Sole 24 Ore, Centro e Nord fanno la voce grossa

Secondo il quotidiano di Confindustria, Ravenna è la città in cui si vive meglio. Sondrio è prima per la qualità della vita dei bambini. Gorizia, dove i ragazzi stanno meglio. Trento la città migliore per gli anziani

 

«La città dove si vive meglio è Ravenna con un punteggio di 684,5». Poi il Sole 24 Ore fa un distinguo: Sondrio è prima per la qualità della vita dei bambini e Gorizia è prima per i giovani. Trento, invece, è la città migliore per gli anziani. Sono queste le tre province italiane nelle quali si vive meglio per le rispettive fasce d’età. Nella classifica del Sole 24 Ore del 2024 trionfano queste tre città. La classifica, come riporta il quotidiano di Confindustria, misura la risposta dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali più fragili e strategici.

Una settimana fa abbiamo scritto dell’indagine sulla Qualità della vita, un’inchiesta curata dal Sole 24 Ore, poi commentata dai suoi analisti. Ne è scaturita una classifica nella quale, scrivevamo sette giorni fa, la Puglia ne esce sconfitta con un punteggio che non ammette repliche. Non c’è un solo margine al quale la nostra Penisola possa quantomeno aggrapparsi, provare uno straccio di tesi difensiva. Niente. Eppure a prima vista non sarebbe proprio così, specie per gli amministratori secondo i quali «tutto va bene, tutto è sotto controllo» e «se è vero che un tempo era così», adesso le sei province pugliesi starebbero risalendo la china.

 

 

URGE RISALIRE…

Forse perché «dietro nun ci sta nisciuno», recitava il grande Massimo Troisi in uno sketch sulla povertà e in risposta all’esperto (Lello Arena), che invitava il suo interlocutore disperato a guardare, invece, alle sue spalle: «c’è chi sta peggio, basta guardarsi dietro».

La classifica è ingenerosa proprio con Taranto. La Città dei Due Mari è il fanalino di coda fra le province nelle quali si vive peggio nella “categoria giovani”, quelli di età compresa tra i 18 e 35 anni. Stando al sondaggio del Sole 24 Ore, in un’attenta analisi a cura di Marta Casadei e Michela Finizio.

Taranto, purtroppo, è la seconda peggior provincia in Italia (peggio solo il Sud Sardegna) nella quale vivere per i giovani è complicato. Taranto, secondo lo studio è anche quella con il minor numero di laureati. Non se la godono meglio le altre città pugliesi, tanto che questo può suonare come una magra consolazione (e non lo è, tutti vorremmo che i nostri vicini stessero meglio…).

 

 

LA PAURA FA…NOVANTA

Lecce, per esempio, è al novantaduesimo, prima pugliese in classifica. Bicchiere mezzo pieno: positivo il dato sull’imprenditoria giovanile; bicchiere mezzo vuoto: il numero di laureati, aree sportive e soprattutto disoccupazione giovanile.

Considerando, in generale, i giovani, nonostante un leggero miglioramento delle condizioni, questa generazione sembra rimanere bloccata e con scarsa iniziativa: da un lato cala la disoccupazione giovanile (-6,9 nel 2023) e diminuiscono anche i canoni d’affitto in rapporto al reddito (-12,2% nel 2024); dall’altro gli under 35 si sposano sempre meno (-3,1% nel 2023) e le imprese con titolari sotto i 35 anni nel 2024 sono diminuite del 3,2% rispetto all’anno scorso.

Ma torniamo alla Puglia. Bari, in generale, è novantatreesima. Nonostante un’università importante (“Aldo Moro di Bari e Taranto”), la provincia è, comunque, al quarantunesimo posto per numero di laureati. Poco meglio (trentunesima posizione) l’imprenditoria giovanile. Da incubo per il numero di residenti giovani, diminuiti negli ultimi quattro anni.

 

 

E CENTO!

Novantasettesima la BAT (Barletta-Andria-Trani). Tutti gli indicatori utilizzati per la stesura finale rappresentano un problema. Fatta eccezione per il tasso di nuzialità, cioè il numero di matrimoni (decimo posto). Centotreesima, invece, Foggia: bene l’imprenditorialità giovanile (8,8% delle imprese è guidata da un under 35). Non si può dire la stessa cosa per il resto, a cominciare dal numero di contratti a tempo indeterminato.

Un gradino sopra Taranto, ma siamo proprio alla coda della classifica: Brindisi. Pochi laureati, Brindisi è tra le peggiori province italiane per disoccupazione giovanile. E’, purtroppo, la provincia nella quale il numero di giovani è maggiormente diminuito dal 2019 a oggi.