«Collaboriamo Insieme»

Carmine Passarelli, manager dei supermercati “Pascar”

«Abbiamo progetti legati alla coltivazione di prodotti per i nostri supermercati. Servizi e massima qualità, dare il meglio significa crescere. Centocinquanta dipendenti, mercato in espansione per coprire in modo ragionato l’intera provincia. Comunicazione e acquisti dei prodotti locali per una ricaduta economica sullo stesso territorio»

Carmine Passarelli, manager e portavoce della catena di supermercati “Pascar” è ospite della nostra rubrica “Con parole mie”. Con la sua attività commerciale in continua espansione, si incrocia spesso con “Costruiamo Insieme”. Sponsor di stagioni di teatro e di cabaret e, prossimamente, con la nostra cooperativa stabilirà un accordo di collaborazione.

“Costruiamo Insieme”, non è un caso.

«Assolutamente sì, uno dei nostri slogan “Pascar è di tutti!”, dunque è già aperta al sociale, all’integrazione e con “Costruiamo Insieme” abbiamo dei progetti interessanti in cantiere, legati alla coltivazione di alcuni prodotti che saranno venduti nei nostri supermercati – dunque una collaborazione stretta – perché di questa nuova forma di collaborazione se ne avvalga il territorio».

La comunicazione, come sceglie le sue campagne pubblicitarie?

«Le “campagne” intanto devono possedere una base innovativa, avere la capacità di stupire in pochi istanti. Si parte da un concetto comune, un messaggio attuale che però abbia caratteristiche originali, immediate».

Un investimento indirizzato allo spettacolo, per interessare lo spettatore medio.

«Da anni investiamo parte del ricavato nel territorio sul quale siamo presenti. Essere partner della Stagione teatrale al teatro Orfeo e della rassegna di cabaret al Tarentum dell’Associazione culturale “Angela Casavola”, è un modo con il quale ringraziare la città e, allo stesso tempo, promuovere la cultura».Passarelli 01Ha parlato di territorio, su quali aree è presente “Pascar”?

«Taranto, San Giorgio Jonico, Grottaglie, Crispiano e Statte, l’obiettivo è quello di proseguire con una copertura ragionata l’intera provincia».

Quanto è facile e complicato, allo stesso tempo, fare impresa sul nostro territorio?

«Si fa impresa con una certa fatica, occorrerebbe possibilmente un contatto più stretto con le Forze dell’ordine, in quanto lo stesso territorio sul quale fai attività commerciale ti “debilita”, per usare un eufemismo; la provincia registra talvolta problemi di carattere sociale che rischiano di turbare la quiete dei ragazzi che lavorano ogni giorno per assicurare alla clientela massima professionalità, dunque servizio e qualità».

Fra dipendenti e collaboratori, quanto personale è impegnato nella catena di supermercati “Pascar” e quanto avverte il peso di numerose famiglie?

«Abuso di un concetto a volte utilizzato in modo improprio: posso però assicurare che siamo una famiglia, anche se oggi per questione di numeri, possiamo considerarci una famiglia allargata: ovviamente se il collaboratore è felice, questa sua positività la trasmette alla clientela; al nostro personale imponiamo – nel vero senso della parola – di fare tassativamente sei settimane di ferie l’anno; a mesi alterni deve “staccare” dalla routine quotidiana, stare con la propria famiglia, ricaricare le batterie e tornare sul posto di lavoro ancora più motivato.

Circa centocinquanta sono i collaboratori quotidianamente impegnati nelle nostre attività, dunque altrettante famiglie che possono contare su uno stipendio più che decoroso. Il discorso è semplice, riconducibile a uno dei principali dogmi del commercio: se il cliente è soddisfatto, l’azienda cresce».
Passarelli 04Stando in prima linea con i beni di consumo, quale idea si è fatto, cosa dice il territorio: sofferenza, speranza, ripresa, va bene?

«Non basta offrire un servizio dignitoso, è necessario essere al passo con i tempi; vero è che le vendite nei supermercati raccontano più di ogni altro lo stato di salute di un territorio: gli ultimi sei mesi ci dicono che c’è stato un incremento nelle vendite, sicuramente dovuto anche al reddito di cittadinanza che ha invogliato quanti ne godono ad acquistare beni di consumo; è risaputo che quello degli alimentari è il settore più interessato dai numeri in crescita. Cifre già confortanti, raccontano di un gennaio ulteriormente positivo, nonostante il primo mese dell’anno si dice sia quello più spento, venendo dalle festività natalizie nel corso delle quali si registra una impennata nelle vendite: rispetto allo scorso anno in gennaio abbiamo chiuso con un 12% in più».

Cosa acquistano i tarantini?

«Sempre più beni del territorio, dalle mele di Martina Franca all’uva di Grottaglie, la gente è sempre più attenta alla propria salute, dunque al benessere».

La sua stessa attività si è fatta promotrice dei prodotti del territorio.

«“Pascar” è un’attività tarantina, ha i colori rossoblù nel suo brand e contribuisce ad alzare il prodotto interno: vendiamo e acquistiamo i prodotti della nostra terra, mozzarelle, biscotti, frutta del territorio, sicuramente contribuiamo a far crescere le aziende presenti sul territorio, così che queste possano proseguire nella loro politica di investimenti assumendo personale del posto: dunque, facciamo attenzione a dove facciamo la spesa e cosa acquistiamo; non per fare del facile nazionalismo, ma se acquistiamo prodotti locali, da Mottola a Noci, sempre per fare un esempio, avremo una ricaduta economica: diamo una mano alla crescita del territorio e contribuiamo alla creazione di nuovi posti di lavoro».

Papa Francesco, primo!

“Chi aiuta il prossimo?”, gli italiani e un sondaggio

Matteo Salvini, secondo. A sorpresa una “medaglia” al leader della Lega, ma di mezzo non c’erano ancora sconfitta elettorale e citofonata al cittadino tunisino. Terzo è Gino Strada, a seguire in ordine sparso: Berlusconi, Bill Gates, Madre Teresa di Calcutta (scomparsa più di venti anni fa), il presidente Mattarella e Totti. Forse, oggi, l’esito sarebbe diverso.  

E’ Papa Francesco il personaggio più noto che aiuta il prossimo. Questo il responso di 816 italiani, il “campione” esaminato da Renato Mannheimer, sondaggista per le numerose inchieste svolte per i canali Rai, con particolare riferimento al programma “Porta a Porta” e quelli Mediaset, in particolar modo alla vigilia delle campagne elettorali. Insomma, la spunta Sua Santità. E nonostante uno strappo (violento?) rifilato a una fedele troppo passionale che aveva chiesto al Santo Padre più di attenzione piuttosto che una benedizione come quella riservata agli altri fedeli incontrati in piazza San Pietro. E nonostante, anche, le immagini poste in circolazione con la mistificazione di pochi fotogrammi che avevano tentato, in qualche modo, di scalfire l’immagine del massimo rappresentante della Chiesa cattolica nel mondo.

Questo per ciò che riguarda il primo posto. A sorpresa, non nascondiamolo, alle spalle di Papa Francesco, figura nientemeno che Matteo Salvini, ex ministro degli Interni. Un sondaggio, va precisato, svolto all’inizio di dicembre, prima che il leader della Lega accusasse il colpo alle più recenti elezioni con una inattesa sconfitta elettorale, secondo i sondaggi saldamente stretti fra le mani del buon Matteo. E, soprattutto, prima che lo stesso Salvini, in un momento di esaltazione, lo scorso 21 gennaio si prendesse il “fastidio” di citofonare a un ragazzo di origini tunisine residente nel quartiere del Pilastro a Bologna, parlando con la sua vittima di spaccio. Colpo eclatante, evidentemente assestato per portare farina al suo mulino elettorale, raccogliendo voti con un’azione “coraggiosa” svolta davanti a decine di persone, giornalisti e videocamere. Senza contare come questo atteggiamento spregiudicato, abbia aperto un caso politico-diplomatico fra Roma e Tunisi.

SANTO SONDAGGIO…

Ma torniamo al sondaggio. Per scrivere di Salvini c’è sempre tempo. Dunque, “Chi è il personaggio che aiuta di più il prossimo?”. Al primo posto, si diceva, Papa Francesco con il 18%; secondo Matteo Salvini, con un 5% “rivedibile”. Risultato di un sondaggio svolto da una società che fa capo a Renato Mannheimer, presentato nei giorni scorsi a Palazzo Marino, a Milano, in occasione della cerimonia del Premio “Il Campione” organizzato dai CityAngels, organizzazione di volontariato che aiuta i senzatetto in molte città.

Il domandone, si diceva, è stato posto a 816 persone nei primi due giorni di dicembre. Se il Papa e il leader della Lega conseguono le prime due posizioni del podio, il terzo gradino va assegnato all’ottimo Gino Strada, staccato di solo un punto dal secondo da Salvini. A seguire, fra curiosità, risultati inattesi e conferme: Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Bill Gates, Madre Teresa di Calcutta, Leonardo Di Caprio, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e, infine, Ezio Greggio, Francesco Totti e Angelina Jolie.

Altra curiosità. Il 14% degli intervistati ha risposto con un telegrafico “nessuno”, significando che, oggi, ci sarebbe poca attenzione per il prossimo. Non solo, il 21%, sostanzialmente uno su cinque, ha confessato di non saper dare una risposta. Nel 26% che racchiude la voce “altri”: Maria De Filippi e Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, che pochi istanti prima era stato premiato.

PILASTRO FATALE

Per tornare per qualche istante sul blitz di Matteo Salvini nel quartiere del Pilastro di Bologna. Il suo gesto ha fatto scoppiare un vero e proprio caso politico-diplomatico. Osama Sghaier, vicepresidente del Parlamento tunisino, ha fatto notare come il gesto dell’ex ministro dell’Interno abbia messo a rischio i rapporti tra Roma e Tunisi. Altra protesta, quella dell’ambasciatore della Tunisia a Roma, Moez Sinaoui. Il rappresentante diplomatico tunisino ha scritto una lettera alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nella sua nota ha espresso “costernazione per l’imbarazzante condotta” del senatore e leader della Lega. “Deplorevole provocazione – secondo Sinaoui – senza alcun rispetto del domicilio privato di un pubblico rappresentante dell’Italia, Paese che vanta un’amicizia di lunga data con la Tunisia”. Mannheimer, torniamo a farlo adesso un altro sondaggio. Non c’è bisogno di cambiare i quesiti alle schede per un aggiornamento su come gli italiani giudichino i grandi personaggi di cronaca, politica e spettacolo, impegnati nell’aiuto al prossimo.