Cordoglio e risposte

L’Italia secondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Una tragedia che ha coinvolto e commosso il nostro Paese: ora un impegno forte dall’Italia e dall’Unione europea, non ci sono alternative». Giovedì Consiglio dei ministri a Cutro, scenario di dolore e morte. Le parole del Capo dello Stato, Papa Francesco, il presidente Cei e il ministro degli Esteri in difesa dell’operato di Guardia di Finanza e Guardia Costiera

Dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando all’università della Basilicata, è arrivato un appello fermo e in perfetta linea con la sua scelta di rappresentare, fisicamente, il dolore del popolo italiano per i morti in mare a Cutro. Il tema dell’immigrazione sarà affrontato nel Consiglio dei ministri proprio nella cittadina calabrese, come annunciato dalla premier Meloni giovedì 9 marzo. Da Palazzo Chigi, intanto, arrivano smentite sulle notizie apparse su alcuni organi di informazione secondo una convocazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e divergenze sulla linea interna all’esecutivo.

Insomma, soluzioni rapide, concrete, operative per i migranti. Sono questi i richiami da parte del Paese, dello stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inoltrati al Governo italiano e, naturalmente, all’Unione europea perché tragedie come quella accaduta nei giorni scorsi sulla Costa calabra non debbano ripetersi.

 

ATTI CONCRETI

Il cordoglio si traduca in scelte concrete, il punto di vista di Mattarella durante il suo intervento nell’Università della Basilicata: la libertà, sostiene il presidente della Repubblica, non è effettiva se non è appannaggio di tutti: in un mondo che è sempre più una comunità raccolta, interconnesso, la mancanza di libertà o di esercizio di diritti in un luogo colpisce tutti, ovunque.

«Esiste – ha agginto il Capo dello Stato – il valore della unicità del genere umano e questa unicità ricorda il valore della indivisibilità della libertà se non è appannaggio di tutti: sulle Coste calabresi si è verificata una tragedia che ha coinvolto e commosso il nostro Paese: il cordoglio deve tradursi in scelte operative, da parte dell’Italia e dell’Unione europea, perché questa è la risposta vera».

Dello stesso avviso, Papa Francesco durante l’Angelus. «A tutti rivolgo il mio appello – ha detto il Pontefice – affinché non si ripetano simili tragedie: i trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti; i viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte; le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate drammatici incidenti. Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere; occorre un rinnovato impegno nel favorire lo spirito dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti dei migranti, promuovendo così la pace e la fraternità dei popoli».

 

 

EMIGRARE, DIRITTO DI TUTTI

Emigrare e fuggire da guerre e privazioni è stato sempre un diritto garantito per tutti. Chi ha perduto tutto e deve scappare, la posizione del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, deve trovare accoglienza, non ci sono alternative: quello all’emigrazione era un diritto garantito per tutti gli uomini, prima che sorgessero muri e nascessero paure. Tanto più per chi scappa da guerra, violenza o fame.

«Prima di ogni cosa – l’opinione di Zuppi – salvare le vite umane, non permettere che ci siano vite distrutte, credo che questa sia alla base di tutto: ogni politica deve partire dalla base, dal principio che le vite umane vanno difese. Poi c’è tutto il tema dell’integrazione, il problema dello sviluppo di questi Paesi, della pacificazione di queste situazioni di conflitto da cui vengono queste persone».

 

MA FINANZA E GUARDIA COSTIERA…

«I trafficanti – ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri, dopo l’appello lanciato da Papa Francesco difende Guardia di Finanza e Guardia costiera – devono essere colpiti con grande fermezza; le forze dell’ordine hanno sempre fatto il loro dovere anche con alto sprezzo del pericolo, compresa l’ultima vicenda con decine di vittime innocenti sfruttate da criminali senza scrupoli che li hanno portati a morire a poche decine di metri dalle coste italiane». Favorire l’immigrazione regolare, il punto di vista del ministro. Portare decine di migliaia di immigrati regolari in Italia, formati nei loro Paesi, perché le nostre aziende ne hanno bisogno. Poi gli investimenti. L’Italia, secondo Tajani, può fare tanto ma rischia di essere una goccia nel mare nella questione della migrazione. L’Italia da sola non basta perché il fenomeno è troppo grande, serve più solidarietà europea».

Mattarella premia Andrea Occhinegro

Il professionista tarantino sarà insignito dal Presidente con un’alta onorificenza

Per essersi distinto fra quanti si sono spesi per un’imprenditoria etica. Per l’impegno a favore dei detenuti, per la solidarietà, per il volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, della legalità, del diritto alla salute e per atti di eroismo. Cerimonia al Quirinale venerdì 24 marzo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trenta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per un’imprenditoria etica, per l’impegno a favore dei detenuti, per la solidarietà, per il volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, della legalità, del diritto alla salute e per atti di eroismo. Tra questi, anche un tarantino, Andrea Occhinegro.

Se questo non è motivo d’orgoglio per una città, ma anche per il resto della Puglia. Talvolta, quando gli italiani si arrabbiano per mille motivi -magari la metà bastano e avanzano – nel tritatore ci mettono tutti, nessuno escluso. Basta che questo, questi, facciano parte delle istituzioni, ecco che vanno ad arricchire il numero dei nomi cordialmente mandati al diavolo.

La verità è che sulle cose occorre ragionarci, per questo – per esempio, ma è solo un esempio – non ce la siamo mai presi (ma mai, mai, mai) con il Capo dello stato. In questo caso, Sergio Mattarella. Che, intanto, nei giorni scorsi, un po’ richiamando il Governo, un po’ come è giusto che sia – l’ultima parola spetta sempre al Presidente della Repubblica – ha fatto di testa sua: ha convocato i suoi più stretti collaboratori, ha messo in moto l’intero apparato della sicurezza e si è recato a Crotone per rendere omaggio alle vittime del naufragio avvenuto ad un centinaio di metri dalla Costa calabrese (e non “a largo”).

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Dunque, oltre a questa decisione condivisa da chiunque, tranne i pochi ostinati che sostengono chi, invece, ha assunto e condiviso decisioni scellerate, di decisioni ne ha prese altre. Fra le ultime, una in particolare: ha individuato, tanto per dirne una che ci interessa più da vicino – fra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni – alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.  Una cerimonia che si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il 24 marzo 2023 alle ore 11.30.

Dicevamo di Andrea Occhinegro, tarantino. Bene, Occhinegro, per chi non lo conoscesse o avesse letto le sue note, ha cinquantadue anni e, in questi giorni, in attesa della formalizzazione con la consegna delle onorificenze da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato insignito “Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. La motivazione: “Per il suo contributo nell’organizzazione di iniziative di solidarietà per ridurre il disagio sociale grazie a una rete capillare e al coinvolgimento di figure professionali”. Medico oftalmologo, è il Presidente di ABFO (Associazione benefica “Fulvio Occhinegro”), organizzazione di volontariato costituita nel 2005 a Taranto.

Nata in seguito ad un lutto familiare, l’associazione persegue un nuovo modello organizzativo dove partecipazione e solidarietà rappresentano una prima risposta al disagio sociale e individuale dei più deboli. “Una vera e propria “casa” capace di esprimere il senso di accoglienza e supporto, ma anche dialogo, coinvolgimento ed educazione ai valori”. Il Centro ABFO è composto da due aree, una aperta tutto il giorno, dedicata a persone senza fissa dimora, e un’altra dove la mattina e il pomeriggio sono coordinati e organizzati gli aiuti per le famiglie bisognose della città in collaborazione con i Servizi sociali del comune.

La nostra cooperativa, in tempi non troppo lontani, aveva già ospitato e intervistato nei suoi studi, numerosi cittadini impegnati nel sociale. Fra questi, appunto, il dott. Andrea Occhinegro.

 

Di seguito, i link:

http://www.costruiamoinsieme.eu/stiamo-con-i-deboli/

https://youtu.be/6D7xLLiJe

 

PAROLA DI SINDACO…

Ai sensi di gratitudine di una intera città, si sono uniti quelli del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci:

«Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – ha scritto il primo cittadino – ha conferito trenta Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per un’imprenditoria etica, per l’impegno a favore dei detenuti, per la solidarietà, per il volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, della legalità, del diritto alla salute e per atti di eroismo.

Tra loro c’è il dottor Andrea Occhinegro, uno degli angeli custodi della nostra comunità. Tutti noi conosciamo il valore del grande lavoro del dottor Occhinegro e della sua famiglia che con l’ABFO, in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, garantisce ai cittadini più fragili.

Il dottoro Occhinegro ha ricevuto il riconoscimento presidenziale con la seguente motivazione: «Per il suo contributo nell’organizzazione di iniziative di solidarietà per ridurre il disagio sociale grazie a una rete capillare e al coinvolgimento di figure professionali».

Il dottor Occhinegro è il presidente di Abfo (Associazione benefica “Fulvio Occhinegro”), organizzazione di volontariato costituita nel 2005 a Taranto. Nata in seguito a un lutto familiare, l’associazione persegue un nuovo modello organizzativo dove partecipazione e solidarietà rappresentano una prima risposta al disagio sociale e individuale dei più deboli. Una vera e propria “casa” capace di esprimere il senso di accoglienza e supporto, ma anche dialogo, coinvolgimento ed educazione ai valori.

Orgogliosi di te, caro Andrea.

Rinaldo Melucci

Sindaco e presidente della Provincia di Taranto».

Mancato soccorso, uno scandalo!

Salgono a sessantatré le vittime del naufragio sulle coste del Crotonese

Contestate le parole del ministro dell’Interno Piantedosi («La disperazione non giustifica i viaggi a rischio»). Rispondono le opposizioni. «C’è da inorridire alle sue parole», dichiara il Riccardo Magi; «Parole indegne», secondo Carlo Calenda; «Scandalose, un misto di cinismo e assenza di rispetto», dice Angelo Bonelli. Infine, la neosegretaria del Pd, Elly Schlein: «Quella di Crotone è un’altra strage che pesa sulle coscienze di chi impedisce i salvataggi in mare»

«La disperazione non giustifica i viaggi a rischio». Questa frase pronunciata da Matteo Piantedosi, napoletano, ministro dell’interno nel governo Meloni dall’ottobre dello scorso anno, lascia di stucco. Come a dire, con le debite proporzioni, rivolgendosi alle vittime delle Torri gemelle: «Ingiustificato lanciarsi nel vuoto per salvarsi la vita». La disperazione giustifica, invece, qualsiasi tentativo – anche il meno razionale – nel cercare altrove una vita che sia vita. Insomma, non è un bel segnale, tantomeno politicamente corretto lasciarsi andare ad una dichiarazione simile. Intanto, non avere rispetto delle vittime (sessantatré accertate nel momento in cui ci accingiamo a scrivere), non solo non è politicamente corretto, ma è inumano. Sarebbe, infatti, il caso di soffermarsi a pensare ai neonati, ai piccoli di due, tre anni, morti annegati: questi bambini non hanno avuto il tempo di rendersi conto di farsi un’idea sul valore della vita, figurarsi della disperazione.

Non sappiamo quali siano i risvolti delle indagini sulla vicenda, ma ci fermiamo intanto ai fatti e ad una delle considerazioni fatte a caldo da un rappresentante le istituzioni. Era di cinquantanove morti e ottanta superstiti in un primo momento il bilancio del naufragio di un caicco strapieno di migranti avvenuto all’alba a “Steccato” di Cutro (coste del Crotonese). Tra le vittime, molti bambini e donne.

 

PAKISTANI, AFGANI, TURCHI…

A bordo, come riportato dalle prime note dell’agenzia Ansa, pare ci fossero fra i centocinquanta e centottanta migranti (pakistani, afgani, turchi, somali). Il caicco, una imbarcazione di modeste dimensioni e di una tenuta inaffidabile specie per avventurarsi in mare aperto, si è spezzato in due a causa del mare agitatissimo.

«I migranti sono caduti in acqua a poco più di un centinaio di metri dalla riva, quando verosimilmente l’imbarcazione è finita contro uno scoglio a pelo d’acqua», secondo le prime testimonianze dei sopravvissuti.

«Quando siamo arrivati sul punto del naufragio – ha raccontato all’agenzia giornalistica italiana Laura De Paoli, medico che opera per la Fondazione Cisom Cavalieri di Malta – abbiamo visto cadaveri che galleggiavano ovunque così abbiamo soccorso due uomini che tenevano in alto un bimbo di sette anni, purtroppo già morto». Intanto, un uomo di origine turca, sospettato di essere uno scafista è stato fermato. Proseguono nel frattempo, ancora con quel briciolo di speranza a cui è lecito aggrapparsi, le ricerche dei dispersi, mentre il numero delle vittime, si diceva, è salito a sessantatré.
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LA DISPERAZIONE

Del ministro Piantedosi abbiamo già detto. «La disperazione – in sintesi la sua dichiarazione – non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli; per evitare tragedie bisogna fermare le partenze lavorando con i Paesi di provenienza e chi entra in Italia lo deve fare attraverso i canali legali, non su barconi insicuri».

Non si è fatta attendere la risposta di opposizioni e ong: «Dal ministro uno schiaffo alle vittime». E chiedono che riferisca alle Camere sui soccorsi. «Serve un’Europa che, oltre a dichiarare la sua disponibilità, agisca e in fretta», scrive al Consiglio ed alla Commissione europea il premier Giorgia Meloni, mentre proprio da   Bruxelles arriva una prima doccia fredda: al momento sul tavolo non vi è alcuna proposta di una missione navale europea per il salvataggio dei migranti.

 

OPPOSIZIONI VS PIANTEDOSI

Piantedosi, reduce dalla visita a Crotone, ha dichiarato che «Tutto quello che si poteva fare per evitare il naufragio è stato fatto; le motovedette di Guardia costiera e Guardia di finanza si sono attivate ma le condizioni del mare non hanno consentito l’intervento di salvataggio»; mentre dall’opposizione si alza un fuoco di sbarramento contro quello che viene visto come un tentativo di colpevolizzare le vittime.

«C’è da inorridire alle parole di Piantedosi che non sa dire altro, di fronte a una tragedia come quella di Crotone, che bisogna bloccare gli sbarchi», dichiara il Riccardo Magi, segretario e deputato di Più Europa; «Parole indegne dette con una prosopopea insopportabile», secondo il leader di Azione, Carlo Calenda. Non troppo distante da queste posizioni, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: «Si travalica il confine della decenza». Durissimo Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra: «Scandalose, un misto di cinismo e assenza di rispetto. Provo vergogna io per lui che le ha pronunciate». Gaetano Amato (M5S): «lCome ha potuto esprimersi così davanti a 60 morti tra cui 14 bambini?». Infine, la neosegretaria del Pd, Elly Schlein: «Quella di Crotone è un’altra strage che pesa sulle coscienze di chi pochi giorni fa ha approvato un decreto che impedisce i salvataggi in mare».