vuole concedere un dolce si può fare un salto da “Eros Bar”, sempre nel centro di Galatina accanto alla chiesa di San Pietro, dove assaggiare il tipico pasticciotto salentino, anche nella versione “tipicciotto”, con grano autoctono».

Prima di chiudere, la curiosità a cui alludevamo all’inizio: Ray Charles-Giorgia. Figlia di Elsa Giordano e del cantante e musicista Giulio Todrani, fondatore del duo canoro Juli & Julie e del gruppo soul e rhythm and blues “Vorrei la pelle nera”, papà Giulio decise di chiamare la sua piccola proprio Giorgia, in onore a “Georgia on my mind”, uno dei cavalli di battaglia dell’immenso Ray Charles.

Un dramma dopo l’altro

Venti migranti dispersi, un attentato e l’arresto di una giornalista italiana

Il nuovo anno non si presenta nel migliore dei modi. A largo di Lampedusa un “barchino” si inabissa, venti migranti dispersi, salvi sei persone e un bimbo. Un ex militare americano si lancia a bordo di un mezzo e compie una strage (quattordici finora le vittime accertate). Infine, in Iran una cronista è reclusa dallo scorso 19 dicembre. Si fa il possibile per ricondurla in Italia

 

Non una, ma più storie, a sfondo drammatico si intrecciano fra loro. Il 2025 si apre con una tragedia, un film già visto, come l’affondamento a largo di Lampedusa di un barcone con a bordo numerosi extracomunitari alla ricerca di una vita migliore. E poi, fine 2024, l’arresto di Cecilia Sala, la giornalista italiana fermata a Teheran lo scorso 19 dicembre per aver “violato la legge della Repubblica islamica”, secondo il governo iraniano. E, ancora, altra tragedia, fine anno, New Orleans: un uomo, ex militare americano, a bordo di un’auto si lancia sulla folla ammazzando almeno quattordici persone e ferendone decine, la matrice secondo agenzie americane sarebbe di matrice terroristica. Ci sarebbero altri fatti, ma questi, per lo spazio di cui disponiamo, bastano e avanzano.

Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata in Iran il mese scorso, ha rivelato alla sua famiglia le condizioni in cui è detenuta. Vive in isolamento, non vede nessuno, neppure le guardie che la terrebbero sotto controllo. Gli alimenti le vengono somministrati attraverso una fessura dalla porta d’accesso alla sua cella. Non dispone di alcun materasso, ma solo due coperte: la prima le serve da appoggiare a terra, per dormire, la seconda per ripararsi dal freddo.

 

 

LE AGENZIE DI STAMPA

Fra le ultime notizie diffuse dalle agenzie giornalistiche italiane, fra queste l’Ansa, non corrisponderebbe al vero la notizia secondo la quale la giornalista avrebbe ricevuto generi alimentari, prodotti per l’igiene e libri, che non avrebbe potuto leggere avendole sequestrato gli occhiali da vista.

I genitori di Cecilia, in costante contatto con la figlia, descrivono la figlia molto provata, che ha ripetuto loro che “occorre fare molta fretta”. Cecilia Sala è in isolamento completo da poco più di due settimane nel penitenziario di Evin, nella periferia della capitale iraniana.

Finora Cecilia ha incontrato solo l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per una mezz’ora. Secondo notizie diffuse dal sito, “la cella d’isolamento è un sistema di detenzione usato per punire i detenuti: non vedere nessuno per periodi di tempo prolungati genera sofferenza, ansia e una forte sensazione di disagio. Questo tipo di detenzione, vale a dire in regime di isolamento, rappresenta da tempo immemore uno strumento di pressione psicologica sui prigionieri. Dalla vicenda si attendono sviluppi a breve, in quanto i vertici del governo in queste ore hanno convocato l’ambasciatore dell’Iran in Italia.

 

 

USA NEL PANICO, ATTENTATO

Fino a ieri sera, il bilancio era di quattordici morti con un numero elevato di feriti. Il presidente americano Joe Biden conferma, che Shamsud-Din Bahar Jabbar, ex militare Usa, responsabile dell’attacco in pieno centro a New Orleans, era “cittadino americano, aveva prestato servizio nell’esercito Usa ed era stato nella riserva fino a qualche anno fa”.

Biden ha inoltre aggiunto che l’autore della strage sarebbe stato “ispirato dall’Isis e che gli investigatori continueranno a cercare qualsiasi connessione o complice: le forze dell’ordine stanno indagando se l’attacco col pick-up a New Orleans è collegato in qualche modo all’esplosione di un Tesla Cybertruck davanti al Trump Hotel a Las Vegas, che ha causato la morte di una persona”.

Fra le notizie, la diffusione di un video da parte di Jabbar in cui fa riferimento al suo divorzio. Pare che inizialmente avesse pianificato di riunire la sua famiglia per una “festa” con l’intenzione di ucciderli. Questo è quanto dichiarato da due funzionari informati sulle registrazioni.

 

 

VENTI DISPERSI, CI RISIAMO

Infine, ma non minore per importanza, ma solo rispettare la cronologia degli episodi, l’incidente in mare del “barchino” che una volta inclinatosi avrebbe rovesciato in mare decine di migranti. Venti i dispersi, fra questi un bambino. Stando a un ricostruzione svolta nelle ultime ore, una ventina di persone sarebbe caduta in mare. Tutto questo, a circa 20 miglia dalle coste libiche.

Sei migranti adulti (due siriani, due sudanesi, due egiziani) hanno dato la loro versione dei fatti. Il “barchino” salpato dalla costa libica, lunedì sera, per giungere a Lampedusa con i sette migranti superstiti al naufragio (fra questi, un bimbo siriano di otto anni).

Dopo che il “barchino” di circa metri è salpato, dopo circa quattro ore di mare aperto, ha cominciato a imbarcare acqua. E’ stato in quel momento che le ventisette persone a bordo, hanno cominciato ad agitarsi. “Non abbiamo capito più niente, eravamo tutti in preda al terrore; la barca si è inclinata e molti sono caduti in acqua”. Venti le persone finite in acqua, fra queste: cinque donne e tre minori. Con aereo è stata pattugliata l’area. L’esito, purtroppo, si è rivelato negativo. I superstiti si allontanati velocemente a causa di una forte corrente del mare. E’ quanto i sei uomini superstiti e un bimbo di otto anni, hanno confermato anche una volta a bordo del traghetto di linea che li ha sbarcati a Porto Empedocle.

Capodanno, non solo Cenone

I fatti del 2024, italiani a tavola, il tempo

Abbiamo fatto un breve passo indietro. La cronaca che ha scandito l’anno appena archiviato. Dall’attacco di Istraele al ferimento di Tump durante la campagna elettorale. La notizia più letta, secondo l’agenzia giornalistica Ansa, l’alluvione di Valencia. Rispetto allo scorso San Silvestro, clima migliore, niente pioggia, temperature sopportabili. Un primato: la scorsa estate è stata la più calda in assoluto

 

Capodanno, uguale Cenone. Potremmo fare un elenco di menù e cifre, e magari lo faremo anche, ma solo per dare un tocco leggero a una riflessione sull’anno appena finito fra un brindisi, tanti, e un botto, pochi rispetto alla recente media.

L’ideale, in questi casi, è una ricognizione fra le notizie che hanno scandito nel bene e nel male un anno finito in archivio, senza lodi e senza infamia per molti. Senza un guizzo, atteso ma non troppo, da una minoranza. Non la buttiamo, insomma, in caciara – come direbbeo nella capitale – anche perché Destra e Sinistra, mai come in questo periodo, non sembrano poi così distanti anni-luce come un tempo. Farsi un’idea rispetto a quanto detto dai politici, da chi governa a chi sta all’opposizione, mai come in questo periodo è operazione complicata, se non impossibile. Così, prima di addentrarci in una disamina, facciamo questa “benedetta” (perché ci dà modo di svicolare eventuali considerazioni) cernita di notizie che, in qualche modo, hanno scandito il 2024.

Dunque, inutile girarci attorno, ce lo ricorda l’agenzia giornalistica italiana più autorevole, l’Ansa, è stato l’alluvione di Valencia ad essere l’argomento più seguito, con quella scia di danni e sangue. Una città letteralmente invasa dall’acqua. C’è poi l’attentato a Donald Trump, nel corso di una campagna elettorale molto chiacchierata, a seguire  l’attacco dell’Iran a Israele, la storia dell’ingegnere congolese che ha chiamato il suo quarto figlio come il primario dell’equipe di medici italiani che gli ha salvato la vita.

 

 

I FATTI, UNO DOPO L’ALTRO

Martedì 12 marzo – Storia a lieto fine con Bufole Mugisho, operato per un tumore al cervello. Operazione perfettamente riuscita, il caso dovrà essere ottenuto sotto osservazione, intanto il paziente chiama il suo quarto figlio come il chirurgo che lo aveva operato.

Sabato 13 aprile – Attacco a Israele da parte dell’Iran. La reazione sarebbe stata la ritorsione al bombardamento del Consolato iraniano a Damasco.

Giovedì 11 luglio – Giacomo Bozzoli, latitante, dopo la condanna definitiva all’ergastolo per l’omicidio dello zio, viene tratto in arresto. Non era fuggito all’estero come si pensava in un primo momento, ma a casa sua. I carabinieri durante la perquisizione della villa nel Bresciano trovano l’uomo nel cassettone del letto matrimoniale.

Sabato 13 luglio – L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, candidato per il Partito repubblicano resta ferito ad un orecchio durante un comizio elettorale, soccorso, scortato e accompagnato nel più vicino ospedale: le sue condizioni non risultano critiche.

Giovedì 1 agosto – Olimpiadi di Parigi. Angela Carini si rifiuta di affrontare il match contro la pugile “iper-androgina” algerina Imane Khelif. L’atleta napoletana si inginocchia al centro del ring e piange. Fioccano critiche polemiche, l’incontro finito sul nascere diventa anche un caso politico.

Martedì 29 ottobre – Un violento alluvione si abbatte su diverse città della Spagna, la più colpita è Valencia, che conta decine di morti. Aveva tenuto incollati ai notiziari milioni di persone quanto era stato riportato in un primo momento da alcune agenzie: il parcheggio di un centro commerciale che avrebbe bloccato centinaia di persone: allarme infondato.

 

 

ITALIANI, A TAVOLA!

E veniamo alla spesa e al Cenone. Gli italiani, secondo la stima del Centro Studi Confcooperative, avrebbero speso 2,3 miliardi per sedersi a tavola, ieri, giorno di San Silvestro. Pare siano stati spesi cento  milioni in più rispetto allo scorso anno e ben 350 milioni in più prima del Covid. Secondo lo studio, l’aumento della spesa sarebbe stato “condizionato” più che da una maggiore propensione agli acquisti, dal caro vita.

Per molti italiani è stata una festa votata alla spending review, vale a dire un processo teso a migliorare l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica. Un italiano su due avrebbe atteso la mezzanotte in casa, propria o di amici o parenti; tre su dieci, stando sempre allo studio compiuto da Confcooperative, hanno brindato all’ingresso del 2025 in viaggio, mentre e due su dieci hanno trascorso la serata in cenoni organizzati da ristoranti e hotel.

 

BEL TEMPO SI SPERA

Infine, un po’ di meteo. Un anno fa San Silvestro si era presentato con piogge sparse, al Centro-Nord e in Campania. Ieri, in buona parte dell’Italia, la vigilia sarebbe stata asciutta e serena. Nei prossimi giorni, alta pressione, ma anche stabilità, ristagno di inquinanti e nebbie in pianura. Dopo giornate con buona visibilità, si prevede peggioramento in val Padana e nelle valli del Centro con presenza di nebbie notturne a tratti anche fitte.

Il brindisi di mezzanotte a Torino ha fatto registrare 1°C. Milano, Bologna e Venezia, invece, nottata in compagnia della nebbia e 2-3°C; Firenze 4°C, Roma 7°C, Napoli foschia e 9°C; per concludere, Cagliari cielo grigio e 12°C. Nel resto d’Italia, 3 gradi a L’Aquila, 7°C Bari, 11°C a Reggio Calabria, Catania e Palermo. Il 2024 si è chiuso, però, con un primato: è stato l’anno più caldo della storia.