«Mar Piccolo, biodiversità in aumento»

Dalla Rai a Mediaset, tv e stampa nazionale lodano la ripresa di Taranto

«Sono state rilevate connessioni tra biodiversità e bonifiche a seguito della chiusura di 180 scarichi abusivi», ha dichiarato Vito Felice Uricchio, Commissario governativo per le Bonifiche dell’area locale, durante la “due giorni” sul progetto “Pnrr National Biodiversity Future Center – Nbfc Spoke 3” svoltasi in città il 14 e il 18 maggio. «In questi anni abbiamo lavorato per dimostrare l’importanza come questa può supportare le economie locali e favorire il miglioramento della qualità della vita delle persone», ha aggiunto Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr

 

Ieri, sul Tg2, a ruota anche gli altri canali nazionali, dalla stessa Rai a Mediaset, le altre tv, da Sky  a La7, e via via tutto il panorama informativo, è andato in onda un ampio servizio sulla biodiversità in aumento nel Mar Piccolo. Finalmente giustizia per il nostro territorio, considerando che proprio sul nostro sito abbiamo parlato a più riprese di come si stesse riposizionando Taranto al centro del Paese, lontana dall’aspetto industriale del quale si è fatta carico con problemi di carattere ambientale negli ultimi sessant’anni: una sciagura. Bene, ora Taranto riprende a vivere, e bene, grazie all’ultima notizia ripresa da tutte le agenzie di stampa, le testate, i siti, viva il Cielo, rendendo giustizia, si diceva, a un territorio.

La notizia alla quale hanno fatto riferimento gli organi di informazione, a proposito della biodiversità in aumento, nel Mar Piccolo, scaturisce dalla “due giorni” del mini BioBlitz nell’ambito del progetto “Pnrr National Biodiversity Future Center – Nbfc Spoke 3” che, il 14 e il 18 maggio scorso ha coinvolto, a Taranto, studenti e cittadini.

 

 

SOTTO CON L’INFORMAZIONE

L’aumento in tema di biodiversità, come documentato da tv e stampa, è un dato in controtendenza rispetto a quanto in questo momento sta accadendo nel resto del mondo. Un dato incoraggiante che avrebbe una sua spiegazione, posto che si è registrata in questi anni la chiusura di numerosi scarichi abusivi.

La “due giorni” cui facciamo riferimento è stata organizzata dai ricercatori Fernando Rubino e Antonella Petrocelli del Cnr – Irsa Talassografico di Taranto con il supporto della Casa delle Tecnologie Emergenti Calliope. Grazia a questo impegno e quello di esperti ricercatori, sono stati in tanti ad aver scoperto un ecosistema unico.

«Si rilevano profonde connessioni tra biodiversità e bonifiche – ha dichiarato Vito Felice Uricchio, Commissario governativo per le Bonifiche dell’area di Taranto – testimoniate anche dall’importante incremento della biodiversità nel Mar Piccolo di Taranto a valle della chiusura di circa 180 scarichi abusivi; è questo un momento di scelte decisive per il territorio tarantino, di un serio impegno collettivo sul riconoscimento del valore della biodiversità e degli ecosistemi, su un uso responsabile delle risorse naturali, sul rafforzamento e la sostenibilità di tutte le attività produttive, oltre che di una progressiva ma inesorabile riduzione della contaminazione, al fine di assicurare un ecosistema florido e resiliente ed un Mar Piccolo fucina di biodiversità, in un contesto naturale integro e rigoglioso».

 

 

PETRACCHINI: «E’ LA STRADA GIUSTA»

Alla giornata inaugurale era presente anche il direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, Francesco Petracchini. «In questi anni – ha spiegato Petracchini – abbiamo lavorato in tutta Italia insieme ad altri enti di ricerca per studiare e dimostrare l’importanza della biodiversità e come, soprattutto nel Mediterraneo che ne è ricchissimo, questa può supportare le economie locali e favorire il miglioramento della qualità della vita delle persone».

«Comprendere l’equilibrio tra gli elementi fondamentali della natura, come il mare e un ecosistema unico come quello di Mar Piccolo – ha dichiarato il direttore scientifico di Calliope, Rodolfo Sardone – significa riconoscere il valore profondo della biodiversità come risorsa per la salute umana; il vero approccio One Health non pone l’uomo al centro, ma lo integra in un sistema complesso che va tutelato con responsabilità, innovazione e visione scientifica. Calliope lavora proprio in questa direzione, mettendo la tecnologia al servizio della sostenibilità e della vita».

 

 

UN “GRAZIE!” GRANDE COSI’

L’iniziativa rientra nella “Biodiversity Sampling Week – BSW” organizzata su scala nazionale. Promotore è il National Biodiversity Future Center (Nbfc), primo centro di ricerca nazionale dedicato alla biodiversità finanziato dal Pnrr – Next Generation EU. Tutto questo, poi, in vista della Giornata Mondiale della Biodiversità che cade il 22 maggio. Promotori: Nbfc, Irsa–Cnr, Commissario straordinario del governo per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, Università degli studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento Jonico UniBA, Arpa Puglia, Cte Calliope, Comune di Taranto. A collaborare alle attività: Asd Enjoy Your Dive, Asl Taranto, Guardia Costiera, Jonian Dolphin Conservation, Protezione Civile, Wwf.

Aiuti a Gaza a rischio 14.000 bambini

Prossime quarantotto ore decisive, serve accelerare le trattative

«Autorizzare l’ingresso di soli dieci camion con viveri è come una goccia nel mare», dicono i mediatori. «Serve con urgenza un flusso massiccio di aiuti umanitari», aggiungono con profonda amarezza. «Il negoziato tra Israele e Hamas in corso a Doha prosegue», dunque esisterebbe la possibilità di raggiungere un accordo all’ultimo momento

 

«Aiuti massicci a Gaza, dice l’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni unite, oppure altri quattordicimila bambini moriranno». Notizia agghiacciante, l’ennesima, ripresa dalle agenzie e trattata con attenzione e dovizia di particolari da quella italiana, l’Ansa, che al suo primo “lancio” aggiunge: «…tanto che serve con urgenza un flusso massiccio di aiuti umanitari».

Questa la notizia che ancora una volta lascia di stucco e provoca impotenza per quanti vorrebbero fare qualcosa, ma gli viene impedito. Cronaca che fa il paio con un’altra delle ultime gravi “news” sempre a proposito di Gaza: funzionari sanitari palestinesi affermano che sessanta persone sono state uccise nel corso di attacchi israeliani nella “Striscia” la notte scorsa, per lo più bambini e donne, oltre a decine di feriti, in seguito ai nuovi massacri commessi dall’occupazione. E’ quanto dichiarato alla Afp il portavoce della Difesa civile, Mahmoud Bassal.

 

 

LA SITUAZIONE PRECIPITA

La situazione precipita, l’unica soluzione sarebbe il “cessate il fuoco”, un intervento deciso degli Stati che hanno una forte influenza su Israele, diversamente altri “14.000 bebè” (bimbi in tenera età) potranno morire già nelle prossime 48 ore. Lo ha dichiarato alla Bbc il diplomatico britannico Tom Fletcher, vistosamente preoccupato, che nell’Onu ricopre il ruolo di vicesegretario generale, nonché quello di coordinatore delle Missioni di soccorso di emergenza nel mondo, dopo aver definito il “via libera” dato da Israele all’ingresso di meno di 10 camion d’aiuti (dopo undici settimane di nuovo blocco totale). «Dobbiamo fare in modo che questi quattordicimila bambini siano salvati: non abbiamo molto tempo a disposizione, solo quarantotto ore», ha aggiunto il vicesegretario generale Onu.

 

 

“ALTRI”, COME A DIRE “ALTRE VITTIME”

Non che sia sfuggita ai più la sottigliezza lessicale, ma quando le agenzie, i mediatori parlano di vite umane, quelle di bambini a repentaglio, dicono, scrivono “altri”: non dobbiamo certamente spiegarlo noi, ci mancherebbe altro, ma “altri” sta per “che andrebbero a sommarsi alle decine di migliaia di vittime fino ad oggi mietute da un attacco unilaterale (non si può parlare di conflitto).

All’apertura del Qatar Economic Forum, il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, mediatore tra Israele e Hamas, insiste sul fatto che alla luce di quanto accaduto fino ad oggi e potrebbe accadere nelle prossime ore. E dichiara che l’inasprimento dell’offensiva israeliana nella “Striscia di Gaza” mette a repentaglio ogni possibilità di pace nel territorio palestinese. «Quando l’israelo-americano Edan Alexander è stato rilasciato – ha aggiunto nella sua dichiarazione ufficiale resa alla stampa – pensavamo che questo tipo di azione avrebbe in qualche modo aperto la strada alla fine di questa tragedia: la risposta, purtroppo, è stata un’ondata di attacchi ancora più violenti che hanno causato la morte di centinaia di innocenti: questo comportamento aggressivo e irresponsabile mina ogni possibilità di pace».

 

 

FORSE UNA SCHIARITA, FORSE…

«Oggi avremo una difficile discussione su Gaza; sul tavolo abbiamo la proposta olandese di revisione dell’Articolo 2 dell’accordo di associazione con Israele: ne discuteremo, non posso prevedere il risultato». Lo ha dichiarato l’alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas arrivando al consiglio Affari esteri e difesa. «Gli aiuti devono raggiungere Gaza il prima possibile – ha aggiunto – quello che passa ora non è abbastanza, è una goccia nell’oceano, ci sono migliaia di camion che aspettano».

Infine, ancora l’Ansa a proposito di quanto dichiarato da fonti palestinesi. Parlare di schiarita appare un azzardo, ma questo è quanto riferisce l’agenzia palestinese Maan citando fonti informate: «Il negoziato tra Israele e Hamas in corso a Doha non è ancora concluso ma prosegue; nonostante la complessità dei colloqui e l’insistenza di entrambe le parti sulle rispettive condizioni, le fonti sostengono che esisterebbe la possibilità di raggiungere un accordo all’ultimo momento».

«Oro per il Battaglini di Taranto!»

Olimpiadi nazionali di Matematica

Medaglia per Ciro Urselli (singolarista), Menzione d’onore per Mirko Saracino. Applausi meritatissimi per Gianluca Maggi, Lorenzo Tittarelli, Carlo Albano, Daniele Calia, Ciro Urselli, Mirko Saracino e Daniele Maggi, che hanno sfiorato il podio a squadre. La cronaca e le emozioni raccontate dalla docente Giuseppina Serafica e le congratulazioni della dirigente scolastica Patrizia Arzeni agli studenti del prestigioso liceo tarantino

 

Il Liceo scientifico trionfa nella fase finale delle Olimpiadi nazionali svoltesi nei giorni scorsi a Cesenatico, conquista il podio più alto e porta a casa la Medaglia d’Oro. In particolare, si sono messi in luce: Ciro Urselli (Medaglia d’oro singolarista) della classe 4H e Mirko Saracino della 3M (Menzione d’onore).

Che il liceo scientifico “Battaglini” fosse uno dei fiori all’occhiello di Taranto, questo era risaputo. Lo dice la storia, dal Dopoguerra in poi, gli studenti che hanno conseguito la maturità liceale nella scuola con la storica sede di Corso Umberto, hanno proseguito gli studi universitari, contribuito alla crescita culturale e sociale di Taranto. Quanti, poi, per motivi di lavoro sono rimasti fuori sede o trasferiti all’estero, anche se a distanza, hanno dato lustro alla città. Così, quando sei in un’altra città, parli di Puglia, di studio, scuole, non puoi sbagliarti: mostri, fiero, il petto e dici “Battaglini”, non puoi che pensare a Taranto, ai prèsidi, ai dirigenti scolastici, ai docenti, severi – secondo qualcuno, che non sa quanto sia importante una certa intransigenza nello studio, che ancora oggi a queste latitudini viene considerata “cosa seria” – sicuramente preparatissimi. Del resto, solo un buon insegnante può fare di uno studente con delle qualità, un grande professionista.

 

 

UNA GIORNATA, UN’EMOZIONE

Una giornata pienissima in fatto di impegni, descrive il sito del “Battaglini”. Una mattinata nel corso della quale le professoresse Serafica e Iorio hanno accompagnato i due singolaristi del liceo tarantino, Mirko Saracino (3M) e Ciro Urselli (4H) nell’enorme sala della Colonia Agip, che ospitava trecento ragazzi selezionati fra milleduecento scuole e centocinquantamila studenti.

«L’aula in cui i ragazzi svolgono la prova nazionale, sembra sconfinata – confessa, emozionata, la professoressa Giuseppina Serafica – ogni volta ho quasi timore nel lasciarli lì, tanto mi sembrano troppo piccoli, per una cosa tanto grande da fare; quest’anno, poi, la sensazione è stata particolarmente forte: nessuno dei due ragazzi è maggiorenne e, come accaduto in passato, mi sono chiesta: e se non dovesse andare come i ragazzi desiderano? Alla fine sono stati proprio loro, con un risultato straordinario, a rasserenarmi a distanza, dimostrandomi quanto siano grandi come “matematici in erba”, due giganti».

La professoressa Giuseppina Serafica, oltre ad essere docente storica del “Battaglini”, ricorda il sito scolastico, è anche responsabile distrettuale delle Olimpiadi di Matematica. Anche lei, infatti, in prima persona, è stata protagonista in questa edizione. Su invito della Commissione Olimpiadi, la prof del liceo tarantino ha tenuto una conferenza agli altri responsabili sul tema “Teoria dei giochi”. L’incipit dell’incontro è stato dedicato ad alcuni problemi classici di John Nash, dal dilemma del prigioniero alle applicazioni della teoria dei giochi nei problemi olimpici e alle metodologie per affrontare problemi che sicuramente esercitano enorme fascino. Un interesse talmente elevato da aver registrato numerose richieste da parte di colleghi interessati nel ricevere il suo intervento articolato ed esaustivo.

 

 

UNA SCUOLA, UNA SQUADRA

Nel pomeriggio dei “Giochi”, la giornata è proseguita con la semifinale a squadre. Gli alunni del “Battaglini”, anche loro orgoglio del liceo tarantino, hanno partecipato alla prima delle quattro semifinali, conducendo la gara con grande capacità e sicurezza, restando sempre nelle squadre di testa della classifica per concludere la partecipazione alle Olimpiadi nel gruppo delle squadre convocate per la finale.

Finalissima a squadre che si è svolta il giorno dopo. Uniche squadre del Sud ammesse: Il “Battaglini” di Taranto e lo “Scacchi” di Bari. Una gara entusiasmante, con continui capovolgimenti di classifica con gli studenti del liceo tarantino in grande evidenza nel giocarsi le carte giuste al momento giusto, senza mai mollare il terreno della battaglia, anche quando la risoluzione di qualche problema ha rischiato di metterli all’angolo. Alla fine è arrivato un riconoscimento per la loro brillante prestazione con l’accesso alla premiazione. Questa la squadra dei giovani talenti matematici: Gianluca Maggi (Capitano), Lorenzo Tittarelli (Consegnatore), Carlo Albano, Daniele Calia, Ciro Urselli, Mirko Saracino, Daniele Maggi.

 

 

TU CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI…

Il momento più emozionante, lo racconta la professoressa Gisueppina Serafica: «E’ stato con la premiazione dei singolaristi: come sempre nessuno sapeva nulla circa i ragazzi che avrebbero avuto accesso ai premi o circa i cut-off, e cioè i punteggi minimi, che avrebbero dato accesso ai vari tipi di medaglia. Quindi la cerimonia è iniziata con l’introduzione alla premiazione a cura del Presidente della Commissione Olimpiadi prof. Ludovico Pernazza. Tra il serio e il faceto, anche per stemperare gli animi dei partecipanti in trepidante attesa, Pernazza ha compiuto una disamina su come era andata globalmente la prova. Una suspence altissima: i punteggi andavano in crescendo e del nome di Ciro Urselli nemmeno l’ombra, fino a quando non è arrivata la proclamazione sullo stile “the winner is…”:  “Ciro Urselli – Liceo Battaglini di Taranto, Medaglia d’oro!”. Esplosione di gioia incontenibile, con il cuore di tutti a mille e gli occhi emozionatissimi: Oro, oro, orooo!».

Soddisfazione anche per Mirko Saracino. Pur non essendo arrivato in zona–medaglia, lo studente del liceo tarantino ha avuto una meritatissima “menzione d’onore”, avendo svolto perfettamente due quesiti molto impegnativi, tanto che la sua giovane età fa ben sperare per il suo futuro nelle Olimpiadi.

 

APPLAUSI E CONGRATULAZIONI

La professoressa Giuseppina Serafica, infine, grande docente, una insospettabile stoffa da cronista nel trasmettere grandi emozioni, ha rivolto il suo ringraziamento a tutti i ragazzi, ai loro genitori, che li hanno sostenuti in questa avventura ed alla dirigente del Battaglini, dott.ssa Patrizia Arzeni, che ha fatto del Progetto Olimpiadi, uno dei momenti di punta della Programmazione scolastica. Infine, proprio la dott.ssa Arzeni, insieme a tutta la comunità scolastica del “Battaglini”, nel congratularsi con gli studenti, ha rivolto i più fervidi auguri a quanti hanno partecipato al progetto, perché questo sia il primo passo verso un futuro ancora più radioso.

«E dieci…»

Con l’arrivo di Achille, Chiara e Matteo, pugliesi, hanno fatto “cifra tonda”

I coniugi Amico-Calsolaro di Alessano, avevano programmato l’arrivo del piccoletto. «Parenti e amici erano già al corrente che l’ultimo nostro pargoletto ci avrebbe raggiunti a maggio e così è stato…», dicono i due genitori del nascituro venuto alla luce nell’ospedale di Tricase. Come si organizzerà la famiglia: «Spesa una volta la settimana, privilegiamo le offerte e le grandi quantità; i vestiti “passano”, a scalare, dal più grande al più piccolo»

 

«Lo abbiamo chiamato Achille, il nome è importante: ha un suo significato, la mitologia lo dipinge come un guerriero forte, coraggioso, qualità che proviamo a mettere in atto ogni giorno, perché non è semplice, ma con l’amore e l’armonia, tutto è possibile». Come dar torto a Matteo Amico, quarantuno anni, che a giornalisti di stampa e tv offre, anche a nome della moglie, Chiara Calsolaro, quarant’anni, un sorriso contagioso.

Uno di quei sorrisi che non mettono in secondo piano “varie ed eventuali” della coppia di Alessano, provincia di Lecce, che ha annunciato con gioia immensa il loro decimo figlio: Achille, si diceva: un maschietto, tre chili e mezzo, bracciotte e gambotte piene di energia, dato alla luce un pomeriggio di qualche giorno fa.

«Mamma e neonato godono di ottima salute e sono pronti a tornare nella loro affollata casa», hanno fatto sapere medici e personale dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase. Insomma, una famiglia a tutto Salento. Meglio di così…

 

 

«AL MIO SEGNALE…»

Non è il Massimo Decimo Meridio del “Gladiatore”, ma ci piace pensare che l’ultimo pargolo al suo arrivo abbia accettato la sfida con la frase ormai leggendaria «Al mio segnale scatenate l’inferno!». Con l’arrivo del piccolo Achille, la coppia salentina può dirsi pienamente soddisfatta nell’aver fatto ancora una volta “strike”, il progetto di una famiglia numerosa, proprio come i due coniugi l’avevano pensata, desiderata. Adesso la “figliolanza” conta sette maschi e tre femmine. Il più grande ha diciannove anni. La scoperta della decima gravidanza di Chiara, appena dopo la nascita della loro ultima figlia, Vittoria, un anno compiuto lo scorso marzo.

Una scelta in qualche modo in controtendenza, quella di Chiara e Matteo nel costruire una famiglia così numerosa, posto il continuo calo demografico che si registra al Sud.

A qualcuno scapperà un sorriso (a noi basta quello di Chiara e Matteo), ma questa è la formazione dei due genitori da guinness dei prima, altro che “Show dei record”, con tanti saluti a Gerry Scotti: Mattia (diciannove anni), seguito da Azzurra (sedici), Francesco (quattordici), Riccardo (dodici), Enea (nove), Ludovica (sette), Diego (cinque), Luigi Maria (due), Vittoria (uno). «Ogni bambino – ha ribadito in più occasione la coppia – è stata una benedizione».

 

 

«FAMIGLIA NUMEROSA»

Qualcuno, perché non mancano quanti avranno benevolmente criticato marito e moglie, si sarà lasciato scappare un «Va bene una famiglia numerosa, ma loro l’hanno presa troppo alla lettera…». «Certo, questione di organizzazione familiare – ha risposto qualcun altro in difesa di Chiara e Matteo – ma se i due si organizzano, fanno incastrare i loro impegni, che male c’è?». Del resto, e questa è un’informazione certa, dal più grande al più piccolo gli Amico’s hanno imparato a fare squadra.

La notizia della nascita di Achille è arrivata puntuale. Achille, già si sapeva fosse un maschietto, doveva nascere a maggio e maggio è stato. Una notizia bellissima e soprattutto fuori dal comune che per la Puglia, di questi tempi poi, segna un vero e proprio primato. 

«Amici e parenti – hanno rivelato Chiara e Matteo – sapevano che volevamo arrivare a una cifra tonda, così è stato: diciamo che da quando abbiamo abbracciato Achille, contestualmente abbiamo alzato anche l’asticella, e dunque, siamo qui ad impegnarci in quella che considero una sfida bellissima, che non si può descrivere…».

 

 

UNA SQUADRA, TIFIAMO!

Qualcuno fa spallucce, da queste parti succede e su questo, papà e mamma, sono ferratissimi e allenati: «E i soldi? Non ci pensate che occorrono tanti soldi per portare una famiglia che conta fra genitori e figli dodici elementi?». Secondo il nostro modesto punto di vista, papà e mamma ci avranno pensato,e nemmeno una volta. Da qualche parte si dice «So quel che faccio, so quel che posso» e crediamo che Matteo il problema, se vogliamo chiamarlo “problema”, se lo sia posto. Il programma non si sposta di una virgola: «Spesa una volta alla settimana; privilegiamo le offerte e le grandi quantità; i vestiti “passano”, a scalare, dal più grande al più piccolo».

Una scelta singolare, ma a Chiara e Matteo, vogliamo far vivere questo sogno senza che qualcuno non si lasci sfuggire paternali? E se arrivasse un bel contratto pubblicitario? Hai visto mai? Coraggio, ragazzi, fuori i muscoli, come quelli che il piccolo Achille ha già mostrato, e fate vedere che la squadra può vincere a occhi chiusi. Tifiamo per voi.

Pace, parliamone…

Spiraglio per un “cessate il fuoco” fra Ucraina e Russia

Trump auspica un colloquio in Turchia. Da Mosca fanno sapere che Putin ci sta riflettendo, mentre Zelensky crede che lo “zar” prenda tempo. Sarebbe il caso di riporre l’odio e avviare la trattativa, che sarebbe comunque lenta e laboriosa. Insomma, massima prudenza, prima di dire che la strada giusta sia stata intrapresa. Le prime parole di papa Leone XIV mietono ottimismo

 

Pace, maneggiare con cura. Sono in molti a sostenerlo, la prudenza non è mai troppa. A volte si era intravisto uno spiraglio per mettere fine a un conflitto; spesso, però, si è stati sconfessati dai fatti: molti, per dirla tutta, predicano bene, ma razzolano male.

Predicare. Tutto nasce da lì. Non è banale pensare che l’elezione del nuovo papa, Leone XIV, abbia in qualche modo accelerato il processo di pace. De resto, il primo pontefice americano della storia, è stato chiaro fin dall’inizio; dalle prime parole pronunciate davanti alle decine e decine di migliaia di persone che avevano affollato piazza San Pietro, e le centinaia di milioni di fedeli collegate con tv, radio, social: pace. Pace, il primo forte segnale. Come a dire: la politica internazionale, i temi sul tavolo saranno diversi, ma quello centrale è sempre lo stesso: pace.

 

 

LE “ULTIME” NEWS…

Le ultime notizie diffuse dalle agenzie di stampa internazionali, “parlano” chiaro: la Russia continua a “prepararsi” alle trattative dirette con l’Ucraina, in programma domani (giovedì 15 maggio per chi ci legge) a Istanbul, ma il portavoce del Cremlino è prudente: chi sarà presente in rappresentanza di Mosca, lo deciderà personalmente Vladimir Putin.

Per contro, piuttosto che stemperare gli animi, Kiev fa trapelare che l’assenza di Putin dai colloqui in Turchia, dove è prevista la partecipazione di Zelensky, sarebbe il “segnale definitivo” che Mosca non vuole porre fine alla guerra. Ipotesi azzardata, considerando che in una posizione mediatica favorevole il governo ucraino, aveva dato addosso alla politica di Putin, facendo trapelare che le perdite inflitte all’esercito russo avevano messo in ginocchio il governo dello “zar”. Ora, ancora prima dell’incontro, dei temi che potrebbero essere affrontati, gli stessi avanzano l’ipotesi che sia proprio la Russia a non volere l’accordo, come se i due presidenti dovessero incontrarsi per firmare l’impegno di pace. Gli incontri, invece, servono per incontrarsi, confrontarsi, andare a fondo ai discorsi che hanno scatenato la guerra, e trovare punti di contatto. Infine, la riflessione, gli eventuali ritocchi, piccoli o significativi, prima la tregua, poi, finalmente, la pace.

 

 

PACE, MASSIMA PRUDENZA

Da qui la prudenza. Non solo. Da qui, anche l’interesse di Trump a prendere parte all’incontro, perché abbia notizie di prima mano e comprendere chi veramente voglia la pace e chi, invece, faccia finta. Nei giorni scorsi Zelensky aveva dichiarato che sarebbe andato a Istanbul per incontrare Putin, che domenica aveva proposto negoziati diretti tra Mosca e Kiev. Martedì il presidente americano, Donald Trump, aveva auspicato la presenza in Turchia di Zelensky e Putin. 

I leader europei, dal loro canto, fanno sapere, secondo fonti autorevoli, che sarebbero pronti ad attendere fino a dopo l’incontro tra Zelensky e Putin in Turchia, prima di “spingere” gli Stati Uniti ad annunciare nuove sanzioni contro Mosca. E’ quanto sostiene, scrive l’agenzia giornalistica Ansa, Bloomberg citando fonti a conoscenza della questione. A seguito dei colloqui tra funzionari statunitensi ed europei di lunedì, pare sia chiaro che la parte americana auspicava i colloqui tra Russia e Ucraina per domani (giovedì), prima di esercitare una eventuale, nuova pressione su Putin.