Starebbe perdendo anche Amadeus che andrebbe sul NOVE

Non pagherebbe la scelta politica. Dirigenti non in perfetta sintonia con le nuove produzioni del presentatore. L’ex conduttore di Sanremo non vorrebbe intercessioni da parte del governo. Il braccio di ferro non finisce qua: la tv di Stato risponde punto su punto, il presentatore prepara le valigie

 

Stavolta poniamo l’indice su un fatto apparentemente leggero sul quale, invece, si scrive e si parla da giorni: l’addio di Amadeus dalla Rai, che nelle prossime ore potrebbe firmare per NOVE, la tv della quale fanno già parte Maurizio Crozza e Fabio Fazio.

Di solito è la fredda cronaca, quelli che in gergo si chiamano “fatti del giorno”, ad avere grande spazio all’interno del nostro sito per la rubrica dedicata ai “Giorni”, quanto cioè accade, in modo preoccupante, ma anche in modo inatteso nei giorni che precedono la pubblicazione dei nostri interventi.

A volte abbiamo posto l’accento sui drammi sociali, spesso – e mai come in questi ultimi mesi – sulle guerre fra Russia e Ucraina, Israele e Palestina, per non parlare dell’ingresso in quest’ultimo conflitto da parte dell’Iran. Abbiamo trattato anche i drammi consumati nel Mediterraneo a danno di centinaia di extracomunitari alla ricerca di lavoro e libertà. Poi i fatti di cronaca, come la morte dei due carabinieri (e un terzo automobilista) investiti da una ragazza a bordo di un suv, e, a seguire, la tragedia di Suviana, la centrale idroelettrica del bacino artificiale sull’Appennino Bolognese.

 

 

VIVA LA RAI…

Dicevamo che il passaggio di Amadeus dalla Rai al NOVE rientrerebbe nel novero delle notizie leggere, quando invece dietro la scelta del presentatore e dell’organizzatore del Festival di Sanremo, ci sarebbe una questione politica. Da qui un fronte fatto di annuncia a mezza bocca, di dichiarazioni lasciate cadere lì, per comprendere l’effettivo peso del passaggio di uno dei totem della Rai ad un altro circuito televisivo.

Comincia Fiorello, amico di Amadeus, che lancia l’indiscrezione sulla notizia. Se non le conosce “Fiore” dinamiche come queste, chi potrebbe esserne al corrente? Così, da quel momento in poi, ecco le notizie che si rincorrono. L’addio diventa un fatto politico. Si parla di richiesta di garanzia da parte del presentatore alla tv di Stato, del rifiuto di andare a cena con due “raccomandati” (Pino Insegno e Povia, il primo a destra, l’altro in quota alla Lega), per capire come potessero essere impiegati i due artisti insieme con Amadeus.

Così, in queste ore, parte il conto alla rovescia.  Amadeus sarebbe a un passo dalla firma con il NOVE, ammiraglia del gruppo Warner Bros. Discovery. Dopo un incontro tra il conduttore e il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Viale Mazzini si scaglia contro indiscrezioni che vorrebbero Amadeus pronto a cambiare aria dopo le pressioni ricevute, in occasione dell’ultimo Sanremo. Interpretazioni, dicono in Rai,  «tanto false quanto dannose per l’azienda».

 

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«NESSUNA PRESSIONE POLITICA»

A proposito delle ricostruzioni. «Fantasiose quando fanno riferimento – fanno trapelare dalla Rai – a presunte pressioni che Rai avrebbe esercitato nei confronti di Amadeus che invece ha sempre goduto, della massima autonomia».  Secondo l’Usigrai, a difesa del Servizio pubblico, quindi in contrasto con dirigenti indicati dal governo, «l’addio di Amadeus sarebbe l’ennesimo duro colpo per la Rai, una perdita che potrebbe avere gravi ripercussioni sugli ascolti ed anche sui conti dell’azienda.

La Rai avrebbe messo nero su bianco la sua controproposta per il rinnovo del contratto di Amadeus, in scadenza a fine agosto, mentre sarebbe ai dettagli l’accordo con il gruppoWarner Bros. Discovery guidato, in Italia, da Alessandro Araimo, cui si deve l’accordo con Fabio Fazio firmato di recente.

Per Amadeus sarebbe pronta la sua fascia pre-serale, magari con I soliti Ignoti. Fra i passi possibili che NOVE potrebbe compiere in direzione Amadeus, una serie di prime serate legate alla musica, dopo l’esperienza sanremese di cinque anni da direttore artistico e conduttore di Sanremo, risultati storici in termini di ascolti (66% la media 2024) e spot (oltre 60 milioni la raccolta dell’ultima edizione, record di sempre). A convincere Amadeus verso nuove sfide professionali, ci sarebbe il desiderio di maggiore libertà dai condizionamenti, anche della politica, sulla Rai, che starebbe per avvicendare nuove e autorevoli figure dirigenziali. Se non proprio di ore, sarà questione di giorni.