Una insegnante di religione improvvisa una lezione ed è caos

Genitori infuriati. «Chi autorizza una docente di quinta elementare a tenere una lezione non prevista dal programma scolastico?». «I nostri figli sono tornati a casa traumatizzati, c’è chi urla, non ci rivolge più la parola…». L’imbarazzo della dirigente scolastica, l’invito dei papà e delle mamme ad avere spiegazioni esaurienti

 

«Maestra, cosa le salta in mente di chiedere a mio figlio, un bambino di appena nove anni, se crede ancora a Babbo Natale? Lo sa che mio figlio è traumatizzato?». Una mamma rimasta di stucco, non appena ha saputo dal figliolo che la sua insegnante di religione aveva voluto uscire dal seminato e, dunque, dalle linee-guida imposte dal programma riservato alle scuole elementari.

La notizia viene riportata dal quotidiano toscano la “Nazione”, ripreso dal laziale “Messaggero”, per segnalarlo a quanti svolgono attività educativa in un momento in cui in Italia, proprio la questione-educativa, è al centro di un lungo a appassionato dibattito.

Dunque: «Chi di voi crede ancora a Babbo Natale?». Questa la domanda che l’insegnante di religione finita nell’occhio del ciclone, ha rivolto ai bambini di una quinta elementare di Coverciano (Firenze) che provoca grande risentimento nei genitori e, in qualche caso, anche negli stessi colleghi dell’avventata insegnante. Il confronto fra maestra di religione e classe di quinta elementare, ha anche un epilogo. Le risposte, infatti, non sono tardate ad arrivare: in sei hanno risposto “sì”, sei hanno risposto “no”, due “forse”. In realtà, a sconvolgere i genitori non è stata tanto la risposta al quiz rivolta ai bambini, quanto la domanda posta dall’insegnante.

 

 

UN BRUTTO TRAUMA

Un po’ degli alunni tornati a casa dopo questa improvvisata lezione su quell’omone vestito di rosso che porta regali a tutti i bambini del mondo a tempo di record, hanno chiesto spiegazioni ai genitori. «Papà, mamma, ma allora Babbo Natale non esiste? Perché mi avete mentito?».

L’accaduto è stato raccontato proprio dai genitori degli alunni dell’istituto toscano, sostenendo che la lezione sarebbe andata avanti con una spiegazione sullo spirito del Natale, prendendo spunto dalla storia di San Nicola, vescovo di Myra, che avrebbe contribuito a creare il mito di Babbo Natale.

Una volta confrontatisi fra loro, all’ingresso della scuola, i genitori della classe di quinta elementare di Coverciano, hanno deciso di rivolgersi alla dirigente scolastica, attraverso un atto formale: tramite pec. Con la mail “raccomandata” hanno chiesto alla dirigente delucidazioni, con lo scopo che episodi simili non abbiano più a ripetersi.  L’indignazione dei genitori scaturisce, intanto, dal fatto che innanzitutto l’argomento non è previsto nel programma scolastico, spiegando che la domanda posta dalla maestra sottintende che Babbo Natale non esista. I genitori, pertanto, sottolineano l’indelicatezza della maestra di religione che non avrebbe lontanamente pensato che un tema così delicato potesse traumatizzare i ragazzi.

 

 

«NON FINISCE COSI’…»

Secondo quanto riportato da “La Nazione”, i genitori sarebbero andati su tutte le furie nelle chat di gruppo della classe, tanto che qualcuno di loro avrebbe scritto: «Ma come si permette?», «Mio figlio è traumatizzato», un altro ancora: «Mio figlio grida, mi odia e non mi parla più!».

I genitori asseriscono convinti che nessuna insegnante abbia il diritto di spezzare la magia del Natale. «Non c’è nulla di male se i bambini credono all’esistenza di un uomo che gira il mondo su una slitta a portare regali, magari vogliono continuare a vivere questa favola, scrivere la letterina e sentire il profumo di una magia». Dirigente scolastica e genitori ora pensano che un nuovo confronto, svolto con la massima accortezza, tra maestra e alunni, possa essere utile ai bambini per capire il senso del Natale. In quanto, si augurano i docenti, e lo stesso i genitori degli alunni, il Natale non dovrebbe essere inteso solo come “la festa dei giochi” ma assumere un significato molto più profondo.