L’omicidio di Thomas, un diciassettenne a Pescara, autori due quindicenni

«In concorso tra loro», svela il quotidiano Il Centro, «annientavano la vittima infliggendogli venticinque coltellate, arrecando sevizie e operando con crudeltà, mediante calci e sputi mentre era riverso sul terreno esanime». Nonna Olga: «La verità, prima o poi viene a galla». Il fratello di uno dei presunti assassini: «Se ha sbagliato dovrà pagare: chiediamo scusa alla famiglia della vittima, non si meritava questo»

 

Venticinque coltellate. Quindici dal primo, il più spietato, degno del ruolo di cattivo di un film di Sergio Leone, e che giustifica quel gesto come una esecuzione eseguita per motivi di rispetto; dieci dall’altro, l’amico, che vuole macchiarsi dello stesso delitto in una sorta macabra solidarietà. Venticinque coltellate in tutto.

Due assassini, appena quindicenni; una vittima, Christopher Thomas Luciani, un diciassettenne, ucciso domenica pomeriggio in un modo così violento, sullo stile di Arancia meccanica, il capolavoro di Stanley Kubrik per intenderci.  Lo scenario, un parco del centro di Pescara, in Abruzzo, una regione martoriata dal terremoto del 2009, ma sostanzialmente mite, mai scossa da una cronaca nera così cruenta.

Non accade sempre in estate, ma la stagione calda, evidentemente, indica un indirizzo ai fatti di cronaca, molti dei quali rimasti impressi nella memoria collettiva. Simonetta Cesaroni, ammazzata a Roma, una storia di inaudita violenza, era il ’90; Pietro Maso che, a Montecchia di Crosara (Verona), con l’aiuto di tre amici infierisce sui suoi due genitori per entrare in possesso dell’eredità per spassarsela subito; Olindo e Rosa, che ad Erba (Como) uccisero a colpi di coltello e spranga quattro vicini, risparmiandone un quinto, pensando fosse morto; Sabrina e Cosima Misseri che soffocarono la povera Sarah Scazzi ad Avetrana (Taranto). Per non parlare del delitto di Cogne, con tanto di plastico esibito da Bruno Vespa nel suo Porta a porta: mamma Annamaria che in impeto di rabbia si scaglia contro il piccolo Samuele.

 

 

MINORENNE, UCCISO DA COETANEI

Un omicidio su un minorenne commesso da due suoi coetanei. A causa di un debito di duecentocinquanta euro accumulato per droga. Ma non è finita. Emergono, infatti, nuovi dettagli sul delitto. Come gli sputi sulla vittima agonizzante. Addirittura una sigaretta spenta sul suo volto. Per poi dileguarsi dal luogo dell’omicidio e andare al mare, ricordando la bravata con battute macabre su come avevano annientato il loro coetaneo.

I primi dettagli li riporta il quotidiano abruzzese “Il Centro”. Il cronista riporta stralci del decreto di fermo: i due quindicenni «in concorso tra loro, uccidevano Christopher Thomas Luciani con 25 coltellate, arrecando sevizie e operando con crudeltà, mediante calci e sputi mentre era riverso sul terreno esanime». Le deduzioni alle quali la stampa e l’agenzia Ansa, puntuale, fanno riferimento, scaturisce dallo stesso decreto nel quale si legge: «Quanto emerge è l’assenza di empatia emotiva con un fatto di tale inaudita efferatezza, tale da inveire sul cadavere, recandosi presso lo stabilimento balneare per fare il bagno al mare, senza chiamare soccorsi o denunciare il fatto alle autorità, anzi chiacchierare con macabra ironia sul fatto appena avvenuto».

 

UN TESTIMONE LI INCHIODA

C’è un testimone che vuota subito il sacco. «“Stai zitto!”, dicevano a Thomas: ero allibito, volevo fermarli ma non sapevo come fare; sembrava che non ci stessero più con la testa; ma, nonostante quanto accaduto, siamo andati al mare a fare il bagno».

Secondo la ricostruzione questo gruppo di amici si era dato appuntamento in stazione, a Pescara, prima di trasferirsi al Parco Baden Powell. Uno dei due ragazzi indagati era già in possesso del coltello. Storia fra piccoli spacciatori, ingigantita da esempi presi a casaccio, un po’ dalla cronaca, un po’ dalla tv e, infine, dalle storie che circolano sui social, dove tutti diventano più forti e invincibili. Perché il pc, che di danni ne compie decine al giorno, è capace di rendere un qualsiasi miserabile, un eroe, applaudito – in senso virtuale – da altri fenomeni da tastiera. Quelli che il grande Umberto Eco definiva «…gli scemi del villaggio globale, gente che nemmeno al bar dello sport verrebbe considerata».

 

 

NONNA OLGA, LA DISPERAZIONE

Infine, Olga, la nonna di Thomas, che quel ragazzo un po’ sopra le righe, ma sostanzialmente in media con molti dei suoi amici. «Dove scappate, tanto la verità, prima o poi viene a galla». Lo dice, senza giri di parole al TG regionale dell’Abruzzo. «Non si può uccidere uno così: mingherlino, piccolo, un ragazzo d’oro; nella testa i grilli che hanno tanti ragazzi della sua età: non era un drogato; aveva tre anni e mezzo quando l’ho preso; l’ho cresciuto io, sono stata la mamma».

Cosa dicono le famiglie dei presunti assassini. Una dichiarazione, fra le altre, del fratello di uno dei due. «Se ha sbagliato dovrà pagare: chiediamo scusa alla famiglia di Thomas e promettiamo che, se vorrà, gli staremo vicini: non si meritavano assolutamente questo; ho pianto un sacco per Thomas: mi spiace non ci sia più; quanto a mio fratello, paghi il giusto per quello che ha fatto: ha bisogno di fare gli anni negli istituti dove può essere aiutato, non chiediamo sconti, crediamo nella giustizia».

Dopo l’estate, come tutti i gialli da audience, aspettiamoci non uno, ma più “speciali” di Porta a porta. Bruno Vespa, un “piatto” così ricco non se lo lascia sfuggire.