Morto all’età di 86 anni

Quattro volte premier, fondatore di Fininvest e Mediaset, ex presidente del Milan e ideatore di Forza Italia, è scomparso lunedì mattina. Trent’anni di attività, le battaglie politiche, le vittorie nell’informazione e nel calcio. 

 

“Caro Presidente, le chiedo scusa: non trovo le parole”. E’ il messaggio diffuso su Twitter da un addolorato Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, medico personale dell’ex premier, che lo stava curando insieme all’ematologo Fabio Ciceri.

Addio a Silvio Berlusconi. La notizia viene subito diffusa dall’agenzia giornalistica Ansa. Per lui i funerali di Stato mercoledì 14 giugno nel Duomo di Milano, la sua città. Quattro volte presidente del Consiglio, fondatore di Fininvest e Mediaset, ex presidente del Milan, e ideatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi è morto lunedì 12 giugno dopo l’improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute che lo avevano costretto ad un nuovo ricovero all’ospedale San Raffaele. Aveva ottantasei anni. Combatteva da tempo contro una forma di leucemia cronica che gli è stata fatale.

Berlusconi lascia in eredità a questo Paese, oltre ad un grande vuoto, affettivo e imprenditoriale, molti temi sui quali tanti italiani si sono confrontati in tutti questi anni. Già lunedì si parlava di un’Italia diversa, se non ci fosse stato il quattro volte presidente del Consiglio, a dividere ed unire la politica. Una sinistra che se ne esce con le ossa rotte, in particolare all’interno del partito di maggior riferimento e che poco, confermano i politologi, ha saputo opporre in tutti questi anni perdendo per strada pezzi importanti.

 

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QUELLA DESTRA MODERATA

Nel contempo, Berlusconi è riuscito a fondare un partito moderatamente di Destra, nel quale si riconosceva anche un’anima popolare del Paese, e a far convivere con inviti talvolta perentori, Lega e Alleanza nazionale, poi superata dalla brillante opera messa a punto dall’attuale premier, Giorgia Meloni. Risultato, Destra batte sinistra 2-0. Se non è un capolavoro politico del Signor B, allora di chi è?

Ma veniamo alla cronaca. Quella che di fatto da lunedì ha modificato i palinsesti di tutte le tv e tutti i tg, da Rai a Mediaset, da La7 a Sky. Per non parlare della stampa, fisiologicamente lenta rispetto a siti e social, che ha potuto preparare nell’arco dell’intera giornata titoli (e i servizi) a tutta pagina di martedì 13 giugno.

Leggiamone alcuni: L’Italia senza Berlusconi (Corriere della sera), Il primo populista (Repubblica), Ciao Cavaliere (Stampa), Una storia italiana (Domani e Secolo XIX), L’era di Silvio (Mattino), Ora che destra sarà? (Unità), Come te non c’è nessuno (Riformista), Addio Silvio (Tempo), Ha vinto lui (La Verità), L’ultimo cavaliere (Giornale), Morto Silvio non se ne farà un altro (Libero); e, ancora, i quotidiani pugliesi: Senza Silvio (Gazzetta del Mezzogiorno), Berlusconi, il suo ultimo messaggio: “Il Sud priorità per l’Italia” (Quotidiano), Quel giorno di Silvio a Taranto (Buonasera Taranto), Addio a Silvio Berlusconi: ha cambiato anche il Sud (L’Edicola del Sud).

Molti ricorderanno che, dall’ospedale, Berlusconi era stato dimesso lo scorso 19 maggio. Era stato ricoverato per 45 giorni, per curare polmonite e problemi renali provocati dalle insistenti cure affrontate per combattere per la leucemia. Rientrato in ospedale il 9 giugno, nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto durante la notte fra domenica e lunedì, fino al doloroso epilogo di lunedì intorno alle 9.30.

 

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NONOSTANTE PROBLEMI…

Nonostante le sue condizioni di salute, l’indiscusso leader di Forza Italia, stava lavorando alla riorganizzazione del partito in vista delle prossime elezioni europee (un suo video era stato proiettato durante la convention di Forza Italia). Quando le sue condizioni sono andate peggiorando, la sua famiglia è stata convocata con urgenza. Mentre Marta Fascina era al suo fianco, hanno raggiunto l’ospedale il fratello Paolo e i figli Marina, Pier Silvio, Barbara ed Eleonora (Luigi invece era fuori Milano).

Fra figure istituzionali e politiche, i primi ad arrivare al San Raffaele sono stati il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e Angelino Alfano (per lungo accanto a Berlusconi).

In occasione dei funerali di Stato di Silvio Berlusconi che si terranno in Duomo a Milano, saranno allestiti maxischermi in piazza per assistere alle esequie dell’ex premier. La produzione della diretta televisiva verrà realizzata da Mediaset.

 

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DAI LEADER AL PAPA

La notizia della scomparsa di Berlusconi ha fatto il giro del mondo. Attestati di stima sono giunti da chiunque, da amici come da alleati, ma anche avversari. Romano Prodi, storico rivale che nella giornata di martedì ha perso improvvisamente la moglie, ha riconosciuto la sua grande influenza per il Paese, Elly Schlein (PD) Giuseppe Conte (Cinquestelle). “Per tanti anni è stato come un fratello” (Umberto Bossi, Ignazio La Russa). “Era un combattente che ha insegnato all’Italia a non darsi per vinta”, ha dichiarato Giorgia Meloni. “Ora senza di lui sarà più difficile, lui metteva tutti d’accordo” (Matteo Salvini).

Vladimir Putin, ha voluto ricordare “un vero amico”, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen: “Ha plasmato il suo amato Paese”, mentre il Papa ne ha sottolineato la “tempra energica”. Fino ai funerali, la salma di Silvio Berlusconi resterà a villa San Martino ad Arcore. Per motivi di ordine pubblico l’ingresso è stato strettamente riservato ai familiari più stretti.