«Attrezzati contro il virus»

Intervista a Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl

«Attivate le strutture di ricovero. Il “distanziamento sociale” ha permesso di non avere una diffusione massiccia. Concittadini collaborativi: i comportamenti individuali determinano il risultato collettivo. Gestire la ripresa con intelligenza. Sistema sanitario attivo e Residenze sanitarie assistenziali sotto costante controllo».

In queste settimane stiamo svolgendo anche attività informativa sul Covid-19 attraverso sito, web radio e canale youtube. Per la rubrica “Con parole mie”, oggi abbiamo ospitato il dott. Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di Taranto. A lui abbiamo rivolto domande per conoscere da vicino, nel rispetto del “distanziamento sociale”, l’attività dell’Asl, l’Azienda sanitaria locale impegnata nel contrasto al diffondersi del virus che ha messo in ginocchio il mondo intero.

Direttore, letteralmente bombardati da informazioni, talvolta anche approssimative, qual è ad oggi la situazione nella provincia di Taranto a proposito del Covid-19?

«Incrociamo le dita, fino a questo momento è tutto sotto controllo, nonostante si tratti di un’emergenza molto importante; pur avendo registrato il primo caso di coronavirus nella nostra regione, abbiamo avuto il tempo necessario per organizzarci meglio di quanto, invece, non è stato possibile fare nelle altre regioni d’Italia; nella nostra provincia abbiamo attivato un’azione di contenimento mettendo in isolamento domiciliare fino a milleduecento persone, con particolare riferimento al periodo di inizio marzo, quando hanno fatto ritorno dal Nord numerosi concittadini purtroppo già contagiati dal virus; contenuto i casi, abbiamo avuto il tempo necessario per attivare le strutture di ricovero in grado di poter sostenere il carico di soggetti positivizzati da quel momento in poi».

Un momento di difficoltà, rispetto all’attività quotidiana?

«Non abbiamo mai avuto difficoltà – lo confermano i colleghi ospedalieri – ad offrire le migliori cure del caso a soggetti che presentavano patologie legate al virus, anche se ci sono stati decessi – purtroppo, anche uno solo di questi per chiunque rappresenta un dramma… – in numero contenuto rispetto ad zone anche vicine alla nostra provincia; detto questo, nelle nostre strutture sanitarie attrezzate abbiamo accolto anche pazienti provenienti da altre province e regioni. Avendo qualche giorno in più a disposizione, grazie alle azioni di contenimento varate da Governo centrale e Regione Puglia, il “distanziamento sociale” ha permesso di non avere una diffusione massiccia come accaduto in altre aree; da un lato ci ha allungato il periodo di ripresa delle normali attività sociali, dall’altro ci è stata data la possibilità di gestire meglio un problema non sempre di facile soluzione».CONVERSANO Copertina I GIORNI - 1Come possiamo interpretare i dati, spesso contrastanti?

«Bisognerebbe vedere quanti sono risultati i casi positivi rispetto ai tamponi eseguiti: nonostante questi siano aumentati, il contagio è in calo: questo dato dà l’idea su quanto la circolazione del virus sia stata ridotta; ripeto, fondamentali le misure di contenimento, anche grazie all’attenzione posta dai nostri concittadini: sono, infatti, i comportamenti individuali che, alla fine, fanno il comportamento collettivo. Mi permetto di rivolgere un suggerimento ai giornalisti, fra le tante domande ponete anche la seguente: “Avete posti liberi nei reparti Malattie infettive, in Pneumologia, come è messa la Terapia intensiva?”. Risposta: l’altro giorno avevamo sei, sette pazienti rispetto ai ventiquattro posti attrezzati; questo dà il senso di preparazione del Sistema sanitario rispetto all’eventuale emergenza».

Residenze sanitarie assistenziali, un tema che al momento non ci sta sfiorando.

«Sempre facendo i debiti scongiuri, le RSA sono i punti critici di ogni area. Come accaduto non solo al Nord, ma anche in altre province pugliesi, le Residenze sanitarie assistenziali possono rappresentare una concentrazione di anziani malati, che potrebbe diventare esplosiva in qualsiasi momento; complessivamente, fra tutti i nostri Centri, all’inizio del diffondersi del coronavirus abbiamo registrato un paio di casi sospetti, ma immediatamente tenuti sotto controllo: fra operatori e degenti non c’è stato alcun caso in strutture di riabilitazione, assistenziali e socio-assistenziali; anche questo risultato, insieme alla nostra azione costante, si deve all’attività di controllo che stanno svolgendo titolari e società che gestiscono queste strutture: nel caso ci fosse segnalato un assistito con febbre ci attiveremmo con urgenza per praticare il tampone e avere immediatamente l’esatto stato di salute del soggetto in causa; qualora l’anziano risultasse positivo al controllo, verrebbe isolato in una stanza dedicata a questo tipo di emergenza».

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni, qual è la prospettiva per l’estate?

«Non si può continuare ad affrontare l’emergenza restando chiusi in casa e bloccando qualsiasi tipo di attività sociale; come ha detto Pierluigi Lopalco, coordinatore scientifico della task-force regionale, dobbiamo gestire il momento di ripresa con intelligenza cercando di proseguire quelle azioni di distanziamento sociale che ci possono permettere di tenere bassa la circolazione del virus; perché se è vero che in autunno potrebbe esserci una ripresa del contagio, è anche vero che con una ripartenza alla carlona, due settimane dopo potremmo trovarci nuovamente a fare i conti con un nuovo picco di contagi: non possiamo permettercelo, sarebbe grave sì per la nostra economia, ma daccapo drammatico e letale per la nostra salute».

Dunque, la ripresa delle attività.

«Massima prudenza, dal nostro canto rafforziamo quelle azioni di identificazione per contenere possibili focolai, isolando in tempi brevi i contatti stretti di quel preciso gruppo eventualmente interessato dal virus; dunque, se i contatti stretti non saranno quelli – per intenderci – di locali da ballo, che renderebbero impossibile l’opera di contenimento, saremo nelle condizioni di isolare subito qualsiasi contagio sul nascere. Temo, però, che una simile modalità ci toccherà ancora per diverso tempo, fino a quando cioè un vaccino o una terapia efficace – senza effetti collaterali – potrà finalmente aiutarci ad uscire dall’incubo e debellare questa pandemia».

Ex Ilva, prima “vittima”

Coronavirus, dipendente licenziato per commento su Facebook

Secondo un sindacalista, Arcelor Mittal non avrebbe gradito il commento “social” di un operaio a proposito delle misure adottate dall’azienda contro il Covid-19. Sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia.  Calano intanto i contagi, aumentano i decessi di anziani nelle case di cura nel Salento.

Un dipendente di ArcelorMittal di Taranto sarebbe stato «licenziato per aver commentato sulla propria bacheca di Facebook quel che realmente accade in fabbrica». La notizia circola in queste ore, agenzie e testate online l’hanno subito postata, i quotidiani ieri stesso l’hanno pubblicata sui propri siti, mentre questa mattina la riportano sui giornali in edicola. La vicenda è stata resa nota con la denuncia fatta pervenire agli Organi di informazione, da Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb.

Secondo quanto appreso, l’operaio impegnato nel reparto Treno-nastri, aveva criticato attraverso il popolare social quelle che, stando sempre a quanto riportato nella nota sindacale, le condizioni di lavoro all’interno del siderurgico tarantino.

«Al lavoratore licenziato – che non è nostro iscritto, precisa Rizzo – va ovviamente la solidarietà di tutta la nostra organizzazione sindacale». All’interno di quanto inviato alla stampa, il sindacalista coglie l’occasione per segnalare una presunta disparità di trattamento nel pagamento delle aziende dell’indotto. «Ci risulta – sostiene Rizzo – che i bonifici siano arrivati ad alcune aziende del Nord, diverso trattamento per quelle locali, che attendono, invece, pagamenti degli arretrati».

DECESSI, VENTICINQUE IERI IN PUGLIA

Intanto sono venticinque i nuovi decessi in Puglia causati dalla pandemia da Coronavirus. Cinque in provincia di Bari, undici in provincia Bat, tre in provincia di Brindisi, tre in provincia Foggia, due in provincia di Lecce, uno in provincia di Taranto. E’ bene puntualizzare che la Regione Puglia, però, chiarisce che si tratta della somma di pazienti morti anche nei giorni scorsi, non solo nella giornata di ieri cui si riferisce il bilancio.

I decessi dall’inizio dalla pandemia, dall’inizio della pandemia sono 351. Cinquantacinque sono i nuovi casi di contagio (lunedì erano stati 38): 19 nella provincia di Bari; 3 nella provincia Bat; 4 nella provincia di Brindisi; 28 nella provincia di Foggia; 1 nella provincia di Taranto. Tre i casi registrati lunedì nella provincia di Bari e uno nella provincia di Brindisi, attribuiti nel bollettino di ieri. I pazienti guariti sono 459, quelli ricoverati 634 (lunedì erano 650). Sono, invece, 1.477 pugliesi in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 45.984 test, i contagi totali sono 3.622.

RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI, APPELLO

Salgono a sedici, invece, gli anziani ospitati nella Rsa, la Residenza sanitaria assistenziale “La Fontanella” di Soleto, in Salento, ad essere deceduti una volta risultati positivi al Covid-19. Ultima vittima, una donna di novantadue anni. Causa le criticità delle patologie di cui soffriva, l’anziana era stata condotta in ospedale, a Lecce, dove è deceduta. Nella residenza, da fine marzo commissariata dalla Asl, erano risultati positivi quasi tutti gli anziani ricoverati e molti operatori sanitari in servizio, tra cui la direttrice.

Intanto, a proposito delle Rsa, c’è l’appello del presidente regionale di Assoap, Fabio Margiglio. «Aiutateci, non sappiamo più come fare, non possiamo resistere così a lungo, venite a riprendervi i vostri cari, se potete, riportarteli nelle vostre case, abbiate cura personalmente di loro, oppure venite qui nelle residenze ad aiutarci, in barba ai divieti ma consapevoli che porterete il virus, fate la vostra scelta nel silenzio assoluto delle istituzioni che parlano con le loro circolari». E’ l’appello che lancia di Margiglio, per conto dell’associazione delle strutture socio assistenziali pugliesi.

Nella nota inviata alla stampa, Margiglio evidenzia che anche qualora si dovesse continuare «a negare le visite ai parenti, il virus entrerà attraverso il personale asintomatico che man mano ricomincerà a vivere, ad uscire, a vedere altra gente». Le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e Rssa (Residenza socio sanitaria assistenziale per anziani) sono finite al centro di alcune inchieste delle Procure dopo contagi diffusi e decessi registrati tra ospiti e personale.

Coronavirus, segnali positivi

Calano contagi e decessi

Tenere alta la guardia, per evitare il ripetersi di focolai

Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, almeno 181.228 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (2.256 in più rispetto a domenica, per una crescita dell’1,3%). Di queste, 24.114 sono decedute (+454, +1.9%; ieri +433) e 48.877 (+1.822, +3.9%; ieri +2.128) sono state dimesse. Si tratta sostanzialmente di dati positivi. Per la prima volta dall’inizio della pandemia, infatti, il numero di positivi è sceso. Dati sono stati forniti dalla Protezione civile.

Cresce, seppure leggermente, il numero dei nuovi contagi da Coronavirus in Puglia. Ieri erano 120 su 2.175 tamponi eseguiti, mentre domenica erano 82 su 2.145 tamponi eseguiti. Cala invece il numero dei decessi: nella giornata di ieri ne sono stati registrati due (provincia di Foggia e Brindisi). Complessivamente le vittime del Covid in Puglia sono 316. Delle nuove infezioni, invece, 35 si sono registrate in provincia di Bari e 30 nel Foggiano. I pazienti ricoverati negli ospedali attualmente sono 650, quelli guariti e dimessi 427, mentre i pugliesi in isolamento domiciliare sono 1.432.

SINDACATI POLIZIA, EMILIANO TACE

Lo scorso 10 aprile, i referenti regionali delle Organizzazioni Sindacali SIM Guardia di Finanza, SIM Carabinieri e SAP Polizia di Stato, avevano chiesto al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di valutare l’attivazione di idonei protocolli per la salvaguardia della salute del personale delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico, operante in prima linea e maggiormente esposto al contagio. «Prendiamo atto del silenzio – scrivono, fra le altre cose, in una nota i sindacati delle Forze di polizia – del Presidente Emiliano che, ad oggi (ieri, comunque dopo dieci giorni, ndr), non ci è pervenuta alcuna risposta».

TARANTO, MOLTI CONTROLLI, POCHE SANZIONI

Nessun rallentamento nelle attività di controllo degli agenti della Polizia Locale, coordinati dal comandante Michele Matichecchia. Nel fine-settimana sono state controllate 169 persone, 3 delle quali sanzionate per assenza di adeguata giustificazione all’abbandono del proprio domicilio. I controlli sono stati effettuati anche a bordo di bus urbani ed extraurbani, riscontrando la scarsa presenza di passeggeri. Controlli effettuati anche nei mercati, nei pressi di banche e supermercati, per verificare il rispetto del distanziamento sociale. Le auto di servizio, infine, hanno continuato a diffondere tramite altoparlante il messaggio di invito a rimanere in casa.

 

BALNEARI PUGLIESI, QUASI QUASI NON APRIAMO

«Stiamo facendo tutte le simulazioni possibili, ma il rischio è che alla fine, fatti i conti, non convenga aprire». Giuseppe Mancarella, presidente della Cna Balneari Puglia, esprime il suo punto di vista commentando l’esito dei test su come potrebbero essere le spiagge con il distanziamento imposto dall’emergenza Coronavirus. Le prove sono state fatte sulle spiagge di Porto Cesareo, nei lidi Le Dune, Tabù e Bacino Grande. E’ stato realizzato uno spazio ideale sulla sabbia, con delle corde a recintare un rettangolo in cui potrebbero starci due lettini e un ombrellone.

MACRON A COLLOQUIO CON PAPA FRANCESCO

Emmanuel Macron, presidente della Francia, avrà un colloquio telefonico con papa Francesco, a cui seguirà un’altra riunione telefonica con i rappresentanti dei culti e delle associazioni laiche, per la seconda volta dall’inizio della crisi del coronavirus. Il colloquio telefonico con Francesco, precisa l’Eliseo, è previsto per martedì alle ore 16.

PETROLIO AI MINIMI STORICI 

Tonfo petrolio a 7,76 dollari. Lo confermano le quotazioni del Wti che perdono il 74,22% a 4,85 dollari al barile. Wall Street, intanto, recupera: il Dow Jones perde lo 0,75% a 24.065,08 punti, il Nasdaq sale dello 0,34% a 8.678,43 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,34% a 2.864,70 punti.

PROTEZIONE CIVILE, BOLLETTINO 

Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Italia sono almeno 181.228 persone ad aver contratto il virus Sars-CoV-2 . Di queste, 24.114 sono decedute e 48.877 sono state dimesse. I dati sono stati forniti dalla Protezione civile.

GRAN BRETAGNA, IN CALO I DECESSI 

dopo i picchi europei degli ultimi 10 giorni, si attestano i segnali positivi di un calo su base giornaliera del numero di morti da coronavirus registrati in Gran Bretagna. Lo ufficializza il Ministero  della Sanità, ufficializzando altri 449 decessi nelle ultime 24 ore, circa 150 in meno del giorno precedente.

BONUS DA 600 EURO, 4,4 MILIONI DI DOMANDE 

Sono 4,4 milioni le richieste per il bonus da 600 euro, mentre 3,5 milioni sono state pagate. Lo ha dichiarato il presidente Inps, Pasquale Tridico. Le altre 900mila sono in istruttoria, anche se per la maggior parte saranno rifiutate ma ci sono approfondimenti in corso.

TEST DI MASSA, FONDAMENTALI, SECONDO L’UE

«La disponibilità di test sicuri e una politica coordinata di test di massa sono fondamentali per qualsiasi strategia di uscita dall’emergenza Covid-19. Lo ha riportato in un tweet la Commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, dopo la teleconferenza con i ministri della salute degli Stati membri dell’Ue.

NAPOLI, ZERO CONTAGI, ZERO DECESSI 

Il resoconto giornaliero del Comune di Napoli, aggiornato alle ore 11 di IERI, segnala che nelle ultime ventiquattro ore in città non ci sono stati contagi, né decessi causati dal Covid19. A Napoli è il quarto giorno consecutivo senza nuove morti. Cresce intanto il numero dei guariti, risultati cioè negativi in due tamponi.

MERKEL, INVITO ALLA DISCIPLINA

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è rivolta ai suoi concittadini durante la conferenza stampa allestita dopo la riunione dell’unità di crisi sul coronavirus. La cancelliera riconosce i buoni risultati ottenuti in Germania nella lotta al virus, ma invita comunque alla cautela: «Non sentiamoci al sicuro neppure per un secondo, sarebbe un peccato se dovessimo rilevare che il virus ritrovi forza».

PUTIN, NON ENFATIZZIAMO L’IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE 

Minimizzare l’impatto negativo dell’epidemia sull’occupazione e sui redditi delle persone. E’ l’opinione del presidente russo, Vladimir Putin, manifestata durante un incontro in teleconferenza sulla situazione sanitaria ed epidemiologica in Russia. Putin ha promesso che le autorità faranno affidamento sulle opinioni degli esperti affinché le operazioni delle industrie e delle organizzazioni siano sicure al massimo.

COVID, REPARTO CHIUSO A MONZA: TUTTI DIMESSI 

A Monza, un reparto del Policlinico adibito al trattamento di soli pazienti Covid-19, è stato sanificato e rimesso a normale regime. I quaranta pazienti fin qui ospitati sono guariti e dimessi. Lo ha reso noto il direttore generale del Policlinico di Monza Alessandro Cagliani, dopo la diffusione sui social di un video registrato dal personale sanitario che esulta per l’importante risultato registrato.

POLIZIA, SANZIONATE 8.641 PERSONE

Le Forze di polizia impegnate nella verifica del rispetto delle norme di contenimento del contagio nella giornata in un solo giorno hanno controllato 197.750 persone e 68.252 tra esercizi e attività commerciali. Secondo il Viminale, le persone sanzionate amministrativamente sono state 8.641, quelle denunciate per aver dichiarato il falso 74 e quelle denunciate per aver violato la quarantena imposta dalla positività 9. Sono stati 104 gli esercenti sanzionati, le attività chiuse 32.

 

ITALIA, ELECTION-DAY PER COMUNALI E REFERENDUM 

Approvato dal Consiglio dei ministri il rinvio delle elezioni amministrative. Sembra profilarsi l’ipotesi di un election day per le elezioni regionali e il referendum, da svolgersi tra metà settembre e dicembre. Sono sette le regioni nelle quali slitterà il voto a causa dell’emergenza coronavirus. Oltre alla Puglia, sarebbero interessate dal provvedimento anche Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Valle D’Aosta.

MEDICI UCCISI DAL CORONAVIRUS, ANCHE UN PUGLIESE

La Federazione nazionale degli ordini dei medici, che aggiorna costantemente il conto delle vittime, ha reso noto che si sono registrate ulteriori vittime: cinque. Fra i deceduti anche un medico pugliese, Antonio Lerose, otorino a Bari, prima vittima tra i camici bianchi registrata nel capoluogo. Il totale sale così a 137. Lo riferisce la federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che riporta nel suo portale listato a lutto l’elenco dei colleghi deceduti. In totale, stando ai dati aggiornati a ieri dell’Istituto Superiore di Sanità, sono 17.306 gli operatori sanitari contagiati. Il totale dei medici deceduti sale così a 136.

PECHINO AGLI USA, IL NEMICO E’ IL CORONAVIRUS NON LA CINA 

Pechino scuote Washington e invita gli Stati Uniti a rendersi conto che il Covid-19 è il nemico, non la Cina. E’ la risposta del governo di Pechino al presidente americano Donald Trump, circa l’invio di un team in Cina per indagare sull’origine della pandemia da coronavirus, manifestando eventuali misure di sicurezza in caso di responsabilità da parte del Paese asiatico.

 

SIRIA, NELLE CASE DANNEGGIATE DAI BOMBARDAMENTI

La paura da coronavirus sta quasi obbligando decine di migliaia di sfollati siriani a tornare nelle proprie case, anche se danneggiate dal conflitto, dopo esser fuggiti nei mesi scorsi. Lo ha riferito riferisce l’Ufficio dell’Onu per il coordinamento umanitario.

RIMPATRIATI GLI ITALIANI BLOCCATI IN FLORIDA 

Dopo un periodo, in attesa di poter rientrare, sono giunti lunedì mattina alle 7.45 all’aeroporto di Fiumicino, un centinaio dei circa centoquaranta ragazzi italiani del progetto Disney rimasti bloccati in Florida.

IMPRESE, CINQUANTAMILA A RISCHIO-FALLIMENTO 

Bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, discoteche, pasticcerie, stabilimenti  balneari. In breve, il settore dei pubblici esercizi è in uno stato di crisi profonda. I numeri li snocciola Fipe-Confcommercio, che stima trenta miliardi di euro di perdite, cinquantamila imprese a rischio chiusura e trecentomila posti di lavoro in bilico a causa della crisi innescata dall’epidemia.

CALCIO, NON E’ UNA PRIORITA’

L’“app”, uno degli strumenti attraverso i quali costruire la fase 2 dell’emergenza coronavirus, potrà essere utile in futuro per rafforzare la sanità digitale di questo Paese, ha dichiarato Roberto Speranza, ministro della Salute.  Speranza ha anche risposto a una domanda sull’eventuale ripresa del campionato di calcio. Con più di 400 morti al giorno, ha detto, questa può essere considerata l’ultima delle priorità».

CINA, ARRIVA MATERIALE MEDICO-SANITARIO 

E’ partito da Pechino, destinazione Milano Malpensa, un nuovo aereo cargo speciale per l’invio di materiale medico-sanitario da destinare all’emergenza Covid-19 in Italia. L’annuncio in una nota dell’ambasciata d’Italia a Pechino. Negli ultimi giorni sono arrivati in Italia già tre voli provenienti dalla Cina e un quinto dovrebbe partire nelle prossime ore, altri aerei decolleranno poi in settimana.

USA, QUARANTAMILA MORTI

Negli Stati Uniti il numero dei morti per coronavirus sale a 40.991, lo ha dichiarato il presidente Trump nel suo incontro quotidiano con i mezzi di informazione. Sale anche il numero di contagiati: 759.687.Articolo I GIORNI

A Sud, contagi limitati

Coronavirus, picco in Lombardia e nella Pianura padana

Confermano gli esperti. E se in molti non fossero fuggiti dalle regioni del Nord sottoponendosi ai controlli, i danni in Meridione sarebbero stati più contenuti. Poi il DPCM ha limitato i contatti sociali. Secondo il virologo Roberto Burioni, andando verso l’estate il virus potrebbe diminuire i suoi effetti gradualmente, fino a sparire come accade per il raffreddore.

Il virologo Roberto Burioni, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” in Rai, ha provato a spiegare perché il coronavirus starebbe avendo una diffusione più limitata al Sud mentre al Nord, Lombardia in particolare, ha avuto effetti disastrosi.

Perché il virus sarebbe meno contagioso nelle regioni meridionali. Secondo gli esperti, conferma il popolare virologo nel salotto televisivo domenicale, nelle regioni del Sud si registra una percentuale di riproduzione inferiore a uno. Ciò significa che i casi accertati non sarebbero particolarmente diffusi rispetto alla media nazionale e, in particolare, al Nord. Non ci sarebbe stata, comunque, una significativa circolazione del virus in questa parte d’Italia se non ci fosse stato un numero così elevato di persone rientrate, per esempio, dalla Lombardia. Persone che si sono ammalate, contagiando in alcuni casi familiari, amici oppure operatori ospedalieri. Poi il DPCM, più restrittivo. Una misura provvidenziale nella tempistica che ha limitato i contatti sociali proprio nel momento in cui i meridionali in fuga dal Nord, stavano inavvertitamente portando il virus a casa (rischio diffusione nei pub, allo stadio, ai concerti).

CLIMA MITE DETERMINANTE

Burioni non canta vittoria, anzi, si fa  prudente. Secondo il virologo potrebbe avere un ruolo determinante il clima è più mite. Andando verso l’estate, questa la sua opinione, il Covid-19, più noto come coronavirus, potrebbe addirittura diminuire i suoi effetti gradualmente, fino a sparire come accade per il raffreddore. Ma, attenzione, elemento da non sottovalutare: in autunno potrebbe tornare.

Al Sud Italia l’epidemia di Coronavirus, dunque, circola meno. Le regioni meridionali sono rimaste ai margini della circolazione dell’infezione, che invece ha dilagato al Nord, in particolare nella pianura Padana. Se provassimo a sommare tutti i dati dei casi positivi (casi, non decessi) in Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata e Molise, avremmo grossomodo la metà di quelli del solo Veneto; un terzo di quelli dell’Emilia Romagna e meno di un decimo di tutti quelli della sola Lombardia.

MENO CONTAGI

E nonostante il Sud sia un’area densamente popolata come quella del Mezzogiorno, in particolare, quasi venti milioni di abitanti così suddivisi: sei milioni in Campania, cinque milioni in Sicilia, quattro milioni in Puglia, due milioni in Calabria, un milione e mezzo in Sardegna, mezzo milione in Basilicata e trecentomila in Molise. Provando, inoltre, a fare un rapido calcolo osserviamo come il rapporto tra casi positivi e abitanti sia eccezionalmente basso. Soprattutto in Sicilia e Calabria, due delle regioni meno colpite in assoluto dall’epidemia.

C’è, inoltre, un aspetto più rassicurante. Dopo i quattordici giorni di incubazione dal momento in cui quelle migliaia di meridionali erano fuggite da Milano e dalla Lombardia per tornare al Sud, si aspettava un picco che, invece, non c’è stato. Diciamo che, con ogni probabilità, si sarà pure verificato ma è stato contenuto. L’aspetto sanitario, anche questo ha assunto un ruolo importante. Dopo i primi allarmismi e tranne poche eccezioni, nessuna situazione di grave criticità negli ospedali e nei presidi sanitari che si sono attrezzati per fronteggiare l’emergenza.

Coronavirus, vittima illustre

Scompare a settant’anni lo scrittore Luis Sepulveda

Libri e regie teatrali, schiaffi al potere. Le parabole, gli animali in relazione fra loro, grande esempio di vita per l’uomo. Torture e fughe, l’ultima lotta: restituire dignità agli indios. Il ricordo di Gianni Minà. Intanto, resta ancora alto in Puglia il numero di decessi: undici quelli registrati ieri (uno in provincia di Taranto)

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di un gatto e del topo che diventò suo amico, di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà, di una balena bianca raccontata da lei stessa. Luis Sepulveda, cileno, uno dei più grandi scrittori dell’ultimo millennio, scriveva di creature del mondo animale per spiegare l’esistenza agli uomini. Sognava di mettere in relazione buoni e cattivi, elementi di natura diversi fra loro, vicini uno all’altro. Perché questi si conoscessero, annusassero, rispettassero i loro diversi punti di vista, ma alla fine idealmente si stringessero la “zampa”.

Il tratto delle sue favole si ispiravano a Fedro, scrittore romano vissuto duemila anni fa. Anche lui, a dispetto degli uomini, uguali fra loro, cui basta una sfumatura di colore spalmata sulla pelle, per dichiarare guerra, scavava nell’animo umano per trovare quanto di buono c’è in ognuno di noi. Sepulveda, purtroppo, non c’è più, stroncato dal coronavirus che anche ieri, e lo farà anche oggi, miete vittime senza distinzione e latitudini. Il Covid-19 può colpire chiunque, buoni e cattivi. Stavolta il virus ha colpito il bersaglio grosso, ha abbattuto il buono, una bandiera che avrebbe potuto svettare per tanto ancora. Per far rispettare quanti sono indeboliti dall’arroganza del potere; a favore delle minoranze etniche, proprio perché “minori” più facili da attaccare e abbattere.

Sepulveda lo piange il mondo che si batteva per l’uguaglianza, il diritto di opinione, la democrazia. Anche buona parte del mondo della cultura rimpiange la sua scomparsa. Libri come i suoi li scrive un grande autore su mille, se tutto va bene. Ci resterà la profondità delle sue opere, l’onesta intellettuale e una infinità di titoli e storie immense, da “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” a “Incontro d’amore in un paese in guerra”, proseguendo con “Un nome da torero”.

GIANNI MINA’, IL RICORDO

«Ho voluto bene all’uomo – dice Gianni Minà, grande giornalista e profondo conoscitore del Sud America, vissuto a lungo –  ma non posso fare a meno di piangere l’intellettuale che aveva partecipato alle lotte per il riscatto dell’America Latina con il coraggio e la forza che hanno solo i visionari, i romantici, i pazzi; Lucho le battaglie non le aveva scansate, ma le aveva affrontate per davvero; era un prototipo di scrittore e guerrigliero, sempre coerente». Prosegue, Minà, autore e conduttore di fortunati programmi televisivi. «Ero stato con lui a casa sua e della sua adorata moglie, la poetessa Carmen Yanez, per due compleanni nei quali aveva riunito i suoi numerosi figli e i suoi amici sparsi in tutto il mondo. Sono state giornate indimenticabili. Mi sento più solo, ma ho l’ingenua certezza che adesso lui è ritornato a fare la guardia del corpo al suo amato presidente Allende. Ciao Lucho, mi mancherai, sapendo con certezza che mi è impossibile ogni lenimento».

Sepulveda aveva settant’anni anni. Era stato ricoverato a fine febbraio ad Oviedo, a causa di una polmonite associata al nuovo coronavirus. Sepulveda è stato il primo paziente illustre a essere risultato positivo al Covid-19. Le condizioni di salute dell’autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” e de “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” si erano aggravate nelle ultime settimane, non rispondendo in modo positivo ad antibiotici e trattamenti e avendo sommato alla polmonite anche altre patologie e problemi a diversi organi vitali.

GUERRIERO SOGNATORE

Guerrigliero, ecologista, esule politico, reporter, viaggiatore vicino ai popoli nelle zone più remote del pianeta. La difesa della libertà e dell’ambiente, due temi centrali nella sua vita, fulcro della sua scrittura, profondamente umana e carica di speranza. A soli 20 anni pubblica il suo primo libro di racconti “Crònicas de Pedro Nadie” (Premio Casa de las Americas). Consegue il diploma di regista teatrale, allestisce spettacoli, scrive racconti, fa il giornalista radiofonico e dirige una cooperativa agricola. Dopo l’adesione al Partito socialista entra nella guardia personale del presidente Salvador Allende e prosegue lo studio approfondito dei maggiori pensatori di sinistra. In seguito al colpo di stato del generale Augusto Pinochet nel 1973, Sepulveda viene arrestato due volte e in carcere, per due anni e mezzo, subisce torture. Per sette mesi è prigioniero in uno stanzino che non gli consente neppure di alzarsi in piedi.

Una lunga campagna di Amnesty International ne ottiene la liberazione, ma a prezzo dell’esilio per otto anni. Scappa in Brasile, in Paraguay, in Ecuador dove riprende la sua attività di drammaturgo e allaccia una collaborazione con l’Unesco per studiare l’impatto dell’Occidente sulla popolazione indios Shuar. Esperienza di vita con i nativi in Amazzonia che genera “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, tradotto in 35 lingue e adattato per il grande schermo vent’anni fa.

PUGLIA, UNDICI DECESSI

E a proposito di coronavirus, altra panoramica sul Covid-19 nelle nostre province. Mentre mantiene stabile il numero dei contagi da coronavirus in Puglia (ieri su 1.640 tamponi, positive 74 persone), resta ancora alto il numero di decessi, undici quelli registrati: due in provincia di Bari, quattro in provincia di Foggia, uno in provincia di Taranto, uno in provincia Bat, tre in provincia di Brindisi. Lo ha comunicato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Il numero dei decessi in Puglia sale a 299, mentre i pazienti guariti sono 334, quelli in isolamento domiciliare 1.355. Le persone contagiate dal coronavirus ricoverate in ospedale sono 661. Dei 74 nuovi casi, 24 sono stati rilevati in provincia di Foggia, 16 nel Barese e 15 nella Bat. Infine, su 36.158 tamponi eseguiti dall’inizio dell’emergenza, i casi positivi sono 3.258, meno del 10%. Insomma, leggera flessione nei contagi, ma guardia sempre altra per debellare il coronavirus.

«Uniti nella fede»

L’Arcivescovo di Taranto, in esclusiva a “Costruiamo Insieme”

«Con i social abbiamo posto rimedio a una Pasqua singolare. Una partecipazione e un insegnamento importanti. L’incontro con l’Addolorata e il Signore, una preghiera per le vittime del virus e i più deboli. Il mio pellegrinaggio fra chiese, ospedali e casa circondariale. Papa Francesco e un messaggio gioioso: cancelliamo il Debito pubblico nei paesi in sofferenza»

 Una Pasqua singolare, vissuta fra le mura domestiche, ma vissuta cristianamente attraverso mezzi di comunicazione e social. Protagonista in una lunga serie di eventi di preghiera, l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, che ha concesso al nostro sito e alla web radio “Costruiamo Insieme” una lunga intervista.

Pasqua e Lunedì dell’Angelo appena trascorsi. Qual è il futuro di fede e preghiera che ci attende?

«La Settimana santa appena trascorsa, che non ha precedenti a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, non ci ha resi orfani della fede. Privati dalla partecipazione popolare, delle grandi processioni, dei pellegrinaggi, della gente che affollava le nostre chiese, momenti di preghiera a cui il popolo tarantino è legato, abbiamo comunque posto rimedio all’esperienza della comunità dei credenti, vivendo insieme il Triduo pasquale, Passione, morte e resurrezione del Signore come parte della propria vita».

Il ruolo di social e mezzi di comunicazione.

«Grazie ai mezzi di comunicazione è stato possibile partecipare fin dal Giovedì santo alla Messa della Cena del Signore, anche senza Lavanda dei piedi. Mi sono recato nel Santuario di San Domenico, per rivolgere una preghiera alla Madre di Dio: ho incrociato lo sguardo dell’Addolorata. Mi ha commosso in modo intenso, come la prima volta nella quale mi sono trovato al suo cospetto: le ho portato il dramma di tutta la gente, ho chiesto alla Madre di esserci vicina, confortarci, intercedere con il Signore perché questo disastro potesse finire, a Taranto, come in tutta Italia e nel mondo intero. E lo sguardo della Madre, pieno di dolore e dolcezza, ha trasmesso un messaggio di speranza, “Io sono con voi!”».

Una esperienza di fede che ha ripetuto.

«Quando mi sono recato nella chiesa di San Giovanni di Dio per celebrare la liturgia del Venerdì santo, incrociando il Cristo del SS. Crocifisso: un dolore grande misto a una dolcezza infinita; momento di preghiera che ho ripetuto al cospetto di Gesù morto nella chiesa del Carmine, nel centro cittadino, dove erano esposti i vari Misteri della Passione; con i pochi presenti, ho rappresentato un’intera comunità cristiana: ogni Mistero uno sguardo, una proposta di amore, per seguire il Signore nella sofferenza anche di questi giorni. Infine, la Veglia pasquale, celebrata nell’antica cattedrale di San Cataldo, altra grande esperienza di fede. La risposta dei “social” è stata intensa, come se questo senso di appartenenza, anche risvegliato se vogliamo, potesse essere vissuto anche così. Stessa emozione provata la domenica di Pasqua, quando mi sono recato nella Casa circondariale per fare visita ai detenuti: come sempre, ho ricevuto una grande accoglienza, le donne hanno fatto dono di mascherine realizzate in questi giorni; gli uomini, invece, hanno confezionato delle “scarcelle” per i “senza fissa dimora” del Centro notturno “San Cataldo vescovo”. Mentre impartivo la benedizione, la gente si affacciava, applaudiva, rivolgeva gli auguri di Buona Pasqua per ricambiare una visita che, come tutti gli anni, ripeto anche a Natale».

Altro incontro significativo, negli ospedali “SS. Annunziata” e “San Giuseppe Moscati”.

«Insieme con le autorità sanitarie ho rivolto una preghiera affinché la Scienza fosse messa a difesa della salute, della vita, con una benedizione dei pazienti. E’ il risveglio di una umanità che sente il momento difficile, ha bisogno di sentirsi unita e necessita di un amore sempre più grande che la sorregga. Questa esperienza potrà proseguire, ma spetta a noi tutti farla crescere nella vita quotidiana. L’Annuncio della Resurrezione è la speranza, non solo per la vita eterna – abbiamo perso tante persone a causa del virus – ma anche la domanda che nasce dal sentirsi fragili, presi alla sprovvista, come a domandarsi: “Ma come, noi che con la Scienza sentivamo di avere il controllo del mondo, qualcosa di inatteso ci ha colti alla sprovvista e messi all’angolo?”».

Cos’è la Scienza.

«Un elemento preziosissimo, al servizio della condizione umana nel suo insieme. Sentivo anche quell’espressione, ripetuta quasi fosse un mantra, “Andrà tutto bene”; non sono d’accordo: c’è un grave tributo di morti che stiamo pagando, fratelli che non ci sono più; dobbiamo, invece, impegnarci nel seguire con il massimo rigore le indicazioni che ci vengono impartite nel vivere in isolamento; a Taranto, rispetto alle altre province pugliesi, c’è un contagio meno diffuso, ma ciò non significa permettersi di abbassare la guardia: dobbiamo essere attenti e rigorosi. Dobbiamo fare tesoro del Signore risorto e in mezzo a noi».

Abbiamo conosciuto “l’esperienza della fragilità”, ha detto. Cos’altro deve insegnarci un vissuto così drammatico?

«Ci ha insegnato, intanto, a non considerarci i dominatori dell’universo, ma ad essere più realisti: da un momento all’altro si spengono migliaia di persone; accade qualcosa di desolante, il decesso di anziani, medici, operatori sanitari, la scomparsa di 104 sacerdoti deceduti impegnati nell’offrire i sacramenti; come possiamo ignorare immagini come i camion dell’esercito che trasportano defunti o le ceneri di questi? Tutte considerazioni che ci conducono a rivolgerci domande come “Chi siamo, per considerarci onnipotenti e dominatori della storia?”.

Abbiamo risorse enormi, ma è nostro compito farne tesoro e metterle a disposizione per un progresso più giusto, uno sviluppo economico diverso rispetto a quello esistente. E’ cambiata la prospettiva: utilizziamo questi segnali per fare del bene, poniamo al primo posto la vita e la salute, non il profitto, l’accumulo dei beni, il consumo compulsivo. Questa è la grande lezione che ci è data».

A detta di molti, questa sciagura ci renderà più buoni. Ma è proprio necessario che l’uomo debba essere sottoposto a prove così forti per accorgersi quanto sia importante l’esperienza della vita?

«Uscirne più buoni, non è automatico; ci sono inchieste su violenze consumate fra le mura domestiche, per esempio; occorre fare un passo avanti nella libertà del cuore, rispettare il significato della vita e non pensare che l’accumulo di beni sia lo scopo principale per il quale si vive. Occorre, invece, costruire una realtà in cui sia rispettata la dignità delle persone: non è automatico, dicevo, questo salto in avanti, è necessaria la collaborazione di persone di buona volontà».

Eccellenza, papa Francesco si è rivolto al mondo intero, non solo a quello cattolico: siamo tutti fratelli.

«Un messaggio straordinario, di condivisione del dramma umano; l’uomo non innalzi mura, non chiuda i porti, ma tenga il cuore spalancato: siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo remare tutti insieme, nella stessa direzione.

Altro grande appello di Sua Santità: l’abolizione del Debito pubblico nei Paesi deboli e riconoscere ai più poveri una rendita modesta, ma decorosa. Sono stato per diversi anni in America latina, conosco certe realtà: il peso di una grave situazione economica soffoca un qualsiasi Stato in via di sviluppo. La cancellazione del Debito, a suo tempo, l’aveva già proposta Papa Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000; molti Paesi si sono ripresi rendendo possibile un cammino che ha posto al centro la dignità delle persone e il dialogo fra i popoli: le differenze non siano ostacoli, ma occasioni per dialogare, crescere insieme».

Uno sguardo alla nostra Puglia, alla città di Taranto, come può e deve rinascere il nostro territorio?

«Il primo invito che sento di rivolgere ai nostri concittadini è di continuare a vivere in isolamento fino a che ci è chiesto e prestare attenzione alla ripresa: se pensiamo che questa sciagura sia stata solo una parentesi, abbiamo sbagliato tutto; è stata ed è, invece, una lezione di vita: dobbiamo stare in casa, uscire lo stretto necessario, oppure per lavoro, ma sempre prestando massima attenzione; da quanto accaduto abbiamo imparato a mettere la salute avanti a tutto, prima di un qualsiasi profitto personale».

Non fa mai mancare il sostegno e una parola per i più deboli.

«Dobbiamo sforzarci ad offrire al prossimo un lavoro degno, che possa far crescere la persona perché questa si realizzi nel rendersi utile alla società: un qualsiasi essere umano vive non quando ha una rendita, ma quando è impegnato in un’opera. Del resto, nel lavoro piccolo e grande siamo collaboratori della potenza creatrice di Dio. Infine, abbiamo una ricchezza che parte dalla bellezza naturale e dalla fede, prosegue nella cultura, grande esempio di una civiltà non arrogante, capace di dialogare, offrire un servizio all’intera società».

Coronavirus, dall’Italia all’estero

Nuova ricognizione, fra notizie dalla provincia ionica, la Puglia con informazioni inoltrate dal presidente della Regione, Michele Emiliano. Panoramica, inoltre, fra le notizie relative alla diffusione del Covid-19, dall’Italia e dall’estero.

 

CORONAVIRUS, CALA IL NUMERO DEI CONTAGI 

Calano ancora i nuovi casi di contagio da coronavirus in Puglia. Su 1.149 tamponi refertati, 53 sono le infezioni rilevate. Lo comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I decessi, invece, sono 11 (8 in provincia di Bari, 3 in provincia di Foggia). La metà dei nuovi contagi, 27 complessivi, sono stati registrati in provincia di Bari, altri 24 nella provincia di Brindisi. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, in Puglia sono decedute 278 persone, i pazienti guariti sono 288.

Si riduce il numero dei ricoveri (673), mentre sale ancora quello delle persone in isolamento domiciliare (1.299). Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati 33.071 test, i pugliesi positivi sono 3.118, quasi un terzo in provincia di Bari (989).

 

TARANTO, PASQUETTA BLINDATA

Nel giorno di Pasquetta, l’amministrazione comunale di Taranto ha disposto posti di blocco lungo le principali arterie cittadine, per contrastare spostamenti e gite fuori porta.

Tale dispiegamento di agenti e mezzi nel giorno di Pasquetta è stato predisposto dal tavolo tecnico interforze cui ha partecipato anche il sindaco Rinaldo Melucci che, accompagnato dagli assessori Gianni Cataldino e Francesca Viggiano e dal comandante Michele Matichecchia, ha raggiunto tutte le postazioni presidiate dalla Polizia Locale, per conoscere l’andamento del servizio e portare il personale saluto a donne e uomini in divisa.

 

ILVA, DIPENDENTE NEGATIVO AL SECONDO TAMPONE

E’ risultato negativo anche il secondo tampone effettuato sul dipendente Ilva, nei giorni scorsi ritenuto sospetto caso di Coronavirus, e  ricoverato nel reparto di Medicina per èer essere sottoposto alle cure del caso nell’ospedale “Moscati”.

 

AGRITURISMO, APPELLO DEL PRESIDENTE

Lettera-appello del presidente di Turismo Verde Cia, Pietro De Padova. Nel documento inviato al Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, vengono inoltrate precise richieste: intanto l’autorizzazione all’esercizio di attività di laboratorio per la trasformazione e il confezionamento dei prodotti aziendali da parte delle aziende agrituristiche; a seguire, l’autorizzazione per la consegna al domicilio del consumatore (catering) dei pasti preparati nell’agriturismo.

 

COVID-19 IN PUGLIA, MUORE CARABINIERE

Positivo al Coronavirus, è deceduto al Policlinico Riuniti di Foggia dove era ricoverato dallo scorso 25 marzo, un brigadiere dei carabinieri. Il militare, originario di San Severo e in servizio nella Compagnia di Lucera, aveva 57 anni. I colleghi dell’Arma lo ricordano come «un militare di gran cuore che amava il suo lavoro. Un uomo dalla profonda educazione, sempre disponibile con gli altri».

 

CORONAVIRUS, BARI INDAGINI SU RSA

La Procura di Bari ha aperto una indagine sulle residenze per anziani del territorio provinciale nelle quali si sono verificati decessi e decine di contagi di coronavirus, tra gli ospiti come tra il personale. Il fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, è coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Rossi. Gli accertamenti sono delegati ai carabinieri del Nas che stanno acquisendo documentazione in quattro strutture dell’area metropolitana e negli uffici della Asl di Bari, incaricata dei tamponi.

 

TERLIZZI, SINDACO LIMITA ORARI PER PASSEGGIO DEI CANI

Fino al 3 maggio a Terlizzi si potrà uscire a passeggio con i cani soltanto entro 200 metri dalla propria abitazione e in tre fasce orarie giornaliere: all’alba, subito dopo pranzo e la sera fino a mezzanotte. Lo ha stabilito il sindaco della cittadina in provincia di Bari con una nuova ordinanza nell’ambito dell’emergenza coronavirus, che prevede «una stretta rispetto alle abitudini elusive».

 

MILANO, PERQUISIZIONI AL “TRIVULZIO” 

La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni nelle sedi del Pio Albergo Trivulzio di Milano e in altre strutture, nell’inchiesta aperta dalla Procura sul fronte delle Rsa. La squadra di Polizia giudiziaria è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese.

Da marzo ad oggi, al Trivulzio sono 143 i morti. A partire dai primi giorni di marzo, i sindacati Cisl-Cgil avevano inviato lettere ai vertici dell’istituto lamentando l’assenza di mascherine e presunte minacce agli infermieri che volevano usarle.

 

PASQUETTA, DENUNCE A RAFFICA

Denunce a nel giorno di Pasquetta. Secondo dati del Viminale, sono state oltre 16.545 le persone sanzionate per aver violato i divieti di spostamento; 88 per aver fornito false dichiarazioni e 29 per violazioni della quarantena e per il mancato rispetto delle misure di contenimento da coronavirus.

 

TRE MEDICI DECEDUTI, SALGONO A 112 VITTIME

Altri tre medici deceduti. Sale a 112 il numero delle vittime tra i camici bianchi a causa del Covid-19. Sono deceduti un medico palliativista, un odontoiatra e un cardiologo. Lo ha reso noto la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, che aggiorna la lista dei decessi considerando medici in attività, medici pensionati tornati in attività o comunque richiamati per l’emergenza e medici pensionati.

 

BASILICATA, IERI NESSUN CASO DI COVID-19

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in Basilicata non si registrano nuovi casi di coronavirus. Infatti, gli ultimi 214 tamponi eseguiti in regione, hanno dato tutti esito negativo. In totale, in Basilicata, si contano 265 contagiati da Covid-19.

 

UE, DOPO LO STOP ALLE RESTRIZIONI MONITORAGGIO COSTANTE

Qualsiasi allentamento graduale delle restrizioni porterà “inevitabilmente” ad un corrispondente aumento di nuovi casi. Lo scrive la Commissione Ue nella sua bozza di roadmap inviata agli Stati dell’Unione. Per questo, raccomanda Bruxelles, serve un monitoraggio costante e la prontezza nel reintrodurre le misure fin qui adottate.

 

GB, PIL IN CADUTA LIBERA

Calo storico del Pil britannico che registra il -13%. L’emergenza generale e il blocco delle attività economiche  legate al lockdown, potrebbe tradursi entro la fine dell’anno in una disastrosa caduta economica verticale. Lo ha reso noto l’Office for Budget Responsability (Obr) in un rapporto basato su uno scenario di 3 mesi di lockdown, in cui si calcola un tracollo del 35% nel secondo trimestre e poi un rimbalzo positivo. Questo tracollo potrebbe portare anche alla perdita di 2 milioni di posti di lavoro.

 

TURCHIA, CURE GRATUITE CONTRO CORONAVIRUS

In Turchie, quanti si ammaleranno di Covid-19,verranno curati gratuitamente nelle strutture sanitarie statali, anche se non risultano ufficialmente iscritti ai registri della sicurezza sociale. Lo ha stabilito un decreto presidenziale pubblicato stamani sulla gazzetta ufficiale di Ankara.

 

UE, DECRETO AIUTA-IMPRESE

La Commissione europea ha dato oggi il via libera al decreto legge imprese che consentirà di attivare interventi in favore del settore produttivo per fare fronte alle conseguenze dell’emergenza coronavirus. Con due decisioni distinte Bruxelles ha dato luce verde alle misure a sostegno dell’economia del valore di circa 200 miliardi e allo schema di garanzie destinato ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese.

 

CINA IMPORT-EXPORT, LENTA RIPRESA

La Cina vede ritornare il surplus commerciale a marzo: 19,9 miliardi di dollari, in calo sui 31,5 miliardi di marzo 2019. Su base annua, hanno riferito le Dogane cinesi, l’export cede il 6,6% (contro stime a -14% e un tonfo a -17,2% di gennaio-febbraio). Dal suo canto l’import accusa una contrazione dello 0,9%, molto meno del 9,5% stimato dagli analisti (-4% nel primo bimestre 2020).

 

STATI UNITI, 1.500 DECESI IN UN GIORNO

Altri 1.509 deceduti negli Stati Uniti a causa del coronavirus. Si alza a un totale di 23.529 il numero di morti a causa dell’epidemia. E’ lo stato di New York l’epicentro negli Usa, l’impietoso bollettino conta oltre 10.000 vittime per Covid-19.

 

«Micio e fido, salvi!»

Cina, un disegno di legge contro l’uccisione di cani e gatti

Un disegno di legge, che sarà solo ritoccato, mette in salvo venti milioni di animali domestici. La pandemia da coronavirus ha accelerato la pratica e affari tra i 20 e i 30 miliardi di euro l’anno

Ogni anno in Cina, vengono macellati per essere mangiati, dai dieci ai venti milioni di cani. Questa mattanza generata da tempo immemore per motivi alimentari, non ci sarà più. E’ una proposta di legge, al vaglio di quanti hanno accolto il testo che diventerà decreto. Si tratta di formalità, i passi importanti perché milioni di animali, in buona parte del resto del mondo considerati domestici, non vengano uccisi e serviti a tavola, sono stati già compiuti. A spianare la strada al disegno di legge che balenava nella mente di numerosi animalisti cinesi, c’è voluto anche il coronavirus. E’ stata la pandemia, che potrebbe essere scaturita proprio dalla Cina, ad avere accelerato l’intero sistema legato, sì all’alimentazione, ma anche al business generato dalla vendita di cani e gatti, come animali da compagnia, calcolato dai venti ai trenta miliardi di euro l’anno.

Una simile decisione assegnerà un nuovo status giuridico a cani e gatti finalmente diventati animali da compagnia, piuttosto che essere considerati carne per il consumo umano: vedere praticamente azzerato il numero delle uccisioni di cani e gatti, è un grande risultato.

Va detto che la carne di cani e gatti è consumata da una minoranza di cinesi, ma stavolta c’è una prima ufficialità: “micio” e “fido” sono stati esclusi per la prima volta da un elenco ufficiale di animali commestibili. Pubblicato, si diceva, in una proposta di legge voluta dal ministero dell’Agricoltura e degli Affari rurali, nel testo sono inclusi suini, bovini, ovini, pollame e cammelli. Con la specifica che per “bestiame” si intende «animali che sono stati addomesticati e fatti riprodurre per lungo tempo», per ottenere prodotti alimentari come carne e uova, oppure pelliccia, ma anche a scopi medicinali e militari.

CORONAVIRUS, COMINCIA DA LI’

La decisione è arrivata dopo lo stop di febbraio impresso sul commercio e il consumo di animali selvatici, una pratica che potrebbe aver generato i primi focolai del Covid-19. E’ stata Shenzhen, la prima città cinese a mettere al bando il consumo e commercio di carne di cani e gatti.

La proposta di legge estesa in tutta la Cina, è nella cosiddetta fase di consultazione aperta al pubblico per suggerimenti e migliorie, ma può già considerarsi una svolta maturata in seguito alla pandemia e per il peso, si diceva, che gli animali da compagnia hanno guadagnato nella società, capaci di generare un giro d’affari annuo stimato tra i 20 e i 30 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i cani, ma anche i gatti, insieme al progresso della civiltà umana, alla preoccupazione pubblica e all’amore per la protezione delle due categorie, gli animali domestici sono stati addestrati per diventare animali da compagnia. Del resto, a livello internazionale cani e gatti non sono mai stati considerati bestiame e, da oggi, non saranno più considerati come tali in Cina.

Se approvata, la proposta di legge sarà un enorme passo avanti per la protezione degli animali in Cina e un cambio culturale davvero importante secondo la Humane Society International, l’associazione che stima tra i dieci e i venti milioni i cani uccisi ogni anno in Cina per la loro carne. In particolare, migliaia di questi animali sono macellati durante la “Festa della carne” di cane di Yulin, in condizioni ritenute crudeli dai difensori degli animali.

Provate ad immaginare quanto successo e denunciato in questi anni. Alla vigilia della “Festa”, sparivano letteralmente nel nulla gli animali domestici di decine di migliaia di proprietari di cani e gatti. Che fine facessero non è difficile immaginarlo: sulla tavola di altrettante decine di migliaia di consumatori che se la spassavano in pranzi luculliani, “alla salute” di bambini, donne e uomini in lacrime per aver perso i propri cuccioli consapevoli di che fine, povere bestiole, avessero fatto.

«Ripresa graduale»

Giuseppe Conte, Covid-19 conferenza stampa da Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio indica variazioni nelle attività: librerie, negozi di abbigliamento per bambini e cartolerie. «Dovessero presentarsi condizioni incoraggianti, riapriremo le attività produttive prima della data stabilita»

 Dopo l’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nuova rassegna sul nostro sito circa il difficile momento che attraversa il nostro Paese a causa del Covid-19. Ricognizione di “Costruiamo Insieme” sulle notizie utili ad avere un quadro completo sull’emergenza-coronavirus avvertita in Italia, nella regione Puglia e nella provincia di Taranto.

Governo, lockdown fino a 3 maggio

Coronavirus, spiragli da parte della Protezione civile, che invita a non abbassare la guardia. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, lo ha dichiarato venerdì sera nel suo discorso al Paese nel quale ha ribadito il leggero calo di contagi e decessi, invitando nello stesso tempo gli italiani a non vanificare gli sforzi fin qui prodotti. Dunque, massima cautela e resistere fino al prossimo 4 maggio, quando potrebbero giungere le prime buone notizie per una ripresa lenta, ma costante delle attività in tutto il Paese.

Il presidente del Consiglio nel suo discorso da Palazzo Chigi, ha inoltre indicato variazioni per le attività aperte al pubblico: librerie, negozi di abbigliamento per bambini e cartolerie. «Dovessero presentarsi condizioni incoraggianti – ha auspicato Conte – riapriremo le attività produttive prima della data stabilita»

Per il sesto giorno consecutivo, dunque, calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto alle ventiquattro ore precedenti. Fra questi, 1.236 sono in Lombardia, in calo di 21 rispetto al giorno prima. Dei 96.877 malati complessivi, 28.399 sono, invece, ricoverati con sintomi (86 in meno rispetto al dato del giorno precedente) e 64.873 attualmente sono in isolamento domiciliare.

Complessivamente sono 96.877 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto alla giornata di giovedì (1.615). Mercoledì si era invece avuto un incremento pari a 1.195 unità.

Puglia, 93 positivi e 12 morti

Sono complessivamente 93 i casi positivi al Covid-19 registrati nella giornata di ieri in Puglia su un numero di 1.727 tamponi eseguiti. Lo ha comunicato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. I decessi, invece, sono 12: due in provincia di Foggia, tre in provincia di Lecce, due nella provincia di Bari, uno nella Bat, tre in provincia di Brindisi e uno nella provincia di Taranto. Il numero di guariti, 235, ha quasi raggiunto quello dei decessi, 238 complessivamente. Sono 711, invece, i pazienti ricoverati e 1.076 quelli in isolamento. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 27.812 test, i casi positivi sono in tutto 2.809, di cui 886 nella sola provincia di Bari e 721 in provincia di Foggia.

Pasqua e Pasquatta, esercizi chiusi

Il presidente della Regione Puglia ha emanato un’ordinanza che dispone la chiusura al pubblico delle attività commerciali al dettaglio di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, nei giorni 12 aprile (Santa Pasqua) e 13 aprile (Lunedì dell’Angelo) 2020.

Consentite:

–  Vendite a mezzo ordinazione con strumenti digitali o telefonici, con consegna al domicilio del cliente nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per il confezionamento che per la consegna, fermi restando gli effetti di eventuali provvedimenti sindacali più restrittivi che vietano anche la vendita a domicilio, emanati nell’esercizio dei poteri di cui al TUEL, limitatamente all’ambito territoriale comunale di riferimento.

–        L’esercizio di edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Taranto, messa senza processione e fedeli

“Vergine, Addolorata, Madre di Dio e della Chiesa, sono venuto qui come pellegrino solitario; ho sentito sulle mie spalle tutte le preghiere dei tarantini che volevano essere qui a vederti”. Con queste parole la scorsa notte ha iniziato la sua preghiera nella chiesa di San Domenico, l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro. L’atmosfera è surreale: nessuna processione, nessun fedele, solo l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Con lui, pochi confratelli, disposti all’interno della chiesa nel pieno rispetto delle regole di distanziamento. Al suono della troccola, lo strumento che scandisce i Riti della Settimana santa tarantina, la statua dell’Addolorata, ha compiuto un breve tratto all’interno della chiesa sostenuta per la prima volta dallo stesso arcivescovo e da don Emanuele Ferro, padre spirituale della Confraternita dell’Addolorata. Prima del rientro, Sua eccellenza, monsignor Santoro, ha pronunciato la preghiera alla Vergine.

Ospedale Moscati, sessantotto pazienti sotto osservazione

L’ASL Taranto comunica che l’ospedale Covid “San Giuseppe Moscati” ospita, alle ore 19 del 9 aprile 2020, n. 68 pazienti, così distribuiti:

  1. 3 presso il reparto di Rianimazione;
  2. 25 presso il reparto di Pneumologia;
  3. 31 presso il reparto Malattie Infettive;
  4. 9 presso il reparto di Medicina Covid.

Si tratta per la quasi totalità di pazienti Covid. Alcuni dei degenti sono in attesa di primo tampone, altri in attesa del secondo per la conferma.

Nella giornata di ieri sono stati dimessi due pazienti Covid, che risultano guariti. Entrambi ricoverati nel reparto Malattie Infettive.

Comandante Matichecchia, «Rispetto per la La Polizia locale»

Il comandante Michele Matichecchia, chiede rispetto per la Polizia Locale di Taranto. Rispetto per il lavoro silenzioso delle forze dell’ordine, caposaldo della tenuta democratica del Paese.

«Sono certo – scrive agli organi di informazione lo stesso comandante della Polizia Locale – che un partito di grande esperienza politica come la Lega condivida questo elementare principio; ritengo che i suoi rappresentanti nazionali siano evidentemente all’oscuro della maldestra operazione di marketing autopromozionale con la quale alcuni esponenti territoriali hanno espresso gratitudine alle Forze dell’ordine per il lavoro svolto nell’emergenza Covid-19, omettendo volutamente il Corpo della Polizia Locale di Taranto: evidentemente per i rappresentanti di Lega Giovani della Provincia di Taranto, la Polizia Locale non è degna di menzione tra le forze dell’ordine che “sono in grado di normalizzare ciò che normale non è».

 

Vendono disinfettante del 1989, denunciati

Vendevano gel disinfettante prodotto più di trent’anni fa, dopo averlo “rigenerato” travasando nuovo igienizzante nella confezione per eliminare le parti metalliche che col tempo si erano formate, e infine attaccando sul flacone una nuova etichetta. Così 27mila flaconi di gel, pericoloso per la salute secondo gli esperti dell’Asl, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Lecce e Otranto che ha denunciato per frode in commercio i titolari di due attività, all’ingrosso e al dettaglio.

«Cosa possiamo fare?»

Jibril, etiope, trentasette anni, l’impegno contro il coronavirus

«Ho telefonato alla Croce Rossa italiana: quale può essere il nostro contributo nella lotta al Covid-19? Una spesa solidale, mi hanno risposto. Con i miei connazionali ho riempito carrelli con generi alimentari e prodotti per l’infanzia. La mia fuga dalla guerra, l’arrivo in Italia, l’ospitalità e un lavoro da magazziniere. Sposato, ho tre figli, amo questo Paese»

Cinque carrelli pieni di beni alimentari e prodotti per l’infanzia. Al di là del peso reale della “spesa” per quanti ne hanno bisogno, è il gesto che colpisce. «Abbiamo un debito con l’Italia, non vogliamo saldarlo con le azioni di volontariato che io e i mei connazionali stiamo svolgendo in tutta Italia a causa del coronavirus, intanto perché sentiamo l’obbligo di aiutare il prossimo che ha bisogno di assistenza; faremo altro ancora, di sicuro questo è uno dei contributi che sentiamo di fare con il cuore».

Jibril, etiope, trentasette anni, in Italia da una quindicina di anni, è uno dei maggiori promotori nel sostenere, con tanto di mascherina, qualsiasi iniziativa si tenga in tutta Italia. Potenza dei social, intanto, se tiene continui contatti con i suoi connazionali diventati nel tempo italiani a tutti gli effetti. E, allora, Jibril, racconta il suo arrivo in Italia, anche per lui uno sbarco. Come per molti dei nostri ragazzi, fra operatori e ospiti del Centro di accoglienza “Costruiamo Insieme”.

«Sono arrivato su un barcone quindici anni da – lo ricordo bene, chi può dimenticarlo… – anche io, come tanti miei connazionali e tanti altri fratelli africani, ho messo le gambe in spalla e sono fuggito: sono scappato dalla guerra; l’Italia è sulle ginocchia, ma si sta riprendendo: questo Paese non merita quello che le sta accadendo, e non lo dico per compiacere i miei amici italiani negli anni diventati davvero tanti».

CINQUE CARRELLI…

Jibril ha consegnato alla Croce Rossa la “sua” spesa solidale. Una colletta fra connazionali, consegnata con tanto di mascherina agli addetti alla raccolta di beni di consumo da consegnare ad anziani, famiglie in difficoltà.

Ancora a proposito di quel viaggio per l’Italia. «Quando mi trovato in mezzo al Mediterraneo, dopo aver attraversato il Sudan e la Libia, abbiamo avvistato una imbarcazione con a bordo personale della  Croce Rossa italiana; è grazie a loro che il mio viaggio di speranza ha cominciato a prendere una piega fortunosa: così, a me e i miei compagni di viaggio, ci hanno accompagnato a Lampedusa. Da lì in poi, ognuno ha scelto la sua destinazione». Sicilia, Calabria, Puglia e, ancora, Roma e Milano, per quanti avevano scelto destinazioni italiane. Jibril, ha compiuto un percorso importante, si è guadagnato fiducia e lavoro, tanto da aver messo su famiglia. «Adesso lavoro come magazziniere – racconta il trentasettenne etiope – sono sposato e ho tre figli: dobbiamo tutto all’Italia». Non facciamo populismo, ma anche l’Italia deve molto a Jabril e quanti, come lui, hanno amato a prima vista l’Italia e hanno deciso di mettere le proprie radici in questo Paese.

E così la sua comunità in questi giorni di emergenza Coronavirus ha chiamato la Croce Rossa per chiedere cosa potesse fare lui, insieme con connazionali e fratelli africani, per manifestare una sentita vicinanza a quanti si stessero dibattendo nella paura da Covid-19. E, allora, ecco la “spesa solidale”. Cinque carrelli di beni alimentari a lunga scadenza e prodotti per l’infanzia. Non solo un gesto simbolico ma un’azione concreta di solidarietà, per restituire intanto la gratitudine di una comunità allargata verso la “sua” Croce Rossa, che tanto ha fatto per lui, per loro e quanti come loro sono diventati italiani “a tempo pieno”.

SOLIDARIETA’ INFINITA

«In questi giorni, siamo in prima linea tanto sul piano sanitario quanto su quello sociale per garantire a tutti il diritto alla salute, alla cura, alla dignità», ha spiegato Luigi Maraghini Garrone, Presidente della Croce Rossa di Milano. «La solidarietà della comunità etiope, in particolare, ci commuove e ci incoraggia a compiere ogni giorno un passo in più; per fare ciò, abbiamo attivato misure eccezionali per rispondere prontamente ai bisogni della gente e garantire la tutela di operatori e delle persone che soccorriamo; stiamo affrontando un momento di forte stress operativo e ogni contributo è, dunque, fondamentale a sostegno del nostro impegno». La città con la maggiore concentrazione di etiopi in Italia è Roma (2.368), seguono Milano (598) e Parma (343).

Ancora a proposito di Etiopia, il Primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, ha dichiarato lo stato di emergenza come misura per contenere la pandemia di Covid-19 nel Paese. Il provvedimento è stato reso noto dall’ufficio del premier . «Considerando la gravità del Covid-19,  il Governo dell’Etiopia ha messo in atto uno stato di emergenza», ha dichiarato l’ufficio di Ahmed. Nelle scorse settimane il Primo ministro aveva annunciato la chiusura di tutti i confini dell’Etiopia, mentre alle forze di difesa nazionali è stato ordinato di bloccare il movimento delle persone lungo tutti i confini, ad eccezione che per i beni essenziali in arrivo nel Paese. E’ bene ricordare che ad Abiy Ahmed Ali, promotore dello storico accordo di pace con l’Eritrea, lo scorso anno è stato meritatamente assegnato il Nobel per la pace.

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