Report annuale dell’Osservatorio economico Aforisma

Puglia, dal 1982 al 2023 il numero fra anziani e giovani si è invertito. Non solo fuga di cervelli, ma anche di braccia. Grazie alla forza-lavoro degli extracomunitari, le campagne si assicurano la raccolta di ortaggi, frutta, verdura, uva e quanto necessita di lavoro costante. Molti di questi, si occupano anche del trasporto, così da fornire il raccolto dal produttore al consumatore

 

Gennaio si presenta con la solita sorpresa. Solita, perché siamo tutti a conoscenza dell’emergenza che la nostra regione attraversa non solo negli ultimi anni, bensì negli ultimi decenni. Ultimi decenni, sì, perché il problema allo stato embrionale si presenta a partire dal 1982, con un segnale che viene sottovalutato, come spesso accade. Dai cittadini, come dalla politica che, in realtà, diventa – per elezione – la sua massima rappresentanza.

Dunque, dal 1982 al 2023 in Puglia il numero di anziani ed il numero di giovani si è invertito. Basti pensare a un po’ di numero elaborati sul finire dello scorso anno. Nel 1982 i minori residenti nella nostra regione erano il 32,50 %. Oggi, udite udite, sono il 15,64 %. Secondo previsioni, di questo passo nel 2038 i minorenni residenti in Puglia saranno il 10,82%. Facciamo ancora due conti: gli anziani nel 1982 erano il 9,89%, oggi sono il 21,46% e nella proiezione al 2038 saranno il 25,75 %.

Non sono numeri sorteggiati e lanciati sul tappeto a casaccio, come se stessimo ancora giocando a tombola. E’ il nuovo report annuale dell’Osservatorio economico Aforisma presentato in un incontro con la stampa e gli strumenti di informazione, nella sede di “Aforisma School of Future”. È il risultato di un lungo lavoro di analisi e di approfondimento sui dati della Puglia e dell’Italia. Durante il confronto, solo per questioni di tempo, non sono stati analizzati alcuni segnali scaturiti dalle stime, ma di sicuro un’analisi più approfondita da parte di tecnici iperprofessionali come quelli dell’Osservatorio cui siamo tutti riconoscenti, prima o poi sarà divulgata.

Solo fuga di cervelli, ma anche di braccia. Ecco perché ci viene da ribadire che qualsiasi atteggiamento nei confronti di extracomunitari che chiedono lavoro e rappresentano la manovalanza nelle campagne, per la raccolta di ortaggi, frutta, verdura, uva e quanto necessita di lavoro costante, è completamente fuori luogo. Senza contare che molti di questi, si occupano del trasporto, così da fornire il raccolto dal produttore al consumatore.

 

 

TAVOLA ROTONDA…

Una pubblicazione illustrata da Andrea Salvati, direttore dell’Osservatorio e da Davide Stasi, responsabile degli studi dell’Osservatorio. Analisi e approfondimenti dei dati socio-economici hanno offerto lo spunto per riflessioni e commenti in un interessante vertice al quale hanno preso parte la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, l’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo, l’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese, il presidente reggente di Confindustria Lecce Nicola Delle Donne, il segretario confederale di Cgil Lecce Tommaso Moscara, i docenti Unisalento Guglielmo Forges Davanzati e Marco Sponziello, i giornalisti Francesco Gioffredi e Tonio Tondo. I lavori sono stati introdotti da Salvati che ha evidenziato i trend demografici.

Nel 1982 i minori erano il 32,50% della popolazione pugliese, è stato spiegato, oggi sono il 15,64 per cento e in una proiezione elaborata fino al 2038 rappresenteranno appena il 10,82 per cento; mentre gli anziani nel 1982 erano il 9,89 per cento, oggi sono il 21,46 per cento e nella stessa proiezione saranno il 25,75 per cento della popolazione. Questo cambiamento non può che incidere sulle attuali e future scelte economiche.

 

 

…QUALCOSA NON QUADRA

Lo scorso anno, ha poi proseguito il responsabile degli studi dell’Osservatorio, l’economia pugliese è cresciuta in maniera più moderata rispetto al periodo post-Covid. Si è infatti esaurito l’effetto di rimbalzo. Nel primo semestre del 2023 il Pil è aumentato dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con la media nazionale. Tale crescita si è indebolita nel terzo e nel quarto trimestre. Questa decelerazione è dovuta all’andamento dell’industria pugliese che ha risentito del peggioramento dello scenario congiunturale (in rallentamento anche l’economia nazionale e quella globale).

Dato sul quale riflettere, a proposito delle stime divulgate nel corso dell’incontro. Su base annuale, dal 30 novembre 2022 al 30 novembre 2023, le imprese pugliesi sono diminuite di 1.963 unità: da 332.997 a 331.034. La flessione è stata dello 0,6 per cento. La contrazione maggiore si registra nell’agricoltura: -2.233 unità (da 77.619 a 75.386), pari a un tasso negativo del 2,9 per cento. Il commercio passa da 95.635 a 93.933. Nonostante la crescita delle attività di e-commerce, il saldo negativo è principalmente dovuto alla chiusura dei negozi di vicinato: meno 1.702 unità pari a un calo dell’1,8 per cento. In contrazione anche le attività manifatturiere: da 23.723 a 23.276. Il saldo registra 447 imprese in meno pari a una decrescita dell’1,9 per cento.