Come da consuetudine, i social scoprono e riscoprono il nostro territorio

Uno spettacolare lembo nel cuore della Puglia, tra le città di Bari, Brindisi e Taranto. Si estende tra le cittadine di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. Trulli, abitazioni in pietra a forma di cono, masserie e un suggestivo paesaggio rurale. E in estate, la Puglia, ha fatto registrare il pienone di turisti

 

Ancora oggi ci stupiamo che la gente si stupisca. E la cosa, che ha un che di sistematico, alla fine non ci dispiace nemmeno tanto. Per decenni completamente ignorati, in una vita fatta di social e comunicazioni, riviste e siti di ogni tipo, alla fine ci riempie ogni giorno d’orgoglio. Perché ogni giorno, a turno, quasi fosse un passaparola, questi strumenti di comunicazione ricampionano, “ricicciano” – come dicono i furbacchioni che prendono informazioni qua e là, senza indicare le fonti, che ci sembra il minimo sindacale – le informazioni sul nostro territorio, in questo caso il nostro entroterra. Dunque, non sorprendiamoci che anche l’ultimo cronista si imbatta in posti che non immaginava, dalla Valle d’Itria in poi. Insomma, il cuore verde della Puglia.

La Valle d’Itria, scriveva per esempio, in professionale reportage il Corsera, “adesso assomiglia a una immensa installazione di arte contemporanea”. Come non condividere una simile affermazione: tutto vero. Teli traforati sui quali si adagiano, descrive, le olive che cadono dai rami. All’interno del “territorio protetto dal parco delle Dune costiere di Ostuni sin sotto La Selva di Fasano, gli esemplari monumentali raggiungono i mille anni di età, come si evince dalla dimensione della circonferenza degli ulivi alla Masseria Brancati”, aggiunge.

 

 

SAN GIOVANNI, TORRE CANNE…

Anche attorno alla Masseria San Giovanni, non lontano da Torre Canne, e lungo il tragitto originale della Via Traiana, gli ulivi mostrano fusti longevi e si preparano alle settimane della raccolta. La Valle d’Itria non è altro che un lembo nel cuore della Puglia, tra le città di Bari, Brindisi e Taranto. Un territorio che coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge, e si estende tra le cittadine di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. La principale peculiarità della Valle, ne abbiamo scritto in più occasioni, sono i trulli, abitazioni in pietra a forma di cono, le masserie e il paesaggio rurale in genere caratterizzato dall’elevato uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco e dal terreno di colore rosso acceso, tipico di questa porzione di Puglia.

Non è un caso che questa vasta area venga definita “Valle dei Trulli” che comprende le cittadine di Alberobello, Ceglie Messapica, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e altre contrade esistenti nel territorio di Ostuni al confine con Martina.

 

 

SUA ALTEZZA, MARTINA!

Quest’ultimo comune, fra gli altri, registra la massima altitudine (430 metri sul livello del mare) risultando anche il più popolato della Valle d’Itria, con Taranto, capoluogo di provincia più vicino e meglio collegato, distante una quarantina di chilometri da ogni comune.

Martina Franca, una scoperta che fa anche il Corsera, attraverso il suo puntuale reportage: la cittadina in provincia di Taranto, ha una flora che si compone di tratti di bosco e di macchia mediterranea, alternata a vigneti da cui si ricavano vini bianchi tra i quali il “Locorotondo” e “Martina Franca” DOC, proseguendo con oliveti secolari dai quali si produce olio di oliva extravergine. Da qui, inoltre, è possibile ammirare aree naturali come il Bosco delle Pianelle di Martina Franca e la Selva di Fasano.

La fauna è caratterizzata da volpi, ricci, pettirossi, falchi e diversi rapaci notturni, cinghiali, istrici, gatti selvatici, scoiattoli e daini; uccelli migratori di passaggio come cicogne bianche, gru, storni e tordi. Nonostante sia divisa tra Bari, Taranto e Brindisi, la Valle d’Itria presenta una notevole omogeneità culturale e antropica che si riflette anche nel dialetto.