Francesco e Davide, in tour per l’Italia a bordo di un furgoncino
«Soci per la tavola!», dicono i due giovani imprenditori. A partire da marzo gireranno l’Italia. Porteranno a domicilio le bontà del nostro territorio. «Aprire un altro locale era scontato, così abbiamo pensato di ribaltare il concetto: invece di aspettare i turisti, andiamo a trovarli a casa»
«Aprire un altro locale per diventare uno dei tanti punti di ritrovo di una Bari, sicuramente laboriosa, ma che non prova a proporre qualità originale, proprio no; da qui la scelta di scommettere su un progetto e andare in giro per il nostro Paese, un’Italia che spesso ama trasferirsi in Puglia, per tuffarsi nella nostra gastronomia che non teme confronti e poi tornare a casa: noi, invece, i nostri prodotti, quelli pugliesi, che fanno leccare i baffi al solo guardarli, abbiamo deciso di portarli a domicilio: a casa loro, meglio, sulla loro tavola!».
Questo, in sintesi, il messaggio che due amici, soci per la tavola, Francesco e Davide, hanno consegnato a Benedetta De Falco, che nei giorni scorsi ha realizzato un ampio servizio sui “due ragazzi in tour” sulle pagine di Repubblica.
«UN NUOVO PORTA A PORTA»
Quei sapori di una Puglia che ribalta il concetto, e prima ancora di ricevere visite dei turisti, impacchetta tutte le bontà esistenti dalle nostre parti e le esporta. Una esportazione territoriale, dalla Puglia nel resto d’Italia. Alla maniera dei vecchi, adorabili ambulanti che, però, non disponevano degli strumenti e dei comfort di cui Francesco e Davide hanno dotato il loro furgoncino “Citroen”. Francesco, che di cognome fa Giacchetta, ha una solida esperienza in fatto di ristorazione: suo il locale di Bari vecchia nel quale serviva carne in tutte le salse. Insieme con Davide, che di cognome fa Giacchetta, sul furgone con il quale circolerà in tutta Italia, esporrà quell’invitante “caciocavallo impiccato” da stendere sulla bruschetta di Altamura. «E’ la morte sua», dice spiritosamente chi ha già gradito i prodotti della Casa, usando uno degli idiomi più gettonati da queste parti. Il senso, per chi non avesse afferrato il concetto, è che non c’è bontà superiore se non quella che hanno messo a punto i due soci passando dalla teoria alla pratica.
Su una lavagnetta esposta all’esterno del mezzo con il quale si sposteranno per il resto d’Italia, come da antica tradizione (quella delle sagre di paese, per intendersi) il menù. “Schiacciata” di Laterza cotta a terra in forno farcita con caciocavallo, mortadella di suino nero o capocollo, “bombette” servite in un panino ai cinque cereali.

Photograph by Davide Weber / Hans Lucas.
Photographie de Davide Weber / Hans Lucas.
«UNA SCELTA MEDITATA»
Dietro ad una scelta sommaria, c’è una storia. Quella di Davide, raccontata a Repubblica. «La vita d’ufficio non ha mai fatto per me – spiega – tanto che frequentavo corsi di cucina per perfezionare quella che era la mia indole; sì, volevo inseguire un sogno, quello a cui ho sempre aspirato e, certamente, non perché influenzato dai cook-show televisivi: cucinare, mettere a disposizione di quanti amano la tavola, la mia conoscenza in fatto di pietanze; i fornelli non hanno mai avuto segreti per me. Dunque, passando dall’ufficio alla manutenzione di case popolari, un’agenzia di assicurazioni fino all’attività di casalinghi di proprietà dei miei genitori».
Francesco, invece, oltre alla sua esperienza in un esercizio commerciale, fra i due è anche l’artista del duo, allargato a quartetto (della società fanno parte altri due elementi). Un complesso, praticamente. «Mi diletto nel suonare strumenti a fiato – conferma – non è detto che durante il tour non ci si possa anche fermare e suonare, la musica è un attrattore da non sottovalutare: siamo organizzati anche per questo, abbiamo un generatore che oltre ad assistere le bontà che custodiamo nel furgone, all’occorrenza può tornarci utile per attaccare un impianto di amplificazione, hai visto mai?».

E’ andato via con la stessa discrezione con cui ha gestito il suo pontificato, tracciando nei suoi interventi talvolta anche severi linee-guida in momenti in cui la fede sembrava come si stesse disorientando. Benedetto XVI, fra i meriti, ha avuto di sicuro quello di richiamare a sé i fedeli, per poi consegnare con le sue storiche dimissioni, un popolo nella mani sapienti del suo successore, papa Francesco.
GIOVEDI’ MATTINA L’ADDIO
UN OMAGGIO DURATO TRE GIORNI
Ryan, sei anni, fratture a otto vertebre e a un braccio, lesioni alla milza e a una costola che ha perforato un polmone, un ematoma alla testa. E’ il piccolo picchiato a bastonate e calci dal compagno della nonna, un uomo di settantacinque anni. In un primo momento nonna e nonno acquisito, avevano raccontato al papà del piccolo che le ferite riportate dal figlio erano state causate da un pirata della strada. Poi la ritrattazione e la piena confessione dell’aggressore.
«VIENI A SAN SIRO»
ANCORA PROGNOSI RISERVATA
Nei quartieri limitrofi qualche botto di troppo. In alcune zone vola giù dai balconi qualsiasi cosa: lavatrici, frigoriferi, perfino tazze del water (immancabili, conservate con cura per il lancio dell’ultimo dell’anno). Da qualche altra parte, ma non parliamo solo del Borgo, del centro cittadino, dove la gente normalmente si fionda nella tarda mattinata di Capodanno. Chi compie lo struscio fra via Di Palma e via D’Aquino, indossa l’abito della festa, la sciarpa o il cappello trovato sotto l’albero. Anche un salutare pizzico di vanità ogni tanto fa bene. In una strada centrale, adiacente, si indossa addirittura l’abito importante, possibilmente corredato da una sciarpa, un foulard, una cravatta, un papillon di colore rosso. E’ il primo giorno dell’anno e sono in molti ad aver accettato l’invito al Teatro comunale Fusco di Taranto.
BENVENUTO 2023
DA MAMELI A RADETZKY