Uccisa a Capodanno da un colpo di pistola

Sarebbe stato un suo stesso nipote a premere il grilletto. Botti di fine anno e città con altri episodi simili, che non hanno insegnato nulla

 

Ma è ancora normale far passare per tollerabile l’eccesso di un altro Capodanno accolto con fuochi d’artificio? La concessione di un’ora di follia all’anno, estesa a tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri, gente all’apparenza normale, addirittura “onorevole”, fino a poveracci e mentecatti. Tutti in quel range, il 31 dicembre – dalla mezz’ora prima alla mezz’ora dopo la mezzanotte – si sentono autorizzati a fare qualcosa che normalmente non penserebbe mai di compiere. Come sfasciare qualsiasi cosa; lanciare dal balcone, fantozzianamente, cucine per schiantare un’auto sottostante; contrario ai botti, per una volta c’è chi si concede una santa Barbara; ribaltare un’auto per puro divertimento; farsi un selfie sotto una galleria di fuochi e petardi che mettono a rischio l’udito. Maledetti social.

Già questo basterebbe e avanzerebbe per mettere fine al concetto di “Capodanno all’italiana”. Non c’è altro Paese civile nel quale si celebra in questo modo l’uscita di scena del vecchio anno e l’ingresso del nuovo. Ma in Italia, Paese che non conosce limiti e concessioni, ogni anno si festeggiano insieme l’ingresso del nuovo anno e l’imbecillità del genere umano, italico sarebbe forse meglio scrivere.

 

 

BOTTI COSI’ NECESSARI?

Se proibire fuochi e festeggiamenti così esagerati significa salvare anche una sola vita, ma anche un arto, tre dita, due mani, allora cosa aspettiamo. Facciamo in modo che questo non accada più. Leggi severe, controlli all’origine e, pazienza, se il business di fine anno fa campare centinaia di napoletani che a Capodanno si riempiono le tasche. Lavorassero tutto l’anno, piuttosto di ridurre il proprio guadagno a un solo giorno, a poche ore.

Invece: “Come Beirut” titolano i giornali il giorno dopo. Così, episodi violenti, ferimenti gravi e un omicidio. Perché anche questo è un rituale. Accendere la tv, al primo tg nazionale alzare il volume per ascoltare il bollettino di guerra.

Un omicidio. Sì, un altro. E’ successo che nella provincia di Napoli, Afragola, un’anima innocente, Concetta Russo, sia morta per mano della follia criminale di chi festeggia l’ingresso del nuovo anno a colpi di pistola. Si spara all’impazzata, sul balcone, da una finestra, dalla strada, perfino in casa, fra quelle quattro mura domestiche. E che in casa siano decine le persone, chi se ne frega. Uno spara, ammazza e poi si pente: “Non l’ho fatto apposta!”. Due volte criminale.  Ad Afragola quel gioco è diventato un dramma, una sciagura. In un ottimo resoconto per La Stampa, Manuela Galletta scrive di “proiettili schizzati in aria” che disegnano traiettorie conosciute e talvolta drammatiche.

 

 

CONCETTA, LASCIA DUE FIGLI

Concetta aveva cinquantacinque anni, è morta al “Cardarelli” di Napoli a causa delle ferite riportate alla testa. Un’altra donna, residente nel quartiere napoletano di Forcella, è stata ricoverata per la ferita d’arma da fuoco rimediata mentre era sul ballatoio della propria abitazione. Due storie di sangue e morte figlie di una sciagurata e criminale usanza.

Concetta, sposata e madre di due figli, è stata raggiunta da un proiettile vagante così da trasformare la festa in tragedia. I carabinieri hanno subito ascoltato ascoltate le persone presenti in casa, circa una decina. Sono in corso anche i rilievi balistici, necessari a definire la provenienza del colpo di pistola. Nessuna pista, in queste fasi iniziali, è ovviamente esclusa ma l’ipotesi più accredita è quella di un incidente maturato all’interno della stessa abitazione dove Concetta era ospite. Nativa di Napoli, la donna si era trasferita a Pantigliate, in provincia di Milano. Era giunta ad Afragola in vacanza per festeggiare con i parenti l’ingresso di un 2024 che non vedrà mai.

Avrebbe già un nome la persona che avrebbe sparato il colpo di pistola fatale. Secondo i carabinieri sarebbe Gaetano Santaniello, quarantasei anni, nipote della vittima. L’uomo, secondo NapoliToday, è stato fermato a Casoria, indiziato di omicidio colposo, porto abusivo di arma in luogo pubblico e ricettazione.

 

 

STRAGE SENZA FINE

L’episodio che ha visto vittima la povera Concetta Russo, come ricorda Manuela Galletta sulla Stampa, riconducono storie simili, ma con la tragica, identica fine. Come quella di Giuseppe Veropalumbo, trent’anni, carrozziere, fulminato da un proiettile vagante esploso durante i festeggiamenti del Capodanno del 2008. Giuseppe era in casa, a Torre Annunziata, con la moglie e i parenti quando un proiettile, partito dall’esterno finì proprio in quell’appartamento, centrandolo senza dargli scampo. Un omicidio che non ha ancora un responsabile, nonostante la procura della Repubblica di Torre Annunziata abbia per anni condotto le indagini su quel drammatico evento.

E’ il 2009, l’anno successivo, altro omicidio, altra bravata. Quel Capodanno registra la morte di Nicola Sarpa, venticinque anni. Il giovane si era affacciato al balcone di casa, ai Quartieri Spagnoli, per richiamare il fratellino più piccolino che era sceso in strada a festeggiare, quando dalla pubblica via partì un colpo di pistola che freddò Nicola. Stavolta le indagini riuscirono a individuare il responsabile, una donna: a sparare, infatti, fu la figlia dell’allora boss Salvatore Terracciano, Manuela, che è stata condannata in via definitiva.

Storie che, evidentemente, non hanno insegnato granché.